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	<title>Commenti a: Facebook e gli altri, un pericolo per le aziende</title>
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	<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2010/06/18/facebook-e-gli-altri-un-pericolo-per-le-aziende</link>
	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Feb 2012 23:12:11 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: roberto venturini</title>
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		<dc:creator>roberto venturini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 05:49:25 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Sara, grazie per i complimenti
Sì, le agenzie hanno il dovere di educare i clienti. Sempre. E&#039; un investimento inevitabile se si vuole fare business. Curiosoamente, un numero rilevante di clienti io li prendo proprio facendo corsi di formazione, perché capiscono...;-)

Che poi le agenzie che abbiano qualcosa da spiegare siano poche, che siamo pieni di dilettanti allo sbaraglio, di gente che ti vende fuffa o ancora peggio di gente che vede solo il Social e non capisce che è solo una parte di un processo di comunicazione... il livello è basso. Ma lo era anche ai tempi dell&#039;adv, quando erano quelle 10-15-20 agenzie ad avere le competenze e gli altri spesso seguivano in qualche modo.

Le reti sociali sono un&#039;opportunità. Se le si vede come posti dove difendersi vuol dire che si ha una coda di paglia. NOn esistono e non possono esistere prodotti inattaccabili: ci sarà sempre qualcuno in buona o in cattiva fede, per motivi tangibili o ideologici che ci sparerà contro. E questo va gestito ma non ci si puo&#039; ridurre a quello, sono assolutamente d&#039;accordo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Sara, grazie per i complimenti<br />
Sì, le agenzie hanno il dovere di educare i clienti. Sempre. E&#8217; un investimento inevitabile se si vuole fare business. Curiosoamente, un numero rilevante di clienti io li prendo proprio facendo corsi di formazione, perché capiscono&#8230;;-)</p>
<p>Che poi le agenzie che abbiano qualcosa da spiegare siano poche, che siamo pieni di dilettanti allo sbaraglio, di gente che ti vende fuffa o ancora peggio di gente che vede solo il Social e non capisce che è solo una parte di un processo di comunicazione&#8230; il livello è basso. Ma lo era anche ai tempi dell&#8217;adv, quando erano quelle 10-15-20 agenzie ad avere le competenze e gli altri spesso seguivano in qualche modo.</p>
<p>Le reti sociali sono un&#8217;opportunità. Se le si vede come posti dove difendersi vuol dire che si ha una coda di paglia. NOn esistono e non possono esistere prodotti inattaccabili: ci sarà sempre qualcuno in buona o in cattiva fede, per motivi tangibili o ideologici che ci sparerà contro. E questo va gestito ma non ci si puo&#8217; ridurre a quello, sono assolutamente d&#8217;accordo.</p>
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		<title>Di: Sara Paolucci</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2010/06/18/facebook-e-gli-altri-un-pericolo-per-le-aziende/comment-page-1#comment-2014</link>
		<dc:creator>Sara Paolucci</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 11:08:31 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Roberto,
trovo il tuo post molto interessante e - come sempre nel tuo caso - scritto con acutezza e capace di infiammare.
Sono d&#039;accordo con te nel dire che le aziende italiane non sono ancora educate (d&#039;altronde chi ha il dovere di educarle? le agenzie di comunicazione che nel 2010 per la creazione di un logo scaricano immagini da Google Image?) ma a mio avviso c&#039;è un altro problema che ci riguarda tutti, in particolare noi che siamo qui a parlare di queste cose.
Non credete che forse dovremmo smettere di vedere le reti sociali come dei terreni di scontro? come dei coampi di battaglia sui quali le aziende possono solo - più che altro - essere attaccate?
Jose dice  &quot;Se le aziende non vogliono essere attaccate, creino prodotti inattaccabili&quot;, non sono d&#039;accordo. La frase è provocatoria, lo capisco, poichè sappiamo tutti che non esistono prodotti inattaccabili.
