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	<title>Commenti a: Teoria e pratica del passaparola</title>
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	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Feb 2012 15:24:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: word of mouth e web &#124; i...bloog</title>
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		<dc:creator>word of mouth e web &#124; i...bloog</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 08:26:19 +0000</pubDate>
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		<description>[...] su cui si potrebbe scrivere un intero sermone, i risultati riportati sull’articolo di Apogeo parlano di  circa 80 post positivi su blog non direttamente collegati al prodotto che hanno [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] su cui si potrebbe scrivere un intero sermone, i risultati riportati sull’articolo di Apogeo parlano di  circa 80 post positivi su blog non direttamente collegati al prodotto che hanno [...]</p>
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		<title>Di: Michele Ficara Manganelli</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/07/14/teoria-e-pratica-del-passaparola/comment-page-1#comment-1021</link>
		<dc:creator>Michele Ficara Manganelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 16:20:36 +0000</pubDate>
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		<description>scrivo spesso di prodotti (alcuni comprati per uso personale altri ricevuti da aziende) ed amo sempre dare un punto di vista (molto) personale che magari può non piacere alle aziende o spesso a molti utenti di internet quando come nella recente querelle sul I(pacco)phone di apple.

Non sono solo &quot;semplici&quot; prove, ma spesso cerco di trasmettere qualcosa di più di quel prodotto, sopratutto delle &quot;sensazioni&quot; che mi genera nell&#039;utilizzo, che a livello di consumatore finale è molto più importante.

Questo perchè sempre di più il consumatore (anche digitale) non sceglie i prodotti in base alle performance reali ma spesso per ragioni di immagine o senso di appartenenza ad elite come nel caso del melafonino od altri oggetti (spesso presunti tali) geek.

Quindi il sentiment è fondamentale che sia trasferito, prima ancora della prova, e spesso molti blogger perdono di vista questo aspetto, non risultando interessanti per il lettore normale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scrivo spesso di prodotti (alcuni comprati per uso personale altri ricevuti da aziende) ed amo sempre dare un punto di vista (molto) personale che magari può non piacere alle aziende o spesso a molti utenti di internet quando come nella recente querelle sul I(pacco)phone di apple.</p>
<p>Non sono solo &#8220;semplici&#8221; prove, ma spesso cerco di trasmettere qualcosa di più di quel prodotto, sopratutto delle &#8220;sensazioni&#8221; che mi genera nell&#8217;utilizzo, che a livello di consumatore finale è molto più importante.</p>
<p>Questo perchè sempre di più il consumatore (anche digitale) non sceglie i prodotti in base alle performance reali ma spesso per ragioni di immagine o senso di appartenenza ad elite come nel caso del melafonino od altri oggetti (spesso presunti tali) geek.</p>
<p>Quindi il sentiment è fondamentale che sia trasferito, prima ancora della prova, e spesso molti blogger perdono di vista questo aspetto, non risultando interessanti per il lettore normale.</p>
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	<item>
		<title>Di: √ Video blogging aziendale: i pro e i contro della strategia &#124; video</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/07/14/teoria-e-pratica-del-passaparola/comment-page-1#comment-1020</link>
		<dc:creator>√ Video blogging aziendale: i pro e i contro della strategia &#124; video</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 10:32:27 +0000</pubDate>
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		<description>[...] più entusiasti di una visione di un video sono appunto i telespettatori. I video tra l&#8217;altro accelerano il processo del passaparola, generando ulteriore traffico verso il sito o [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] più entusiasti di una visione di un video sono appunto i telespettatori. I video tra l&#8217;altro accelerano il processo del passaparola, generando ulteriore traffico verso il sito o [...]</p>
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		<title>Di: Il marketing del passaparola ha un Codice Etico &#171; STUDIO BARONI</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/07/14/teoria-e-pratica-del-passaparola/comment-page-1#comment-990</link>
