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	<title>Apogeonline &#187; performance</title>
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	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
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		<title>Il sottile fascino delle performance in pubblico</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 11:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione]]></category>
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		<description><![CDATA[Da Nike+ in poi assistiamo al nascere di community basate sulla pubblicazione e comparazione dei propri risultati, delle performances atletiche, amatoriali, ecologiche]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continuando un filo ideale di un discorso sparso su vari articoli, riprendo il tema della condivisione in Rete. Abbiamo parlato di condivisione di chi siamo, di che cosa facciamo, di cosa pensiamo, <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2007/08/03/01/200708030101" target="_blank">che cosa vediamo</a>. Più recentemente abbiamo parlato della condivisione di <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/10/02/abboriggeno-se-non-ti-localizzi-non-esisti" target="_blank">dove ci troviamo</a>. Adesso parliamo di un’altra forma ancora più estrema di condivisione: lo sharing delle nostre performances, dei nostri numeri.<span id="more-1128"></span></p>
<p>Il benchmark da citare è probabilmente <a href="http://nikerunning.nike.com/nikeplus/?locale=it_it" target="_blank">Nike+</a> il sistema hardware/software/web che ci permette di registrare direttamente dalla nostra scarpa all’iPhone/iPod velocità, tempo, percorso&#8230; del nostro jogging. Di qui portarlo su un computer e vivisezionare il dato per analizzare “come stiamo andando”. Finisse qui, nulla di stratosferico. La svolta è la possibilità di condividerlo in Rete. Di confrontarci con gli altri. Di sfidarli a distanza. Di fare quindi anche nuove conoscenze in qualche modo affini a noi. Di roderci il fegato o di fare amicizie (e, in un caso vicino a me, anche di fare contatti di new business, pensate un po’).</p>
<p>In modo diabolicamente intelligente, Nike sta per lanciare un’estensione del sistema “<a href="http://geekadvertising.wordpress.com/2009/09/29/se-non-corri-cammina-dice-nike/" target="_blank">Nike + Active</a>” dedicata a chi non corre, cammina. Geniale, perchè quelli che camminano sono molti di più di quelli che corrono (io, per esempio). E quindi potremo compararci e sfidarci i camminate nordiche, in walking lungo i navigli ma sempre a distanza, in semplici passeggiate, in cumulate mensile di miglia pedonali.<br />
Su questo tema comunque esistono altri esempi &#8211; come quello di <a href="gethealthykuwait.com" target="_blank">gethealthykuwait.com</a> che ci permette di loggare esercizi, attività, peso (un po&#8217; modello sovrappeso Anonimous, la forza del gruppo per motivarci&#8230;). In questo caso l&#8217;aspetto più interessante è che si tratta di una iniziativa statale per combattere il crescente stato di cattiva forma fisica (e quindi di salute, almeno in prospettiva) dei propri cittadini. Vabbé che la nazione Kuwaitiana ha un sacco di soldi, ma a me viene tristezza se penso cosa riesce a fare il nostro, di stato, con tradizioni millenarie di cultura e di medicina&#8230;ma torniamo all&#8217;articolo.</p>
<p>Numeri, prestazioni. Come nel caso di quel gruppo Facebook (1.148 persone) di assatanati che sono i possessori di Honda Insight, la nuova ibrida giapponese. Che nei loro forum parlano (parliamo)  in maniera quasi ossessiva del decimo di km/litro che sono riusciti a rosicchiare, che linkano nelle discussioni rimandi a siti su cui si possono condividere dati e chilometraggi dei rifornimenti. E qui non si possono citare i vari servizi online, come <a href="http://www.fuelly.com/" target="_blank">Fuelly</a>, che permettono, con qualsiasi auto, di monitorare i propri consumi e di condividerli nonché compararli con l&#8217;universo mondo in un&#8217;ottica comunitaria.</p>
<p>Si potrebbero fare altri esempi, ma quello che, come al solito mi interessa è capire che cosa ci sta dietro. Questa voglia e disponibilità a diffondere numeri, prestazioni&#8230; perché? La mia teoria debole è che sotto ci sia, come tipico dell’umano, anche la faccenda della pressione sociale. Dell’emergere o soccombere all’interno di un gruppo (o community) che noi percepiamo come affine, significativo. O quantomeno dell’integrasi sottostandone ai riti tribali, aderendo ai pensieri  simbolici, celebrando l’inevitabile adorazione del numero aritmetico.</p>
<p>Il numero dunque come rappresentazione del sé in un mondo virtuale che per noi diventa dannatamente reale, al punto da spingerci a superare i nostri limiti, a correre un po’ più in fretta o un po’ più in lungo per essere alla pari o a superare i nostri benchmark. A migliorarci. Per qualcuno (o molti) anche a barare. Dare i numeri per affermarci e rappresentarci, attraverso la comparazione. Perchè, come diceva una certa persona a proposito della propria autostima: «Se mi valuto, vabbé. Ma se mi paragono&#8230;».</p>
<p>(Post scriptum: lo so che quando si parla di &#8220;performances&#8221; un certo numero di voi automaticamente inizia a pensare in termini erotici. Bene, c&#8217;è qualcosa online anche per voi: un <a href="http://blog.nstreet.it/i-just-made-love-twitter-diventa-sexy-e-seduce-la-mappa.html" target="_blank">servizio georeferenziato</a> per condividere dove &#8220;l&#8217;abbiamo fatto&#8221; e come&#8230; ma per fortuna al momento si astengono dal farci mettere i numeri. Almeno ci risparmiano un aggravamento della ansia da prestazione comparata.)</p>
