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	<title>Apogeonline &#187; Venezia</title>
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	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
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		<title>Venezia, laboratorio digitale d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 14:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Maistrello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culture digitali]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 3 luglio in laguna si inaugura il WiFi cittadino, prima tranche di un importante progetto di digitalizzazione delle comunicazioni e delle conoscenze. Un esempio di innovazione di sistema che potrebbe far del bene all'intero paese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì prossimo Venezia illuminerà ufficialmente col WiFi tutto il Canal Grande e molti altri luoghi strategici per la vita cittadina, comprese alcune zone di Mestre e parte del Lido. È lo snodo fondamentale del progetto di innovazione e digitalizzazione da 10 milioni di euro fortemente voluto dal vice di Massimo Cacciari, Michele Vianello. Da febbraio è attiva la piattaforma <a href="http://www.veniceconnected.com/it">Venice Connected</a> per i trasporti e i servizi turistici, mentre in questi giorni prende vita il portale <a href="http://www.cittadinanzadigitale.it/">Cittadinanza digitale</a>. Il 3 luglio si festeggerà l&#8217;inaugurazione della rete wireless con un <a href="http://barcamp.org/bateocamp">barcamp itinerante in battello</a> e con una <a href="http://blog.whaiwhai.com/2009/06/wifi_day_venezia/">caccia al tesoro digitale</a> che si snoderà per le calli. «Dedicheremo il 3 luglio alla Corte costituzionale francese, che ha bocciato la legislazione Hadopi perché colpisce i diritti universali dell&#8217;uomo alla comunicazione e all&#8217;espressione. Internet non è un lusso, è un nuovo grande diritto. Chi avrebbe messo in discussione in passato la costruzione di un asilo o di una scuola elementare? Bene, oggi la rete ha lo stesso valore», spiega Vianello, che che assicura di essere solo all&#8217;inizio di <a href="http://ebook.cittadinanzadigitale.it/">un importante ciclo di innovazione</a> e di voler «alzare ancora l&#8217;asticella, proponendo la sperimentazione concreta di alcune soluzioni al <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/05/20/la-foto-di-caio-sui-ritardi-delle-tlc">piano Caio</a> del Governo».<span id="more-673"></span></p>
<h5>La rete come strategia</h5>
<p>Partiamo dalla rete: 10.000 chilometri di fibra ottica già posati tra terraferma, laguna e isole. Non servono soltanto a illuminare la città con l&#8217;accesso a internet, sono un patrimonio strategico. «L&#8217;asset non è il WiFi, è la fibra ottica. In città arrivano soltanto due cavidotti: uno è di Telecom Italia, l&#8217;altro è della Città di Venezia. Questo ci rende molto competitivi sul mercato, possiamo dettare le regole del gioco. E la prima regola che imporremo è la garanzia della neutralità della rete», dice Michele Vianello. L&#8217;obiettivo prossimo venturo è ambizioso: non meno di 20 Megabit di banda (ma se possibile anche 100) in tutte le case, per «rimaterializzare tutto ciò che è stato smaterializzato, ma a casa di tutti i cittadini». È il benservito al digitale terrestre: con questa banda la tv passa per il cavo e dal romantico panorama lagunare potranno un giorno sparire le antenne. Il modello di business insegue la sinergia pubblico-privato: l&#8217;amministrazione comunale mette la rete e l&#8217;appetibilità dei suoi progetti di digitalizzazione di sistema, ai privati spetta il compito di cavalcare l&#8217;onda e ripartire i profitti. Porte aperte a tutte le idee, ma non potranno mai venir meno la gratuità dell&#8217;accesso in rete o nei servizi di social networking.</p>