		<dc:creator>Il marketing del passaparola ha un Codice Etico &#171; STUDIO BARONI</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 19:50:45 +0000</pubDate>
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		<description>[...] il punto di vista di Gianluca Diegoli &#8220;teoria e pratica del passaparola&#8221; (pubblicato su APOGEOnline) se ci mettiamo dal &#8220;punto di vista dell’azienda, l’obiettivo può essere alimentare [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] il punto di vista di Gianluca Diegoli &#8220;teoria e pratica del passaparola&#8221; (pubblicato su APOGEOnline) se ci mettiamo dal &#8220;punto di vista dell’azienda, l’obiettivo può essere alimentare [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: Braun bodycruZer: la prova &#124; Gioxx's Wall</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/07/14/teoria-e-pratica-del-passaparola/comment-page-1#comment-988</link>
		<dc:creator>Braun bodycruZer: la prova &#124; Gioxx's Wall</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 11:07:39 +0000</pubDate>
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		<description>[...] tal proposito -prima di cominciare davvero- vorrei riportare un pezzo dell&#8217;ottimo articolo uscito su Apogeo giusto stamattina scritto dallo stesso Gianluca: Per quanto riguarda l’analisi dei post ottenuti, è abbastanza facile notare come nessuno dei [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] tal proposito -prima di cominciare davvero- vorrei riportare un pezzo dell&#8217;ottimo articolo uscito su Apogeo giusto stamattina scritto dallo stesso Gianluca: Per quanto riguarda l’analisi dei post ottenuti, è abbastanza facile notare come nessuno dei [...]</p>
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		<title>Di: Glenda</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/07/14/teoria-e-pratica-del-passaparola/comment-page-1#comment-987</link>
		<dc:creator>Glenda</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 11:00:38 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo con Gianluca su molti aspetti della questione, ma vorrei aggiungere qualche considerazione.
Il consumatore che usa/compra o pensa di usare/comprare il rasoio da depilazione da corpo cercherà informazioni sul prodotto in rete solo ed esclusivamente se è “utente” del web a livello molto avanzato e, se permettete, forse anche con caratteristiche personali molto peculiari. Credo che, forse, in genere sia più naturale che un consumatore cerchi volontariamente in rete informazioni riguardo prodotti diversi da un rasoio o comunque prodotti non così decisamente mass market . E comunque se dovesse capitargli di cercare informazioni in rete su un rasoio sono certa che sarebbe in grado di distinguere un commento “genuino” da uno che non lo è. 
Il word of mouth, poi, è sempre il buon caro passaparola, forma primitiva e antesignana di qualsiasi pubblicità in assoluto, above o below the line. E la chiave del passaparola è la credibilità e onestà che attribuiamo a chi “consiglia”, “suggerisce” o semplicemente “valuta” asetticamente i pro e i contro di un determinato prodotto/servizio. Se chi “passa la parola” non è onesto e non riporta la propria opinione ma fornisce un giudizio falsato, il rischio non è solo quello dell’azienda di non vendere e perdere credibilità, ma anche quella del blogger in questo caso di giocarsi la reputazione. Io non ho un blog, ma i blog che “ho scelto” di seguire, li ho scelti non solo perché ne condivido i temi o le posizioni, ma perché li ritengo intelligenti, divertenti e soprattutto “liberi”, perché mi giunge la “libera interpretazione” del blogger sui temi che pubblica. Sarebbe un bel boomerang per il blogger essere etichettato come “markettaro”, un passo falso che ridurrebbe il suo blog al pari del suo profilo facebook senza impostazioni limitative alla privacy…Trasponendo il concetto dal web alla vita reale, pensate voi se oggi l’azienda x riuscisse a convincere una persona di cui abbiamo una conoscenza reale e un’opinione ben precisa e positiva (ad esempio un nostro amico, vicino di casa, giornalaio, etc. etc.) e questa persona si esponesse con noi a favore di questa azienda. Nel caso di azienda e prodotto meritevole e consiglio nei toni che riconosciamo propri di quella persona, nessun problema. Nel caso di azienda/prodotto non meritevole e comportamenti al di fuori della norma per il nostro conoscente… beh.. non solo non compreremmo più il prodotto, ma nel tempo non ci fideremmo più neanche della persona fino a non tenerla più in considerazione. 
