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Internet in Italia

Quest’anno no: lasciate scadere la legge Pisanu

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Sen. Giuseppe Pisanu (PdL), già ministro dell'Interno nel governo Berlusconi III

07

ott

2009

Dal 2005 la diffusione della connettività in Italia è enormemente rallentata da una legge d’emergenza che doveva durare solo due anni. Ogni anno, a dicembre, il governo ne procrastina i termini. Soppesati costi e benefici, forse è l’ora di andare avanti

Cominciamo a parlarne per tempo, quest’anno. Mentre gli italiani saranno alle prese con la corsa ai regali natalizi e con i preparativi dei cenoni festivi, con ogni probabilità il  governo rincorrerà fino all’ultimo giorno utile l’approvazione del consueto decreto “milleproroghe”. Inaugurato nel 2005 come misura eccezionale per far fronte in un unico calderone d’urgenza a tutte le disposizioni in sospeso o in scadenza al 31 dicembre, questo strumento legislativo si è ormai insediato stabilmente nel nostro ordinamento. Il decreto milleproroghe è un caso emblematico di dibattito a posteriori: solo a gennaio, e dopo che i diversi esperti di settore ne hanno decifrato la lettera, si alzano proteste e preoccupazioni per le disposizioni divenute ormai efficaci. Troppo tardi, il più delle volte: il percorso parlamentare di conversione, infatti, non concede molti margini d’azione.

Dopo Londra

Tra le scadenze che da due anni compongono il bouquet milleproroghe c’è quella della legge Pisanu, il decreto antiterrorismo che l’allora ministro dell’Interno del governo Berlusconi III si affrettò a promuovere all’indomani degli attentati di Londra del luglio 2005 e che il parlamento convertì compatto pochi giorni dopo. Il clima era molto teso: solo un anno prima era stato attaccato il sistema ferroviario di Madrid, la ferita dell’11 settembre 2001 era ancora molto fresca e la retorica della coalizione dei volonterosi contro il terrorismo internazionale correva con facilità sulla bocca dei più. Far passare norme restrittive per le libertà individuali e collettive non incontrava molti ostacoli, in quei mesi. Senza contare che l’Italia si stava preparando ad avere su di sé gli occhi del mondo, all’Olimpiade invernale di Torino. La sola legge Pisanu, per esempio, concedeva in un colpo maggiore discrezionalità agli investigatori e ai servizi segreti (compresa una discreta mole di nuove norme in fatto di identificazione, di verifica dell’identità, di gestione degli arresti e dei fermi), introduceva limiti più severi per la concessione dei permessi di soggiorno nel nostro paese, allentava alcune rigidità delle procedure di espulsione, imponeva controlli più rigidi sulla circolazione degli esplosivi e sulle attività di volo.

Accanto  a ciò, e ci avviciniamo al punto, la legge Pisanu aveva particolarmente a cuore la sicurezza delle comunicazioni telematiche, introducendo limiti molto fiscali alla diffusione indiscriminata dell’accesso a internet: dal luglio 2005, chiunque offra connettività al pubblico deve registrarsi e ottenere licenza in Questura, deve identificare chi utilizza la propria connessione e registrarne puntualmente gli accessi, deve custodire tutti i dati sul traffico generato e deve metterli a disposizione, se richiesto, delle forze dell’ordine e della magistratura. La giustificazione alla severità di queste misure sta nella difficoltà di tracciare le comunicazioni dei terroristi, che sempre più spesso viaggiano in rete e sfuggono alle più tradizionali antenne dei servizi di intelligence. Se metto un posto di blocco passivo a ogni possibile ingresso della rete, dice il legislatore, quando poi mi capita di intercettare una comunicazione sospetta posso risalire in tempi ragionevoli e con ragionevole certezza all’identità di chi l’ha originata.

Costi e benefici

Quattro anni dopo è urgente la necessità di soppesare nella pratica i benefici e i costi di questa legge, che nasceva emotivamente urgente ma dichiaratamente temporanea. Non è noto quanti pericolosi terroristi internazionali siano stati così sprovveduti da farsi beccare mentre si scambiavano piani d’attacco contro le capitali del mondo libero tramite posta elettronica o sui presidiatissimi forum dell’estremismo glocale. Di certo c’è solo che questa legge transitoria ha agevolato non poco le indagini della polizia postale sul fronte interno, permettendo l’identificazione di numerosi autori di reati commessi attraverso internet, pedopornografia in testa. Il che è certamente una buona notizia, ma a ben guardare esula dallo scopo grave e urgente che animava l’eccezionalità del testo del ministro Pisanu. Né risolve il problema di fondo: per trovare i proverbiali aghi non puoi tenere sotto assedio per sempre il pagliaio.

