16 Commenti

Città in rete

Venezia, laboratorio digitale d’Italia

di

thumbnail

29

giu

2009

Il 3 luglio in laguna si inaugura il WiFi cittadino, prima tranche di un importante progetto di digitalizzazione delle comunicazioni e delle conoscenze. Un esempio di innovazione di sistema che potrebbe far del bene all’intero paese

Venerdì prossimo Venezia illuminerà ufficialmente col WiFi tutto il Canal Grande e molti altri luoghi strategici per la vita cittadina, comprese alcune zone di Mestre e parte del Lido. È lo snodo fondamentale del progetto di innovazione e digitalizzazione da 10 milioni di euro fortemente voluto dal vice di Massimo Cacciari, Michele Vianello. Da febbraio è attiva la piattaforma Venice Connected per i trasporti e i servizi turistici, mentre in questi giorni prende vita il portale Cittadinanza digitale. Il 3 luglio si festeggerà l’inaugurazione della rete wireless con un barcamp itinerante in battello e con una caccia al tesoro digitale che si snoderà per le calli. «Dedicheremo il 3 luglio alla Corte costituzionale francese, che ha bocciato la legislazione Hadopi perché colpisce i diritti universali dell’uomo alla comunicazione e all’espressione. Internet non è un lusso, è un nuovo grande diritto. Chi avrebbe messo in discussione in passato la costruzione di un asilo o di una scuola elementare? Bene, oggi la rete ha lo stesso valore», spiega Vianello, che che assicura di essere solo all’inizio di un importante ciclo di innovazione e di voler «alzare ancora l’asticella, proponendo la sperimentazione concreta di alcune soluzioni al piano Caio del Governo».

La rete come strategia

Partiamo dalla rete: 10.000 chilometri di fibra ottica già posati tra terraferma, laguna e isole. Non servono soltanto a illuminare la città con l’accesso a internet, sono un patrimonio strategico. «L’asset non è il WiFi, è la fibra ottica. In città arrivano soltanto due cavidotti: uno è di Telecom Italia, l’altro è della Città di Venezia. Questo ci rende molto competitivi sul mercato, possiamo dettare le regole del gioco. E la prima regola che imporremo è la garanzia della neutralità della rete», dice Michele Vianello. L’obiettivo prossimo venturo è ambizioso: non meno di 20 Megabit di banda (ma se possibile anche 100) in tutte le case, per «rimaterializzare tutto ciò che è stato smaterializzato, ma a casa di tutti i cittadini». È il benservito al digitale terrestre: con questa banda la tv passa per il cavo e dal romantico panorama lagunare potranno un giorno sparire le antenne. Il modello di business insegue la sinergia pubblico-privato: l’amministrazione comunale mette la rete e l’appetibilità dei suoi progetti di digitalizzazione di sistema, ai privati spetta il compito di cavalcare l’onda e ripartire i profitti. Porte aperte a tutte le idee, ma non potranno mai venir meno la gratuità dell’accesso in rete o nei servizi di social networking.

La rete WiFi copre le zone più vissute della città, di Mestre e del Lido, ma la rete di hotspot è in espansione. La loro disposizione in alcuni casi è stata concordata coi giovani, affinché coincidesse coi luoghi di ritrovo. Tutti i cittadini veneziani possono connettersi di diritto: è sufficiente registrarsi una volta per tutte sul portale civico. Sono assimilate ai cittadini anche le persone che frequentano con regolarità la città per ragioni di lavoro e studio. La rete sarà aperta anche ai turisti, ma in questo caso a pagamento: non è ancora disponibile un’offerta puntuale, ma i costi sono annunciati di gran lunga inferiori alle pretese fuori mercato tipiche di hotel e locali pubblici. Quanto alla certificazione dell’identità, Venezia si pone tra le più aperte città italiane: una volta soddisfatte le prescrizioni della legge Pisanu (tramite autenticazione su Sim mobile o registrazione con carta d’identità), non impone indirizzi di posta elettronica diversi da quello personale e quanto a identificazione del cittadino in alcuni casi – per esempio le petizioni online, che il Comune promuoverà tramite piattaforma dedicata – si accontenterà addirittura del nickname. «L’esperienza ci insegna che è sufficiente, non mi interessa sapere il nome. L’importante è poter interagire con le persone», spiega il vicesindaco.

