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Quinta di Copertina

Affinità e differenze tra Obama e noi

di Antonio Sofi

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13

mar

2009

Venti minuti in podcast tra ritagli di carta e bit, in compagnia di un ospite. Oggi con Paolo Guarino, analista e consulente politico, che ha seguito da vicino la campagna elettorale di Obama. Anche con lui parliamo di politica e web, e delle italiche mancanze

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La politica sul web, e sui blog? O la politica nei circoli, sul territorio? Le ultime vicende politiche – soprattutto legate al Pd, che in dieci giorni è passato attraverso una assemblea costituente e un nuovo segretario – hanno rimesso al centro dell’attenzione il complicato e ancora poco risolto rapporto tra web e politica, e provocato un certo dibattito sul senso della Rete nella politica e sulla partecipazione online. Dopo l’intervista della scorsa settimana a Giuseppe Civati, continuiamo a stare dentro il dibattito con Paolo Guarino, consulente politico e docente all’Università di Firenze: «Il problema principale della politica italiana nell’uso dei nuovi media non sono le tecnologie che bene o male ci sono, ma la cultura e l’apertura che permette di capirne velocemente il senso e usarle al meglio. La politica italiana continua a voler giudicare gli strumenti, invece e prima di semplicemente provare ad usarli» La campagna di Obama è ormai quasi un fantasma alla finestra, che però nonostante sia stato mille volte evocato continua a raccontare piccole pratiche di successo, una è meramente anagrafica: «Una cosa che colpisce nelle campagne elettorali americane è l’età delle persone: in generale l’età media degli staff dei candidati era sotto i 30. Nel quartier generale di Obama l’età media dello staff era sotto i 25. Questo sicuramente ha facilitato l’efficacia dell’azione sui nuovi media, chi ci lavorava aveva più abitudine e familiarità con gli strumenti più innovativi – e maggiore credibilità generale quando andava sul web».

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