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	<title>Commenti a: O siamo esibizionisti o siamo anestetizzati</title>
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	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Feb 2012 23:12:11 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Facebook pause switch off: arrivederci al 21 marzo &#124; Adriano Casissa</title>
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		<dc:creator>Facebook pause switch off: arrivederci al 21 marzo &#124; Adriano Casissa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 10:51:22 +0000</pubDate>
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		<description>[...] mattina leggevo un vecchio post di Roberto Venturini dedicato al tema &#8230;. era il 2008 !                  [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] mattina leggevo un vecchio post di Roberto Venturini dedicato al tema &#8230;. era il 2008 !                  [...]</p>
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		<title>Di: Siamo sociali, metti pure il naso nel portafoglio &#124; Apogeonline</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2008/12/19/o-siamo-esibizionisti-o-siamo-anestetizzati/comment-page-1#comment-1859</link>
		<dc:creator>Siamo sociali, metti pure il naso nel portafoglio &#124; Apogeonline</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 07:11:23 +0000</pubDate>
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		<description>[...] è un tema complesso, che confesso di non essere all&#8217;altezza di trattare, anche se ho le mie teorie su esibizionisti ed anestetizzati online. Qualche pensiero comunque mi viene. Perché tante [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] è un tema complesso, che confesso di non essere all&#8217;altezza di trattare, anche se ho le mie teorie su esibizionisti ed anestetizzati online. Qualche pensiero comunque mi viene. Perché tante [...]</p>
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		<title>Di: Zoe</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2008/12/19/o-siamo-esibizionisti-o-siamo-anestetizzati/comment-page-1#comment-212</link>
		<dc:creator>Zoe</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 12:12:16 +0000</pubDate>
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		<description>Spassosissimo e insieme interessante e ricco di spunti di riflessione, questo tuo contributo. Condivido molte delle tue osservazioni. Credo proprio che lo linkerò sul mio blog!  :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Spassosissimo e insieme interessante e ricco di spunti di riflessione, questo tuo contributo. Condivido molte delle tue osservazioni. Credo proprio che lo linkerò sul mio blog!  :)</p>
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	<item>
		<title>Di: Vita di un IO &#187; Blog Archive &#187; Facebook al centro del mondo</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2008/12/19/o-siamo-esibizionisti-o-siamo-anestetizzati/comment-page-1#comment-128</link>
		<dc:creator>Vita di un IO &#187; Blog Archive &#187; Facebook al centro del mondo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 13:07:07 +0000</pubDate>
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		<description>[...] chi lo usa e perchè. Se Matteo Villani in fondo ne difende l&#8217;innocenza, c&#8217;è chi, come Venturini, si lancia in un&#8217;analisi sociologica e psicologica articolata ed approfondita. Ma c&#8217;è [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] chi lo usa e perchè. Se Matteo Villani in fondo ne difende l&#8217;innocenza, c&#8217;è chi, come Venturini, si lancia in un&#8217;analisi sociologica e psicologica articolata ed approfondita. Ma c&#8217;è [...]</p>
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		<title>Di: Roberto Montanari</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2008/12/19/o-siamo-esibizionisti-o-siamo-anestetizzati/comment-page-1#comment-112</link>
		<dc:creator>Roberto Montanari</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 08:42:07 +0000</pubDate>
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		<description>Roberto, la tua riflessione è stata stimolante: tutto giusto, salvo considerare questo fenomeno un &quot;problema&quot;, mentre -secondo me- è un&#039;inaspettata opportunità.  Inaspettata, perchè tutte le altre manifestazioni del progresso e della legislazione (vedi &quot;privacy&quot;), sono in direzione opposta, cioè per la &quot;segregazione&quot;. 