Migrazione delle conoscenze

Dal punto di vista della macchina amministrativa, l’amministrazione mette sul piatto un progetto triennale di migrazione in rete delle conoscenze comunali. «Non è un problema di tecnologia, quanto semmai di procedure, di modi di lavorare, di cultura dell’innovazione», dice Vianello, che punzecchia anche il ministro Brunetta per i suoi tentativi di rilegificazione del pubblico impiego: «Io non ho bisogno di regole diverse, ho bisogno di meno regole. Devo poter incentivare l’amministrazione sulla base delle necessità del mio territorio. Io oggi mi trovo nella condizione di incentivare i disubbidienti, quelli che a volte fanno di testa loro con l’obiettivo di far funzionare meglio il sistema». La rete farà da leva anche in questo senso: grazie a postazioni di telepresenza nelle principali sedi comunali, verrà favorito da subito il lavoro nomadico dei dirigenti. «Non è necessario spostarsi ogni volta da Mestre a Venezia solo per una riunione, così come è possibile lavorare anche se non ci si trova fisicamente nel proprio ufficio».

Per Venezia questa è un’opportunità vitale. Venuto meno il traino dell’età industriale, la città cerca una dimensione nella società dei servizi che finora non ha ancora reso quanto sperato. Del resto, «una città che produce servizi ma non ha la rete è destinata a girare la testa all’indietro. Ora che abbiamo la rete, vogliamo creare un sistema in grado di attirare idee, talenti e attività. L’innovazione è cambiare la vita minuta di ogni giorno», dice Vianello. Primo tassello del sistema reticolare di Venezia è naturalmente la cultura: «Stiamo chiudendo un accordo di interconnessione tra la rete del Comune e le reti Garr della ricerca. Stiamo dialogando con tutte le istituzioni culturali pubbliche e private della città, a cui proponiamo di allacciarsi alla nostra rete in fibra ottica. A loro sottoporremo un grande progetto di digitalizzazione del patrimonio culturale veneziano, non tanto per la conservazione quanto per la fruizione delle opere. La cultura deve tornare a essere produzione culturale».

Idee e persone

Infine i cittadini. Il progetto di Venezia si gioca molto sulla capacità di spiegare a chi vive in città che cosa può fare per loro internet. La digitalizzazione dei servizi diventerà nel tempo un richiamo importante, ma l’opportunità che si presenta ai veneziani va molto oltre l’accesso da casa all’anagrafe comunale. Si tratta potenzialmente di reinventare la cittadinanza, di ripensare il rapporto tra le persone e il territorio, di annusare le tendenze che stanno mettendo in discussione le istituzioni culturali, economiche e politiche delle nazioni più reattive. In questo Venezia si fa laboratorio d’Italia, chiamando fin d’ora a raccolta idee e persone. Il primo appuntamento è fissato per ottobre, un grande incontro tra Venezia e il mondo della rete per far conoscere ai cittadini e alle aziende locali le esperienze che fanno sognare il mondo digitale.




Sergio Maistrello (@sergiomaistrello) è giornalista freelance che lavora da quasi vent'anni all'intersezione tra rete, informazione e società, consigliando istituzioni, editori, aziende e associazioni nella definizione di strategie di comunicazione e partecipazione online. Su questi argomenti ha scritto alcuni saggi, tra cui La parte abitata della rete (2007), Giornalismo e nuovi media (2010) e Io editore tu Rete (2012). Il suo ultimo ebook è Fact checking. Dal giornalismo alla rete (Apogeo Sushi, 2013). Insegna social media al Master in Comunicazione della Scienza della Sissa di Trieste. Organizza State of the Net, conferenza internazionale sullo stato della rete in Italia e nel mondo.

In Rete: www.sergiomaistrello.it

Letto 7.124 volte | Tag: , , , , , , , , , ,

16 commenti

  1. [...] Venezia, laboratorio digitale d’Italia [...]

  2. Venezia Mestre – Venezia, laboratorio digitale d’Italia

    [...] Sergio Maistrello [fonte] Articolo successivo [...]

  3. Venezia, laboratorio digitale d’Italia - Venetoflux.it

    [...] di Sergio Maistrello [fonte] [...]

  4. cittadino veneziano

    BELLA CAZZATA QUESTO WIRELESS dov’è la libertà d’informazione? come posso navigare? DEVO REGISTRARMI, DEVO SOTTOSTARE ALLA LEGGE PISANU??? idioti

  5. Sergio Maistrello

    Caro cittadino veneziano arrabbiato, le istruzioni per navigare sono disponibili sul sito predisposto sul suo Comune e comunque presso gli uffici del suo Comune. L’accesso in rete, come scritto nell’articolo, sarà possibile da venedì 3 luglio. Quanto alla registrazione, chiunque si connetta a internet sul suolo italiano deve sottostare alla legge Pisanu. È una legge su cui è stato detto molto e su cui molto resta da dire, ma finché non viene superata chiunque offra connettività e voglia operare nella legalità è costretto a soddisfare i requisiti.

