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Fermiamoci un minuto (ogni ora)

di Roberto Venturini

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15

Giu

2007

Un sito, un movimento: per non perdere il controllo del lavoro e della vita, è sufficiente meditare, alzare la testa e pensare per pochi secondi a quello che stiamo facendo

Non di sole tecnologie vive l’uomo (e la donna, of course). Poi, lo sapete, io trovo bellissime e affascinanti le tecnologie. Mi permettono di lavorare velocissimo, di essere efficiente, di produrre tonnellate di slide quando lavoro al tornio di PowerPoint, di dominare lo spazio e il tempo. Con un piccolo rischio: quello di perdere completamente di vista un sacco di cose. Rischiando di diventare tanto efficienti e di poter fare tanto e straordinariamente bene da perdere il senso di ciò che stiamo in realtà facendo. Di mettersi a lavorare di fino sul grafico animato della slide numero tre. E di renderci di colpo conto che ci abbiamo passato sei ore, che siamo in ritardissimo e che abbiamo smarrito la scaletta mentale di dove volevamo andare a parare con la presentazione (anche se il grafico, oggettivamente, è venuto bellissimo).

Ci immergiamo nel delirio di onnipotenza da tecnologia o nel divertimento di poter fare tante cose e così belle con il nostro computer, telefonino, palmare. Insomma, si smarrisce il senso del lavoro che facciamo, perdendoci nei dettagli. E, se volete, potremmo anche dire che rischiamo di perdere di vista il senso della nostra vita, immersi nel lavoro e nella connettività permanente. Niente di catastrofico o di cattivo, beninteso – perdiamo però l’occasione troppo spesso di riflettere su cosa stiamo combinando, a livello micro o macro. Corriamo dietro ai dettagli perdendo di vista le strategie. Facciamo tutto il giorno i pompieri che corrono a spegnere incendi e non riusciamo più a vedere il quadro complessivo.

Iniziative da prendere per evitare di farci travolgere, certamente ne esistono. Alcune semplicissime, come quella lanciata dalla World Spiritual University Brahma Kumaris: fermarsi un minuto. Ogni ora. E dedicarlo a ricentrarci. A rilassarci un minimo, a farci una coccola emotiva. E anche dietro a questa idea c’è, ovviamente, una tecnologia ed un sito. Il sito Just-a-minute.com (o la sua versione ibero-americana, solo un minuto) propongono al mondo proprio questo. Fermarsi un minuto ogni ora e passarlo in meditazione. Per rifare il punto su cosa stiamo facendo della nostra vita, o più semplicemente per calmare la mente e ritrovarci con noi stessi. E sui siti, per semplificare il compito, sono proposte un buon numero di semplici meditazioni guidate, proprio da un minuto.

Se volete, un altro sito collegato all’operazione attiverà automaticamente una armoniosa campanella che ogni ora ci ricorderà che è tempo di fare una pausa: utilissimo per ricordarci che è ora di alzare la testa e riprendere contatto con la realtà. La meditazione è probabilmente lo strumento più potente inventato negli ultimi 5.000 (!) anni per rimettere in sesto la mente, le proprie priorità, vivere meglio e non farsi travolgere. Per anni guardata con scetticismo dagli ambienti scientifici, sta venendo fortemente rivalutata a livello di ricerca neurologica, anche grazie all’impegno del Dalai Lama (il buddismo considera la meditazione una pratica fondamentale) che ha costantemente stimolato i ricercatori a studiare in modo scientifico la meditazione ed i suoi effetti.

I ricercatori dell’università del Wisconsin hanno scoperto che non solo la meditazione fa benissimo alla salute ma addirittura che può riplasmare la configurazione del cervello dei meditatori, rifacendo in qualche modo l’impianto elettrico che collega i neuroni. Secondo quanto scoperto presso l’Università di Harvard, la meditazione potrebbe addirittura incrementare le dimensioni del cervello e aumentarne le performance (quello che è assolutamente certo,per esperienza diretta, è che aumenta grandemente la capacità di concentrazione).

E se anche uno non crede al buddismo, all’illuminazione o alla spiritualità, si tratta di una tecnica totalmente laica e pure atea, che aiuta molto chi deve lavorare sotto stress o che deve rimettere un po’ in sesto le proprie priorità e lavorare per un equilibrio emotivo. Se è vero che le tecniche di base della meditazione sono fondalmente semplici e vi sono ottimi corsi online. Raccomanderei però di non iniziare da soli in un fai da te mentale: meglio prendere un paio di lezioni con un buon maestro, è come sui pattini, dopo si va via più facilmente da soli.

Ovvio, per molti la meditazione puzza ancora troppo di “new age” e per molti, essendo un concetto poco conosciuto, crea inquietudine e diffidenza. Ma anche senza meditazione, il concetto di fermarsi un minuto ogni ora resta secondo me validissimo. Fermarsi per pensare che cosa stiamo combinando con il progetto che stiamo gestendo. Fermare le dita, chiudere il Powerpoint o l’Excel e fare mente locale sulla strategia. Sfuggire dalla tunnel vision sull’urgente e alzare lo sguardo, per vedere se un poco più in là c’è una curva, un ostacolo, un’opportunità. Fermarsi un minuto quando siamo in bus, chiudere il giornale e fare il punto di cosa abbiamo fatto oggi e/o di cosa dobbiamo fare. Fermarsi un minuto in macchina e fare mente locale sul fatto che esiste una vita fuori dalla tecnologia ed è forse troppo tempo che non diciamo “ti voglio bene” a moglie, marito e/o figli.

Con una campanella nel computer, ogni ora potremo avere l’opportunità di fermarci un istante e non procedere alla cieca, ma riprendere un po’ più il controllo di ciò che facciamo e di dove stiamo andando.

2 commenti

  1. Complimenti post interessantissimo!
    Grazie per aver messo ha disposizione questo “altro-punto-di-vista” , utile ad affrontare i cambiamenti che sono avvenuti nel mondo del lavoro, una modalità nella direzione della consapevolezza, non nuova ma “dimenticata…“
    Ti chiedo se posso inserire questo tuo articolo nel mio blog .
    Ciao e buon lavoro!!!

  2. Ottimo e sensato articolo che condivido pienamente!!
    Complimenti.