Se hai voglia di leggerlo, ho cercato di sviluppare meglio questo pensiero sull&#039;ultimo post del mio blog (&quot;esibizionismo&quot;)
Continuiamo a comunicare !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Roberto, la tua riflessione è stata stimolante: tutto giusto, salvo considerare questo fenomeno un &#8220;problema&#8221;, mentre -secondo me- è un&#8217;inaspettata opportunità.  Inaspettata, perchè tutte le altre manifestazioni del progresso e della legislazione (vedi &#8220;privacy&#8221;), sono in direzione opposta, cioè per la &#8220;segregazione&#8221;.<br />
Se hai voglia di leggerlo, ho cercato di sviluppare meglio questo pensiero sull&#8217;ultimo post del mio blog (&#8220;esibizionismo&#8221;)<br />
Continuiamo a comunicare !</p>
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	<item>
		<title>Di: franki</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2008/12/19/o-siamo-esibizionisti-o-siamo-anestetizzati/comment-page-1#comment-111</link>
		<dc:creator>franki</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 13:46:50 +0000</pubDate>
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		<description>fatte le debite eccezzioni,sono tutti fuori dalla realta&#039;.Purtroppo ho vicini -vicini che frequentano questi luoghi quindi dovrei essere indulgente ma non posso,non sono capace come chi mi ha preceduto ma siamo in una societa&#039; di fuori di testa.Cominciando dai vari Grandi fratelli passando dalle varie ^uomini e donne^  dove tutti si sparlano addosso e passando ai vari luoghi che lei cita e come dice lei siamo anestetizzati.Siano in preda ad un orgasmo mediatico che ci distrae dai veri problemi della nostra societa&#039;.E se fosse tutto colpa si qualche cosa che e&#039; nell&#039;aria messo apposta per renderci innoffensivi verso i Potenti di turno?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>fatte le debite eccezzioni,sono tutti fuori dalla realta&#8217;.Purtroppo ho vicini -vicini che frequentano questi luoghi quindi dovrei essere indulgente ma non posso,non sono capace come chi mi ha preceduto ma siamo in una societa&#8217; di fuori di testa.Cominciando dai vari Grandi fratelli passando dalle varie ^uomini e donne^  dove tutti si sparlano addosso e passando ai vari luoghi che lei cita e come dice lei siamo anestetizzati.Siano in preda ad un orgasmo mediatico che ci distrae dai veri problemi della nostra societa&#8217;.E se fosse tutto colpa si qualche cosa che e&#8217; nell&#8217;aria messo apposta per renderci innoffensivi verso i Potenti di turno?</p>
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		<title>Di: samuele</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2008/12/19/o-siamo-esibizionisti-o-siamo-anestetizzati/comment-page-1#comment-108</link>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 15:52:57 +0000</pubDate>
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		<description>Anche se non è la prima volta che mi trovo a riflettere su questo genere di fenomeno non posso non ritenermi ignorante in materia e poco preparato. Ho letto per questo tutti gli interventi con molto gusto ed interesse, nonostante questo però penso, in linea con francesco, che l&#039;articolo di Venturini pecchi di superficialità e di una fretta/frenesia (dovuta senza dubbio alla passione che lo trascina) che lo porta a sostenere conclusioni, plausibili sicuramente, ma anche abbastanza inquietanti e decisamente prive di fondamente sufficientemente argomentati. 
Spesso l&#039;approccio psicologico tralascia, o rischia di dimenticare, la complessita del quotidiano. Il fenomeno dei social network è vasto e credo che debba assere affrontato con strumenti in grado di decifrare questa vastità, per capirla, non semplificarla (saremo tutti bravi altrimenti). 
Il fatto, ormai oggettivo e facilmente intuibile, che l&#039;evoluzione dei social networks tenda (in casi più o meno espliciti) verso la generazione di un doppio della società all&#039;interno di uno spazio virtuale,  dovrebbe portarci a sostenere che forse quello che succede online non è del tutto scollato da quello che succede nella vita reale; e non lo è non soltanto nella psiche, ma non lo è nemmeno in tutto il resto (mercato, cultura, gusto, moda, tradizione, politica, potere, feste..). Voglio dire, oggi il virtuale colpisce ogni sfera della nostra vita, e anzi siamo proprio noi (i fruitori)  i principali portatori di un&#039;idea di moderno associata alla virtualità che deve essere analizzata come qualcosa di complessivo, di sociale, una risultante di una sommatoria di forze differenti tra di loro. Non dimentichiamoci poi che se allarghiamo ancora un pochino il nostro campo visivo ci renderemo conto che ancora siamo lontani dal vivere in un mondo completamente computerizzato. In occidente il ruolo dei social network all&#039;interno della dinamica di sviluppo cultural/tecnologico risulterà essere diverso da quello che potremo riscontrare in Cina o in Senegal.
Insomma io utilizzarei gli strumenti dell&#039;antropologia culturale piuttosto che la psicologia.(quanto meno per scrivere un articoletto)
Credo comunque che l&#039;argomento sia davvero molto interessante e centrale per la nostra epoca. 
Spero un giorno di riuscire a scriverci un qualcosa di più organico sopra, nel frattempo perdonate il caos, e la brevità, spero che qalche spunto di riflessione si sia comunque colto..