  6. Venezia Wireless

    [...] Via Apogeonline [...]

  7. Mestrino

    Ho alcuni dubbi: 1- ma la navigazione sarà davvero aperta a tutta la rete Internet? consentirà lo scaricamento di file da rapidshare e/o l’utilizzo di e-mule (e simili)? 2- se le condizioni di cui sopra fossero soddisfatte, come reagirebbero i vari Alice, Fastweb, Infostrada, Tele 2 ecc. ecc.? 3- Insomma, il mio dubbio principale è: per quanto tempo, visti eventuali utilizzi non proprio leciti di utenti e visto il danneggiamento degli interessi economici dei succitati colossi TLC, la navigazione rimarrà aperta a tutta la rete Internet? (e magari in futuro non sia oggetto di limitazione ai soli portali di pubblica utilità).

  8. Antonio

    Progetto interessante.
    Ottima l’informazione resa dall’ articolo. Ringrazio l’autore per la completa ed esplicita esposizione.

  9. Sergio Maistrello

    @Mestrino,
    1 e 3-il Comune si fa paladino della neutralità della rete, se ne deduce che la navigazione sarà libera e non condizionata (fatto salvo il rispetto della legge). Vedremo dal prossimo mese come gestiranno i casi più delicati e quale sarà la resa effettiva della rete cittadina. Credo sia un percorso che amministrazione e cittadini abbiano tutto l’interesse a fare assieme.
    2-quello della concorrenza è il principale tassello strategico del progetto veneziano (che va oltre la connettività wireless). Finché la banda larga non arriva casa per casa, però, la concorrenza è relativa. Anche in questo caso, è presto per dire che cosa succederà, credo che in questa fase si stiano studiando un po’ tutti.

  10. Navigare senza fili tra i canali di Venezia | FABblog

    [...] progetto voluto dal Comune di Venezia, che molti comuni italiani dovrebbero prendere ad [...]

  11. Rassegna “stanca” | Webeconoscenza

    [...] Maistrello 1, Maistrello 2 [...]

  12. Luca Ciminelli

    @cittadino veneziano:

    Non mi pare affatto “una cazzata”. E’ molto più di quanto ci sia in una enormità di città nel resto del mondo.
    Inoltre cosa c’entra la libertà di informazione con la necessità di avere un account per collegarti alla rete?
    E perché, a casa tua non è lo stesso, forse? Per aver l’attivazione a internet hai fatto un contratto, cos’altro non è se non “una registrazione”? In un hotel devi dare il numero di camera, è una registrazione anche quella.
    Quindi, a meno che tu non sia collegato dalla rete WI-FI di qualcuno sei registrato. Se ti ha autorizzato, è lui che è responsabile dell’operato della tua connessione (salvo dimostrare che non lo è), se non ti ha autorizzato… stai scroccando o meglio: lo stai derubando, perché prendere qualcosa (banda, connessione) senza permesso è derubare.

  13. [...] La Città di Venezia, ormai traguardata in ottica digitale, vede oggi l’affermarsi dei metadistretti del Veneto. Al VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia sono connesse 4.500 aziende per oltre 100.000 addetti. Con i risultati raggiunti mediante “Venice Connected” (che vede come promotore il Comune di Venezia con il Vicesindaco Michele Vianello) il VEGA sembra ormai proiettato verso la dimensione della cittadella della Conoscenza, Scienza e Tecnologia. In molti dicono che Venezia è Laboratorio digitale d’Italia. [...]

  14. [...] un precedente articolo avevamo approfondito la situazione a Venezia, ormai traguardata come Laboratorio digitale d’Italia con l’affermarsi dei metadistretti del Veneto. Al VEGA Parco Scientifico Tecnologico di [...]

  15. [...] un precedente articolo avevamo approfondito la situazione a Venezia, ormai traguardata come Laboratorio digitale d’Italia con l’affermarsi dei metadistretti del Veneto. Al VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia [...]

  16. NuoviAbitanti a Venezia | Giorgio Jannis

    [...] la segnalazione di Sergio Maistrello su Apogeonline, vediamo cosa succederà a Venezia il 3 luglio, e quale cultura digitale sostiene i prossimi [...]

Lascia il tuo commento