<p>La rete WiFi copre le zone più vissute della città, di Mestre e del Lido, ma la rete di hotspot è in espansione. La loro disposizione in alcuni casi <a href="http://blog.cittadinanzadigitale.it/">è stata concordata coi giovani</a>, affinché coincidesse coi luoghi di ritrovo. Tutti i cittadini veneziani possono connettersi di diritto: è sufficiente registrarsi una volta per tutte <a href="http://www.cittadinanzadigitale.it/">sul portale civico</a>. Sono assimilate ai cittadini anche le persone che frequentano con regolarità la città per ragioni di lavoro e studio. La rete sarà aperta anche ai turisti, ma in questo caso a pagamento: non è ancora disponibile un&#8217;offerta puntuale, ma i costi sono annunciati di gran lunga inferiori alle pretese fuori mercato tipiche di hotel e locali pubblici. Quanto alla certificazione dell&#8217;identità, Venezia si pone tra le più aperte città italiane: una volta soddisfatte le prescrizioni della legge Pisanu (tramite autenticazione su Sim mobile o registrazione con carta d&#8217;identità), non impone indirizzi di posta elettronica diversi da quello personale e quanto a identificazione del cittadino in alcuni casi &#8211; per esempio le petizioni online, che il Comune promuoverà tramite piattaforma dedicata &#8211; si accontenterà addirittura del nickname. «L&#8217;esperienza ci insegna che è sufficiente, non mi interessa sapere il nome. L&#8217;importante è poter interagire con le persone», spiega il vicesindaco.</p>
<h5>Migrazione delle conoscenze</h5>
<p>Dal punto di vista della macchina amministrativa, l&#8217;amministrazione mette sul piatto un progetto triennale di migrazione in rete delle conoscenze comunali. «Non è un problema di tecnologia, quanto semmai di procedure, di modi di lavorare, di cultura dell&#8217;innovazione», dice Vianello, che punzecchia anche il ministro Brunetta per i suoi tentativi di rilegificazione del pubblico impiego: «Io non ho bisogno di regole diverse, ho bisogno di meno regole. Devo poter incentivare l&#8217;amministrazione sulla base delle necessità del mio territorio. Io oggi mi trovo nella condizione di incentivare i disubbidienti, quelli che a volte fanno di testa loro con l&#8217;obiettivo di far funzionare meglio il sistema». La rete farà da leva anche in questo senso: grazie a postazioni di telepresenza nelle principali sedi comunali, verrà favorito da subito il lavoro nomadico dei dirigenti. «Non è necessario spostarsi ogni volta da Mestre a Venezia solo per una riunione, così come è possibile lavorare anche se non ci si trova fisicamente nel proprio ufficio».</p>
<p>Per Venezia questa è un&#8217;opportunità vitale. Venuto meno il traino dell&#8217;età industriale, la città cerca una dimensione nella società dei servizi che finora non ha ancora reso quanto sperato. Del resto, «una città che produce servizi ma non ha la rete è destinata a girare la testa all&#8217;indietro. Ora che abbiamo la rete, vogliamo creare un sistema in grado di attirare idee, talenti e attività. L&#8217;innovazione è cambiare la vita minuta di ogni giorno», dice Vianello. Primo tassello del sistema reticolare di Venezia è naturalmente la cultura: «Stiamo chiudendo un accordo di interconnessione tra la rete del Comune e le reti Garr della ricerca. Stiamo dialogando con tutte le istituzioni culturali pubbliche e private della città, a cui proponiamo di allacciarsi alla nostra rete in fibra ottica. A loro sottoporremo un grande progetto di digitalizzazione del patrimonio culturale veneziano, non tanto per la conservazione quanto per la fruizione delle opere. La cultura deve tornare a essere produzione culturale».</p>
<h5>Idee e persone</h5>
