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	<title>Apogeonline &#187; proxy</title>
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	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
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		<title>L&#8217;Iran e il web che cambia il mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 13:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quinta di copertina]]></category>
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		<description><![CDATA[Venti minuti in podcast tra ritagli di carta e bit, in compagnia di un ospite. Oggi con Giuseppe Tempestini, alle prese con una ricerca su web sociale e paesi in via di sviluppo. Parliamo del ruolo della rete nella protesta in Iran, tra racconti, consigli tecnici e rilanci e un'audience connessa che può cambiare il mondo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/06/036_newqdc_19062009.mp3">Download audio file (036_newqdc_19062009.mp3)</a></p>
<p>Dopo le contestate elezioni presidenziali iraniane che hanno visto la vittoria del presidente uscente Mahmoud Ahmadinejad e l&#8217;accusa di brogli elettorali a lui rivolta dal candidato sconfitto Hossein Mousavi, numerose tragiche proteste si sono susseguite in Iran, sotto l&#8217;occhio un po&#8217; cinico dell&#8217;opinione pubblica mondiale e dei media tradizionali. La Rete ha invece reagito con grande partecipazione, specie ai tentativi di blocco governativo di servizi di social networking come Twitter, Facebook o Friendfeed e in generale delle comunicazioni via internet. Ne parliamo con <a href="http://miraloswallabies.splinder.com/">Giuseppe Tempestini</a>, blogger che sta svolgendo una attività di ricerca sull&#8217;uso del web sociale nei paesi in via di sviluppo e sui cortocircuiti tra eventi dentro e fuori la rete.<span id="more-661"></span> «<em>C&#8217;è un flusso dei contenuti continuo e molto intenso che sta arrivando dagli utenti di tutto il mondo, contenuti multimediali ma anche commenti testuali e rilancio di link e risorse utili. C&#8217;è il racconto di chi testimonia quello che accade, e da tutto il mondo il tentativo di supportare concretamente la protesta: per esempio con consigli tecnici e indicazioni per superare le censure e confondere i controllori (dal rilancio dei proxy utili alla modifica manuale del luogo di residenza). Forse per la prima volta la comunità web mondiale si scopre appunto comunità vera, e muove in direzione dell&#8217;appoggio alla protesta, superando le barriere culturali, la diffidenza degli ultimi anni verso il mondo islamico, avendo le nuove tecnologie come piattaforma comune di comunicazione e relazione</em>».</p>
<h5>Riaggregazione dei contenuti</h5>
<p>C&#8217;è il racconto, multimediale. L&#8217;azione di sostegno contro i blocchi e le censure. Emergenza che muove all&#8217;azione e contemporaneamente alla comunicazione. Uno dei problemi è la polverizzazione dei contenuti che richiede una riaggregazione dei contenuti, che rimettano in forma e in frame tutte le risorse, selezionando e validando le informazioni che sono utili (vedi il livetwetting the revolution di Andrew Sullivan): «<em>Nell&#8217;incredibile flusso dei messaggi di queste ultime ore, ci si può perdere facilmente. Ci sono contenuti di tutti i tipi, postati da tantissime persone e con molteplici finalità (vedi per esempio il caso delle ciyberwar guide con consigli più o meno tecnici postati e rilanciati dalla blogosfera su come muoversi in maniera intelligente per dare una mano): c&#8217;è comunicazione, racconto, e insieme supporto a questa comunicazione e racconto di prima mano dall&#8217;Iran. La diffusione immediata e il rilancio delle informazioni è elemento fondamentale del fenomeno di queste ultime ore: che da una parte confonde i controllori e anzi rende impossibile il controllo delle informazioni in uscita, dall&#8217;altra apre la necessità a soggetti che selezionino spam e contenuti non verificati, filtrino la ridondanza, e mettano in ordine queste informazioni in maniera intellegibile. Per esempio aggregatori come <a href="http://iran.twazzup.com/">Iran Twazzup</a> permettono una visione di contesto delle notizie che girano: sia con contenuti validati e confermati provenienti dalle varie fonti, sia con reporting e testimonianze dirette da parte di utenti certificati dal territorio</em>».</p>