Tutto questo per dire che mi sembra si stia dimenticando che i consumatori, che siano utenti web o meno e più o meno avanzati, non sono stupidi e nel tempo sviluppano “anticorpi” a qualsiasi forma di pubblicità, specie quelle più invasive e false… insomma continua, come sempre la “selezione naturale del mercato”… 
Detto questo non biasimo il cercare di generare passaparola, purché si dia il via ad un “vero” passaparola!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Gianluca su molti aspetti della questione, ma vorrei aggiungere qualche considerazione.<br />
Il consumatore che usa/compra o pensa di usare/comprare il rasoio da depilazione da corpo cercherà informazioni sul prodotto in rete solo ed esclusivamente se è “utente” del web a livello molto avanzato e, se permettete, forse anche con caratteristiche personali molto peculiari. Credo che, forse, in genere sia più naturale che un consumatore cerchi volontariamente in rete informazioni riguardo prodotti diversi da un rasoio o comunque prodotti non così decisamente mass market . E comunque se dovesse capitargli di cercare informazioni in rete su un rasoio sono certa che sarebbe in grado di distinguere un commento “genuino” da uno che non lo è.<br />
Il word of mouth, poi, è sempre il buon caro passaparola, forma primitiva e antesignana di qualsiasi pubblicità in assoluto, above o below the line. E la chiave del passaparola è la credibilità e onestà che attribuiamo a chi “consiglia”, “suggerisce” o semplicemente “valuta” asetticamente i pro e i contro di un determinato prodotto/servizio. Se chi “passa la parola” non è onesto e non riporta la propria opinione ma fornisce un giudizio falsato, il rischio non è solo quello dell’azienda di non vendere e perdere credibilità, ma anche quella del blogger in questo caso di giocarsi la reputazione. Io non ho un blog, ma i blog che “ho scelto” di seguire, li ho scelti non solo perché ne condivido i temi o le posizioni, ma perché li ritengo intelligenti, divertenti e soprattutto “liberi”, perché mi giunge la “libera interpretazione” del blogger sui temi che pubblica. Sarebbe un bel boomerang per il blogger essere etichettato come “markettaro”, un passo falso che ridurrebbe il suo blog al pari del suo profilo facebook senza impostazioni limitative alla privacy…Trasponendo il concetto dal web alla vita reale, pensate voi se oggi l’azienda x riuscisse a convincere una persona di cui abbiamo una conoscenza reale e un’opinione ben precisa e positiva (ad esempio un nostro amico, vicino di casa, giornalaio, etc. etc.) e questa persona si esponesse con noi a favore di questa azienda. Nel caso di azienda e prodotto meritevole e consiglio nei toni che riconosciamo propri di quella persona, nessun problema. Nel caso di azienda/prodotto non meritevole e comportamenti al di fuori della norma per il nostro conoscente… beh.. non solo non compreremmo più il prodotto, ma nel tempo non ci fideremmo più neanche della persona fino a non tenerla più in considerazione.<br />
Tutto questo per dire che mi sembra si stia dimenticando che i consumatori, che siano utenti web o meno e più o meno avanzati, non sono stupidi e nel tempo sviluppano “anticorpi” a qualsiasi forma di pubblicità, specie quelle più invasive e false… insomma continua, come sempre la “selezione naturale del mercato”…<br />
Detto questo non biasimo il cercare di generare passaparola, purché si dia il via ad un “vero” passaparola!</p>
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		<title>Di: Umberto</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/07/14/teoria-e-pratica-del-passaparola/comment-page-1#comment-986</link>
		<dc:creator>Umberto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 08:53:47 +0000</pubDate>
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		<description>ciao gianluca, grazie per aver citato la campagna ancora onair sul nuovo braun bodycruZer, mi permetto di scriverti perchè in qualità di &quot;coordinator&quot; dell&#039;attività. in realtà i blogger coinvolti direttamente nel seeding sono molti meno di 80, quindi probabilmente l&#039;iniziativa ha generato post in maniera &quot;autonoma&quot; aiutando a diffondere nella Rete info sul prodotto. si tratta comunque di operazioni con dei &quot;social media&quot;, per cui, come emerge dal codice womma, gli utenti hanno assoluta libertà nella decisione di citare o meno il sito ufficiale del prodotto, di indicare da chi abbiano ricevuto il kit, di dare spazio al materiale informativo che sempre accompagna un nuovo prodotto o di dare libero sfogo ai propri pareri/giudizi secondo lo stile che li contraddistingue. quella di non vincolare nessuno è insomma una scelta, ognuno può scrivere