Quinta di Copertina
La politica aggregata, che decide

03
apr
2009
Venti minuti in podcast tra ritagli di carta e bit, in compagnia di un ospite. Oggi con Stefano Peppucci, fondatore di Dol e del network di blog Il Cannocchiale. Politica e web, tra personalizzazione e aggregazione, e elettori che vogliono partecipare – anche forse al momento decisionale
Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.
Continuiamo la serie di conversazioni intorno alla politica e al web: dai blog a Facebook, fino all’idea della necessità del ritorno al territorio – o quantomeno di un cortocircuito più virtuoso tra on- e offline. Dopo le interviste a Giuseppe Civati, Paolo Guarino, Edoardo Colombo e Lucia De Siervo questa settimana è la volta di Stefano Peppucci, uno dei soci fondatori di Dol e del network di blog Il Cannocchiale, che si è spesso occupato di campagne politiche online, e dei politici: «Avere un blog non può essere l’impiego, l’occupazione principale del politico durante la giornata: non credo sia corretto aspettarsi che il politico stia tutto il tempo connesso a curare il proprio blog. La rete però non è un luogo automatico, non basta accendere un faro nella Rete e tutto avviene quasi magicamente: bisogna starci, e starci di persona, e utilizzarlo come gli utenti sono abituati a farlo».
Gli strumenti della comunicazione politica si sono allargati anche ai social network come Facebook: «Facebook è un cugino del blogging in Rete, anche se ha un approccio alla rete più semplice: è un luogo in cui in qualche modo si può passare del tempo, in connessione con altre persone – senza dover necessariamente produrre qualcosa, mantenere un blog è una attività più impegnativa. Facebook ha aiutato l’avvicinamento delle persone alla Rete, ma anche dei politici agli elettori, in un contesto più ameno e meno ingessato dei classici blog». La comunicazione politica ha bisogno di aggregazione, di luoghi di aggregazione: «Luoghi ufficiali come il PdNetwork danno innanzitutto un problema di dignità di contenuti che appaiono, non una questione di tematiche o di contenuti – ma non ci sono stati pensieri soppressi per scomodità o perché contrari alla linea del partito. Alla qualità della discussione si contrappone lo svantaggio di questo modello, ovvero che diventa un luogo più lento, ingessato, e questo può rallentare la vivacità della discussione. Un elemento di distinzione per il futuro potrebbe essere: cercare di coinvolgere gli utenti, gli elettori, nella vera e propria decisione politica».
Articoli segnalati e risorse:
- Il sito di Dol
- Il blog network de Il Cannocchiale; il Pdnetwork









[...] ASCOLTA: La politica aggregata che decide [...]
[...] e offline. Dopo le interviste a Giuseppe Civati, Paolo Guarino, Edoardo Colombo, Lucia De Siervo e Stefano Peppucci, questa settimana è la volta di Dino Amenduni, giovane consulente dell’agenzia Proforma che [...]
[...] pubblicato le interviste a Giuseppe Civati, Paolo Guarino, Edoardo Colombo, Lucia De Siervo, Stefano Peppucci e Dino Amenduni. E oggi ne parliamo con Stefano Epifani, docente di comunicazione interattiva nella [...]
[...] pubblicato le interviste a Giuseppe Civati, Paolo Guarino, Edoardo Colombo, Lucia De Siervo, Stefano Peppucci, Dino Amenduni e Stefano [...]
[...] pubblicando le interviste a Giuseppe Civati, Paolo Guarino, Edoardo Colombo, Lucia De Siervo, Stefano Peppucci, Dino Amenduni, Stefano Epifani e Diego Bianchi. A partire proprio dai risultati delle elezioni, ne [...]
[...] già pubblicato le interviste a Giuseppe Civati, Paolo Guarino, Edoardo Colombo, Lucia De Siervo, Stefano Peppucci, Dino Amenduni, Stefano Epifani, Diego Bianchi e Francesco Costa. In aggiunta, sul modo in cui è [...]