<p>Infine i cittadini. Il progetto di Venezia si gioca molto sulla capacità di spiegare a chi vive in città che cosa può fare per loro internet. La digitalizzazione dei servizi diventerà nel tempo un richiamo importante, ma l&#8217;opportunità che si presenta ai veneziani <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2006/06/22/19/200606221901">va molto oltre l&#8217;accesso da casa all&#8217;anagrafe comunale</a>. Si tratta potenzialmente di reinventare la cittadinanza, di <a href="http://semioblog.blogspot.com/2009/05/venezia-21-secolo.html">ripensare il rapporto tra le persone e il territorio</a>, di annusare le tendenze che stanno mettendo in discussione le istituzioni culturali, economiche e politiche delle nazioni più reattive. In questo Venezia si fa laboratorio d&#8217;Italia, chiamando fin d&#8217;ora a raccolta idee e persone. Il primo appuntamento è fissato per ottobre, un grande incontro tra Venezia e il mondo della rete per far conoscere ai cittadini e alle aziende locali le esperienze che fanno sognare il mondo digitale.</p>
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		<title>Venezia, il futuro e la testa fra le nuvole</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/05/14/venezia-il-futuro-e-la-testa-fra-le-nuvole</link>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 08:40:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Lippman]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[cloud computing]]></category>
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		<category><![CDATA[Telecom Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Venice Sessions]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Future Center di Telecom Italia ha ospitato nei giorni scorsi la terza edizione delle conversazioni sull'innovazione. Si è parlato di tecnologia e arte, ospiti Reed, Lippman e Birnbaum]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Servono un po&#8217; per sognare, ma per sognare il futuro, le <a href="http://venicesessions.it/">Venice Sessions</a>. Cinquanta persone chiuse in un convento per un giorno, una decina di speaker, un tema ogni volta diverso. È un progetto un poʼ comunicazione, un poʼ networking, un poʼ ricerca, voluto da <a href="http://nova.ilsole24ore.com/">Nòva24</a> e <a href="http://www.telecomitalia.it/">Telecom Italia</a>, che ogni volta ha un tema diverso. A Venice Sessions 3, il 12 maggio, lʼargomento è stato l&#8217;incontro/incrocio tra tecnologia e arte. Due forze creatrici con due rappresentatnti d&#8217;eccezione: <a href="http://www.labiennale.org/it/">La Biennale di Venezia</a> e il <a href="http://www.media.mit.edu/">Media Lab</a> del MIT di Boston. Il contrasto tra le pareti del refettorio del <a href="http://www.telecomitalia.it/futurecentre/visita/refettorio.shtml">Future Centre</a> e Twitter che vibra proiettato sulla parete (coi post di chi segue le Session dallo stream dei blogger) è una sfida continua per lʼattenzione. Parole parlate, silenzio, parole scritte. Da questa session mi porto a casa tre cose: La <em>Third Cloud</em> di <a href="http:// www.media.mit.edu/people/bio_dpreed.html">David Reed</a>, il <em>We, not me</em> di <a href="http://www.media.mit.edu/people/bio_lip.html">Andy Lippman</a> e la preview della prossima Biennale fatta da <a href="http://www.labiennale.org/it/arte/direttori/it/272.html">Daniel Birnbaum</a>.<span id="more-609"></span></p>
<h5>The cloud is the crowd?</h5>
<p>Si sente parlare sempre più di frequente di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ Cloud_computing">cloud computing</a> in questi ultimi mesi. È divertente perché sembra di tornare al vecchio mainframe, ma è evidente che il futuro è lì, su una nuvola di server, o su una seconda nuvola di computer collegati tra di loro, con tuti i vantaggi che nascono dalla condivisione di documenti, di database, di informazioni. David Reed va un poʼ oltre e immagina una terza cloud di persone connesse ai computer e non solo. Device mobili, interazione sociale, lavoro nomade, <em>internet of things</em> sono solo alcuni dei temi sfiorati da Reed. Mentre si espande il livello di connessione e il numero di persone che sempre più frequentemente interagiscono in rete, in mobilità si forma una terza <em>cloud</em> che è una vera e propria <em>crowd</em>. E che cosa può nascere da <em>crowdsourcing</em> e <em>cloud computing</em>?</p>
