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Microsoft sotto il torchio

di Davide Pellegrino

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28

Feb

2001

Riprende il processo a Microsoft con due novità: i giudici consentono le riprese in diretta sul sito della CNN e si mostrano molto aggressivi nei confronti dell'azienda.

Chi ha potuto assistere sul sito della CNN alle prime battute del processo, avrà potuto notare che Microsoft è stata sottoposta a un fuoco di fila di domande da parte dei giudici.
Uno dopo l'altro i sette togati hanno letteralmente assalito l'avvocato con richieste di chiarimenti.

Al povero avvocato non è rimasto altro che opporre un silenzio imbarazzato in molte occasioni, sorpreso dagli attacchi che provenivano da ogni parte, spesso inattesi, soprattutto da giudici che si pensava fossero favorevoli all'azienda.

"Non esiste alcuna condotta anticompetitiva", ha ribadito Richard Urowsky, l'avvocato di Microsoft, perché mai l'integrazione di Internet Explorer al software Windows ha impedito agli utilizzatori di scegliere un altro sistema operativo o un altro browser per accedere a Internet.

Su ogni domanda tecnica, la risposta dell'azienda resta la stessa: abbiamo fatto il meglio perché il consumatore avesse accesso alla migliore tecnologia possibile all'epoca.

Neanche Jeffrey Minear, avvocato del governo, è stato risparmiato dalle domande giudicate fondamentali dai giudici.
Uno dei giudici, Edwards, infatti, non trova convincente la tesi del governo americano seconda la quale un'alleanza tra Netscape e Sun Microsystems (e il suo linguaggio Java) avrebbe portato una seria minaccia per Windows, spingendo Microsoft a tentare di eliminare la concorrenza nel campo dei sistemi operativi.

"Netscape non minacciava di diventare un sostituto al sistema operativo Windows, non aveva l'interesse e la capacità per farlo", ha dichiarato il presidente della Corte d'Appello.