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	<title>Apogeonline &#187; satellite</title>
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	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
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		<title>Banda larga, ci aspetta un altro anno di passione</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 07:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Longo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telecomunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il broadband italiano procede a strappi, tra sporadiche buone notizie, scarse certezze (soprattutto sul fronte governativo) e qualche novità. Il 2011, intanto, cominicia con la riapertura dei termini per gli operatori WiMax]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo anno si apre con qualche buona prospettiva e anche varie incognite, per chi vive nel digital divide (nel settore ormai s’intende, con questo termine, coloro che non sono coperti da banda larga almeno a 2 Megabit). Le buone notizie sono che le tecnologie wireless intensificheranno le coperture, grazie soprattutto all’iniziativa <a href="http://www.1000comuni.vodafone.it">1000Comuni</a> di Vodafone e al rilancio del WiMax. Nel frattempo, le connessioni satellitari diventeranno un’alternativa più valida. Le cattive sono che la banda larga tradizionale e più veloce &#8211; basata su fibra ottica fino alla centrale Adsl o alle antenne degli operatori mobili &#8211; farà solo piccoli passi avanti. Perché è stata semi-dimenticata dai finanziamenti pubblici. Facciamo un quadro di quello che ci aspetta nel 2011, in base agli indizi che già abbiamo in mano.<span id="more-4576"></span></p>
<h5>Wimax</h5>
<p>Per prima cosa, una notizia che ancora non si è diffusa: il ministero dello Sviluppo Economico ha dato altri due anni di tempo agli operatori WiMax italiani per rispettare gli obblighi di copertura minima (pena, la perdita della licenza). Scadevano a novembre 2010 e quindi sono stati prorogati a fine 2012. Il governo ha riconosciuto che la durezza della crisi aveva posto difficoltà oggettive agli operatori. A quanto risulta, solo Linkem e Mandarin erano riusciti a rispettare già a novembre i termini della licenza. L’impatto positivo è che adesso altri possono serenamente ritornare in gioco: la lista dei vincitori dell’asta WiMax <a href="http://www.oneadsl.it/28/02/2008/finita-lasta-per-il-wimax-ecco-i-vincitori">è lunga</a>, infatti, ma tra questi solo Retelit, Linkem (Aft), Mandarin (Tourist Ferry Boat) e Aria si erano mossi con copertura e offerte; da qualche giorno anche Wavemax è entrato nell’arena. Telecom Italia si appoggerà alla rete di Linkem e quindi non dovrà farne una propria. Mancano all’appello molti altri, tra cui uno del calibro di Infracom, ma l’ossigeno dato dalla proroga ministeriale riapre i giochi. Al limite, chi non vuole più investire in WiMax potrebbe vendere ad altri l’uso delle proprie frequenze, il che migliorerebbe copertura e prestazioni del loro servizio.</p>
<p>Non illudiamoci però che il ritardo di copertura sia senza conseguenze per il mercato WiMax. Nel frattempo, infatti, la concorrenza si è irrobustita. Il progetto di Vodafone è appena partito ed è un investimento da un miliardo di euro per coprire mille comuni entro il 2013 tramite banda larga mobile Hspa (standard 14.4 Megabit; ma la promessa dell’operatore è di dare in quelle zone almeno 2 megabit reali). Ad oggi le segnalazioni, di comuni in digital divide mandate a Vodafone dagli utenti, sono quasi 1.400. A conferma che il problema è molto sentito dalla popolazione.</p>
<h5>Hspa e satellite</h5>
<p>Certo, probabilmente le connessioni WiMax danno un servizio più simile all’Adsl, nelle case, rispetto all’Umts/Hspa. La potenza di marketing di Vodafone potrebbe però avere la meglio, in alcune zone coperte sia da Hspa sia da WiMax. Vedremo: sarà una battaglia. Dove si rafforza anche un altro combattente: le connessioni satellitari. Passeranno a 10/2 Mbps, nel 2011, con offerte che partiranno a febbraio e giugno (su satelliti Hylas ed Eutelsat, rispettivamente, appena lanciati). E prezzi da 25 euro al mese. Beninteso, è improbabile che già nel 2011 le connessioni satellitari diano un servizi pari a quello delle altre tecnologie, per costi/qualità. Ma ci sono quasi. L’idea comunque è che l’utente non coperto da Adsl dovrà scegliere tra WiMax e Umts/Hspa. Se non è coperto da nessuna di queste tecnologie, potrà sperare nell’Hiperlan (il cui rapporto canoni/velocità è ora tendenzialmente peggiore rispetto al WiMax, standard di cui è il predecessore). Alla fine, ultima spiaggia, si rivolgerà al satellite.</p>
<p>Insomma, nel giro di pochi mesi si è scaldato il mercato del digital divide. Segno che tecnologia e domanda di offerte banda larga sono maturate, in Italia, al punto da rendere profittevole investire nelle zone che fino a poco tempo prima erano a fallimento di mercato.</p>
<h5>Copertura e strategie</h5>
