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In Cina, adeguata la vecchia «raccomandazione» all'epoca di Internet
27
Giu
2007
Un sito cinese di piccoli annunci è stato accusato di favorire la corruzione per aver offerto la possibilità di ottenere più facilmente una «raccomandazione», dietro pagamento
Sul sito di Shangai Zhike.com vengono pubblicati brevi annunci che propongono di mettere in contatto persone disposte a pagare per avere una «raccomandazione» presso le varie amministrazioni, con persone che hanno le cosiddette «buone conoscenze».
In Cina, avere le «buone conoscenze», quanxi in mandarino, è ritenuto molto importante, trattandosi di un paese con una popolazione numerosissima, un ordinamento giudiziario lacunoso e un'amministrazione nota per la sua inefficienza.
Il direttore del sito definisce le «buone conoscenze» come «una sorta di forza produttiva che è possibile far fruttare in modo più redditizio». Ma proprio questa monetizzazione, secondo molti, è vera e propria corruzione.
Il direttore di Zhike.com risponde a queste accuse sostenendo che «le persone si trovano spesso in un certo imbarazzo quando si avvalgono di un intervento legale e legittimo di una persona con un certo potere per risolvere un problema. Perciò, il sito si propone solamente di ricompensare l'intermediario che presenta il "buon contatto": si tratta di un servizio di scambio come un altro».
Ad ogni modo, Zhike.com riceve il 20% della ricompensa, senza garantire il successo dell'operazione.
A proposito di questo sistema di «relazioni» il Beijing News ha commentato che «rappresenta una sorta di mano invisibile che permette di arrivare dove le vie legali non riescono» e ha concluso che «non si può sperare che più di un miliardo di persone abbiano fiducia nella legge. Bisogna però dimostrare che il sistema legale è più efficace di quello delle raccomandazioni».








