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La Microsoft ritornerà Micro-soft?

di Edoardo Dezani

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03

Mag

2000

Questo era il primo nome della società fondata da Bill Gates e Paul Allen. Il Dipartimento della Giustizia americano ora vuole far riapparire quel trattino

Si prospetta un ritorno alle origini per Bill Gates: se infatti nel 1977 il primo nome che aveva scelto per la sua azienda era Micro-soft, ora la proposta del Dipartimento di Giustizia sulle sanzioni da applicare per gli abusi praticati, rischia di far riapparire quel trattino separatore nell'insegna della più grande industria di software del mondo.

Il Dipartimento di Giustizia ha infatti chiesto che la Microsoft sia scissa in due compagnie, di cui la prima detentrice dei sistemi operativi come Windows, mentre nella seconda confluirebbero i diritti sui programmi applicativi come Office e le altre attività dell'azienda, come la quota nel canale televisivo MSNBC. Bill Gates e gli azionisti che detengono più del 3% di titoli della Microsoft potranno mantenere azioni soltanto di una delle due nuove compagnie.

La proposta, reperibile all'indirizzo http://www.usdoj.gov/atr/cases/f4600/4639.htm, è stata presentata venerdì scorso, dopo la chiusura dei mercati finanziari, per impedire un ulteriore tracollo del titolo Microsoft, che nell'ultima settimana è arrivato a perdere il 17% in una seduta.
Le ragioni della sfiducia verso le azioni Microsoft sono costituite dal timore che il procedimento giudiziale si trascini per anni e che l'azienda venga effettivamente smembrata, perdendo così il suo enorme potere di mercato.

Anche se quest'ultima considerazione è forse errata: in tutti i precedenti casi di scissioni determinate da procedimenti antitrust, come l'azienda petrolifera Standard Oil nel 1911 e la compagnia telefonica AT&T nel 1984, gli azionisti hanno conseguito ingenti guadagni dalle divisioni.

Per la "Soft", la compagnia responsabile dei programmi applicativi, ad esempio, si aprirebbe un nuovo ricchissimo mercato: costretta a far concorrenza alla sorellastra "Micro", potrebbe trarre grande profitto dallo sviluppo di software per piattaforme emergenti come Linux. Gates, al riguardo, ha obiettato che due aziende separate, impegnate nella lotta concorrenziale, non potranno certo investire tre miliardi di dollari all'anno nella ricerca come sta facendo attualmente la Microsoft.

Contemporaneamente alle richieste del Dipartimento di Giustizia hanno presentato le loro conclusioni http://www.econ.yale.edu/~nordhaus/homepage/Amicus%20brief%20port.htm sulle sanzioni da applicare anche quattro economisti diretti da Robert Litan, responsabile del Brookings Institution. Nel memorandum, che riprende la proposta resa nota dal capo di Sun Microsystems Inc. Scott McNealy, invece della divisione in due aziende proposta dal Dipartimento di Giustizia, è suggerita una divisione in quattro aziende, di cui tre detentrici dei diritti di Windows.
In questo modo dovrebbe essere favorita la concorrenza anche nel mercato dei sistemi operativi, abbattendo le barriere all'ingresso, altissime a causa del monopolio del 90% detenuto dalla Microsoft.

Sebbene interessante dal punto di vista teorico, questa proposta non è stata presa molto in considerazione poiché una volta applicata si rivelerebbe tremendamente dannosa per i consumatori: tre aziende in concorrenza che sfornano ciascuna il proprio Windows con i relativi aggiornamenti cancellerebbero ogni forma di standard creatosi in questi anni.

Gli avvocati della Microsoft sono al lavoro per preparare la loro proposta di sanzioni, che dovrebbero essere presentate entro il 10 maggio, anche se il responsabile dell'ufficio legale William Neukom sembra orientato a chiedere una proroga.

Dopo che la proposta Microsoft sarà stata ufficializzata, il Dipartimento di Giustizia avrà una settimana di tempo per replicare; l'udienza per il dibattimento delle proposte e controproposte è fissata per il 24 maggio.