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Incontro a Milano

Cirque du Soleil, convivere con il rischio

di Marco Massarotto

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09

nov

2009

Le aziende possono imparare molto dal circo, dice la talent manager Lyn Heward. Un percorso lungo sette porte

Il World Business Forum che si è tenuto a Milano nei giorni scorsi è stato un’opportunità straordinaria e unica di vedere e ascoltare quello che con buona probabilità sarà il prossimo futuro del business, raccontato dai protagonisti dell’economia mondiale. Ma più che da Bill Clinton o da Rodrigo De Rato (ex presidente del Fondo Monetario Internazionale), la mia attenzione è stata colpita da una lucida ed estroversa Lyn Heward. Professione: talent manager al Cirque du Soleil.

Lyn, abituata a eseguire la sua presentazione come modello di management a Las Vegas e accompagnata da performance live dei suoi artisti sul palco, non si è comunque persa d’animo e ha presentato le sue «sette porte» con altrettanti straordinari video di acrobazie. Curiosamente però la sala è rimasta maggiormente affascinata dal sentir proporre modi nuovi, inattesi, creativi eppure perfettamente logici di gestire un’organizzazione complessa nel XXI secolo.

Il Cirque du Soleil è ormai una multinazionale che conta oltre 3.000 dipendenti (fonte: Wikipedia), ha spettacoli fissi in vari teatri di più continenti e conta 7 spettacoli differenti in tournèe. Vende diversi tipi di intrattenimento su scala globale. È però, anche un’azienda che vive in equilibrio su una corda. Il “risk” che le aziende cercano assiduamente di prevenire, monitorare, contrastare è il Dna del Cirque du Soleil: se i suoi performer saltassero, invece che in “libera”, legati da una fune di sicurezza, non esisterebbe più.

Ecco che il modello gestionale di una multinazionale di successo che convive quotidianamente con rischi tali da farne dismettere il business ha rapito le menti dei 3.000 in sala al World Business Forum di Milano. Lyn ha cortesemente messo a disposizione le slide del suo intervento.

Oltre a ciò, a fine presentazione ci ha ricevuti per un colloquio privato, ripercorrendo in un video improvvisato (english only) le 7 porte del Cirque.

Una volta si diceva: “quest’azienda è un circo” quando niente funzionava a dovere. Oggi il senso della metafora potrebbe cambiare, in tempi in cui lo spirito di adattamento, la creatività, un po’ di sfrontatezza e molta preparazione risultano spesso la strategia vincente.

Marco Massarotto ha passato i primi dieci anni della sua vita lavorativa nelle multinazionali della pubblicità, poi è stato a New York e quando è tornato ha capito che aveva voglia di provare a fare qualcosa di nuovo. Da allora beve un sacco di caffè e gestisce Hagakure, una giovane agenzia specializzata in Internet P.R. Lavora con i blog, YouTube, i social media, quello che alcuni chiamano Web 2.0 e lui preferisce chiamare "far dialogare le aziende con le persone attraverso Internet".

In Rete: marcomassarotto.com

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3 commenti

  1. Neo-Machiavelli

    Molto interessante. Credo che l’importanza dello spettacolo sta sopratutto nello sviluppo della creatività. Cerco collaborazione per progetti ci creatività e intelligenza colletiva per blogs, web e programmi per TV:
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  2. [...] Novembre 9, 2009 Cirque du Soleil – 7 doors Posted by silviatlantide under Anima, Arte, Colori, Consapevolezza, Creatività, Relazioni, Scelte, Senza Categoria, Vita, gioia, interconnessione Leave a Comment  Grazie a Marco Massarotto: [...]

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