Diritto e Tecnologia

Polemiche sulla brevettabilità del software: il W3C annuncia che le sue raccomandazioni riguarderanno solo i brevetti liberi da diritti

di Annarita Gili

27

Mag

2003

L'organismo che definisce i principali standard del Web si occuperà solo più dei brevetti esenti da royalties

Nel corso della riunione del 20 maggio scorso, a Budapest, il W3C - l'organismo che raggruppa tutti i grandi editori e centri di ricerca che hanno accompagnato lo sviluppo di Internet e che ne definisce gli standard principali - ha deciso di confermare per il futuro la non assoggettabilità degli standard tecnologici del World Wide Web al pagamento di royalties.

Pertanto, i membri del W3C che detengono un brevetto suscettibile di essere incluso in una raccomandazione del consorzio sono invitati a rinunciare ai propri diritti sullo stesso e a renderlo liberamente accessibile.

Tim Berners-Lee, direttore del W3C, ha affermato che l'orientamento adottato getta le basi per un "nuovo decennio d'innovazioni tecniche, di crescita economica e di conquiste sociali" nel Web. Più che mai, dunque, la parola d'ordine del W3C è "interoperabilità". Con grande soddisfazione dei sostenitori dell'open-source.