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	<title>Commenti a: Tira un’aria di pay per content&#8230;</title>
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	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
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		<title>Di: L&#8217;opportunità per i contenuti a pagamento &#124; Apogeonline</title>
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		<dc:creator>L&#8217;opportunità per i contenuti a pagamento &#124; Apogeonline</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 23:37:43 +0000</pubDate>
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		<description>[...] tabloid inglesi, per capirci. O potremmo rievocare il rischio che sopravviva solo un’informazione sponsorizzata politicamente, stile conflitto di interessi. Dall’altro lato potremmo vederla anche dal punto di vista degli [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] tabloid inglesi, per capirci. O potremmo rievocare il rischio che sopravviva solo un’informazione sponsorizzata politicamente, stile conflitto di interessi. Dall’altro lato potremmo vederla anche dal punto di vista degli [...]</p>
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		<title>Di: Controlla se il politico mantiene le promesse &#124; Apogeonline</title>
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		<dc:creator>Controlla se il politico mantiene le promesse &#124; Apogeonline</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 07:31:57 +0000</pubDate>
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		<description>[...] remunerazione editoriale da parte di Google e di Apple potrebbero portare; per capirci, modelli di pay per content sempre più diffusi &#8211; al punto di far diventare economicamente poco sostenibile l’acceso a [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] remunerazione editoriale da parte di Google e di Apple potrebbero portare; per capirci, modelli di pay per content sempre più diffusi &#8211; al punto di far diventare economicamente poco sostenibile l’acceso a [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: Contenuti a pagamento, la strategia dell&#8217;iPhone &#124; Apogeonline</title>
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		<dc:creator>Contenuti a pagamento, la strategia dell&#8217;iPhone &#124; Apogeonline</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 08:33:36 +0000</pubDate>
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		<description>[...] sopravvivenza stessa dei produttori di contenuti (era il tema anche dei miei articoli precedenti: Tira un’aria di pay per content e E chi le pagherà tutte queste notizie?). L&#8217;impressione che si ha cercando di scrutare [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] sopravvivenza stessa dei produttori di contenuti (era il tema anche dei miei articoli precedenti: Tira un’aria di pay per content e E chi le pagherà tutte queste notizie?). L&#8217;impressione che si ha cercando di scrutare [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: E chi le pagherà tutte queste notizie? &#124; Apogeonline</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/23/tira-un%e2%80%99aria-di-pay-per-content%e2%80%a6-salta-il-mercato-e-la-societa/comment-page-1#comment-854</link>
		<dc:creator>E chi le pagherà tutte queste notizie? &#124; Apogeonline</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 09:08:59 +0000</pubDate>
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		<description>[...] vista di coloro che se non fanno soldi da nessuna parte chiudono, mandano a casa la gente. Tuttavia non sono certo che il panorama dell&#8217;informazione migliorerebbe di conseguenza. Senza ricorrere a soluzioni [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] vista di coloro che se non fanno soldi da nessuna parte chiudono, mandano a casa la gente. Tuttavia non sono certo che il panorama dell&#8217;informazione migliorerebbe di conseguenza. Senza ricorrere a soluzioni [...]</p>
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		<title>Di: Se Facebook allarga il digital divide &#124; Apogeonline</title>
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		<dc:creator>Se Facebook allarga il digital divide &#124; Apogeonline</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2009 07:14:40 +0000</pubDate>
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		<description>[...] vede profilarsi all&#8217;orizzonte in modo preoccupante un trend di pay per content (ne parlavamo poco tempo fa) - secondo il quale ad esempio il gruppo Murdoch parla apertamente di mettere a pagamento la [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] vede profilarsi all&#8217;orizzonte in modo preoccupante un trend di pay per content (ne parlavamo poco tempo fa) - secondo il quale ad esempio il gruppo Murdoch parla apertamente di mettere a pagamento la [...]</p>
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		<title>Di: jacoponovembre</title>
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		<dc:creator>jacoponovembre</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2009 10:53:50 +0000</pubDate>
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		<description>che dire..tutto abbastanza complesso
sto ragionando anche io, come tanti, sulla questione di dove trovare finanziamenti per un editore (proprio ora sto valutando di entrare in società con un piccolo editore)
il payxcontent avrebbe senso in una logica interattiva di soluzione simile ad applicazioneiPhone (che mi pare vadano dallo 0,50 ai 2 euro mediamente, non ho IPhone..)