Agli occhi dei consumatori - sempre più educati - l&#039;importante non è che un&#039;azienda non sia mai stata attaccata, ma che ci sia stata una conversazione su di essa e che siano stati chiariti i lati oscuri che la riguardano.
Come Social Media Specialist all&#039;interno dell&#039;azienda per cui lavoro - ebbene sì, ho la fortuna di essere pagata per fare social marketing - le critiche e gli attacchi pubblici dei nostri clienti sono presi come spunto per una condivisione online di quelli che talvolta sono anche i nostri disservizi. La rete non è vista come un campo di battaglia ma come un luogo dove porgere - se ve ne sia bisogno - anche pubbliche scuse.

Ci tengo a sottolineare questo NON per farmi pubblicità o per fare &quot;marchette&quot; ai nostri utenti ma per invitarvi a sperimentare un approccio nuovo che vi darà - ve lo assicuro - non poche soddisfazioni!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Roberto,<br />
trovo il tuo post molto interessante e &#8211; come sempre nel tuo caso &#8211; scritto con acutezza e capace di infiammare.<br />
Sono d&#8217;accordo con te nel dire che le aziende italiane non sono ancora educate (d&#8217;altronde chi ha il dovere di educarle? le agenzie di comunicazione che nel 2010 per la creazione di un logo scaricano immagini da Google Image?) ma a mio avviso c&#8217;è un altro problema che ci riguarda tutti, in particolare noi che siamo qui a parlare di queste cose.<br />
Non credete che forse dovremmo smettere di vedere le reti sociali come dei terreni di scontro? come dei coampi di battaglia sui quali le aziende possono solo &#8211; più che altro &#8211; essere attaccate?<br />
Jose dice  &#8220;Se le aziende non vogliono essere attaccate, creino prodotti inattaccabili&#8221;, non sono d&#8217;accordo. La frase è provocatoria, lo capisco, poichè sappiamo tutti che non esistono prodotti inattaccabili.<br />
Agli occhi dei consumatori &#8211; sempre più educati &#8211; l&#8217;importante non è che un&#8217;azienda non sia mai stata attaccata, ma che ci sia stata una conversazione su di essa e che siano stati chiariti i lati oscuri che la riguardano.<br />
Come Social Media Specialist all&#8217;interno dell&#8217;azienda per cui lavoro &#8211; ebbene sì, ho la fortuna di essere pagata per fare social marketing &#8211; le critiche e gli attacchi pubblici dei nostri clienti sono presi come spunto per una condivisione online di quelli che talvolta sono anche i nostri disservizi. La rete non è vista come un campo di battaglia ma come un luogo dove porgere &#8211; se ve ne sia bisogno &#8211; anche pubbliche scuse.</p>
<p>Ci tengo a sottolineare questo NON per farmi pubblicità o per fare &#8220;marchette&#8221; ai nostri utenti ma per invitarvi a sperimentare un approccio nuovo che vi darà &#8211; ve lo assicuro &#8211; non poche soddisfazioni!</p>
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	<item>
		<title>Di: Alessandra Rossi</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2010/06/18/facebook-e-gli-altri-un-pericolo-per-le-aziende/comment-page-1#comment-1994</link>
		<dc:creator>Alessandra Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 06:20:22 +0000</pubDate>
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		<description>@ Roberto Venturini 10 anni fa su Web Marketing Tools lessi e contribuii a far circolare il tuo &quot;Internet un pericolo per le aziende&quot;. Che allora squarciò molte nubi.. Ma non abbastanza purtroppo. L&#039;approccio attuale delle imprese verso i social media è ugualmente confuso ed il tuo richiamo di adesso è ulteriormente prezioso. Il problema resta far capire l&#039;importanza della strategia di base, quindi della consulenza. Come giustamente anche Stefano Vitta sottolinea.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Roberto Venturini 10 anni fa su Web Marketing Tools lessi e contribuii a far circolare il tuo &#8220;Internet un pericolo per le aziende&#8221;. Che allora squarciò molte nubi.. Ma non abbastanza purtroppo. L&#8217;approccio attuale delle imprese verso i social media è ugualmente confuso ed il tuo richiamo di adesso è ulteriormente prezioso. Il problema resta far capire l&#8217;importanza della strategia di base, quindi della consulenza. Come giustamente anche Stefano Vitta sottolinea.</p>
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		<title>Di: Jose Gragnaniello</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2010/06/18/facebook-e-gli-altri-un-pericolo-per-le-aziende/comment-page-1#comment-1989</link>
		<dc:creator>Jose Gragnaniello</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 09:36:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.apogeonline.com/?p=3026#comment-1989</guid>
		<description>Post molto significativo (com&#039;è giusto che sia quando a scrivere è una persona con grande esperienza).
