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La guerriglia urbana sbarca su Second Life

di Roberto Venturini

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25

Mag

2007

Attentato sulla popolarissima piattaforma di gioco e socializzazione: un gruppo di manifestanti pro-ETA ha messo a ferro e fuoco una sede del Psoe utilizzando bombe a mano e carri armati

Se ci illudevamo che un nuovo mondo, in quanto virtuale, potesse essere meglio di quello reale, mi sa che ci sbagliavamo di grosso. Su Second Life saremo anche ammantati da un avatar ideale, ma ci portiamo dietro tutto il resto che rende spesso discutibile il nostro stile di vita “terreno”. Una flagrante e conflagrante dimostrazione è stata appena data su Second Life con un’azione di guerriglia urbana, anzi di vera e propria guerra, nel contesto della tesa situazione politica dei paesi baschi.

Come tutti probabilmente sanno, la presenza di Eta – movimento terrorista o movimento di liberazione nazionale, secondo i punti di vista – nei Paesi Baschi si mantiene forte e sopratutto cronica. Anche se si sono fatti più rari attentati ed assassini (l’ultima grande azione ha fatto saltare in aria il 30 Dicembre 2006 un parcheggio dell’aeroporto di Madrid, causando 2 morti), la presenza dell’Eta e delle formazioni giovanili che l’appoggiano resta una costante.

Nonostante il tentativo fallito di negoziati di pace e le mosse distensive di Zapatero, proseguono le intimidazioni, e i media riportano continuamente delle pressanti richieste di “pizzo” da parte dell’organizzazione (pare che quasi tutte le aziende, i negozi e i professionisti vengano periodicamente sollecitate al versamento di una imposta rivoluzionaria, pena attentati, incendi e bombe).

Il supporto popolare a Eta pare essere più diffuso di quello che si possa pensare visto da fuori, dati anche i risultati elettorali che formazioni più o meno velatamente operanti come braccio politico dell’organizzazione ottengono alle elezioni (quando riescono a presentarsi, vengono regolarmente rese illegali e impresentabili, ma una scappatoia la cosiddetta sinistra Abertazle riesce a trovarla quasi sempre). Cronica è poi la pratica notturna del Kale Borroka, frequente e regolare attività di guerriglia urbana che, a parte le conflagrazioni più ampie durante eventi e manifestazioni pubbliche, si esplica con uno stillicidio di incendi a bancomat, sedi di partito e altri obiettivi morbidi.

In questo quadro, grande polemica ha suscitato la concessione di una carcerazione morbida al duro etarra Iñaki de Juana Chaos, riconosciuto colpevole di 25 omicidi di cui ha sempre dichiarato di non pentirsi assolutamente. In seguito a un suo sciopero della fame, gli è stato riconosciuto un regime molto attenuato, che ha suscitato in alcuni euforia e in altri scalpore e indignazione – e che è stato prontamente utilizzato come arma nella durissima lotta politica che il Partito Popular sta conducendo contro il Psoe (in occasione delle prossime elezioni), accusato di avere la mano troppo morbida con il terrorismo senza ottenere peraltro in cambio nessun risultato concreto.

Secondo la ricostruzione dei fatti, l’episodio di guerriglia è stato scatenato dalla convocazione di una manifestazione su Second Life il 17 maggio, manifestazione intesa a protestare contro la concessione del regime attenuato all’Etarra e tenutasi di fronte alla sede del Psoe di Oviedo su Second Life. I manifestanti anti-Eta si sono ritrovati improvvisamente di fronte a una truppa organizzata che ha attaccato la sede del Psoe. I guerriglieri hanno lanciato bombe, fatto fuoco con mitragliatori e sono penetrati nella sede con un tank.

Il grave episodio non ha ovviamente e fortunatamente fatto morti, ma è un gran brutto segnale. Già la settimana scorsa un altro gruppo di interventisti aveva peraltro cercato di dar fuoco su Second Life a una sede virtuale del Partito Popular di Gijón. Second Life non è dunque un paradiso terrestre né un mondo ideale. A quanto pare, se vogliamo tutti vivere una vita migliore, piuttosto che scappare verso improbabili mondi ideali costruiti dalla nostra tecnologia, dovremo ricominciare dalla nostra Prima Vita e cercare di rimboccarci le maniche per risolvere una serie di problemi, di atteggiamenti di violenza e sopraffazione che con la sola tecnologia non se ne andranno di certo.

Nel frattempo dovremo forse abituarci all’idea di una forza transnazionale di polizia che presidi obbiettivi pubblici e garantisca l’ordine anche su Second Life.

