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	<title>Commenti a: Una risata amara sull&#8217;employee branding</title>
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	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Feb 2012 15:24:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Martina</title>
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		<dc:creator>Martina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 14:44:08 +0000</pubDate>
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		<description>Roberto,gran bel post.Io sono ancora nella fase della rabbia. Forse l&#039;amarezza è ciò che segue. Ho letto qualche cosa, sull&#039;argomento, e segnalo un libro che devo ancora approfondire, Internal Branding, di Patrizia Musso: http://tinyurl.com/yba2we5. Ma ho già accumulato un pò di scottature.
Io la penso così:
1. Da un lato, nessuno mette in discussione il fatto che le aziende devono fare profitto
2. Dall&#039;altro lato, la valorizzazione delle risorse umane è, nella migliore delle ipotesi, una dichiarazione; nella peggiore, non arriviamo neanche a quello. La cultura della co-creazione, dell&#039;apertura e del &quot;dono&quot; è fantascienza sia verso l&#039;esterno sia all&#039;interno, terreno ancor più viziato dai giochi di potere e dalla logica delle parrocchie, soprattutto in Italia. Poi, per le donne, è anche peggio. E trovo giusto che certe penalizzazioni, che rasentano la discriminazione, finalmente, almeno sul web, vengano a galla.
3. Sintesi: ci perdono tutti. Sebbene sia l&#039;employee branding implichi una gestione complessa...cosa aspettano le aziende a cambiare? &quot;Che sia ormai troppo tardi, Madame...&quot; diceva Baricco in Oceano Mare</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Roberto,gran bel post.Io sono ancora nella fase della rabbia. Forse l&#8217;amarezza è ciò che segue. Ho letto qualche cosa, sull&#8217;argomento, e segnalo un libro che devo ancora approfondire, Internal Branding, di Patrizia Musso: <a href="http://tinyurl.com/yba2we5" rel="nofollow">http://tinyurl.com/yba2we5</a>. Ma ho già accumulato un pò di scottature.<br />
Io la penso così:<br />
1. Da un lato, nessuno mette in discussione il fatto che le aziende devono fare profitto<br />
2. Dall&#8217;altro lato, la valorizzazione delle risorse umane è, nella migliore delle ipotesi, una dichiarazione; nella peggiore, non arriviamo neanche a quello. La cultura della co-creazione, dell&#8217;apertura e del &#8220;dono&#8221; è fantascienza sia verso l&#8217;esterno sia all&#8217;interno, terreno ancor più viziato dai giochi di potere e dalla logica delle parrocchie, soprattutto in Italia. Poi, per le donne, è anche peggio. E trovo giusto che certe penalizzazioni, che rasentano la discriminazione, finalmente, almeno sul web, vengano a galla.<br />
3. Sintesi: ci perdono tutti. Sebbene sia l&#8217;employee branding implichi una gestione complessa&#8230;cosa aspettano le aziende a cambiare? &#8220;Che sia ormai troppo tardi, Madame&#8230;&#8221; diceva Baricco in Oceano Mare</p>
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		<title>Di: 'nda</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2010/03/19/una-risata-amara-sullemployee-branding/comment-page-1#comment-1751</link>
		<dc:creator>'nda</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 11:14:47 +0000</pubDate>
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		<description>Lavoro da pochi anni, sono una di quelle persone che nell&#039;articolo sono definite &quot;junior così costano meno, non vogliono essere assunti e hanno un atteggiamento più sottomesso&quot;.
Alcune precisazioni. Lo junior a volte è senior o di più ma...
Non è che costiamo meno, è che ci pagano meno. 
Se poi diventi senior rischi di non lavorare più perché costi di più, e allora dopo 5 anni di lavoro, quando hai sostuito e superato in tutto e per tutto il tuo collega quadro (che però fa carriera non sai come e perchè mentre tu sei ancora co.co.pro.) ti continui a definire junior.. no?
Non è che non vogliamo essere assunti, ma se poi essere assunti significa continuare a fare il lavoro del collega quadro che continua a fare carriera, mentre tu sì sei assunto, ma guadagni meno di prima perchè all&#039;azienda così gli costi di più... beh allora signori miei.. quelle 100 eure nette al mese me le tengo in tasca, mi servono per pagare l&#039;affitto e vivere da sola, sennò oltre che junior mi chiamano bambocciona.. 
Junior con atteggiamento sottomesso noi rischiamo di rimanerci a vita, anche se in realtà, per fortuna, sotto sotto, siamo ancora fiduciosi, talentuosi, innovativi. Fingeremo fin quando, dai senior ai vertici, troveremo persone che ci fanno capire che per noi &quot;è meglio&quot; rimanere low profile (per quello che gli garba, ovvio).
Io sono fortunata, faccio il mio lavoro con passione, ho scelto io questo mestiere e non ci penso a cambiarlo finchè, pur se a intervalli di tempo, mi dà anche da vivere... e da lì traggo ancora nel mio piccolo la gioia di fare bene.