Samuele.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se non è la prima volta che mi trovo a riflettere su questo genere di fenomeno non posso non ritenermi ignorante in materia e poco preparato. Ho letto per questo tutti gli interventi con molto gusto ed interesse, nonostante questo però penso, in linea con francesco, che l&#8217;articolo di Venturini pecchi di superficialità e di una fretta/frenesia (dovuta senza dubbio alla passione che lo trascina) che lo porta a sostenere conclusioni, plausibili sicuramente, ma anche abbastanza inquietanti e decisamente prive di fondamente sufficientemente argomentati.<br />
Spesso l&#8217;approccio psicologico tralascia, o rischia di dimenticare, la complessita del quotidiano. Il fenomeno dei social network è vasto e credo che debba assere affrontato con strumenti in grado di decifrare questa vastità, per capirla, non semplificarla (saremo tutti bravi altrimenti).<br />
Il fatto, ormai oggettivo e facilmente intuibile, che l&#8217;evoluzione dei social networks tenda (in casi più o meno espliciti) verso la generazione di un doppio della società all&#8217;interno di uno spazio virtuale,  dovrebbe portarci a sostenere che forse quello che succede online non è del tutto scollato da quello che succede nella vita reale; e non lo è non soltanto nella psiche, ma non lo è nemmeno in tutto il resto (mercato, cultura, gusto, moda, tradizione, politica, potere, feste..). Voglio dire, oggi il virtuale colpisce ogni sfera della nostra vita, e anzi siamo proprio noi (i fruitori)  i principali portatori di un&#8217;idea di moderno associata alla virtualità che deve essere analizzata come qualcosa di complessivo, di sociale, una risultante di una sommatoria di forze differenti tra di loro. Non dimentichiamoci poi che se allarghiamo ancora un pochino il nostro campo visivo ci renderemo conto che ancora siamo lontani dal vivere in un mondo completamente computerizzato. In occidente il ruolo dei social network all&#8217;interno della dinamica di sviluppo cultural/tecnologico risulterà essere diverso da quello che potremo riscontrare in Cina o in Senegal.<br />
Insomma io utilizzarei gli strumenti dell&#8217;antropologia culturale piuttosto che la psicologia.(quanto meno per scrivere un articoletto)<br />
Credo comunque che l&#8217;argomento sia davvero molto interessante e centrale per la nostra epoca.<br />
Spero un giorno di riuscire a scriverci un qualcosa di più organico sopra, nel frattempo perdonate il caos, e la brevità, spero che qalche spunto di riflessione si sia comunque colto..</p>
<p>Samuele.</p>
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	<item>
		<title>Di: Hamlet</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2008/12/19/o-siamo-esibizionisti-o-siamo-anestetizzati/comment-page-1#comment-107</link>
		<dc:creator>Hamlet</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 15:40:13 +0000</pubDate>
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		<description>Io (banalmente) aggiungerei una terza corrente: i voyeur che, probabilmente, sono la componente principale di Facebook :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io (banalmente) aggiungerei una terza corrente: i voyeur che, probabilmente, sono la componente principale di Facebook :-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Simone De Battisti</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2008/12/19/o-siamo-esibizionisti-o-siamo-anestetizzati/comment-page-1#comment-105</link>
		<dc:creator>Simone De Battisti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 10:38:13 +0000</pubDate>
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		<description>oltre il senso del luogo (di Meyrowitz )....parlava di quello che avveniva 20 anni fa....mutatis mutandis...molte descrizioni ed analisi dei cambaimenti sociologici legaiti ai nuovi media si trovano lì.
come dice il gabibbo..c&#039;è sempre qualcuno che l&#039;ha già detto. ma sempre complimetni a venturini che ne sa e le racconta bene</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>oltre il senso del luogo (di Meyrowitz )&#8230;.parlava di quello che avveniva 20 anni fa&#8230;.mutatis mutandis&#8230;molte descrizioni ed analisi dei cambaimenti sociologici legaiti ai nuovi media si trovano lì.<br />
come dice il gabibbo..c&#8217;è sempre qualcuno che l&#8217;ha già detto. ma sempre complimetni a venturini che ne sa e le racconta bene</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2008/12/19/o-siamo-esibizionisti-o-siamo-anestetizzati/comment-page-1#comment-103</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 09:50:47 +0000</pubDate>
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		<description>In primo luogo ringrazio l&#039;autore per avermi dato l&#039;opportunità di comprendere meglio l&#039;ambito sociale e le dinamiche psicologiche che sottostanno alla mia piccola quanto insignificante realtà umana. Pur se disabile fisico ed utilizzatore di Facebook, dunque ben focalizzato tassonomicamente, devo purtroppo contraddire alcune conclusioni che, a mio modestissimo parere, pervengono da presupposti un po&#039; troppo approssimativi, figli di un pensiero un poco rantolante e di origine isterica, per via della difficoltà nel comprendere e nell&#039;accettare le nuove modalità del comunicare e del relazionare, concetto morbosamente amato dai psicologi e dai psichiatri tardo freudiani e che fuoriescono dai canoni tradizionali faticosamente assimilati dai &quot;sacri testi&quot; delle scienze umane.
