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	<title>Commenti a: Fate studiare internet dai banchi di scuola</title>
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	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Feb 2012 15:24:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Alessandro Gilibini</title>
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		<dc:creator>Alessandro Gilibini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 20:46:31 +0000</pubDate>
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		<description>Credo sia necessario intendersi su cosa significa &quot;Internet è una realtà quotidiana in molte scuole italiane&quot;: certo, molti insegnanti navigano il web e inviano email. Ci mancherebbe! Altra cosa è fare didattica con internet e i nuovi media digitali, non come semplici fonti di informazione, ma come strumenti che favoriscono un apprendimento &quot;orizzontale&quot;, collaborativo, dove l&#039;allievo è protagonista attivo del proprio sapere e l&#039;insegnante ha il ruolo di facilitatore e guida. In questo senso siamo ancora distanti da un utilizzo a tutto tondo delle nuove tecnologie, vuoi per mancanza di investimenti nella scuola, vuoi per una diffusa ignoranza tra gli insegnanti di ciò che internet e i media digitali possono dare loro. Oltre all&#039;email e a wikipedia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo sia necessario intendersi su cosa significa &#8220;Internet è una realtà quotidiana in molte scuole italiane&#8221;: certo, molti insegnanti navigano il web e inviano email. Ci mancherebbe! Altra cosa è fare didattica con internet e i nuovi media digitali, non come semplici fonti di informazione, ma come strumenti che favoriscono un apprendimento &#8220;orizzontale&#8221;, collaborativo, dove l&#8217;allievo è protagonista attivo del proprio sapere e l&#8217;insegnante ha il ruolo di facilitatore e guida. In questo senso siamo ancora distanti da un utilizzo a tutto tondo delle nuove tecnologie, vuoi per mancanza di investimenti nella scuola, vuoi per una diffusa ignoranza tra gli insegnanti di ciò che internet e i media digitali possono dare loro. Oltre all&#8217;email e a wikipedia.</p>
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		<title>Di: Social Sharing &#8211; July 30th : Catepol 3.0</title>
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		<dc:creator>Social Sharing &#8211; July 30th : Catepol 3.0</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 09:19:32 +0000</pubDate>
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		<description>[...] catepol shared Fate studiare internet dai banchi di scuola. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] catepol shared Fate studiare internet dai banchi di scuola. [...]</p>
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		<title>Di: marina piras</title>
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		<dc:creator>marina piras</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 17:03:49 +0000</pubDate>
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		<description>Non solo Internet condiziona nella nostra quotidianità la vita sociale, economica e, perfino, politica ma diventa sempre più utilizzata nella prassi didattica e educativa nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, a fianco agli strumenti culturali tradizionali. Non sto a descriverne l&#039;uso negli Atenei italiani dove gli studenti ormai comunicano con i docenti, con gli uffici delle varie facoltà e con i colleghi on line. Superato il gap ideologico (o demografico) con i nativi digitali, un numero sempre maggiore di docenti utilizza con gli alunni la Rete come fonte-strumento-mezzo per comunicare, informare, fare scambio di conoscenze ed esperienze con altre scuole, portare avanti progetti comuni di potenziamento ed arricchimento delle conoscenze. Per non parlare poi della formazione a distanza, il cosiddetto &quot;elearning&quot;, che, come noto, consente la trasmissione di istruzioni e dati da parte dei formatori con il conseguente feedback dei discenti impossibilitati per vari motivi alla presenza &quot;fisica&quot; alla lezione. Considerare Internet una materia d&#039;insegnamento nelle scuole sarebbe, a mio modestissimo avviso, un errore così come lo è stato quello dell&#039;insegnamento dell&#039;informatica per diversi anni. Servirebbe soltanto a demotivare insegnanti ed alunni che considererebbero la Rete come un&#039;obbligo e non una potenzialità, uno strumento indispensabile per rendere più vario, ricco ed interessante l&#039;insegnamento delle discipline tradizionali come storia, geografia, matematica, lingue,ecc. L&#039;uso frequente di Internet nelle scuole per studiare, fare ricerche, comunicare porta, di conseguenza, alla necessità di insegnare agli alunni ad utilizzare in modo proficuo, sicuro e adeguato la Rete. Viene da sé che la capacità di &quot;navigare&quot; viene stimolata, incoraggiata e, nello stesso tempo, guidata dagli insegnanti che, singolarmente o per gruppi, la utilizzano a loro volta per attività di aggiornamento e formazione, oltre che per esigenze familiari e personali. Per le ragioni esposte non è necessario attendere &quot;un’ideale età dell’oro futura&quot; né il &quot;modo e denaro per fare formazione anche su internet&quot;. Internet è una realtà quotidiana in molte (anche se ancora non in tutte) le scuole italiane.