l&#039;adv per come è strutturato ora non garantisce billing sufficienti a meno che tu non rientri nel bouquet di una grossa concessionaria che cmq ci fa un buono spread di guadagno
il discrdo di wikonomics è complesso, di nicchia e cmq poo replicabile se non si trova un&#039;ideologia forte
boh continuo a pensare..che dire ...se qualcuno si svegliasse con un&#039;intuizione che faccia un fischio..
saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che dire..tutto abbastanza complesso<br />
sto ragionando anche io, come tanti, sulla questione di dove trovare finanziamenti per un editore (proprio ora sto valutando di entrare in società con un piccolo editore)<br />
il payxcontent avrebbe senso in una logica interattiva di soluzione simile ad applicazioneiPhone (che mi pare vadano dallo 0,50 ai 2 euro mediamente, non ho IPhone..)<br />
l&#8217;adv per come è strutturato ora non garantisce billing sufficienti a meno che tu non rientri nel bouquet di una grossa concessionaria che cmq ci fa un buono spread di guadagno<br />
il discrdo di wikonomics è complesso, di nicchia e cmq poo replicabile se non si trova un&#8217;ideologia forte<br />
boh continuo a pensare..che dire &#8230;se qualcuno si svegliasse con un&#8217;intuizione che faccia un fischio..<br />
saluti</p>
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	<item>
		<title>Di: Roberto Bello</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/23/tira-un%e2%80%99aria-di-pay-per-content%e2%80%a6-salta-il-mercato-e-la-societa/comment-page-1#comment-659</link>
		<dc:creator>Roberto Bello</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 11:55:20 +0000</pubDate>
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		<description>Apprezzo i contenuti dell&#039;articolo di Roberto Venturini;  brevemente segnalo la mia esperienza.
Fin dalla prima ora sono stato un convinto sostenitore dell&#039;open source, fornendo ai visitatori del mio sito web significativi contributi alla conoscenza e all&#039;utilizzzo delle applicationi open source, ricevendone in cambio solo pochi vantaggi marginali. 
Purtroppo il termine open source è per quasi tutti equivalente al termine &quot;gratuito&quot;.
Open source vuol dire programmi (e contenuti) leggibili e modificabili. ma non necessariamente gratuiti.
Sto progressivamente cancellando dal mio sito i miei contributi all&#039;open source, dirottandoli in pubblicazioni scaricabili da lulu.com.
Mentre prima i download &quot;gratuiti&quot; dei miei contributi dal mio sito erano molto numerosi, ora quasi nessuno vuole spendere i pochi euro richiesti per scaricare le mie pubblicazioni da lulu.com.
Per concludere ritengo che l&#039;open source, erroneamente assimilato al gratuito, subirà un inevitabile ridimensionamento nel prossimo futuro per ecceso di egoismo da parte degli attuali fruitori dell&#039;open source, che tutto prendono e nulla danno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Apprezzo i contenuti dell&#8217;articolo di Roberto Venturini;  brevemente segnalo la mia esperienza.<br />
Fin dalla prima ora sono stato un convinto sostenitore dell&#8217;open source, fornendo ai visitatori del mio sito web significativi contributi alla conoscenza e all&#8217;utilizzzo delle applicationi open source, ricevendone in cambio solo pochi vantaggi marginali.<br />
Purtroppo il termine open source è per quasi tutti equivalente al termine &#8220;gratuito&#8221;.<br />
Open source vuol dire programmi (e contenuti) leggibili e modificabili. ma non necessariamente gratuiti.<br />
Sto progressivamente cancellando dal mio sito i miei contributi all&#8217;open source, dirottandoli in pubblicazioni scaricabili da lulu.com.<br />
Mentre prima i download &#8220;gratuiti&#8221; dei miei contributi dal mio sito erano molto numerosi, ora quasi nessuno vuole spendere i pochi euro richiesti per scaricare le mie pubblicazioni da lulu.com.<br />
Per concludere ritengo che l&#8217;open source, erroneamente assimilato al gratuito, subirà un inevitabile ridimensionamento nel prossimo futuro per ecceso di egoismo da parte degli attuali fruitori dell&#8217;open source, che tutto prendono e nulla danno.</p>
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	<item>
		<title>Di: Gvan</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/23/tira-un%e2%80%99aria-di-pay-per-content%e2%80%a6-salta-il-mercato-e-la-societa/comment-page-1#comment-657</link>
