Rassegne

Prima prova con errore

di Federico Fasce

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19

Giu

2008

Quel che si dice in Rete. La prima prova di maturità tra i ricordi di chi ci è già passato, i pensieri di chi la sta affrontando e uno scivolone sul titolo di letteratura. I primi commenti alla scelta di Associated Press di far pagare per le citazioni dei suoi lanci

Tempo di esami di maturità, non solo nelle scuole italiane, ma anche sui blog. A partire da chi ha già superato l'esame, ma ancora non riesce a digerire un voto ingiusto, come Lord 79, per arrivare a chi la prende con umorismo, come fa Sw4n, che esibisce le sue sorprendenti conoscenze storiche. Secondo Gaspar Torriero «mai come oggi, questo esame sembra totalmente privo di significato». E sembra perderne ulteriore, leggendo la traccia letteraria, centrata su una poesia di Eugenio Montale. Sulla quale, osserva Blusfumato, gli esperti del ministero sembrano aver preso una sonora cantonata: la richiesta di analizzare la figura femminile appare bizzarra considerando che la poesia fu scritta per un uomo.

Le impressioni da dentro l'esame arrivano invece da una maturanda; si tratta di Sednonsatiata, che prima fa alcune considerazioni sulla prova appena conclusa e successivamente regala qualche consiglio utile per la seconda prova dei licei linguistici. Milano 2.0 pubblica invece alcune interviste a caldo ai maturandi, insieme a una serie di considerazioni sui temi e a qualche consiglio per la seconda prova.


Gli altri temi del giorno:

Polemiche su polemiche verso Associated Press, agenzia di stampa USA che non vede di buon occhio le citazioni dei blogger. Luca Conti commenta l'ultima idea di AP, che vorrebbe far pagare un tanto a parola citata, definendola semplicemente assurda.

Come le aziende dovrebbero utilizzare Twitter e i sistemi di microblogging? Lo spiega Tommaso Sorchiotti, che pubblica anche un elenco di buone pratiche.

Chris Anderson è sempre più il paladino del "free". Layla Pavone però mette in guardia dall'interpretare troppo letteralmente le parole del direttore di Wired. Ciò che è gratis in apparenza, potrebbe non esserlo del tutto.

Un commento

  1. Sulla copia romana del Galata morente (prima prova maturità) Il Ministero della Pubblica Istruzione comunque non ha sbagliato
    Come studioso di arte antica devo fare una precisazione sulla statua del Galata morente, che nessuno sino ad oggi ha fatta. Si ricava dai testi di studiosi come il prof. F. Coarelli e la compianta prof.ssa M.Guarducci, che questa copia romana marmorea di una statua bronzea ellenistica appartenuta ad un donario attalide a Pergamo, fu rinvenuta, assieme ad un'altra copia marmorea dello stesso donario raffigurante un Galata suicida, a Roma durante degli scavi nella Villa Ludovisi. Un tempo qui vi erano gli Horti Sallustiani, appartenuti nel 40 a.C. al celebre storico Caio Crispo Sallustio, dopo essere stati in precedenza proprietà di Giulio Cesare. Le due statue, dunque, furono scoperte a Roma fra il 1621 e il 1625 a pochi passi dal luogo dove sorgeva la dimora di Cesare, che probabilmente le ordinò per celebrare la sua vittoriosa campagna gallica del 58-51 a.C. Nel 1800, nello stesso sito, fu pure rinvenuto il Trono Ludovisi dai più riconosciuto come un originale greco sottratto in epoca imprecisata dai romani al santuario di Venere a Locri in Calabria. La spiegazione è questa: Giulio Cesare, dopo la conquista della Gallia, si sarebbe servito di queste due copie, forse fatte fare direttamente da lui, per celebrare la sua vittoria in Gallia aggiungendovi anche una immagine sacra di Venere, fondatrice della sua dinastia, quella giulia. I Romani comunque hanno visto in questa statua un gallo sottomesso da Cesare, quindi a loro "straniero", come indica la didascalia. Si potrebbe aggiungere, e proprio questo doveva essere indicato nel testo della prova d’esame, che lo scultore ha manifestato rispetto per il nemico caduto rappresentato con dignità mentre muore nel tentativo di voler ancora combattere. Il volto del personaggio denota coraggio, forza e fierezza pur nel momento estremo della morte. Infine la testa, dalla fronte aggrottata tesa nello sforzo, è reclinata verso il basso opposta alla schiena invece ben dritta, quasi a significare che il guerriero non intende piegarsi e rassegnarsi alla sottomissione un tempo al re di Pergamo, ma anche successivamente a Roma.
    PROF. RAFFAELE MAMBELLA (archeologo e storico dell’arte)
    VIA MADONNA DEL ROSARIO 30 INT.8-PADOVA
    TEL.O498933249
    EMAIL:maura.battistella@alice.it

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