I costi della legge Pisanu, invece, sono altissimi. Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a internet: nel momento in cui nel mondo la rete si apre sempre di più al prossimo grazie alle tecnologie wireless e all’utopia mutualistica dei tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici, in Italia abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, aliene alla sua immediatezza ed efficacia. È come se dopo gli anni ’70 il telefono fosse rimasto alla teleselezione tramite operatrici. Le capitali di mezzo mondo stanno ricostruendo le proprie identità sociali grazie a un prodigioso sistema operativo per le relazioni: noi qui stiamo aspettiamo di sconfiggere ogni strutturale devianza prima di fidarci nuovamente di noi stessi.

Mentre altrove internet si rafforza come diritto riconosciuto all’interazione con l’altro, un’infrastruttura per il progresso sociale ed economico da favorire e da proteggere, per le classi dirigenti italiane – complici leggi miopi o leggi d’emergenza protratte nel tempo, come la Pisanu – si è trasformato nel luogo comune dell’inutilità, della devianza e del reato diffuso. Non abbiamo sconfitto i nostri fantasmi, in compenso abbiamo perso tempo e opportunità, che oggi costerà molto più caro recuperare. Abbiamo perso anche diritti, lasciando che oggi in determinate circostanze gli estremi delle nostre navigazioni parlino per noi con un’intimità che mal si concilia con la legislazione sulla privacy di un paese civile. Questa legge ha contribuito a trasformare un paese spaventato dai mantra delle sue stesse leadership in un paese più arretrato, più rinchiuso in se stesso, più complicato, più pessimista di quanto il mondo d’oggi consentirebbe. La legge Pisanu non garantisce di fermare la pazzia di un estremista, in compenso sta contribuendo alla strage quotidiana delle aspettative e delle opportunità di una intera nazione.

Alzare la voce

L’eccezionalità delle richieste d’urgenza presentate nel 2005 dal ministro Beppe Pisanu si spiega in virtù del loro carattere dichiaratamente provvisorio: sarebbero dovute scadere il 31 dicembre 2007. Se non fosse che prima il governo Prodi II (con il milleproroghe del 31 dicembre 2007) e poi il governo Berlusconi IV (col milleproroghe del 18 dicembre 2008) ne hanno garantito fino a oggi la piena efficacia. È inutile recriminare sulle scelte fatte, ma è nostro dovere influire come cittadini su quelle che possono ancora cambiare. La prossima scadenza utile, sulla quale sarebbe opportuno si aprisse questa volta in tempo utile un dibattito sereno e costruttivo, è il 31 dicembre 2009.

Fanno 85 giorni a partire da oggi. 85 giorni in cui chi ha a cuore il futuro della rete in Italia è chiamato a far sentire la propria voce.




Sergio Maistrello (@sergiomaistrello) è giornalista freelance che lavora da quasi vent'anni all'intersezione tra rete, informazione e società, consigliando istituzioni, editori, aziende e associazioni nella definizione di strategie di comunicazione e partecipazione online. Su questi argomenti ha scritto alcuni saggi, tra cui La parte abitata della rete (2007), Giornalismo e nuovi media (2010) e Io editore tu Rete (2012). Il suo ultimo ebook è Fact checking. Dal giornalismo alla rete (Apogeo Sushi, 2013). Insegna social media al Master in Comunicazione della Scienza della Sissa di Trieste. Organizza State of the Net, conferenza internazionale sullo stato della rete in Italia e nel mondo.

In Rete: www.sergiomaistrello.it

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32 commenti

  1. Lasciate scadere la Pisanu - manteblog

    [...] Sergio Maistrello su Apogeonline: [...]

  2. Lasciamola scadere « Ilcomizietto

    [...] Quest’anno no: lasciate scadere la legge PisanuDal 2005 la diffusione della connettività in Italia è enormemente rallentata da una legge d’emergenza che doveva durare solo due anni. Ogni anno, a dicembre, il governo ne procrastina i termini. Soppesati costi e benefici, forse è l’ora di andare avanti.di Sergio Maistrello [...]

  3. [...] della Legge Pisanu // Sergio Maistrello scrive un bell’articolo su Apogeonline nel quale spiega in sintesi pregi e difetti della Legge Pisanu che scadrà il 31 Dicembre 2009. [...]

  4. Alzare la voce | Giovanni Calia

    [...] pagine di Apogeonline, lancia un appello che sottoscrivo e prego di [...]

  5. Quelli che “quest’anno no” » Sergio Maistrello

    [...] tengo a ringraziare chi ha già raccolto l’invito, pubblicato mercoledì su Apogeonline, a stimolare una discussione contro il possibile rinnovo della legge Pisanu a fine anno. Credo [...]

  6. Centralizzare l‘incentralizzabile « Le ali della farfalla

    [...] Apogeo on line. [...]

