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Sempre più Linux nel telefono cellulare

di Simone Messina

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04

Mar

2008

Dopo OpenMoko, si attende l'arrivo di Android (Google) e Ubuntu Mobile. Un segmento che potrebbe puntare al 30% del mercato nel giro di qualche anno

Lo sviluppo di Linux come sistema operativo per telefoni cellulari è da sempre controverso, ne parlammo anche alcuni mesi fa. OpenMoko, il candidato papabile a guidare la riscossa di Linux in questo settore, non ha ancora prodotto niente di commercialmente valido. Nonostante questo, si scommette ancora nella crescita di Linux in questo mercato, che si stima potrebbe sfiorare il 30% nel giro di qualche anno. A sostenere questo ottimismo c’è la sempre maggiore complessità degli applicativi dei nostri cellulari: da banali apparecchi per telefonare si stanno evolvendo in terminali in grado di gestire la nostra quotidianità. Al vertice di questa piramide tecnologica ci sono attualmente gli smartphones, ma la svolta dovrebbe arrivare grazie all’arrivo di due novità: Android e Ubuntu Mobile. Si tratta di prodotti che in comune hanno qualcosa: sono entrambi open-source e la base è il kernel Linux.

Il primo sembra essere leggermente in vantaggio, almeno come tempistica. Lo sviluppo è capitanato da Google che ha costituito la vigorosa Open Handset Alliance, coinvolgendo nello sviluppo diversi operatori mobili e vendor. Android utilizza una distribuzione Linux acquistata anni fa da Google, divenuta ora la base di partenza per Android. Una curiosità: al progetto partecipa anche Telecom Italia. Per saziare la fame di software applicativo del nuovo sistema operativo, inoltre, Google ha lanciato un contest che premierà la migliore applicazione sviluppata per Android. I primi apparecchi arriveranno tra qualche mese, visto che lo sviluppo è in stato avanzato. Dunque, eccolo qua il tanto vociferato G-Phone: non è un apparecchio preconfezionato, ma una base che coinvolgerà tanti apparecchi differenti. Una mossa intelligente quella di Google: invece di concentrarsi su un singolo prodotto, fornirà le proprie idee e il proprio modo di pensare a tanti apparecchi, raggiungendo così un ingente numero di utenti nel mondo. Per il momento, c’è da segnalare che l’installazione di Android ha già avuto successo.

Ubuntu Mobile probabilmente sarà l’outsider, in questo mercato. Quello che sappiamo di questo sistema operativo è ben poco. Abbiamo interpellato Canonical, che ci ha riferito di non avere intenzione di rilasciare informazioni supplementari a quelle poche che sono apparse sul sito del progetto. Una delle certezze riguarda il supporto di Ubuntu Mobile della piattaforma hardware Intel Silverthorne, destinata ai dispositivi mobili come Pc ultraportatili o cellulari di fascia alta. Il cuore sarà lo stesso della celebre distribuzione Ubuntu, con ambiente grafico Gnome in versione mobile. Gnome Mobile è già presente nel Neo1973, prodotto della già citata OpenMoko, e nel Nokia N800. Oltre alle capacità di connessione a diversi tipi di reti, lo sviluppo punterà anche al risparmio energetico.

Ovviamente Canonical, che sviluppa Ubuntu, non ha i mezzi di Google ma può contare su un numero di sviluppatori e affezionati utenti in crescita costante. Ed effettivamente Ubuntu è la distribuzione Linux che ha sdoganato l’utilizzo di questo sistema operativo verso il grande pubblico. Probabilmente questo potrebbe giocare a favore del neonato Ubuntu Mobile: grande capacità di personalizzazione e una vasta comunità a supporto. Ancora non sappiamo quali applicazioni saranno inserite sui device, ma la logica potrebbe essere quella di miniaturizzare e rendere portatili diversi programmi a cui siamo abituati. Uno su tutti Firefox, che presto arriverà in versione mobile. Aggiungendo un buon client e-mail e capacità multimediali, il gioco è fatto.

La concorrenza, come in ogni settore, può portare grandi vantaggi per gli utenti. Stimola la competizione, spingendo ogni produttore a migliorarsi. E una vasta scelta di prodotti offrirebbe al consumatore la soluzione più adeguata alle proprie esigenze. L’avvento di Android e Ubuntu Mobile porterà una ventata di aria fresca in un mercato che già vede colossi come Windows Mobile, Symbian e Apple.