Quinta di Copertina

Tecnologie traccianti nel Web sociale

di Antonio Sofi

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Giorgio Jannis

29

Dic

2008

Venti minuti in podcast tra ritagli di carta e bit, in compagnia di un ospite. Oggi con Giorgio Jannis, semiologo ed esperto di culture digitali. Argomento della settimana il Web che cambia, sotto la spinta mutagena dei network sociali – dai blog sempre più “casa identitaria” ad un bisogno di alfabetizzazione e riaggregazione dei contenuti

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Le tecnologie connettive si evolvono verso una maggiore soddisfazione dei bisogni comunicativi e relazionali: dai blog – ormai diventati quasi dei dinosauri della Rete, anche se hanno acquisito delle caratteristiche connotanti e quasi “editoriali”, di point of presence identitario – ai social network generalisti come Facebook, vero fenomeno (italiano e non solo) del 2008. I social network hanno sparpagliato le tracce identitarie in giro per il Web, ma al contempo hanno consentito a molte persone di avere accesso alla Rete sociale, nave-scuola più o meno consapevole. Manca ancora una condivisione della cultura, delle competenze e delle grammatiche digitali acquisite finora, che permettano la piena abitanza digitale – anche delle giovanissime generazioni. O una più comprensibile riaggregazione delle informazioni, delle conversazioni e delle identità più o meno disperse. Di questo e parliamo con Giorgio Jannis, semiologo ed esperto di culture digitali, fondatore dell’associazione NuoviAbitanti.

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