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Quinta di Copertina

Indie e consapevole, è la musica sul web

di

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Michele Orvieti

22

mag

2009

Venti minuti in podcast tra ritagli di carta e bit, in compagnia di un ospite. Oggi con Michele Orvieti, tastiere dei Mariposa e mente della casa discografica Trovarobato. Parliamo di musica e web, tra promozione di canzoni, community network sperimentali e download “illegali” che però aiutano i gruppi indipendenti

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Interrompiamo per un giro le conversazioni intorno alla politica e al web, e riprendiamo un altro filo rosso delle nostre interviste settimanali: la musica. Come sta cambiando la promozione della musica, e il circolo virtuoso che parte dal download “illegale” e arriva ad un pubblico consapevole che paga gli spettacoli live e chiude il cerchio comprando il disco. E’ il passaggio (ancora non del tutto stabile o formalizzato, non privo di inghippi) del mercato musicale come compravendita del bene canzone, ad un sistema più complesso in cui c’entra l’appartenenza, il concetto di fanship, il senso di comunità. Ne parliamo con Michele Orvieti, mente e tastiere dei Mariposa e dell’etichetta indipendente Trovarobato, che da anni sperimenta varie modalità di comunicazione, condivisione e promozione della musica online (dal sito tradizionale fino ai social network più sperimentali come il nuovo Muxtape).

Muxtape e i social network musicali

Partiamo dal caso di Muxtape.com. Nel marzo 2008 Justin Ouellette fonda Muxtape con l’idea di offrire un servizio online che provasse a riprodurre la logica (e il piacere) delle famigerate “cassettine”, permettendo a tutti di condividere con la classica buddy list dei social network la selezione delle proprie canzoni preferite. Dopo pochi mesi, e dopo aver fatto molto parlare di sé, viene chiusa a seguito dalle varie rimostranze della RIIA. Quindi riapre, ma ad inviti e con nuove regole. Michele racconta l’esperienza del canale dei Mariposa: «I Mariposa sono di fatto il primo gruppo italiano ad essere stato invitato a partecipare alla nuova versione, che è di fatto un servizio specifico per band che vogliono condividere le proprie canzoni. Ci fa molto piacere: troppo spesso capita di arrivare nei social network quando sono già in fase calante, senza possibilità di influire sul modo in cui si strutturano. Nel caso di Muxtape abbiamo l’opportunità di vivere un social network appena nato, di tipo sperimentale».

Essere cittadini musicali su Internet

Per i Mariposa la cittadinanza musicale sul web e sui social network non è solo promozione: «Non si può ridurre la presenza nei social network ad una mera funzione di promozione, anche se la funzione promozionale è in qualche modo ineliminabile: per esempio con il nuovo album la presenza e l’attività sulla rete del gruppo aumenta sensibilmente. Il punto è un altro: quando usi davvero questi strumenti (per esempio anche MySpace) ti rendi conto di avere una comunità di “fan” che è desiderosa di contenuti nuovi, di informazioni parallele e aggiuntive rispetto al singolo contenuto promozionale, o alle sole canzoni del disco. Per esempio nuove foto, nuovi video, nuovi contenuti strani, video di backstage, inediti dalla sala prove, ecc: è una sorta di pubblico parallelo, anzi complementare, che di fatto definisce profondamente il proprio pubblico di riferimento e in qualche modo fa parte integrante del gruppo». Peraltro l’oggetto canzone è ormai quasi priva di valore, si trova in giro dovunque: «E’ meraviglioso vedere proliferare lo “zip” dei nostri album sui vari torrent, sui circuiti peer-to-peer o sui siti di storage online: per noi è un indicatore estremamente importante del fatto che la nostra musica si diffonde e viene apprezzata. E il fatto che questa musica circoli senza essere pagata non lede la nostra attività come gruppo, non ci danneggia. E’ difficile avere una opinione conclusiva in proposito, stiamo cercando di capire strada facendo, ma ci è capitato più volte di avere gente che ci viene a vedere live, compra il disco al banchetto alla fine del concerto e ci dice di aver scoperto la nostra musica dopo averla scaricata “illegalmente”». Un cerchio che si chiude, secondo Michele: «Per il nostro mondo di riferimento, ovvero la musica indipendente, questo meccanismo di diffusione più o meno lecita della nostra musica è comunque a nostro vantaggio, è una fantastica chiusura del cerchio. Ci permette di far girare il nostro lavoro e al contempo di concentrarci sull’attività live: alimenta un pubblico consapevole, che consapevolmente viene ai nostri concerti e che spesso alla fine decide anche di comprare l’oggetto fisico – il cd che comunque continuiamo a produrre come biglietto da visita che rimane nel tempo».

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