Rassegne

Non sparate su Luciani

di Federico Fasce

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07

Apr

2008

Quel che si dice in Rete. Il tormentone Luciani e la gogna mediatica. Muxtape, iniziano le riflessioni. La CG di Star Wars

Un manager su YouTube. In poco tempo fa il giro della Rete un video che riprende Luca Luciani, manager Telecom, mentre a una convention commette un grossolano strafalcione sulla battaglia di Waterloo. In molti ragionano sugli effetti del video; lo fa Alessandro Giglioli, che dimostra l'inadeguatezza comunicativa di Telecom, rea di aver fatto rimuovere il video. Stefano Epifani cerca di capire quale sia il vero punto dolente della vicenda, e Giacomo Dotta consiglia l'arma dell'ironia. Massimo Mantellini racconta l'arroganza di Luciani in alcuni gesti meno evidenti, e Nicola Mattina riassume la sua opinione in tre punti. Vittorio Bertola va invece controcorrente; per lui la gogna mediatica è più grave degli strafalcioni del manager.

Muxtape, ne vale la pena? Mentre il meme impazza per la blogosfera nostrana, qualcuno ragiona su Muxtape come servizio. È il caso di Suzukimaruti, che spiega i motivi del successo delle "cassettine" in salsa Internet, e di Matteo Balocco, che invece ne critica le funzionalità. Intanto Dario Salvelli fa una panoramica sui servizi di condivisione di musica.

Le animazioni della Morte Nera. Paolo Attivissimo commenta le immagini che mostrano la realizzazione in computer grafica di alcune scenografie del primo Star Wars.

Boomatic, il cinema diventa social. I Googlisti parlano di Boomatic, un social network dedicato ai cinefili italiani.

Un mouse per il portatile. Ziokendo ha provato un mouse che lo ha particolarmente convinto, e spiega i motivi del suo entusiasmo.

Una nuova fibra. Gaspar Torriero riporta parte di un discorso di David Isenberg. Ecco la fibra che potrebbe risolvere molti problemi.

Il blog fa male alla salute? Luca Conti commenta un pezzo del New York Times preoccupato per la salute di chi passa troppo tempo di fronte allo schermo.

Un commento

  1. Carissimo Federico, venerdì scorso mi sono permesso di attivare un tag nel mio blog, non tanto per unirmi al tormentone Luca Luciani, ma [e] sopratutto per cominciare a dire basta alla formazione continua fatta in casa...
    Il sistema formativo in azienda non può e non dovrebbe essere asettico rispetto ai bisogni formativi della persona, la quale se da un lato deve crescere professionalmente per le necessità di competitività dell’azienda, dall’altro lato dovrebbe crescere anche come uomo in un ottica di cittadinanza attiva e di Life Long Learning. Egli, dovrebbe ricevere dalla formazione lo sviluppo di competenze, di abilità e perché no anche di conoscenza scientifica.
    In questo senso, Luca Luciani, non va demonizzato. La gaffe sulla battaglia di Waterloo non è così grave. Coloro che di questa performance ne fanno un fatto mediatico, sbagliano a pieno. E’ invece grave a mio avviso il metodo “lucianesco” con cui affronta la lezione Luca. È grave la povertà di linguaggio, l’assenza della sintesi, l’inesistenza di un contesto entro cui si sviluppano approfondimenti, entro cui si fa analisi, entro cui ci si arricchisce. NO! Esistono solo parole scurrili senza senso, senza punteggiatura, senza sintassi.
    A mio avviso, Luca Luciani, che sicuramente avrà un’esperienza provata dal suo curriculum, con molta umiltà (dote necessaria per andare sempre piu’ in alto), dovrebbe essere lui stesso e per primo a farsi un buon corso avanzato per formatore, prima di improvvisarsi professore. Gli aforismi, gli assiomi, gli esempi pratici, i rimandi devono esserci in un contesto formativo, ma se usati vanno preparati preventivamente. Non la sera prima stravolgendo la realtà dei libri di storia dei ragazzi in età scolare, ma confrontando testi scientifici, articoli specialistici. Insomma, piu’ ci si arricchisce, piu’ il senso di onnipotenza si trasforma in autorevolezza. E’ questo che si chiede alla Telecom, di agire su manager autorevoli, su persone che riconoscono il peso delle parole e delle reazioni che esse provocano su chi le ascolta.
    Un altro fattore eclatante, che si contesta è il fatto ridicolo di per sé, ovvero quello di far scomparire un filmato dopo che mezzo mondo in Internet lo ha visto e lo ha commentato. Come può una società che è per eccellenza nell’ambito della comunicazione digitale, sottovalutare l’effetto mediatico di Internet. Forse non ne conosce il valore? Forse non si è capito che il potere dell’informazione su Internet viaggia su modelli diversi da quelli con cui si controlla la stampa e la Televisione?
    Le domande che ho fatto ai miei amici e lettori di blog, sono state proprio orientate a capire come va il sistema di Comunicazione e Management.
    Ve le propongo:
    L’azienda affonda nel brand o è il marchio ad affossare l’azienda?
    È così che si promuove la crescita professionale delle persone, dei manager, delle società?
    È così che l’azienda aggredisce il mercato ed impone prepotentemente il proprio brand?
    Per saperne di piu’: http://blog.libero.it/EUPOPA/?nocache=1207559400

    Fastr