In realtà, non essendo un nerd brufoloso con gli ormoni al galoppo sulle steppe frustate dai venti modaioli e dunque un po&#039; più scevro da certe induzioni comportamentali, credo che il problema sia di natura profondamente antropologica, prima che macrosociale e tecnocratico, e che le nuove &quot;frontiere&quot; contribuiscano solamente a portare alla nostra attenzione attraverso una percezione stereotipata dal nuovo mezzo. In altre parole, concordando sulla veridicità della difficoltà del comunicare e di trovare la modulazione corretta al contesto (altro concetto morbosamente se non orgasmicamente utilizzato dagli operatori/ici del settore), ritengo che il problema non possa essere risolto se non attraverso l&#039;osservazione del macrofenomeno, che altro non è che la moda del momento, cercando di ricostruire valori e legami surrogati e distorti dalla televisione, dalle game consoles, dai telefonini e da tutto ciò che riconduce alla cultura del branco e dell&#039;omologazione.
Risparmio a chi legge le argomentazioni trite e retoriche relative alla mancanza di un pensiero, che non troverebbe d&#039;altro canto terreno fertile nella mancanza di dialogo e di confronto, ed alla pervasa debolezza che caratterizza il nostro mondo collettivo. Chiedo invece una maggiore attenzione nella lettura delle persone e delle motivazioni, più o meno da esse percepite e consapevolizzate, che non possono esaurirsi nell&#039;esercizio della catalogazione o, peggio, nell&#039;esorcismo contro paure ancestrali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In primo luogo ringrazio l&#8217;autore per avermi dato l&#8217;opportunità di comprendere meglio l&#8217;ambito sociale e le dinamiche psicologiche che sottostanno alla mia piccola quanto insignificante realtà umana. Pur se disabile fisico ed utilizzatore di Facebook, dunque ben focalizzato tassonomicamente, devo purtroppo contraddire alcune conclusioni che, a mio modestissimo parere, pervengono da presupposti un po&#8217; troppo approssimativi, figli di un pensiero un poco rantolante e di origine isterica, per via della difficoltà nel comprendere e nell&#8217;accettare le nuove modalità del comunicare e del relazionare, concetto morbosamente amato dai psicologi e dai psichiatri tardo freudiani e che fuoriescono dai canoni tradizionali faticosamente assimilati dai &#8220;sacri testi&#8221; delle scienze umane.<br />
In realtà, non essendo un nerd brufoloso con gli ormoni al galoppo sulle steppe frustate dai venti modaioli e dunque un po&#8217; più scevro da certe induzioni comportamentali, credo che il problema sia di natura profondamente antropologica, prima che macrosociale e tecnocratico, e che le nuove &#8220;frontiere&#8221; contribuiscano solamente a portare alla nostra attenzione attraverso una percezione stereotipata dal nuovo mezzo. In altre parole, concordando sulla veridicità della difficoltà del comunicare e di trovare la modulazione corretta al contesto (altro concetto morbosamente se non orgasmicamente utilizzato dagli operatori/ici del settore), ritengo che il problema non possa essere risolto se non attraverso l&#8217;osservazione del macrofenomeno, che altro non è che la moda del momento, cercando di ricostruire valori e legami surrogati e distorti dalla televisione, dalle game consoles, dai telefonini e da tutto ciò che riconduce alla cultura del branco e dell&#8217;omologazione.<br />
Risparmio a chi legge le argomentazioni trite e retoriche relative alla mancanza di un pensiero, che non troverebbe d&#8217;altro canto terreno fertile nella mancanza di dialogo e di confronto, ed alla pervasa debolezza che caratterizza il nostro mondo collettivo. Chiedo invece una maggiore attenzione nella lettura delle persone e delle motivazioni, più o meno da esse percepite e consapevolizzate, che non possono esaurirsi nell&#8217;esercizio della catalogazione o, peggio, nell&#8217;esorcismo contro paure ancestrali.</p>
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