Piccole pratiche

Un galateo per l'instant messaging

di Alberto Mari

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22

Mag

2007

Immediatezza, ma non a qualunque costo. Pregi, difetti, controindicazioni delle chiacchere always on. E qualche regola di buon senso

Gli strumenti di messaggistica immediata (come MSN Messenger, Yahoo! Messenger, ICQ) sono tradizionalmente considerati come strumenti di comunicazione meno invadenti del telefono: vuoi comunicare con un amico o un collega? Mandagli un messaggino e ti risponderà appena possibile. In teoria. In pratica stanno diventando più invadenti del telefono stesso.

La messaggistica istantanea si pone a metà strada tra la comunicazione sincrona per eccellenza (il telefono) e quella asincrona (la mail). È fondamentalmente uno strumento sincrono, permettendo di visualizzare lo stato dell’altro lato nella comunicazione (online/offline) ma consente ritardi nella risposta e come tale meglio si dovrebbe adattare in un contesto lavorativo o comunque alle attività quotidiane dove non sempre si è in grado di rispondere a una chiamata.

Il presupposto di essere meno invasivo, tuttavia, è la fonte stessa di un conseguente abuso dello strumento. Il ragionamento frequente diventa: dato che non è invasivo, ne posso fare un uso maggiore del telefono. Non solo questo: lo strumento di instant messaging consente la comunicazione in contemporanea con più interlocutori, arrivando ad avere numerose chat aperte e moltiplicando le interazioni simultanee. Inoltre, le possibilità di declino della comunicazione da parte del ricevente il messaggio sono inferiori: non potrà addurre come giustificazione il fatto di essere impegnato in un’altra comunicazione perché lo strumento permette comunicazioni simultanee.

Il fatto stesso che sia considerato un medium meno invasivo, ne limita le possibilità di rifiuto: declinare una richiesta di chat diventa più scortese che non declinare una telefonata, alla quale possiamo sempre rispondere di non avere tempo in quel particolare momento. Infine, ma non ultimo elemento, la comunicazione via chat è più lenta del telefono: a causa dei tempi di digitazione e delle maggiori difficoltà comunicative, la trasmissione dello stesso messaggio richiede più tempo (e quindi impegno maggiore) da parte dei partecipanti.

L’aumento delle possibili interazioni e la ridotta capacità di rifiuto della comunicazione possono fare dell’instant messaging un vero incubo. Soprattutto in un contesto lavorativo aprire un canale di comunicazione virtualmente senza limiti come quello dell’instant messaging, ovvero non frenato da regole di non invadenza e da limitazioni strutturali del medium, rischia di trasformarsi in un vero e proprio boomerang, in cui siamo costretti a metterci nello stato “Busy” o “Non disturbare” per poter dedicare il nostro tempo al lavoro vero e proprio e non alla comunicazione. O in alternativa possiamo usare il nostro nickname per lanciare dei messaggi: “Sono in meeting” o ancora “Chiusura fiscale: non disturbare”.

C’è bisogno forse di un galateo per la comunicazione su messenger, pratica ancora troppo giovane per vedere consolidarsi usi e regole non scritte di buona educazione, come invece è avvenuto per il telefono. Ecco alcune proposte di “atteggiamenti” (più che di regole) per una buona educazione in chat:

  • Prestare attenzione allo stato dell’interlocutore. Se è impostato su non disturbare, non inviamo messaggi se non veramente urgenti.
  • Iniziare salutando. Se l’interlocutore non risponde, probabilmente è impegnato, quindi non insistere.
  • Non usare trilli o altri sistemi per richiamare l’attenzione.
  • Utilizzare gli smiley con moderazione. Lo scopo degli smiley è di aggiungere aspetti emotivi alla comunicazione che altrimenti rimarrebbe fredda e potenzialmente a rischio di fraintendimenti.
  • Andare subito al punto: porre la domanda e aspettare la risposta.
  • Non cercare di avere sempre l’ultima parola: se la comunicazione è terminata, non è necessario continuare con “allora grazie”, “ciao ancora”.
  • Usare questo mezzo di comunicazione quando è necessario e in alternativa agli altri: se abbiamo appena terminato una telefonata con il nostro interlocutore, non è necessario proseguire anche in chat. Se abbiamo inviato una mail, non chiediamo conferma via chat della ricezione (se non in casi di particolare importanza e urgenza).
  • Come in tutti gli altri casi, usiamo il buon senso.