		<dc:creator>Gvan</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 07:42:47 +0000</pubDate>
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		<description>Questo articolo mi sembra molto confuso e proprio per questo mi piace, soprattutto per le domande che pone. Se le banche me lo permettessero, pagherei volentieri 5 centesimi per l&#039;articolo e 5 centesimi per i commenti. Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo mi sembra molto confuso e proprio per questo mi piace, soprattutto per le domande che pone. Se le banche me lo permettessero, pagherei volentieri 5 centesimi per l&#8217;articolo e 5 centesimi per i commenti. Saluti.</p>
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	<item>
		<title>Di: Un’aria di pay per content… - Vittorio Pasteris</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/23/tira-un%e2%80%99aria-di-pay-per-content%e2%80%a6-salta-il-mercato-e-la-societa/comment-page-1#comment-655</link>
		<dc:creator>Un’aria di pay per content… - Vittorio Pasteris</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 04:34:50 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Una chiara e lunga analisi di Roberto Venturini su Apogeonline In fondo potremmo decidere di dividere il mondo dell’editoria (e sul web siamo tutti editori) in quattro macro aree alquanto disomogenee. Proviamoci e vediamo che succede. Primo: ci sono i mezzi che nascono a fini politici, di lobby o associazionistici – mezzi che possono anche essere no profit nel senso che il loro fine è far passare un messaggio al proprio pubblico, al di fuori di logiche commerciali – per capirci come una volta erano i giornali di partito – oppure di fare un servizio ai propri associati o al pubblico in generale. Questi media i soldi li fanno dalle quote associative, da fondi pubblici, finanziamenti privati e così via. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Una chiara e lunga analisi di Roberto Venturini su Apogeonline In fondo potremmo decidere di dividere il mondo dell’editoria (e sul web siamo tutti editori) in quattro macro aree alquanto disomogenee. Proviamoci e vediamo che succede. Primo: ci sono i mezzi che nascono a fini politici, di lobby o associazionistici – mezzi che possono anche essere no profit nel senso che il loro fine è far passare un messaggio al proprio pubblico, al di fuori di logiche commerciali – per capirci come una volta erano i giornali di partito – oppure di fare un servizio ai propri associati o al pubblico in generale. Questi media i soldi li fanno dalle quote associative, da fondi pubblici, finanziamenti privati e così via. [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: Pasquale Alfano</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/23/tira-un%e2%80%99aria-di-pay-per-content%e2%80%a6-salta-il-mercato-e-la-societa/comment-page-1#comment-654</link>
		<dc:creator>Pasquale Alfano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 21:09:41 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Roberto,

complimenti per l&#039;articolo, come sempre interessante ed attuale :-)
Che ti devo dre... qualche mattina fa, ho colto persino Severgnini, per radio, che con tono di voce vagamente tra il polemico e lo stizzito, non si capacitava del perché la gente non dovrebbe pagare per un giornale on-line.
Ho nominato &quot;il giornale&quot; come media a stampa per antonomasia, ma penso a tutto cià che attualmente è cartaceo.
Non sono in grado di prospettare scenari realistici, se lo facessi, sarebbe un puro esercizio di fantasia, ancorché, forse, utile a chiunque dovesse leggermi.
Penso comunque, a quale stravolgimento porterebbe passare dal cartaceo all&#039;online (rotative da buttare, edicole da convertire di corsa in qualcos&#039;altro, giornalai con un mestiere da reinventare ecc.).
Finora, comunque, si è visto e dimostrato che per svariati motivi, la carta stampata non è destinata a morire dalla sera alla mattina, anche se certamente, dal punto di vista tecnologico, siamo molto piu&#039; avanti di quanto non lo fossimo agli albori del web.
Dal punto di vista del &quot;Pay per content&quot;, io non ci vedrei nulla di negativo, specialmente se il pagamamento del contenuto digitale, sostituisse definitivamente il cartaceo: invece di spendere in edicola, spendo in rete, e dal punto di vista dell&#039;utente finale, in teoria, dovrebbero solo esserci vantaggi.