Ma se la miopia delle aziende e della politica continueranno a diffondersi a macchia d&#039;olio come la crisi, saremo tutti lavoratori infelici, consumatori infelici, persone infelici... Chi spezzerà, mi chiedo, questo circolo vizioso? Noi no... saremo junior e magari pure bamboccioni tardivi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lavoro da pochi anni, sono una di quelle persone che nell&#8217;articolo sono definite &#8220;junior così costano meno, non vogliono essere assunti e hanno un atteggiamento più sottomesso&#8221;.<br />
Alcune precisazioni. Lo junior a volte è senior o di più ma&#8230;<br />
Non è che costiamo meno, è che ci pagano meno.<br />
Se poi diventi senior rischi di non lavorare più perché costi di più, e allora dopo 5 anni di lavoro, quando hai sostuito e superato in tutto e per tutto il tuo collega quadro (che però fa carriera non sai come e perchè mentre tu sei ancora co.co.pro.) ti continui a definire junior.. no?<br />
Non è che non vogliamo essere assunti, ma se poi essere assunti significa continuare a fare il lavoro del collega quadro che continua a fare carriera, mentre tu sì sei assunto, ma guadagni meno di prima perchè all&#8217;azienda così gli costi di più&#8230; beh allora signori miei.. quelle 100 eure nette al mese me le tengo in tasca, mi servono per pagare l&#8217;affitto e vivere da sola, sennò oltre che junior mi chiamano bambocciona..<br />
Junior con atteggiamento sottomesso noi rischiamo di rimanerci a vita, anche se in realtà, per fortuna, sotto sotto, siamo ancora fiduciosi, talentuosi, innovativi. Fingeremo fin quando, dai senior ai vertici, troveremo persone che ci fanno capire che per noi &#8220;è meglio&#8221; rimanere low profile (per quello che gli garba, ovvio).<br />
Io sono fortunata, faccio il mio lavoro con passione, ho scelto io questo mestiere e non ci penso a cambiarlo finchè, pur se a intervalli di tempo, mi dà anche da vivere&#8230; e da lì traggo ancora nel mio piccolo la gioia di fare bene.<br />
Ma se la miopia delle aziende e della politica continueranno a diffondersi a macchia d&#8217;olio come la crisi, saremo tutti lavoratori infelici, consumatori infelici, persone infelici&#8230; Chi spezzerà, mi chiedo, questo circolo vizioso? Noi no&#8230; saremo junior e magari pure bamboccioni tardivi!</p>
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		<title>Di: Nando</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2010/03/19/una-risata-amara-sullemployee-branding/comment-page-1#comment-1749</link>
		<dc:creator>Nando</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 14:06:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.apogeonline.com/?p=2417#comment-1749</guid>
		<description>Con mia grande frustrazione (ho iniziato a lavorare nei secondi anni 70 e la soddisfazione di lavorare per l&#039;azienda non raggiungeva forse il 99% ma era senza dubbio largamente maggioritaria) devo convenire appieno su quanto precisato ed in particolare sull&#039;enorme differenza tra quanto a parole e poi effettivamente nei fatti è la valutazione dell’essere umano nelle imprese.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Con mia grande frustrazione (ho iniziato a lavorare nei secondi anni 70 e la soddisfazione di lavorare per l&#8217;azienda non raggiungeva forse il 99% ma era senza dubbio largamente maggioritaria) devo convenire appieno su quanto precisato ed in particolare sull&#8217;enorme differenza tra quanto a parole e poi effettivamente nei fatti è la valutazione dell’essere umano nelle imprese.</p>
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		<title>Di: Luca Rosati</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2010/03/19/una-risata-amara-sullemployee-branding/comment-page-1#comment-1745</link>
		<dc:creator>Luca Rosati</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 09:54:55 +0000</pubDate>
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		<description>Verissimo, condivido appieno! L&#039;altro tormentone che va di pari passo con l&#039;employee branding è quello dell&#039;innovazione - altro termine ormai ridotto a parola-rumore.
Sul tema consiglio questo il libro di Jackall, Labirinti morali, http://tinyurl.com/ykab5az</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Verissimo, condivido appieno! L&#8217;altro tormentone che va di pari passo con l&#8217;employee branding è quello dell&#8217;innovazione &#8211; altro termine ormai ridotto a parola-rumore.<br />
Sul tema consiglio questo il libro di Jackall, Labirinti morali, <a href="http://tinyurl.com/ykab5az" rel="nofollow">http://tinyurl.com/ykab5az</a></p>
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		<title>Di: Ceccus</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2010/03/19/una-risata-amara-sullemployee-branding/comment-page-1#comment-1743</link>
		<dc:creator>Ceccus</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 00:01:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.apogeonline.com/?p=2417#comment-1743</guid>
		<description>Condivido l&#039;affermazione che un dipendente che crede nella propria Azienda è messo da parte. Esperienza personale in un&#039;Azienda pubblica. Nella mia Azienda ieri ho fatto la fila di un&#039;ora e mezza per sentirmi dire che avevo sbagliato giorno e sportello di presentazione dei documenti. Non era presente alcun cartello o persona che informasse sulla cosa. L&#039;ho fatto notare ai miei colleghi, che mi hanno guardato come un bue guarda il mondo.
Naturalmente la mia Azienda è impegnata a costruire fabbricati nei quali impiegati assolutamente stupidi continueranno a comportarsi come sopra e chi ha voglia di lavorare si vedrà messo da parte.
Ma non demordo: di fronte a comportamenti stupidi di dirigenti incapaci, continuerò a lavorare ed aiutare i clienti ad ottenere il meglio, anche se mi legheranno le mani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido l&#8217;affermazione che un dipendente che crede nella propria Azienda è messo da parte. Esperienza personale in un&#8217;Azienda pubblica. Nella mia Azienda ieri ho fatto la fila di un&#8217;ora e mezza per sentirmi dire che avevo sbagliato giorno e sportello di presentazione dei documenti. Non era presente alcun cartello o persona che informasse sulla cosa. L&#8217;ho fatto notare ai miei colleghi, che mi hanno guardato come un bue guarda il mondo.<br />
Naturalmente la mia Azienda è impegnata a costruire fabbricati nei quali impiegati assolutamente stupidi continueranno a comportarsi come sopra e chi ha voglia di lavorare si vedrà messo da parte.<br />
Ma non demordo: di fronte a comportamenti stupidi di dirigenti incapaci, continuerò a lavorare ed aiutare i clienti ad ottenere il meglio, anche se mi legheranno le mani.</p>
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