Rassegne
Tutti i redditi in Rete
02
Mag
2008
Quel che si dice in Rete. Bufera sulla pubblicazione online delle dichiarazioni dei redditi. Feedburner e gli AdSense. Un vero digital lifestyle
I redditi online. Polemiche per la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi sul sito dell'agenzia delle entrate. Secondo Dario Salvelli non si tratta di un'azione legittima, in quanto violerebbe la privacy. Di diverso avviso Luca Sartoni che osserva come in realtà l'accesso alle dichiarazioni dei redditi dei cittadini sia sempre stato libero. Il garante interviene quasi subito e blocca la distribuzione via web. Luca De Biase riflette sui dati diffusi, e Stefano Quintarelli commenta, spiegando perché trova la pubblicazione in Rete di certi dati quantomeno pericolosa. Vanz ci scherza su mentre Alessandro Longo scopre che l'intervento ddel garante è stato tardivo: i dati sono già stati diffusi in altro modo.
Feedburner e le pecore. Gaspar Torriero commenta la decisione di Feedburner di integrare gli adsense nei proprio feed. Massimo Mantellini concorda, i feed "sponsorizzati" usciranno dal suo reader.
Digital lifestyle. Marco Cattaneo fa un esempio di stile di vita digitale, il suo.
Impara l'arte. Dario Bonacina critica la decisione di Google di offrire "temi d'artista" per la sua landing page.
Twitter con un verbo. Tiziano Fogliata segnala un servizio che permette di isolare solo alcuni messaggi di Twitter a partire da un verbo.
Il blog in metropolitana. Alessio Jacona scopre un blog che racconta la vita dell'underground londinese.
Quel maiale nel cielo. Luca Sofri racconta la storia del maiale gonfiabile spesso protagonista dei concerti dei Pink Floyd.









Non vedo niente di male che siano statti pubblicati i redditi di tutti gli italiani: tutti noi abbiamo un dovere verso lo Stato e sarebbe buona cosa che i furbi che non dichiarano tutti i loro guadagni e che non pagano le giuste tasse, per me sono considerati de ladri e conseguentemente fanno
pagare di più agli onesti; con
ulteriori benefici di diverse esenzioni quali: ticket sull'assistenza sanitaria, accesso algi asili nido e tant'altro. Un onesto cittadino non deve temere che
venga reso pubblico il suo reddito, ma semmai quello disonesto che reca danno a tutta la collettività; naturalmente chi paga le tasse
dev'essere tutelato da politici corrotti e dall'uso della politica per immondi interessi personali e di casta.
la trasparenza è democrazia. non vedo nulla di male che gli altri sappiano quanto è il mio reddito. il problema è, secondo me, se dichiaro il mio reddito "tutto". spero che abbiano ragione sia il fisco che visco.
adrico
Quello che, forse da ingenuo, mi ha colpito è scoprire che colleghi miei con un reddito fisso da dipendente postale, hanno dichiarato una cifra che è circa 1/3 del reale (7500 Euro)ma come è possibile questo. E il CUD a che serve se poi nel 730 scrivi ciò che vuoi? Dove sono i controlli incrociati?
Mi sento un coglione a pagare per gli altri e a professare onestà...
Di sicuro è stato scelto un brutto modo di uscire di scena.Spiattellare i redditi degli italiani comuni non ha senso ed in alcuni non lo avrebbe nemmeno per i vip.Penso che il tentativo di mettere le cose in chiaro ha fatto solamente emergere quanto lontano sia la strada della tanto decantata privacy.
Inoltre non basta dire possiamo chiedere il risarcimento.in fin dei conti sono sempre soldi nostri.Di certo non si può addurre che in Italia non si pagano le tasse visto che è il paese con la pressione fiscale più forte.Certo è invece che nonostante il prelievo fiscale molti sono gli sprechi.