Articoli

Google stacca la concorrenza! Anche in Italia

di Gianpaolo Lorusso

thumbnail

13

Lug

2005

Google è ormai stabilmente il primo motore di ricerca anche in Italia.  I dati di Nielsen/Netratings di aprile 2005 confermano la sua importanza e la netta prevalenza sui principali competitors nel mercato italiano

Dopo essere diventato il motore di ricerca più usato a livello mondiale, Google conferma il suo primato anche in Italia.

Le ultime stime fornite da Nielsen/Netratings, grazie al panel di rilevazione dell’utenza italiana, danno un quadro molto netto del peso crescente del motore di Mountain View nelle ricerche on line effettuate nel nostro paese.

I motori più utilizzati dagli internauti italiani (raffronto mese di marzo’04 – aprile’05)

Motore

Utenti
unici
Mar. 04

utenti
unici
Apr. 05

diff. utenti

Copertura
utenti
Apr. 05

Google

7.992

11.391

+42,5%

59,01%

MSN Search

3.641

4.845

+33%

25,1%

Virgilio ricerca

4.041

4.500

+11,4

23,3%

Libero ricerca

2.142

3.242

+51,3%

16,8%

Yahoo!Search

1.643

2.147

+30,7%

11,1%

Altavista

1.052

1.159

+10,2%

6%

Tiscali Search

671

669

-0,3%

3,5%

Tuttogratis Ricerca

1.142

661

-42,1%

3,4%

Il Pinguino

-

475

-

2,5%

Information.com

-

451

-

2,3%

Lycos Europe Search

206

444

+115%

2,3%

Godado

684

390

-43%

2%

Fonte: http://www.audiweb.it/ (dati Nielsen//Netratings su un panel di utenti internet italiani "casa+ufficio"– dati assoluti in migliaia)

Non sorprende neanche il sorpasso di MSN Search ai danni di Virgilio, ormai al terzo posto nelle preferenze degli italiani.  Il motore di casa Microsoft, dopo una lunga fase di beta testing, fornisce infatti già da qualche tempo risultati abbastanza accurati.

Dati i notevoli investimenti messi in campo dal colosso di Redmond e la sua forte rendita di posizione (e di immagine), non poteva certo passare inosservato quello che al momento sembra essere l’unico reale competitor per Google sul mercato italiano (almeno fino a quando in casa Yahoo! non recupereranno il danno di immagine provocato dal tentativo di integrazione dei risultati di rilevanza con quelli a pagamento).

Per completare questo quadro di dualismo, Microsoft ha anche annunciato il varo di un programma di pay per click (simile ad Adwords di Google, per intenderci), per il prossimo autunno.

Anche Virgilio, che per molti anni è stato il portale di accesso preferito dagli italiani, sembra ormai essersi arreso al fenomeno Google (d'altronde i suoi risultati sono già da tempo frutto di una integrazione tra quelli forniti proprio dal motore californiano e quelli elaborati su altre basi dati).

Del resto, basta analizzare le statistiche di accesso di un qualsiasi sito internet sufficientemente ottimizzato per realizzare che il motore di Mountain View è ormai in grado di portare da solo fino al 70-80% dei visitatori totali.

La quarta piazza di Libero conferma ancora la posizione dominante del motore leader (come per Virgilio i risultati sono parzialmente forniti da Google) e la bontà dello storico algoritmo di ricerca sviluppato in Italia da Arianna.  Sicuramente poi, il fatto che il noto portale sia di proprietà della Wind, uno dei big della connettività a banda larga in Italia, influisce non poco sul suo attuale successo.

Nonostante sia solo quinto, Yahoo!Search fa segnare comunque un ottimo trend di crescita anche nel nostro paese, così come Lycos (i cui numeri sono però influenzati da fusioni/acquisizioni all’interno del gruppo di controllo).

Se consideriamo infine che l’universo internet italiano nel periodo considerato è cresciuto (sempre secondo stime Nielsen/Netratings) di circa il 6,3%, i tassi di sviluppo di Virgilio e di Altavista sembrano abbastanza in linea con il mantenimento di posizioni consolidate nel tempo tra l’utenza internet italiana.

In conclusione, nonostante le forti critiche circolate su alcuni nuovi servizi beta di Google (relative peraltro soprattutto alla tutela della privacy), il motore californiano sembra avviato a dominare la scena mondiale delle ricerche on line per parecchio tempo ancora, almeno fino a quando la qualità dei risultati forniti sarà al centro della sua politica di sviluppo, come è fino ad oggi avvenuto.