Diritto e Tecnologia

Dipendenti identificati da un microchip

di Annarita Gili

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16

Mar

2006

In un´azienda americana è stato applicato a dei volontari un microchip RFID Verichip sottocutaneo, per consentirne l´identificazione e l´accesso a zone riservate. Timori per le libertà individuali e la privacy

Due dipendenti di CityWatcher, azienda di Cincinnati (Ohio), si sono offerti come volontari – a quanto riferisce l´azienda - per farsi impiantare un microchip RFID (Radio Frequency IDentification) VeriChip, fabbricato da Applied Digital Solutions, sotto la pelle del braccio, per poter accedere ad alcune aree riservate.

Anche il presidente della società ha deciso di prendere parte all´esperimento, per testarne la validità. Si tratta del primo test di questo genere effettuato al di fuori dell´ambito medico.

Questi dispositivi tecnologici, di pochi millimetri di grandezza, hanno lo scopo di filtrare l´accesso ad alcune aree riservate - nelle quali CityWatcher installa i propri sistemi di sorveglianza e conserva i dati registrati - consentendo l´ingresso solo ai dipendenti riconosciuti tramite il microchip.

Le autorità sanitarie americane hanno autorizzato la sperimentazione già nell´ottobre del 2004; contemporaneamente, la Food And Drug Administration ha confermato che l´installazione di un microchip Verichip sottocutaneo non ha conseguenze negative per la salute.

Applied Digital Solutions sta ora cercando di imporsi, anche al di fuori degli Stati Uniti, sia nel campo della sicurezza che in quello della sanità. Dotandosi di un apposito lettore, infatti, negli ospedali sarebbe sufficiente “scannerizzare” il braccio dei pazienti per rilevare il loro gruppo sanguigno e la loro identità.

Il progetto di diffusione del sistema ha già sollevato timori tra le organizzazioni che difendono le libertà individuali e la privacy.