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Il presente e il futuro dell'ebook

di Alberto Mari

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20

Set

2004

In un recente articolo apparso sul Corriere della Sera a firma di Giulio Tremonti si ipotizza un futuro prossimo in cui gli studenti possano lavorare su ebook come libri di testo. Dalla prospettiva di un editore che per primo si è mosso su queste tecnologie una breve panoramica su che cosa può offrire oggi l'ebook e cosa promette per il prossimo futuro

L'introduzione degli ebook a scuola è qualcosa di più di una buona idea. Si tratta di un passo necessario, prima o poi. La rapidità con cui i testi scolastici diventano obsoleti, il peso delle migliaia di pagine di carta, il costo di stampe a colori su carta patinata, tutto questo fa della carta un supporto poco adatto al testo scolastico. Poco adatto ma, fino a oggi, insostituibile. Ora, le nuove generazioni di studenti abituati a fare ricerche su Internet, a mantenere i contatti con i propri compagni tramite chat e sms, a utilizzare strumenti elettronici per attività ludiche e di studio, non hanno difficoltà a studiare su un medium che già conoscono molto bene: il testo elettronico.

Piange il cuore a sapere quanti alberi sono stati abbattuti per produrre un libro che verrà (parzialmente) usato solo per pochi mesi e poi dimenticato o buttato. Un ebook, invece, non uccide alcun albero. Può essere aggiornato tutte le volte che si desidera e distribuito in pochi istanti. Può essere trasportato comodamente su un CD. Può contenere migliaia di pagine, approfondimenti, contenuti multimediali. È ipertestuale, ricercabile, interattivo. È già in Internet, con link attivi a siti e risorse esterni. Insomma, per la didattica l'ebook, almeno in teoria, è lo strumento migliore.

Tuttavia rimangono alcuni dubbi, e sono i dubbi che in Apogeo abbiamo raccolto da parte dei lettori che, a partire dal 2000, hanno iniziato a sperimentare con questa forma editoriale.

Innanzi tutto bisogna lavorare sui dispositivi fisici di lettura. Il computer è ancora il dispositivo migliore. Non esiste l'ebook reader. Ma quanti ragazzi hanno un computer portatile da portare a scuola? Si tratta di oggetti costosi e delicati, poco adatti allo zaino di un adolescente.

Abbiamo bisogno di Tablet PC leggeri, robusti ed economici. Hardware ancora non disponibile ma non troppo lontano nel tempo. La legge di Moore insegna che nell'arco di diciotto mesi la potenza di calcolo raddoppia a parità di costo, o analogamente, il costo della stessa potenza di calcolo si dimezza. Purtroppo la scelta dei produttori di hardware si è sempre orientata verso la commercializzazione di computer più potenti in una fascia di prezzo praticamente invariata (e non verso computer che costano meno ma con le stesse prestazioni di un anno e mezzo fa). Per leggere un ebook la potenza di calcolo necessaria è davvero molto poca. L'investimento maggiore sarebbe da fare nei dispositivi di visualizzazione.

In secondo luogo esiste l'incognita del prezzo. Tutti sappiamo più o meno qual è il prezzo giusto di un libro. Ma un ebook equivalente quanto dovrebbe costare? L'affermazione di Tremonti che il costo di un libro potrebbe equivalere a "mille ebook quasi gratis" è sicuramente una provocazione e in tal senso deve essere presa. I contenuti di qualità non li regala nessuno.

Dove troviamo contenuti gratuiti, allora esiste uno sponsor che ha inserito il suo messaggio pubblicitario. E dal momento che lo sponsor in un modo o nell'altro esercita sempre un controllo sul contenuto che ha pagato, per quanto riguarda i libri scolastici tale ipotesi è da escludere a priori.

Ma allora quanto costa un ebook? Prendiamo il costo di un libro stampato e togliamo il costo della carta, della stampa e della rilegatura. Togliamo quindi il costo della distribuzione tradizionale (magazzini, trasporti, commissioni agli agenti, percentuale per i librai o cartolibrerie). Abbiamo più o meno dimezzato il prezzo originario (che è ancora ben lontano dallo zero). Ora, tutta la parte editoriale di un ebook esiste esattamente come esiste per un libro. Ci sono autori che scrivono i testi, illustratori che preparano le immagini, agenzie fotografiche, redattori, impaginatori, correttori di bozze e così via. La macchina editoriale lavora allo stesso modo, solo che anziché consegnare il proprio lavoro alle stampe lo pubblica su Internet. Qui si mette in moto un meccanismo nuovo fatto di siti Web, e-commerce, applicazioni online, transazioni via carta di credito e così via. La distribuzione online è un nuovo canale di vendita, sicuramente più economico della distribuzione tradizionale, ma che tuttavia va ad aggiungere il suo peso sul prezzo finale al consumatore.

Esiste poi il problema della protezione dei contenuti. Un ebook è in pratica un file. Copiare un file non è come fotocopiare un libro: è incredibilmente più veloce e il risultato è talmente perfetto da non essere distinguibile dall'originale. È per questo motivo che autori ed editori sono sempre molto restii (o prudenti) nel pubblicare materiale in forma di ebook. La circolazione abusiva di copie protette dal diritto d'autore ha, inevitabilmente, un costo. E tale costo ancora una volta va a gravare sul consumatore onesto, che si ritrova a pagare anche per coloro che l'ebook l'hanno copiato.

Le soluzioni esistono. Ci sono sistemi di protezione dei contenuti chiamati Digital Rights Management, ma sono a loro volta piuttosto costosi e impediscono un uso completamente libero dell'ebook. Alcune università private hanno scelto di far rientrare i costi per il materiale didattico direttamente nella tassa annuale di iscrizione. In questo modo tutti gli ebook di testo risultano già pagati e non esiste più motivo per ottenerne copie abusive. Si tratta di un modello difficilmente applicabile alla scuola pubblica, tuttavia se l'unica soluzione alla copia illegale dei contenuti è stata, in altri casi, quella di costituire un mercato protetto, si tratta di un dato da non sottovalutare nella pianificazione di un nuovo mercato editoriale scolastico in Italia.

Infine, e in questo caso l'intervento del governo è auspicabile se non addirittura urgente, occorre livellare l'IVA per tutti i diversi prodotti editoriali. Pochi consumatori sanno che l'IVA per i libri tradizionali è pari al 4% (ed è già assolta dall'editore) mentre gli ebook sono posizionati al 20% (insieme a software e musica).

Insomma, ben vengano gli ebook. Abbiamo bisogno di libri elettronici a scuola. Ma abbiamo bisogno di ebook fatti bene, da autori e da editori che vivono di questo lavoro e proprio per questo si possono dedicare a creare prodotti di qualità. L'Internet che conosciamo, l'Internet gratuita, ci offre il tutto e il nulla, disorganizzato e disorientante. Il libro di testo, e i docenti lo sanno bene, è qualcosa di molto diverso.