Se poi fosse un pay per content integrale e atomico, allora sì che potrei compormi il &quot;mio&quot; giornale, con l&#039;oroscopo di Tizio, le notizie dell&#039;interno di Caio e quelle di finanza di Sempronio.
Se poi mi interessa solo lo sport e mi viene data la possibilità di pagare solo quello, pure ci ho guadagnato, io, utente finale.
Certo, sarebbero tempi dure per chi deve incartare uova o pulire vetri, ma l&#039;eoluzione non si ferma! :-)

Quello che intravvedo di storto, in quel che ho ipotizzato, invece, è legato alle modalità di pagamento.
Può sembrare un &quot;dettaglio&quot;, una faccenda collaterale, ma io la considero centrale.
Mi spiego meglio: tecnicamente, gli strumenti per &quot;micropagamenti&quot; esistono e pure da un bel pezzo.
Ma una &quot;transazione&quot; qualunque, per un importo inferiore ai 10 euro (quando va bene) non la fa nessuno, perché il suo costo viene male assorbito dal guadagno.
Insomma, come sempre sono le banche o gli istituti che mettono a disposizione tali strumenti di pagamento elettronico, a costare troppo o a imporre vincoli, tasse, balzelli e minimi che -a mio parere- tagliano le gambe all&#039;editoria elettronica in particolare, oltre che a svariati altri settori, che al contrario potrebbero decollare con soddisfazione di tutti.
Per fare un esempio concreto: se sono fissato con l&#039;astrologia e voglio comprare &quot;solo&quot; l&#039;oroscopo del giorno (il che sarebbe tecnicamente possibile, parcellizzando il quotidiano nella sua versione elettronica, no?), mi aspetto non di pagare per l&#039;intero prezzo del quotidiano, ma per una frazione significativamente piu&#039; piccola.
Forse esagero, ma se il quotidiano costa 1 euro, trovo ragionevole che il solo oroscopo &quot;valga&quot; 5 centesimi al giorno.
Ma 5 centesimi al giorno, non si possono pagare (attualmente) con nessuna carta di credito.
E allora, per fare una cosa simile, l&#039;editore (furbo e spalleggiato, in questo caso, dalle forche caudine bancarie), mi proporrebbe di &quot;abbonarmi&quot;.
Io pago in anticipo e do 5 o 50 euro, che vanno a fare interessi nelle casse dell&#039;editore.
Con 5 euro, se l&#039;oroscopo valesse 5 centesimi, avrei diritto a leggere cosa mi riserva il destino per tre mesi, piu&#039; o meno.
Ma se in quei tre mesi di astrologia non me ne frega più nulla, se l&#039;astrologo cambia e non mi piace?
Ho perso una parte dei miei soldi.
Che di sicuro, per le logiche trite e ritrite cui siamo abituati, l&#039;editore mi proporrebbe di &quot;recuperare&quot;, aggiungendo altro denaro e iscrivendomi ad un altro servizio che di sicuro puo&#039; interessarmi.

Mi fermo qui anche io, che &quot;infettato&quot; da te, a questo punto, capisco di avere messo altre domande a cuocere, invece di toglierne qualcuna dal fuoco!

