Dalle realtà locali a Mozilla

Il software libero a convegno nelle Marche

di

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03

lug

2012

C’è bisogno di parlare e confrontarsi sul software libero. E di manifestazioni capaci di crescere e coinvolgere.

Anche quest’anno, come avviene regolarmente dalla primavera del 2007, si è tenuta la Conferenza Italiana Software Libero, anche nota con l’acronimo ConfSL: un evento di respiro nazionale a cavallo tra il convegno di carattere accademico e il ritrovo annuale delle principali realtà nazionali impegnate nell’ambito delle tecnologie open.

L’edizione di quest’anno, tenutasi presso il polo scientifico dell’Università Politecnica delle Marche sulle colline di Ancona (location piacevole ma forse un po’ fuori mano), ha visto come di consueto convivere queste due anime: giovedì 21 giugno si è tenuta una giornata di confronto tra le varie realtà interessate, “Aspettando ConfSL 2012”; mentre venerdì e sabato mattina sono stati dedicati agli interventi di presentazione dei vari contributi scientifici (presentati con call for papers nei mesi precedenti), tra cui anche due keynote speech di Tristan Nitot (portavoce di Mozilla in Europa) e Stefano Zacchiroli (Debian Project Leader). Prima di darsi appuntamento all’anno prossimo, c’è stato il tempo per una tavola rotonda conclusiva mirata a far emergere (anche e soprattutto con le istituzioni pubbliche invitate) i temi caldi e più urgenti dell’innovazione italiana legata all’applicazione delle tecnologie “open”.

Vincenzo Bruno (Università della Calabria e Hacklab Cosenza), nel comitato organizzatore dell’evento fin dalla sua prima edizione (tenutasi appunto a Cosenza), ha dichiarato:

L’obiettivo primario della Conferenza Italiana sul Software Libero è quello di fare il punto sullo stato dell’arte del Software Libero in Italia. La Conferenza inoltre vuole essere luogo di incontro di tutti i soggetti che sono coinvolti nello sviluppo e nell’uso del Software Libero in Italia, ovvero imprese, enti pubblici, università, sviluppatori, ricercatori ed appassionati, per conoscersi e avviare collaborazioni e progetti.

Sul sito ufficiale dell’evento è possibile scaricare sotto licenza libera gli atti delle edizioni precedenti e a breve dovranno essere diffusi anche quelli più recenti. È in progetto anche la realizzazione di una vera e propria pubblicazione (sia cartacea che in formato ebook).

Come ogni anno, prima della saluti finali, è stata resa nota la sede della prossima edizione, che sarà la Facoltà di giurisprudenza dell’Università dell’Insubria (Como) e avrà come referenti locali Davide Taibi di UniInsubria e alcune realtà attive sul territorio (come LUG Como e Open Soft Engineering). Avremo modo di fornire maggiori aggiornamenti quando nei prossimi mesi verrà diffusa la nuova call for papers.

Questa manifestazione ha dimostrato di saper superare gli anni,
riuscendo a diventare un appuntamento fisso per gli appassionati
italiani del settore. Ovviamente, come spesso accade quando si parla
di temi percepiti ancora come molto tecnici e di nicchia (come appunto questo), l’importante è non lasciarsi deviare dalla tentazione
dell’autoreferenzialità e cercare il più possibile di rivolgersi ad
una platea più ampia senza però snaturare il senso delle proposte.
Cosa non facile (specie in Italia), ma non impossibile.

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Simone Aliprandi (@simonealiprandi) ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft. Maggiori informazioni sul suo blog.

In Rete: www.aliprandi.org

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