<h5>Una nuova opinione pubblica.</h5>
<p>L&#8217;Iran è ai primissimi posti mondiali per numero di blog e per attività di comunicazione nel web sociale, e parte della protesta si è mossa in modo veloce e partecipato attraverso i nodi del web abitato, in collaborazione con iraniani all&#8217;estero e altri soggetti attivi e più o meno giornalistici in giro per il mondo. Una nuova opinione pubblica connessa capace di coordinarsi più o meno spontaneamente per sostenere una causa? Il primo vero caso compiuto di un movimento &#8220;rivoluzionario&#8221; che si muove insieme, a braccetto, sui territori digitali e reali? Che ruolo svolgono i media tradizionali &#8211; i nuovi media bastano a sé stessi? «<em>Questo movimento di attività e di supporto online della protesta in Iran sicuramente attrae l&#8217;attenzione dei media tradizionali, contribuendo a tenere alta e desta l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica classica su quello che sta avenendo in Iran. D&#8217;altro conto c&#8217;è anche una sorta di autoreferenzialità dei nuovi media, inteso non in senso negativo ma come capacità dei nuovi media di influenzare sempre più, e con la forza autonoma delle conversazioni attive che generano, l&#8217;agenda pubblica e politica dal basso. E&#8217; la vera forza dei nuovi media, che si vede anche in altri casi provenienti da paesi in via di sviluppo (dal Pakistan all&#8217;Egitto, dal Kenia alla Colombia): un cortocircuito positivo tra eventi e partecipazione sul territorio e eventi e partecipazione sui social network. E&#8217; una audience connessa che trova nel web sociale un luogo e un territorio di azione politica, libertà d&#8217;espressione e comunicazione talora inediti</em>».</p>
<p>Articoli segnalati e risorse:</p>
<ul>
<li><a href="http://miraloswallabies.splinder.com/">Miraloswallabies</a>, il blog di Giuseppe Tempestini e il tumblr di appoggio al <a href=" http://webcooperation.tumblr.com">lavoro di ricerca</a></li>
<li>Post di sintesi: <a href="http://miraloswallabies.splinder.com/post/20768719/Il+futuro+parte+dall%27Iran">Il futuro parte dall&#8217;Iran</a> (Miraloswallabies); <a href="http://www.webgol.it/2009/06/17/the-revolution-will-not-be-televised-il-web-e-la-protesta-in-iran">The revolution will not be televised (but twittered). Il web e la protesta in Iran</a> (Webgol): <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/10973/iran-la-protesta-corre-veloce-sul-web/">Iran la protesta corre veloce sul web</a> (Webnews)</li>
<li>Aggregatori sul caso Iran: <a href="http://iran.twazzup.com/">Iran Twazzup</a>, <a href="http://globalvoicesonline.org/">Global Voices Online</a>, <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/8104466.stm">BBC</a>, <a href="http://mashable.com/2009/06/14/new-media-iran/">Mashable</a></li>
<li>Cyberguide di azione e comunicazione: <a href="http://emsenn.com/iran.php">Emsenn</a>, <a href="http://reinikainen.co.uk/2009/06/iranelection-cyberwar-guide-for-beginners">Reinikainen</a>, <a href="http://techpresident.com/blog-entry/engaging-iran-miles-and-miles-away">TechPresident</a>, <a href="http://www.boingboing.net/2009/06/16/cyberwar-guide-for-i.html">Doctorow</a> (e trad. di <a href="http://www.internazionale.it/home/?p=2002">Internazionale</a>)</li>
<li>Altre risorse: <a href="http://andrewsullivan.theatlantic.com/the_daily_dish/">The Daily Dish</a>, <a href="http://shooresh1917.blogspot.com/">Revolutionary Road</a>, <a href="http://www.juancole.com/">Juan Cole</a>, <a href="http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/fisk/">Robert Fisk</a>, <a href="http://niacblog.wordpress.com/">Iranian-American Association</a></li>
</ul>
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