ciò che reputa più opportuno, la trasparenza, la correttezza e, a ben vedere, la comunicazione in toto, vengono messe nelle mani dei blogger coinvolti, a loro l&#039;onere e l&#039;onore di essere quanto più credibili verso i loro lettori, nessun obbligo, nessun divieto, nessuna censura. a noi il compito di analizzare i feedback e di discuterne con il brand. un primo passo, quello dell&#039;azienda da te citata, che non mi sentirei di sottovalutare: un avvicinamento ai potenziali consumatori, un mettersi in gioco che sicuramente non è sufficiente, ma che ci fa ben sperare per inziative future ancora più social ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao gianluca, grazie per aver citato la campagna ancora onair sul nuovo braun bodycruZer, mi permetto di scriverti perchè in qualità di &#8220;coordinator&#8221; dell&#8217;attività. in realtà i blogger coinvolti direttamente nel seeding sono molti meno di 80, quindi probabilmente l&#8217;iniziativa ha generato post in maniera &#8220;autonoma&#8221; aiutando a diffondere nella Rete info sul prodotto. si tratta comunque di operazioni con dei &#8220;social media&#8221;, per cui, come emerge dal codice womma, gli utenti hanno assoluta libertà nella decisione di citare o meno il sito ufficiale del prodotto, di indicare da chi abbiano ricevuto il kit, di dare spazio al materiale informativo che sempre accompagna un nuovo prodotto o di dare libero sfogo ai propri pareri/giudizi secondo lo stile che li contraddistingue. quella di non vincolare nessuno è insomma una scelta, ognuno può scrivere ciò che reputa più opportuno, la trasparenza, la correttezza e, a ben vedere, la comunicazione in toto, vengono messe nelle mani dei blogger coinvolti, a loro l&#8217;onere e l&#8217;onore di essere quanto più credibili verso i loro lettori, nessun obbligo, nessun divieto, nessuna censura. a noi il compito di analizzare i feedback e di discuterne con il brand. un primo passo, quello dell&#8217;azienda da te citata, che non mi sentirei di sottovalutare: un avvicinamento ai potenziali consumatori, un mettersi in gioco che sicuramente non è sufficiente, ma che ci fa ben sperare per inziative future ancora più social ;)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Il dado è tratto, Apogeonline parla di Wommi - Wommi - word of mouth marketing italia</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/07/14/teoria-e-pratica-del-passaparola/comment-page-1#comment-985</link>
		<dc:creator>Il dado è tratto, Apogeonline parla di Wommi - Wommi - word of mouth marketing italia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 08:51:36 +0000</pubDate>
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		<description>[...] l&#8217;annuncio di Stefano Vitta sul suo blog della nascita di Wommi, un interessante articolo su Apogeonline di Gianluca Diegoli accende il dibattito sul word of mouth marketing! E il form di richiesta [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] l&#8217;annuncio di Stefano Vitta sul suo blog della nascita di Wommi, un interessante articolo su Apogeonline di Gianluca Diegoli accende il dibattito sul word of mouth marketing! E il form di richiesta [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gluca</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/07/14/teoria-e-pratica-del-passaparola/comment-page-1#comment-984</link>
		<dc:creator>gluca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 08:47:30 +0000</pubDate>
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		<description>io credo che il pay per post non sia WOM, sia al limite User generated ADV, che la rende tutta un&#039;altra cosa. il punto che volevo sottolineare maggiormente e&#039; piu&#039; sottile e sfumato, cioè l&#039;influenza del sampling delle pratiche nel SEO.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io credo che il pay per post non sia WOM, sia al limite User generated ADV, che la rende tutta un&#8217;altra cosa. il punto che volevo sottolineare maggiormente e&#8217; piu&#8217; sottile e sfumato, cioè l&#8217;influenza del sampling delle pratiche nel SEO.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Febbraio</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/07/14/teoria-e-pratica-del-passaparola/comment-page-1#comment-983</link>
		<dc:creator>Andrea Febbraio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 08:33:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.apogeonline.com/?p=688#comment-983</guid>
		<description>Ciao Gianluca il codice WOMMI prende spunto dal codice WOMMA. Negli USA il buzz è partito prima ed il punto che tu, giustamente sollevi, è stato oggetto di discussione diverse volte ed anche ultimamente.