<div id="__ss_1421842" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="David Reed - Social Mobility and the 3rd Cloud" href="http://www.slideshare.net/venicesessions/david-reed-social-mobility-and-the-3rd-cloud?type=powerpoint">David Reed &#8211; Social Mobility and the 3rd Cloud</a><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=reedsocialmobilityandthe3rdcloud-090512045715-phpapp02&amp;stripped_title=david-reed-social-mobility-and-the-3rd-cloud" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=reedsocialmobilityandthe3rdcloud-090512045715-phpapp02&amp;stripped_title=david-reed-social-mobility-and-the-3rd-cloud" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/venicesessions">Venice Sessions</a>.</div>
</div>
<p>Una presentazione affascinante che disegna un mondo effervescente, iperconnesso, interattivo in real time e dalle conseguenze ancora tutte da esplorare.</p>
<h5>Un nuovo mantra</h5>
<p>Interessante anche lʼintervento di Lippman. Dalle reti di computer allʼimpatto dei bit sul mondo reale. Quali effetti sta portando la digitalizzazione nel business? Disintermediazione, coda lunga, economia digitale stanno mettendo in grossa difficoltà alcuni mondi ancora troppo ancorati a un modello analogico. È lucida e spietata lʼanalisi di Lippman verso le istituzioni, o meglio, le strutture di tipo istituzionale: sono al crack. E sono al crack per quattro motivi ben identificabili, secondo lo scienziato del Massachussets Institute of Technology: sovradimensionamento, monocultura, scarsa trasparenza, mission sfocata. Il dibattito sulla digitalizzione dei contenuti, sulla migrazione al digitale del business, <a href="http://www.iftf.org/node/1766">sul futuro della produzione</a> e su quello della distribuzione, sulla coda lunga si arricchisce di un nuovo modulo: il mantra di Lippman.</p>
<div id="__ss_1421606" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Venice Sessions 3 - Andrew Lippman - Social Expression" href="http://www.slideshare.net/venicesessions/andrew-lippman-social-expression?type=powerpoint">Venice Sessions 3 &#8211; Andrew Lippman &#8211; Social Expression</a><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=lipti090512modalitcompatibilit-090512035141-phpapp01&amp;stripped_title=andrew-lippman-social-expression" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=lipti090512modalitcompatibilit-090512035141-phpapp01&amp;stripped_title=andrew-lippman-social-expression" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/venicesessions">Venice Sessions</a>.</div>
</div>
<p>Dal crack istituzionale si esce con la socializzazione. La socializzazione al posto della personalizzazione: socializzazione delle applicazioni, del commercio, delle istituzioni. <em>We, not me</em>, appunto. Lo sentiremo ripetere spesso, mi sa.</p>
<h5>Fare mondi</h5>
<p>Da contraltare a tanta tecnologia il direttore de La Biennale, Daniel Birnbaum, ha portato alcune slide che anticipano la prossima Biennale dʼArte. Una Biennale non più fatta di mondi, ma che “farà mondi”. Guardate le sue slide, un flash visivo della ormai prossima Biennale.</p>
<div id="__ss_1421881" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Venice Sessions 3 -Daniel Birnbaum - Fare Mondi Making Worlds" href="http://www.slideshare.net/venicesessions/daniel-birnbaum-fare-mondi-making-world?type=presentation">Venice Sessions 3 -Daniel Birnbaum &#8211; Fare Mondi Making Worlds</a><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=birnbaum-090512050858-phpapp01&amp;stripped_title=daniel-birnbaum-fare-mondi-making-world" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=birnbaum-090512050858-phpapp01&amp;stripped_title=daniel-birnbaum-fare-mondi-making-world" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/venicesessions">Venice Sessions</a>.</div>
</div>
<p>Venice Sessions 3 è stata una nuvola di parole, idee, pensieri. Una giornata lunga e faticosa, ma quando lasci Venezia e torni coi piedi sulla terraferma, la guardi con occhi un poʼ più nuovi.</p>
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