5 commenti

  1. Forse Venturini, come tutti i giornalisti, ha ceduto un po’ alla tentazione della presentazione “sensazionalistica”, ma direi nemmeno poi tanto (avete presente cosa leggete e vedete tutti i giorni sugli altri media?). E comunque con bonaria e leggera ironia, soprattutto nella chiusa d’articolo.
    Peccato senz’altro veniale, direi. Invece mi meraviglia non sia stato percepito fin qui che l’avvenimento è importante perché pone realmente problemi ed inquietudini, riducendolo invece a mero episodio di“giochino sparatutto”. E se anche fosse stato solo quello, comunque…
    COMUNQUE si è trattato di un atto di violenza CONTRO una comunità.
    COMUNQUE alcuni hanno scelto, sia pur virtualmente e senza spargimento di sangue reale, una violenza invece che una possibile comunicazione o manifestazione pacifica e potenzialmente costruttiva, ai danni di una COMUNITA’, per mettersi in evidenza agli occhi della stessa comunità.
    Un sensazionalismo, quello sì vero: imporre la propria presenza a tutti i costi
    Prova (l’ennesima se occorre) che la violenza non nasce tanto (o non soltanto) dal bisogno o dall’oppressione, ma alligna prima di tutto nelle menti e negli spiriti.
    La violenza è dentro, e da dentro travalica sentimenti, cultura, etica, morale ed esce nella RL, magari dopo un transito apparentemente innocuo nella SL.
    Sta a noi opporci non appena si manifesta. Prima possibile, fosse ancora nel virtuale, prima che ci trasformi in vittime.
    E’ una legge di natura sempre valida, in qualsiasi tempo o universo umano e non possiamo ritenerci esenti dal considerarla nemmeno oggi.

    Chi brucia i libri, presto o tardi arriverà a bruciare esseri umani.
    (Heinrich Heine)

  2. Onestamente non capisco tutto il sensazionalismo creato con questo articolo. In fin dei conti è un gioco, e come tale dovrebbe essere preso. Facile dare, qualunque cosa succeda, la colpa a Internet.

  3. Forse stiamo esagerando un po', visto e considerato che esistono videogames in rete dove la violenza e le guerre(nei quali e' anche possibile scegliere la via dei "cattivi") sono al picco delle vendite. E ora per una semplice guerriglia urbana virtuale solleviamo temi filosofici. A questo punto mi chiedo se non sia meglio(nel caso debba continuare ad esistere) convertire il terrorismo reale in quello virtuale che al massimo puo' creare dei problemi economici.

  4. Non potrei essere piu' d'accordo con Berny.

    Con un'aggiunta: in SL quando si parla di esplosioni e spari, al di fuori delle aree dedicate ai giochi di combattimento, si parla in realta' di un po' di bagliori, di fumo, e di qualche avatar che viene spintonato via. Non solo le persone reali che si trovano coinvolte, ma neppure i loro avatar subiscono danni.

    Da' fastidio che in Italia i detrattori di SL a tutti i costi (manco fosse poi chissa' che cosa... di nuovo: chi di noi ha mai detto o scritto che sarebbe un Paradiso???) quando dovevano parlar male della crescita del numero degli utenti sottolineavano quanto era imbecille chi perdeva tempo a giocare con un "pupazzetto".

    Quando invece si tratta di parlare di perversioni o di violenza, allora i "pupazzetti" diventano reali, con vere armi e veri carri armati... E meno male che non ci sono stati morti, si aggiunge.

    Ma insomma, lo sappiamo di cosa stiamo parlando? Di pixel, in un ambiente che discende dai giochi di ruolo e di combattimento ma dove gli aspetti violenti sono stati mitigati, se non eliminati.

    E un episodio come quello descritto in questo articolo sarebbe grave? Bo'...

    Ciao, Fabio.


  5. onestamente non capisco da dove venga fuori e perche' ci ostini a porre enfasi su SL come "paradiso terrestre o mondo ideale"

    un po' come accadeva per i primordi di internet (cyberspace o frontiera elettronica, come la definiva allora, nomi oggi in disuso) che a destra e manca si vagheggiavano di scenari idillici o tenebrosi epr questo nuova creatura

    ieri come oggi sarebbe il caso di smetterla con queste inutili, negative e irreali illustrazioni di una realta' (virtuale o meno) che e' ben diversa -- e non solo in questo caso specifico segnalto su SL, che e' sempliemente parte della prima come della seconda vita, o diq uante altre ne avremo in futuro