http://womma.org/ethicsreview/2009/06/01/is-paying-cash-for-blog-reviews-ethical-re-opening-the-debate/

Per quanto riguarda il nostro punto di vista (abbiamo commentato così anche nel dibattito che ti dicevo)  noi chiediamo sempre ai blogger di specificare che hanno riceuto il prodotto da PromoDigital nel loro post, ovviamente la maggior parte delle persone lo fà ma non tutti. Su questo aspetto obbligarli è difficile perchè si rimane nell&#039;ambito del libero arbitrio. A noi comunque interessa l&#039;opinione ed il feedback onesta del blogger ed infatti non sempre per tutte le campagne le opinioni sul prodotto dato hanno dato feedback concordanti. Fà parte del nostro lavoro anche analizzare questi feedback e discuterli con cliente perchè pososno emergere spunti interessanti. Magari nel caso specifico il prodotto era davvero ottimo ;)

P.S. in merito al &quot;pay-per-post&quot; la famosa è annosa discussione sull&#039;hard cash compensation siamo invece contrari e trovi la nostra risposta nel blog del WOMMA al link di prima ma ne abbiamo parlato diverse volte anche sul nostro blog</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Gianluca il codice WOMMI prende spunto dal codice WOMMA. Negli USA il buzz è partito prima ed il punto che tu, giustamente sollevi, è stato oggetto di discussione diverse volte ed anche ultimamente.<br />
<a href="http://womma.org/ethicsreview/2009/06/01/is-paying-cash-for-blog-reviews-ethical-re-opening-the-debate/" rel="nofollow">http://womma.org/ethicsreview/2009/06/01/is-paying-cash-for-blog-reviews-ethical-re-opening-the-debate/</a></p>
<p>Per quanto riguarda il nostro punto di vista (abbiamo commentato così anche nel dibattito che ti dicevo)  noi chiediamo sempre ai blogger di specificare che hanno riceuto il prodotto da PromoDigital nel loro post, ovviamente la maggior parte delle persone lo fà ma non tutti. Su questo aspetto obbligarli è difficile perchè si rimane nell&#8217;ambito del libero arbitrio. A noi comunque interessa l&#8217;opinione ed il feedback onesta del blogger ed infatti non sempre per tutte le campagne le opinioni sul prodotto dato hanno dato feedback concordanti. Fà parte del nostro lavoro anche analizzare questi feedback e discuterli con cliente perchè pososno emergere spunti interessanti. Magari nel caso specifico il prodotto era davvero ottimo ;)</p>
<p>P.S. in merito al &#8220;pay-per-post&#8221; la famosa è annosa discussione sull&#8217;hard cash compensation siamo invece contrari e trovi la nostra risposta nel blog del WOMMA al link di prima ma ne abbiamo parlato diverse volte anche sul nostro blog</p>
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