Il punto della questione sta proprio nello spiccare il volo nonostante la &quot;scienza&quot; lo ritenga impossibile.
A spiccare il volto oltre alle aziende secondo me sarà anche la società dei consumatori.
Nel 2010 è giusto che qualcosa cambi. Se le aziende non vogliono essere attaccate, creino prodotti inattaccabili (sia dal punto di vista etico che qualitativo). Si vede che sono abituate bene.
Come comunicatori abbiamo (io molto in piccolo) una grossa responsabilità, quella di favorire l&#039;immissione sul mercato di prodotti a volte scadenti e dannosi, o di far cadere in una cortina fumogena le lamentele dei consumatori.
Tutto questo deve cambiare e sta cambiando grazie ai social media, e chi non capisce quale sia il grande apporto fornito dall&#039;ascolto e dalla conversazione, si auto-annullerà, è questione di tempo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Post molto significativo (com&#8217;è giusto che sia quando a scrivere è una persona con grande esperienza).<br />
Il punto della questione sta proprio nello spiccare il volo nonostante la &#8220;scienza&#8221; lo ritenga impossibile.<br />
A spiccare il volto oltre alle aziende secondo me sarà anche la società dei consumatori.<br />
Nel 2010 è giusto che qualcosa cambi. Se le aziende non vogliono essere attaccate, creino prodotti inattaccabili (sia dal punto di vista etico che qualitativo). Si vede che sono abituate bene.<br />
Come comunicatori abbiamo (io molto in piccolo) una grossa responsabilità, quella di favorire l&#8217;immissione sul mercato di prodotti a volte scadenti e dannosi, o di far cadere in una cortina fumogena le lamentele dei consumatori.<br />
Tutto questo deve cambiare e sta cambiando grazie ai social media, e chi non capisce quale sia il grande apporto fornito dall&#8217;ascolto e dalla conversazione, si auto-annullerà, è questione di tempo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: L&#8217;idea è sempre compresa nel prezzo &#124; @Aghenor di Stefano Vitta</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2010/06/18/facebook-e-gli-altri-un-pericolo-per-le-aziende/comment-page-1#comment-1985</link>
		<dc:creator>L&#8217;idea è sempre compresa nel prezzo &#124; @Aghenor di Stefano Vitta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 10:29:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.apogeonline.com/?p=3026#comment-1985</guid>
		<description>[...] alcuni positivi ed altri negativi come quelli perfettamente riassunti da Roberto Venturi in questo articolo per [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] alcuni positivi ed altri negativi come quelli perfettamente riassunti da Roberto Venturi in questo articolo per [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Facebook e gli altri, un pericolo per le aziende &#124; hitechcitta.com</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2010/06/18/facebook-e-gli-altri-un-pericolo-per-le-aziende/comment-page-1#comment-1980</link>
		<dc:creator>Facebook e gli altri, un pericolo per le aziende &#124; hitechcitta.com</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 00:44:29 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Read more on Apogeonline [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Read more on Apogeonline [...]</p>
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