Beh... just my two cents, Roberto, ma per ora voglio il ritaglio dell&#039;oroscopo, almeno un uovo ce lo incarto ancora! ;-)

Alla prossima stai bene / Pasquale</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Roberto,</p>
<p>complimenti per l&#8217;articolo, come sempre interessante ed attuale :-)<br />
Che ti devo dre&#8230; qualche mattina fa, ho colto persino Severgnini, per radio, che con tono di voce vagamente tra il polemico e lo stizzito, non si capacitava del perché la gente non dovrebbe pagare per un giornale on-line.<br />
Ho nominato &#8220;il giornale&#8221; come media a stampa per antonomasia, ma penso a tutto cià che attualmente è cartaceo.<br />
Non sono in grado di prospettare scenari realistici, se lo facessi, sarebbe un puro esercizio di fantasia, ancorché, forse, utile a chiunque dovesse leggermi.<br />
Penso comunque, a quale stravolgimento porterebbe passare dal cartaceo all&#8217;online (rotative da buttare, edicole da convertire di corsa in qualcos&#8217;altro, giornalai con un mestiere da reinventare ecc.).<br />
Finora, comunque, si è visto e dimostrato che per svariati motivi, la carta stampata non è destinata a morire dalla sera alla mattina, anche se certamente, dal punto di vista tecnologico, siamo molto piu&#8217; avanti di quanto non lo fossimo agli albori del web.<br />
Dal punto di vista del &#8220;Pay per content&#8221;, io non ci vedrei nulla di negativo, specialmente se il pagamamento del contenuto digitale, sostituisse definitivamente il cartaceo: invece di spendere in edicola, spendo in rete, e dal punto di vista dell&#8217;utente finale, in teoria, dovrebbero solo esserci vantaggi.<br />
Se poi fosse un pay per content integrale e atomico, allora sì che potrei compormi il &#8220;mio&#8221; giornale, con l&#8217;oroscopo di Tizio, le notizie dell&#8217;interno di Caio e quelle di finanza di Sempronio.<br />
Se poi mi interessa solo lo sport e mi viene data la possibilità di pagare solo quello, pure ci ho guadagnato, io, utente finale.<br />
Certo, sarebbero tempi dure per chi deve incartare uova o pulire vetri, ma l&#8217;eoluzione non si ferma! :-)</p>
<p>Quello che intravvedo di storto, in quel che ho ipotizzato, invece, è legato alle modalità di pagamento.<br />
Può sembrare un &#8220;dettaglio&#8221;, una faccenda collaterale, ma io la considero centrale.<br />
Mi spiego meglio: tecnicamente, gli strumenti per &#8220;micropagamenti&#8221; esistono e pure da un bel pezzo.<br />
Ma una &#8220;transazione&#8221; qualunque, per un importo inferiore ai 10 euro (quando va bene) non la fa nessuno, perché il suo costo viene male assorbito dal guadagno.<br />
Insomma, come sempre sono le banche o gli istituti che mettono a disposizione tali strumenti di pagamento elettronico, a costare troppo o a imporre vincoli, tasse, balzelli e minimi che -a mio parere- tagliano le gambe all&#8217;editoria elettronica in particolare, oltre che a svariati altri settori, che al contrario potrebbero decollare con soddisfazione di tutti.<br />
Per fare un esempio concreto: se sono fissato con l&#8217;astrologia e voglio comprare &#8220;solo&#8221; l&#8217;oroscopo del giorno (il che sarebbe tecnicamente possibile, parcellizzando il quotidiano nella sua versione elettronica, no?), mi aspetto non di pagare per l&#8217;intero prezzo del quotidiano, ma per una frazione significativamente piu&#8217; piccola.<br />
Forse esagero, ma se il quotidiano costa 1 euro, trovo ragionevole che il solo oroscopo &#8220;valga&#8221; 5 centesimi al giorno.<br />
Ma 5 centesimi al giorno, non si possono pagare (attualmente) con nessuna carta di credito.<br />
E allora, per fare una cosa simile, l&#8217;editore (furbo e spalleggiato, in questo caso, dalle forche caudine bancarie), mi proporrebbe di &#8220;abbonarmi&#8221;.<br />
Io pago in anticipo e do 5 o 50 euro, che vanno a fare interessi nelle casse dell&#8217;editore.<br />
Con 5 euro, se l&#8217;oroscopo valesse 5 centesimi, avrei diritto a leggere cosa mi riserva il destino per tre mesi, piu&#8217; o meno.<br />
Ma se in quei tre mesi di astrologia non me ne frega più nulla, se l&#8217;astrologo cambia e non mi piace?<br />
Ho perso una parte dei miei soldi.<br />
Che di sicuro, per le logiche trite e ritrite cui siamo abituati, l&#8217;editore mi proporrebbe di &#8220;recuperare&#8221;, aggiungendo altro denaro e iscrivendomi ad un altro servizio che di sicuro puo&#8217; interessarmi.</p>
<p>Mi fermo qui anche io, che &#8220;infettato&#8221; da te, a questo punto, capisco di avere messo altre domande a cuocere, invece di toglierne qualcuna dal fuoco!</p>
<p>Beh&#8230; just my two cents, Roberto, ma per ora voglio il ritaglio dell&#8217;oroscopo, almeno un uovo ce lo incarto ancora! ;-)</p>
<p>Alla prossima stai bene / Pasquale</p>
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