Riguardo al suo utilizzo nell&#039;ambito del marketing, questo diventa un aspetto da affrontare ai livelli scolastici specifici, che vanno dalla scuola secondaria di secondo grado (in particolare negli istituti tecnici per il commercio) alle facoltà universitarie (siano esse relative all&#039;ambito pubblicitario - comunicazione e all&#039;immagine - sia all&#039;approfondimento delle discipline economiche).

Esiste sulla Rete un gran numero di siti e blog gestiti da insegnanti, psicologi, pedagogisti, formatori, ecc. che interagiscono tra loro e con i ragazzi (e tra ragazzi in ambiente protetto e modalità guidata). A titolo esemplificativo, ne cito uno che cerca di coinvolgere quanti più docenti possibile all&#039;adozione di modalità alternative e/o complementari di &quot;fare scuola&quot; e, nel contempo, vuol far conoscere a coloro che non operano in campo scolastico le nuove strategie utilizzate nelle varie istituzioni di ogni ordine e grado (dalla scuola materna all&#039;Università).

http://www.lascuolachefunziona.it/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo Internet condiziona nella nostra quotidianità la vita sociale, economica e, perfino, politica ma diventa sempre più utilizzata nella prassi didattica e educativa nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, a fianco agli strumenti culturali tradizionali. Non sto a descriverne l&#8217;uso negli Atenei italiani dove gli studenti ormai comunicano con i docenti, con gli uffici delle varie facoltà e con i colleghi on line. Superato il gap ideologico (o demografico) con i nativi digitali, un numero sempre maggiore di docenti utilizza con gli alunni la Rete come fonte-strumento-mezzo per comunicare, informare, fare scambio di conoscenze ed esperienze con altre scuole, portare avanti progetti comuni di potenziamento ed arricchimento delle conoscenze. Per non parlare poi della formazione a distanza, il cosiddetto &#8220;elearning&#8221;, che, come noto, consente la trasmissione di istruzioni e dati da parte dei formatori con il conseguente feedback dei discenti impossibilitati per vari motivi alla presenza &#8220;fisica&#8221; alla lezione. Considerare Internet una materia d&#8217;insegnamento nelle scuole sarebbe, a mio modestissimo avviso, un errore così come lo è stato quello dell&#8217;insegnamento dell&#8217;informatica per diversi anni. Servirebbe soltanto a demotivare insegnanti ed alunni che considererebbero la Rete come un&#8217;obbligo e non una potenzialità, uno strumento indispensabile per rendere più vario, ricco ed interessante l&#8217;insegnamento delle discipline tradizionali come storia, geografia, matematica, lingue,ecc. L&#8217;uso frequente di Internet nelle scuole per studiare, fare ricerche, comunicare porta, di conseguenza, alla necessità di insegnare agli alunni ad utilizzare in modo proficuo, sicuro e adeguato la Rete. Viene da sé che la capacità di &#8220;navigare&#8221; viene stimolata, incoraggiata e, nello stesso tempo, guidata dagli insegnanti che, singolarmente o per gruppi, la utilizzano a loro volta per attività di aggiornamento e formazione, oltre che per esigenze familiari e personali. Per le ragioni esposte non è necessario attendere &#8220;un’ideale età dell’oro futura&#8221; né il &#8220;modo e denaro per fare formazione anche su internet&#8221;. Internet è una realtà quotidiana in molte (anche se ancora non in tutte) le scuole italiane.<br />
Riguardo al suo utilizzo nell&#8217;ambito del marketing, questo diventa un aspetto da affrontare ai livelli scolastici specifici, che vanno dalla scuola secondaria di secondo grado (in particolare negli istituti tecnici per il commercio) alle facoltà universitarie (siano esse relative all&#8217;ambito pubblicitario &#8211; comunicazione e all&#8217;immagine &#8211; sia all&#8217;approfondimento delle discipline economiche).</p>
<p>Esiste sulla Rete un gran numero di siti e blog gestiti da insegnanti, psicologi, pedagogisti, formatori, ecc. che interagiscono tra loro e con i ragazzi (e tra ragazzi in ambiente protetto e modalità guidata). A titolo esemplificativo, ne cito uno che cerca di coinvolgere quanti più docenti possibile all&#8217;adozione di modalità alternative e/o complementari di &#8220;fare scuola&#8221; e, nel contempo, vuol far conoscere a coloro che non operano in campo scolastico le nuove strategie utilizzate nelle varie istituzioni di ogni ordine e grado (dalla scuola materna all&#8217;Università).</p>
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