Rassegne
Garavaglia contro gli ebook
01
Ago
2008
Quel che si dice in Rete. Il ministro-ombra Garavaglia tuona contro gli ebook: costringeranno le famiglie italiane a spendere di più. Ma forse oggi la scuola italiana ha problemi più importanti
Il ministro-ombra Garavaglia dice la sua sul provvedimento del governo per la transizione al libro elettronico. Un'idea, osserva, discriminante e inutile. Secondo Antonio Tombolini le idee dell'onorevole, oltre che completamente sbagliate, sono viziate dalle pressioni degli editori. Per Low Level sarebbe stato meglio iniziare a parlare subito di abbattimento del digital divide, soprattutto in termini culturali. Non è d'accordo Lorenza Boninu, che trova l'e-book una tecnologia già superata: sarebbe necessario invece ripensare il libro di testo e soprattutto intervenire per fermare i tagli all'istruzione che rischiano di consegnarci una scuola povera e poco funzionante.
Gli altri temi del giorno:
Lavorare in una startup della Silicon Valley deve essere piacevole. Ma, pensa Dario Salvelli, tra personal trainer, frigoriferi sempre pieni e palestre, non si starà spendendo troppo?
Matteo Brunati spiega perché la strada intrapresa da identi.ca nel mondo del microblogging può essere quella giusta, e ci farà dire addio a problemi e malfunzionamenti.


















Ho indicato nella Url il link alla pagina da cui si può vedere un mio video dedicaro a Maria Pia Gavavaglia inserito su YouTube della serie "Detto fra noi..."
Condivido appieno solo la chiusa di lorenza boninu.
Ma mi trovo in disaccordo quando affossa drasticamente l'e-book riducendolo ad un oggetto (come invece è "fisicamente" il libro).
La gestione dei contenuti digitali non può essere semplicemente ridotta ad un .pdf qualsiasi.
Forse l'iliad (che ho usato e testato già all'inizio del 2006) può diventare trendy, ma una semplificazione dell'e-book come sembra faccia la Boninu non è condivisibile.
Basta vedere cosa fanno ad esempio università (Oxford) e centri di ricerca (CERN) in merito.
Che poi il decreto 112 non sia adatto , questa è sicuramente un altra storia. ma che comunque sia ormai maturo per la scuola introdurre nuove modalità di gestione e organizzazione dei saperi non vi è dubbio.
massimiliano tosato