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La UE si preoccupa del gaming violento
28
Apr
2008
La Commissione Europea vuole armonizzare la classificazione europea dei videogiochi
La Commissione Europea ha deciso di far fronte al problema dei videogiochi violenti. L'obiettivo è quello di migliorare il sistema di classificazione dei prodotti videoludici in base ai contenuti, senza comunque far pagare dazio al mercato e rischiare di giungere a vere e proprie censure.
In base a una recente analisi dei mercati dei 27 stati membri, è stata rilevata una totale difformità di normative: in Romania il settore non è neanche calcolato, mentre ad esempio nel Regno Unito il controllo è capillare.
Il sistema di classificazione Pan European Game Information (PEGI), sostenuto dalla stessa industria, è stato adottato da 20 stati membri ma forse non è ancora sufficiente. «Il PEGI, in quanto esempio di autoregolamentazione responsabile dell'industria e unico sistema di questo genere con ambito di applicazione quasi paneuropeo, rappresenta certamente un ottimo primo passo», sostiene Viviane Reding, commissario UE responsabile per la Società dell'informazione e i media. «Ritengo che possa essere notevolmente migliorata, in Europa e altrove, sensibilizzando maggiormente il pubblico alla sua esistenza e dando piena attuazione a PEGI Online».