<p>Questo è vero, ma solo in parte, anche per l’Adsl. Telecom Italia ha progetti di espanderne la copertura nel 2011, ma con interventi mirati e circoscritti. Lo possiamo vedere con un giretto sul <a href="www.wholesale-telecomitalia.it">portale Wholesale di Telecom</a>, nel percorso Accesso/Bitstream/Coperture geografiche. Qui Telecom comunica, agli altri operatori, la situazione e i piani della rete. In una piccola parte di comuni sta ancora mettendo apparecchi miniDslam o Dslam da armadio a 640 Kbps (che non sarebbe a rigore “banda larga”). In altri, posiziona Dslam da armadio a 2, 4 o 7 Megabit. Ci sono poi rari casi in cui fa l’upgrade, da una situazione con Dslam da armadio a quella, più normale, di Dslam in centrale (a 7 o 20 Megabit).</p>
<p>Le scelte non dipendono solo dalla volontà di mettere questo o quell’apparato; ma anche dalla disponibilità di banda sufficiente in backhauling (cioè nel collegamento fino al resto della rete). Il problema si pone dove il backhauling non è in fibra ottica. E qui mettiamo il dito nella piaga: il governo ha di recente dimezzato i fondi previsti contro il digital divide (da 800 a 400 milioni), che servono appunto per estendere la fibra ottica. La società di scopo Infratel continua a farlo con i fondi che le restano, circa 300 milioni, che se li centellinerà fino al 2013. Obiettivo, per allora, portare il digital divide a quota 6% (sulla popolazione), dall’attuale 12%. Il piano Romani (dell’attuale ministro allo Sviluppo Economico, Paolo Romani) contava invece di scendere allo 0,5% nel 2012. Forse ci si riuscirà lo stesso, ma grazie soprattutto alle tecnologie wireless. E quello 0,5% rimanente potrà contare su connessioni satellitari migliori delle attuali. Non andrà troppo male. Ma poteva andare meglio e prima.</p>
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		<title>Ora il Voip passa anche dal satellite</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/03/24/ora-il-voip-passa-anche-dal-satellite</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 09:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Longo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telecomunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Adsl]]></category>
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		<description><![CDATA[Prosegue il rilancio della connettività satellitare bidirezionale. Grazie alla latenza più che dimezzata, arrivano le prime soluzioni di telefonia su Ip. Nel 2010 le velocità raggiungeranno quelle dell'Adsl]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La piattaforma bidirezionale <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/12/09/01/200812090101">Tooway</a> continua a dare frutti, come si è visto al <a href="http://www.satexpo.it">Sat Expo</a> nei giorni scorsi. Una delle novità principali è l’arrivo del primo VoIP via satellite, che sarà lanciato a giugno da <a href="http://www.parla.it">Parla.it</a> in partnership con Open Sky ed Eutelsat. È interessante, per due motivi. Primo, sul piano pratico: dà un’alternativa telefonica a quegli utenti non raggiunti da banda larga tradizionale via Adsl. Chi non ne è coperto, infatti, si sente penalizzato due volte: non può navigare veloce né può risparmiare sulle telefonate grazie a internet. Tooway ha alleviato il primo problema, il VoIP di Parla.it affronterà il secondo.<span id="more-517"></span></p>
<p>Il secondo motivo d’interesse è la sfida tecnologica che c’è dietro. Fare VoIP su satellite è difficile, perché sono connessioni penalizzate strutturalmente da un’elevata latenza. Oltre una certa soglia, il ritardo impedisce i servizi real time, come il VoIP. Certo è impensabile fare VoIP su connessione monodirezionale, che fino a ieri era il solo tipo di offerta satellitare per l’utenza residenziale. Il canale di upload, infatti, in quel caso è in dial up. Su connessioni bidirezionali il VoIP è possibile a patto di limitare la latenza, comunque in gran parte causata da un problema non superabile, cioè la distanza tra la terra e il satellite. «Certo non possiamo annunciare che, per fare il VoIP, abbiamo superato la velocità della luce», scherza Walter Munarini, direttore generale di Eutelsat. Peccato, quella sì che sarebbe stata una notizia. «Con alcuni espedienti tecnici, siamo però riusciti a limitarla, per il VoIP: portandola a 650 millisecondi, dagli 1,5 secondi che è la norma sulle connessioni satellitari», aggiunge.</p>
<p>«Del resto, le telefonate tramite satellite sono possibili, il ritardo strutturale per raggiungere il satellite non è eccessivo: di fatto, i cellulari satellitari funzionano». Già, il loro limite è un altro: le chiamate sono troppo costose. «Il problema con il VoIP è che ha un ritardo ulteriore, causato dalla commutazione a pacchetto (mentre i cellulari satellitari usano la commutazione di circuito, ndr). Ecco, noi siamo riusciti a eliminare questo ritardo ulteriore». Come? «Migliorando l’intelligenza nei nostri sistemi e nel modem dell’utente. Fanno in modo che i pacchetti voce viaggino su un circuito separato dal resto della rete e che siano molto piccoli e spediti in rapida sequenza». I costi della chiamata saranno tipici del VoIP, visto che sempre di internet si tratta: tutto l’opposto rispetto ai cari cellulari satellitari. Sarebbe insomma il primo esempio di chiamata satellitare economica.</p>
