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Al lavoro sulle corazze digitali

L’Android da battaglia

di

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09

lug

2012

Per i militari americani uno smartphone buono è uno smartphone dalla sicurezza extra. Ne trarremo giovamento?

Anup Ghosh è professore della George Mason University, già program manager per la Difesa americana e poi fondatore di Invincea, società che dalla fondazione ha sempre lavorato nell’ambito della sicurezza con i militari.

Invincea ha firmato un contratto milionario per il mobile armour, sostanzialmente un dispositivo che offra quelle caratteristiche di sicurezza tanto ambite nel settore militare.

Il problema è analogo a quello che nel mondo delle imprese va sotto il nome di consumerization ed è magari identificato con l’acronimo BYOD (Bring Your Own Danger, anzi… Device!). Che i soldati vogliano utilizzare smartphone o tavolette anche quando si trovano impegnati in azione è comprensibile. Che questo possa comportare rischi elevati per la vita di altri è altrettanto comprensibile e plausibile.

Nelle zone operative esistono oggi diversi oggetti di questo genere, realizzati da diversi fornitori.

Il Ministero della Difesa statunitense ha pubblicato un documento in cui riepiloga le proprie considerazioni sul tema. La lettura è interessante, anche se non propriamente appassionante. Il desiderio è sfruttare le potenzialità di questi strumenti, cercando di realizzare

a wireless security architecture that mitigates the risk of mobile device exploitation while leveraging new and emerging technical capabilities.

La strategia di Invincea è chiaramente esposta da Ghosh:

By separating untrusted apps and content we are preventing the compromise of the operating system.

Si parla di Android e non di altri sistemi operativi in quanto dubito fortemente che la piattaforma iOS di Apple possa essere modificata così da soddisfare le esigenze di sicurezza dei militari.

Sono attività che potrebbero avere ricadute interessanti ed importanti anche nel mondo civile, nonché un ulteriore evidente segnale dell’importanza che lo spazio digitale riveste in concreto anche per i militari. Vedremo se porterà a piattaforme più sicure per tutti o solo ad apparati bellici più efficienti.




Francesco Armando (@quasidot) ha iniziato a curiosare nel mondo dell’informatica ai tempi del glorioso Commodore 64 e da allora non è riuscito a smettere. Ha un debole per i temi della privacy, della disponibilità e della sicurezza. Pare lavorare presso un vendor europeo specializzato nella network security e si diletta a provare servizi online più o meno improbabili. Il suo blog è testimone di queste divagazioni quasi ragionevoli.

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Un commento

  1. L’Android da battaglia | Apogeonline » quasi.

    [...] L’Android da battaglia | Apogeonline. Share this:FacebookShareEmailPrint  Posted by af at 22:25  Tagged with: apogeo, articolo [...]

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