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	<title>Commenti a: Lost, la fiction come cerimonia mediale</title>
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	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Feb 2012 15:24:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Social Tv, tra social network e televisione &#124; TheBlogTV</title>
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		<dc:creator>Social Tv, tra social network e televisione &#124; TheBlogTV</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 09:03:38 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Lost, vera e propria cerimonia mediale collettiva con migliaia di persone che, come leggiamo in un interessante articolo del Prof. Giovanni Boccia Artieri, &#8220;hanno visto Lost con un pc sulle gambe commentando in [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Lost, vera e propria cerimonia mediale collettiva con migliaia di persone che, come leggiamo in un interessante articolo del Prof. Giovanni Boccia Artieri, &#8220;hanno visto Lost con un pc sulle gambe commentando in [...]</p>
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		<title>Di: Miso: la social TV arriva sui nostri schermi &#124; Marketing Non Convenzionale - Ninja Marketing</title>
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		<dc:creator>Miso: la social TV arriva sui nostri schermi &#124; Marketing Non Convenzionale - Ninja Marketing</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 11:29:47 +0000</pubDate>
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		<description>[...] lo scorso giugno. Film e serie TV originano vere e proprie &#8220;cerimonie mediali&#8221; &#8211; come spiegato dall&#8217;ottimo Prof. Giovanni Boccia Artieri &#8211; e gli utenti sono coinvolti attivamente in ciascuna fase di vita di questi prodotti: dalla [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] lo scorso giugno. Film e serie TV originano vere e proprie &#8220;cerimonie mediali&#8221; &#8211; come spiegato dall&#8217;ottimo Prof. Giovanni Boccia Artieri &#8211; e gli utenti sono coinvolti attivamente in ciascuna fase di vita di questi prodotti: dalla [...]</p>
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		<title>Di: Cronache di un disadattato</title>
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		<dc:creator>Cronache di un disadattato</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 20:37:17 +0000</pubDate>
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		<description>[...] finale ad altre &quot;cerimonie&quot; mediatiche come l&#039;allunaggio o l&#039;11 settembre; Apogeonline analizza la cosa dal punto di vista strettamente internettiano e, tra gli altri, riporta un [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] finale ad altre &quot;cerimonie&quot; mediatiche come l&#39;allunaggio o l&#39;11 settembre; Apogeonline analizza la cosa dal punto di vista strettamente internettiano e, tra gli altri, riporta un [...]</p>
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		<title>Di: Recenchiacchiera: Lost - The End &#124; Camminando Scalzi...Walking Barefoot</title>
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		<dc:creator>Recenchiacchiera: Lost - The End &#124; Camminando Scalzi...Walking Barefoot</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 07:13:04 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Pierangelo Garzia</title>
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		<dc:creator>Pierangelo Garzia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 13:54:20 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; terminato Lost. In tv, ma non nella mente di chi l&#039;ha seguito e ci si è appassionato. E&#039; il momento di fare qualche considerazione anche di carattere psico-sociale. Anche perché è prevedibile che verrà ancora studiato a lungo, discusso e, in alcuni casi, venerato.

Non per introdurre, anche in questo caso, tesi da complottologo. Ma riflettiamoci un attimo: si è discusso e analizzato all&#039;infinito su tutti i possibili collegamenti trasversali di Lost. Su ogni possibile rimando culturale, artistico, esoterico, persino quantistico. Ma non sul perché e come Lost abbia catturato la psiche di milioni di persone, conducendole in un reame di cui la nostra psiche è eternamente ghiotta: il senso del mistero. L&#039;approcciarsi ai grandi enigmi (o ai grandi archetipi) della nostra esistenza  con la speranza (nel caso di Lost l&#039;illusione) di venire a capo di qualcosa.

Ora possiamo suggerirlo: al di là del serial tv di successo, si è pure trattato di un esperimento, riuscitissimo, di ipnosi collettiva. Sulla psiche di milioni e milioni di persone in tutto il mondo.

Non possiamo certo affermare che si sia trattato di un deliberato esperimento di ipnosi collettiva. Non ne abbiamo la prova. Ma chi ha strutturato (e destrutturato progressivamente) la narrazione è molto addentro le tematiche relative la possibilità di manipolare gli stati di coscienza.

Disseminare una apparente storia di simboli e misteri universali. Alludere a questioni da sempre irrisolte della nostra esistenza, come destino e libero arbitrio. Aprire interrogativi sulla realtà di tempo, spazio, vita e morte. Lasciare interdetti riguardo tutta una serie di incongruenze. Procedere per tentativi ed errori nell&#039;aggiungere alla narrazione personaggi ed elementi inquietanti, ambigui, contraddittori. Fino a che lo spettatore non decida di abbandonare la storia o, viceversa, tentare di rintracciare possibili spiegazioni (in realtà, pseudointerpretazioni).

Ma, in definitiva, sospendere il giudizio. E coloro che hanno deciso di farsi ipnotizzare da Lost, rispetto a quelli che hanno mollato la presa, sono in numero eccezionalmente superiore. Proprio come avviene nell&#039;ipnosi uno a uno, o uno a gruppo: una percentuale (maggiore) è inducibile all&#039;ipnosi e alla suggestione, una percentuale (minore), no.

Tale suggestione, o se preferite ipnosi di massa, si regge su alcuni fenomeni ben noti tra chi studia le modalità di manipolazione degli stati di coscienza: la dissonanza cognitiva (indotta appunto con suggestioni contraddittorie e assurde) e la flessibilità cognitiva (se sei disposto ad accettare l&#039;assurdo di A, accetterai pure quello di B, C, ecc.). Se non bastasse, aggiungete l&#039;impiego a piene mani di messaggi subliminali per dirottare la coscienza da uno stato vigile ad uno onirosimile.

