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La Microsoft cerca di correggere a mano la sentenza

di Edoardo Dezani

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02

Giu

2000

L'azienda di Redmond ormai cerca semplicemente di limitare i danni. La sentenza del giudice Thomas Penfield Jackson sarà emanata nei prossimi giorni e comunque non oltre il 22 giugno

Microsoft ha presentato il 31 maggio le sue osservazioni definitive sulle sanzioni che le dovranno essere applicate per l'illecita unione di Internet Explorer e Windows 98: ormai rassegnata alla condanna in primo grado, l'azienda di Bill Gates ha soltanto cercato di limitare le richieste del Ministero di Giustizia americano.

Infatti, gli avvocati della Microsoft hanno consegnato lo stesso testo redatto dall'accusa, però corretto con cancellazioni e aggiunte nel tentativo di rendere più accettabili le sanzioni che le saranno comminate.

Si è tratta di una difesa basata più sulla forma che sui contenuti: la modificazione di singole parole e l'eliminazione di qualche paragrafo non hanno mutato la sostanza delle precise richieste dell'accusa di smembramento in due aziende.

La Microsoft ha inoltre esposto un'ulteriore richiesta di prolungamento del processo per sentire nuove testimonianze: la mossa ricorda il giocatore di poker che rilancia molto quando non ha niente in mano, dal momento che una domanda simile è stata respinta sette giorni fa.

I nuovi testimoni Michael Capellas, presidente della Compaq, e Jeffrey Katzenberg, fondatore della DreamWorks, dovrebbero avvertire la Corte che una divisione della Microsoft danneggerebbe anche altre aziende, mentre il professore del MIT Richard Schmalensee, già sentito in precedenza, tornerebbe a ricordare che i comportamenti di Gates sono da considerarsi corretti in ambito concorrenziale. La richiesta di nuove udienze non ha però nessuna possibilità di essere accolta.

Con le osservazioni della Microsoft si è conclusa la fase dibattimentale: ora si attende la sentenza del giudice Thomas Penfield Jackson che sarà emanata nei prossimi giorni, presumibilmente in un fine settimana per evitare eccessivi terremoti in Borsa, e comunque non oltre il 22 giugno.
Per questa ragione la Microsoft ha spostato proprio al 22 giugno la presentazione di Next Generation Windows Services, originariamente prevista per il primo giugno.

Peraltro, l'esistenza stessa di NGWS incomincia ad essere in pericolo, dal momento che anche in questo caso il progetto si basa sull'integrazione tra sistema operativo e programmi applicativi come Office; nel memorandum Windows 2000: Blueprint for Domination la Computer & Communications Industry Association chiedeva che anche i nuovi prodotti come Windows 2000 rientrassero nelle valutazioni per la comminazione delle sanzioni.

A questo riguardo il giudice Thomas Penfield Jackson ha prospettato la nomina di un giudice speciale per controllare l'esecuzione delle sanzioni in attesa del giudizio di secondo grado.
La Microsoft ormai ha puntato tutto su questa ulteriore fase processuale, di cui auspica lo svolgimento davanti alla Corte d'Appello, mentre il Dipartimento di Giustizia cercherà di arrivare direttamente alla Corte Suprema per chiudere finalmente la vicenda.

In Borsa il titolo Microsoft, in mancanza di grossi scambi, si è attestato intorno alla quota di 62 dollari, circa la metà di quanto valeva all'inizio dell'anno.