<p>Eutelsat ha in mente altre cose per rilanciare la reputazione della banda larga satellitare, per anni macchiata da cattive prestazioni (tanto che molti le preferivano il dial-up flat-rate su Isdn). «Nel 2010 lanceremo Tooway di seconda generazione, grazie a un nuovo satellite, e a quel punto porteremo a 10/2 le velocità per l’utente finale. Come un’Adsl». Le prestazioni sono però il problema minore da risolvere, in un confronto tra satellite e Adsl. Pesano, sulle offerte, due aspetti negativi: gli alti costi iniziali (400-500 euro per antenna e installazione) e il tetto di dati trasferibili al mese (pochi GB), segno che la banda satellitare è ancora un bene prezioso, da distribuire con il contagocce. Il nuovo satellite dovrebbe rendere più ampi questi limiti, «mentre i costi iniziali diminuiranno quando ci saranno migliori economie di scala», dice Munarini.</p>
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		<title>Rifiorisce la banda larga via satellite</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 09:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Longo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culture digitali]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre partono le prime offerte Wimax, torna un vecchio ma deludente alleato della lotta al digital divide. Tooway di Eutelsat e Astra2Connect aprono alle famiglie il loro sistema di trasmissione  bidirezionale. Intanto Alice sospende la sua offerta basata sulla tecnologia precedente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Coincidenza fortunata per chi vive nel digital divide. Proprio mentre arrivano le prime offerte <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/10/14/01/200810140101">Wimax</a>, si risveglia un vecchio ma deludente amico di chi non è coperto dall’Adsl: la banda larga satellitare. Per anni è stata considerata una pseudo-alternativa, per via dei prezzi alti e delle scarse prestazioni. Tanto che alcuni preferivano l’Isdn a 128 Kbps, alla finta banda larga satellitare. La situazione è cambiata con l’arrivo delle prime piattaforme satellitari bidirezionali dedicate alla famiglia (prima erano solo per le aziende), quindi a prezzi più accettabili. Tra le altre, ci sono Tooway di Eutelsat e Astra2Connect.<span id="more-195"></span></p>
<p>Sono offerte attraverso vari rivenditori, ognuno dei quali fa prezzi diversi. Le piattaforme sfruttano due reti di satelliti, caratterizzate da un aspetto comune: forniscono connettività sia per il download sia per l’upload (di qui il nome bidirezionale) e sfruttano la banda Ka, da poco disponibile anche in Europa. Rispetto alla banda Ku (finora usata sia per la tv sia per la banda larga), ha una maggiore larghezza, il che migliora le prestazioni, come spiega <a href="http://www.tooway.com/it/tooway-faq.html#q19">Eutelsat</a>. La novità è stata tale da attirare anche Fastweb, che ha infatti annunciato un accordo con Eutelsat per lanciare presto un’offerta Tooway nelle zone di digital divide. Si attende una mossa anche da Telecom Italia, di conseguenza. Del resto e ha appena tolto dal listino l’offerta Alice Sat, basata su una più vecchia tecnologia satellitare monodirezionale.</p>
<p>Un’occhiata ai prezzi e alle caratteristiche delle offerte basta però a raffreddare l’entusiasmo: le nuove piattaforme satellitari comunque restano l’ultima spiaggia contro il digital divide. Non solo perdono il confronto con l’Adsl, ma anche con il WiMax, l’Hiperlan o l’Umts/Hspa. Insomma, sono offerte da prendere in considerazione soltanto se non si è coperti da nessun altra tecnologia banda larga e si prevede che non lo si sarà nemmeno nell’immediato futuro.</p>
<p>C’è infatti da pagare un alto costo iniziale, per queste offerte: circa 400-500 euro per l’hardware necessario (un modem e una parabola speciali). Il costo dell’installazione è spesso a parte. La parabola è più grossa di quelle standard e quindi si potrebbero avere difficoltà burocratiche se si vive in un condominio. Le prestazioni sono ridotte (massimo 2 Mbps), peggiorate da un elevata latenza del segnale (circa 600 millisecondi), a fronte di costi che vanno dai 30-40 ai 100-120 euro al mese. Il problema più grave è però un altro: non sono vere offerte flat. Nel canone di quelle basate su Tooway, c’è un tetto di GB mensili (da 2,4 GB in su). Quelle basate su Astra2Connect hanno invece una policy di fair use che abbassa la velocità per 30 giorni agli utenti che fanno troppo traffico.</p>
<p>Esempi di offerte Tooway sono sui siti degli <a href="http://www.sitmar.it/">Sitmar</a> o <a href="http://www.open-sky.it/">Open Sky</a>. Uno dei pochi rivenditori italiani di Astra2Connect è invece <a href="http://www.digitaria.it/">Digitaria</a>. Eutelsat promette progressi nel 2010, con il lancio di un nuovo satellite e l’arrivo di offerte a 20 Mbps. Chissà se a quel punto andranno via anche i tetti di traffico o almeno diventeranno più generosi.</p>
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