E in Lost ve ne sono a iosa di immagini subliminali. Immagini e sequenze incongruenti col contesto, che appaiono improvvisamente e svaniscono altrettanto rapidamente. Hanno la funzione di insinuare dubbi, interrogativi, catturando l&#039;attenzione e conducendola per mano, come un bambino. Dove si vuole.

Nel momento in cui la mente dello spettatore abituale di Lost sospende il giudizio, lasciandosi suggestionare da una &quot;storia&quot; sempre più assurda e inverosimile, entra in uno stato modificato di coscienza. Che genera una dipendenza &quot;discreta&quot;, ma pur sempre una dipendenza.

Non a caso si è parlato a lungo di &quot;lostdipendenza&quot; e &quot;lostesperienza&quot;. E molti fan si stanno chiedendo: &quot;Ora che è terminato Lost come farò? Cosa farò?&quot;. Non è difficile immaginare che i gruppi di fan di Lost si organizzeranno ancor più non solo in forum e blog, ma pure in club di incontro (o venerazione) per vedere, rivedere e commentare all&#039;infinito i misteri di Lost.

Lost inizia e finisce con l&#039;immagine di un occhio. Chissà perché.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; terminato Lost. In tv, ma non nella mente di chi l&#8217;ha seguito e ci si è appassionato. E&#8217; il momento di fare qualche considerazione anche di carattere psico-sociale. Anche perché è prevedibile che verrà ancora studiato a lungo, discusso e, in alcuni casi, venerato.</p>
<p>Non per introdurre, anche in questo caso, tesi da complottologo. Ma riflettiamoci un attimo: si è discusso e analizzato all&#8217;infinito su tutti i possibili collegamenti trasversali di Lost. Su ogni possibile rimando culturale, artistico, esoterico, persino quantistico. Ma non sul perché e come Lost abbia catturato la psiche di milioni di persone, conducendole in un reame di cui la nostra psiche è eternamente ghiotta: il senso del mistero. L&#8217;approcciarsi ai grandi enigmi (o ai grandi archetipi) della nostra esistenza  con la speranza (nel caso di Lost l&#8217;illusione) di venire a capo di qualcosa.</p>
<p>Ora possiamo suggerirlo: al di là del serial tv di successo, si è pure trattato di un esperimento, riuscitissimo, di ipnosi collettiva. Sulla psiche di milioni e milioni di persone in tutto il mondo.</p>
<p>Non possiamo certo affermare che si sia trattato di un deliberato esperimento di ipnosi collettiva. Non ne abbiamo la prova. Ma chi ha strutturato (e destrutturato progressivamente) la narrazione è molto addentro le tematiche relative la possibilità di manipolare gli stati di coscienza.</p>
<p>Disseminare una apparente storia di simboli e misteri universali. Alludere a questioni da sempre irrisolte della nostra esistenza, come destino e libero arbitrio. Aprire interrogativi sulla realtà di tempo, spazio, vita e morte. Lasciare interdetti riguardo tutta una serie di incongruenze. Procedere per tentativi ed errori nell&#8217;aggiungere alla narrazione personaggi ed elementi inquietanti, ambigui, contraddittori. Fino a che lo spettatore non decida di abbandonare la storia o, viceversa, tentare di rintracciare possibili spiegazioni (in realtà, pseudointerpretazioni).</p>
<p>Ma, in definitiva, sospendere il giudizio. E coloro che hanno deciso di farsi ipnotizzare da Lost, rispetto a quelli che hanno mollato la presa, sono in numero eccezionalmente superiore. Proprio come avviene nell&#8217;ipnosi uno a uno, o uno a gruppo: una percentuale (maggiore) è inducibile all&#8217;ipnosi e alla suggestione, una percentuale (minore), no.</p>
<p>Tale suggestione, o se preferite ipnosi di massa, si regge su alcuni fenomeni ben noti tra chi studia le modalità di manipolazione degli stati di coscienza: la dissonanza cognitiva (indotta appunto con suggestioni contraddittorie e assurde) e la flessibilità cognitiva (se sei disposto ad accettare l&#8217;assurdo di A, accetterai pure quello di B, C, ecc.). Se non bastasse, aggiungete l&#8217;impiego a piene mani di messaggi subliminali per dirottare la coscienza da uno stato vigile ad uno onirosimile.</p>
<p>E in Lost ve ne sono a iosa di immagini subliminali. Immagini e sequenze incongruenti col contesto, che appaiono improvvisamente e svaniscono altrettanto rapidamente. Hanno la funzione di insinuare dubbi, interrogativi, catturando l&#8217;attenzione e conducendola per mano, come un bambino. Dove si vuole.</p>
<p>Nel momento in cui la mente dello spettatore abituale di Lost sospende il giudizio, lasciandosi suggestionare da una &#8220;storia&#8221; sempre più assurda e inverosimile, entra in uno stato modificato di coscienza. Che genera una dipendenza &#8220;discreta&#8221;, ma pur sempre una dipendenza.</p>
<p>Non a caso si è parlato a lungo di &#8220;lostdipendenza&#8221; e &#8220;lostesperienza&#8221;. E molti fan si stanno chiedendo: &#8220;Ora che è terminato Lost come farò? Cosa farò?&#8221;. Non è difficile immaginare che i gruppi di fan di Lost si organizzeranno ancor più non solo in forum e blog, ma pure in club di incontro (o venerazione) per vedere, rivedere e commentare all&#8217;infinito i misteri di Lost.</p>
<p>Lost inizia e finisce con l&#8217;immagine di un occhio. Chissà perché.</p>
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