  7. LeX

    Ho letto di questo post su “Il Fatto Quotidiano” di oggi, 10 Ottobre. Sono proprietario di un Internet Point e non sapevo che il governo Berlusconi aveva di nuovo prorogato questo provvedimento. So benissimo che è provvisorio, ma dato che è “provvisorio italiano” io continuo a chiedere e conservare i dati e i documenti di ogni singolo cliente… Cosa molto difficile da spiegare ai turisti americani che sono a conoscenza del rischio del furto di identità. Dobbiamo farci sentire e non solo per rendere più facile e sereno il lavoro a chi ha un Internet Point! :D

  8. diego

    perché non facciamo una raccolta di firme??????

  9. Rinnovo Decreto Pisanu? No, grazie « Blog di Diego Cinelli

    [...] Comunque, vi rimando all’Articolo sopra citato: eccolo qui. [...]

  10. [...] questioni apparentemente diverse ma in realtà collegate. Su Apogeo On Line Sergio Maistrello ha richiamato ieri un altro punto importante dove privacy e libertà personali si [...]

  11. [...] caos italico di questi tempi ( sia dal lato investimenti, sia dal lato legislativo, che dal lato sviluppo ) non è facile portare avanti certi progetti e certe dinamiche della [...]

  12. [...] Archiviato in: Uncategorized — lucioscarpa @ 7:58 am Riportiamo l’articolo, uscito su Apogeonline, di Sergio Maistrello che già il 7 ottobre lanciava lanciava la proposta di non rinnovare il [...]

  13. Rassegna web « WI FIght – No alla proroga del decreto Pisanu

    [...] Apogeonline [...]

  14. [...] pisanu, sergio maistrello — lucioscarpa @ 5:58 pm Riportiamo l’articolo, uscito su Apogeonline, di Sergio Maistrello che già il 7 ottobre lanciava lanciava la proposta di non rinnovare il [...]

  15. Lucio

    io ho provato ieri a rilanciare l’argomento, con un gruppo su facebook e un siterello per raccogliere adesioni. speriamo che quest’anno si ottenga qualcosa…

  16. iMille » Blog Archive » Wi-FIght!

    [...] ha ben spiegato Sergio Maistrello, su Apogeoonline: “I costi della legge Pisanu sono altissimi. Questa legge ha assestato un colpo durissimo [...]

  17. Libero wireless in libero Stato » Contrordine compagni

    [...] ottobre Sergio Maistrello, con il solito stile sobrio, ha argomentato in modo convincente contro la proroga (la terza) del decreto Pisanu. Il succo è questo: [...]

  18. Tra mille difficoltà, cresce il WiFi cittadino | Apogeonline

    [...] amministrazione) e l’aggiramento di norme che renderebbero il WiFi piuttosto impraticabile (in primis il decreto Pisanu). Benvenuti insomma all’Italia del wireless, dove è lasciato indietro chi vive in città in cui [...]

  19. La Carta dei cento, un appello per il WiFi libero | Apogeonline

    [...] 7 ottobre scorso su Apogeonline richiamavamo l’attenzione sull’imminente scadenza della legge Pisanu e sul rischio che per la terza volta una norma [...]

  20. Ci mancava la proposta Cassinelli-Concia » Sergio Maistrello

    [...] Dicevo che mantenere la legge Pisanu sarebbe stato come se dopo gli anni ‘70 fossimo rimasti alla teleselezione tramite operatore. La proposta Cassinelli-Concia si limita a prevedere che alcune telefonate, a discrezione del gestore telefonico, possano essere instradate automaticamente e che al posto del gettone telefonico si possa usare anche la carta di credito. Capirai. [...]

  21. Decreto Pisanu: punto e a capo. – GBLOG

    [...] – nonché per dare ai Cesari (che poi sono amici!) quel che è dei Cesari – di analoghe iniziative (1-2) con le quali si è inteso richiamare l’attenzione del Palazzo, sin qui dimostratosi almeno [...]

  22. [...] Il blog – wifight.wordpress.com Il gruppo su facebook – facebook.com Articolo di Sergio Maistrello – Apogeoonline [...]

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    [...] per chiudere una questione aperta qualche mese fa e portata avanti insieme a un bel po’ di amici, oggi è uscito in Gazzetta Ufficiale il [...]

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    [...] proroga anche per il 2010 la legge Pisanu Via Sergio Maistrello Giusto per chiudere una questione aperta qualche mese fa e portata avanti insieme a un bel po’ di amici, oggi è uscito in Gazzetta Ufficiale il decreto [...]

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    [...] alcune regioni si arriva perfino a identificare le persone che usano gli internet cafe (ma guarda, come in Italia!). Ma anche così, se rete e governo dovessero arrivare ai ferri corti, io punterei il mio denaro [...]

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