11 commenti

  1. A me è capitato che alcuni contatti sul msn mettessero al posto del loro nome quello di altri contatti che avevamo in comune,solo per il gusto(stupidissimo tra l'altro, di creare confusione.Insopportabili!

  2. Bello l’articolo! Sono una neofita dell’instant messaging, quindi ho più domande che risposte, ma suggerisco due ulteriori problemi
    - che fare quando si viene contattati da una persona e si sta chattando con un’altra? Parlare con due contemporaneamente allunga i tempi d’attesa e rende più superficiale la conversazione, quindi suggerirei di non farlo, ma vorrei sapere quali sono le consuetudini già consolidate
    - sollevo il problema dell’identità: io ho scelto un “nome d’arte” (non mi chiamo Elena…), so che non è carino, ma penso anche che per una donna qualche cautela in più sia giustificata – si trova di tutto in chat, e non ho trovato di meglio che dire il mio nome solo dopo un minimo di conversazione
    Elena_250

  3. sono pienamente d'accordo: questa mattina non ho neppure avviato skype perchè temevo di essere borbardato di messaggi...
    Aggiungerei una regola sui commenti agli articoli: non farne occasione per proclami elettorali

  4. quamquam licet insanire

  5. @Yuri

    In che senso?
    Perchè dovrei leggere l'articolo con più attenzione?
    Ho voluto aggiungere quello che penso.
    Spiegami per piacere

  6. Grazie Sabrina per i tuoi suggerimenti che ho accolto e integrato in una versione aggiornata del Galateo: http://eliph.altervista.org/galateo-instant-messaging/
    Visto l'interesse che sta suscitando il tema anche su altri blog, ho deciso di mantenere questa pagina aggiornata con altri suggerimenti e integrazioni che arriveranno in futuro.

  7. si sono pefettamente d'accordo!

  8. @yuri sono d'accordo con te :-)

  9. @Sabrina
    Penso che dovresti rileggere l'articolo con più attenzione... o pensarci su una volta letto...

  10. Da pochissimo tempo, da meno di un mese,frequento, non per lavoro ma per passatempo dei siti di chat e devo confermare in pieno quanto espresso nell'articolo di Mari. Nel caso particolare trattandosi di chat relazionali con interlocutrici esclusivamente femminili devo lamentare la continua intrusione da parte di omosessuali maschi che si inseriscono nelle chat senza essere invitati e facendo le proposte più oscene. Non sono un bacchettone ratzingheriano anzi sono una persona molto libera e liberale, sono di sinistra per cui la tolleranza è tra le mie regole di vita, sono, sia pure con qualche distinguo, per i Dico con particolare riferimento alle coppie gay ma certi individui maleducati e trucidi proprio non li reggo.Suggerirei che i gestori di questi siti elorassero un sistema di filtraggio, che non so individuare, come barriera contro la maleducazione

  11. Un'altra regola è non scrivere in maiuscolo perchè significa urlare.
    Altra regola che io aggiungerei è questa: mentre si sta facendo un discorso via messanger non far aspettare l'interlocutore tra una risposta e l'altra e se si è obbligati avvisarlo. Altrimenti l'altro rimane in attesa di una risposta. Se si sta messaggiando con una persona bisogna prestargli attenzione e non farla aspettare dei minuti per ogni risposta. Non bisogna chattare con troppe persone in contemporanea oppure mettersi a fare altro mentre si chatta perchè si rischia di far aspettare la persona dall'altra parte ed è veramente maleducato.