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		<title>Indie e consapevole, è la musica sul web</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/05/22/indie-e-consapevole-e-la-musica-sul-web</link>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 15:41:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quinta di copertina]]></category>
		<category><![CDATA[community]]></category>
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		<description><![CDATA[Venti minuti in podcast tra ritagli di carta e bit, in compagnia di un ospite. Oggi con Michele Orvieti, tastiere dei Mariposa e mente della casa discografica Trovarobato. Parliamo di musica e web, tra promozione di canzoni, community network sperimentali e download "illegali" che però aiutano i gruppi indipendenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/05/033_newqdc_23052009.mp3">Download audio file (033_newqdc_23052009.mp3)</a></p>
<p>Interrompiamo per un giro le conversazioni intorno alla politica e al web, e riprendiamo un altro filo rosso delle nostre interviste settimanali: la musica. Come sta cambiando la promozione della musica, e il circolo virtuoso che parte dal download &#8220;illegale&#8221; e arriva ad un pubblico consapevole che paga gli spettacoli live e chiude il cerchio comprando il disco. E&#8217; il passaggio (ancora non del tutto stabile o formalizzato, non privo di inghippi) del mercato musicale come compravendita del bene canzone, ad un sistema più complesso in cui c&#8217;entra l&#8217;appartenenza, il concetto di fanship, il senso di comunità. Ne parliamo con <a href="http://www.naufragati.com/">Michele Orvieti</a>, mente e tastiere dei Mariposa e dell&#8217;etichetta indipendente <a href="http://www.trovarobato.com/">Trovarobato</a>, che da anni sperimenta varie modalità di comunicazione, condivisione e promozione della musica online (dal sito tradizionale fino ai social network più sperimentali come il nuovo Muxtape).<span id="more-620"></span></p>
<h5>Muxtape e i social network musicali</h5>
<p> Partiamo dal caso di <a href="http://www.muxtape.com">Muxtape.com</a>. Nel marzo 2008 Justin Ouellette fonda Muxtape con l&#8217;idea di offrire un servizio online che provasse a riprodurre la logica (e il piacere) delle famigerate &#8220;cassettine&#8221;, permettendo a tutti di condividere con la classica buddy list dei social network la selezione delle proprie canzoni preferite. Dopo pochi mesi, e dopo aver fatto molto parlare di sé, viene chiusa a seguito dalle varie rimostranze della RIIA. Quindi riapre, ma ad inviti e con nuove regole. Michele racconta l&#8217;esperienza del <a href="http://mariposa.muxtape.com/">canale dei Mariposa</a>: «I Mariposa sono di fatto il primo gruppo italiano ad essere stato invitato a partecipare alla nuova versione, che è di fatto un servizio specifico per band che vogliono condividere le proprie canzoni. Ci fa molto piacere: troppo spesso capita di arrivare nei social network quando sono già in fase calante, senza possibilità di influire sul modo in cui si strutturano. Nel caso di Muxtape abbiamo l&#8217;opportunità di vivere un social network appena nato, di tipo sperimentale». </p>
<h5>Essere cittadini musicali su Internet</h5>
<p> Per i Mariposa la cittadinanza musicale sul web e sui social network non è solo promozione: «Non si può ridurre la presenza nei social network ad una mera funzione di promozione, anche se la funzione promozionale è in qualche modo ineliminabile: per esempio con il nuovo album la presenza e l&#8217;attività sulla rete del gruppo aumenta sensibilmente. Il punto è un altro: quando usi davvero questi strumenti (per esempio anche MySpace) ti rendi conto di avere una comunità di &#8220;fan&#8221; che è desiderosa di contenuti nuovi, di informazioni parallele e aggiuntive rispetto al singolo contenuto promozionale, o alle sole canzoni del disco. Per esempio nuove foto, nuovi video, nuovi contenuti strani, video di backstage, inediti dalla sala prove, ecc: è una sorta di pubblico parallelo, anzi complementare, che di fatto definisce profondamente il proprio pubblico di riferimento e in qualche modo fa parte integrante del gruppo». Peraltro l&#8217;oggetto canzone è ormai quasi priva di valore, si trova in giro dovunque: «E&#8217; meraviglioso vedere proliferare lo &#8220;zip&#8221; dei nostri album sui vari torrent, sui circuiti peer-to-peer o sui siti di storage online: per noi è un indicatore estremamente importante del fatto che la nostra musica si diffonde e viene apprezzata. E il fatto che questa musica circoli senza essere pagata non lede la nostra attività come gruppo, non ci danneggia. E&#8217; difficile avere una opinione conclusiva in proposito, stiamo cercando di capire strada facendo, ma ci è capitato più volte di avere gente che ci viene a vedere live, compra il disco al banchetto alla fine del concerto e ci dice di aver scoperto la nostra musica dopo averla scaricata &#8220;illegalmente&#8221;». Un cerchio che si chiude, secondo Michele: «Per il nostro mondo di riferimento, ovvero la musica indipendente, questo meccanismo di diffusione più o meno lecita della nostra musica è comunque a nostro vantaggio, è una fantastica chiusura del cerchio. Ci permette di far girare il nostro lavoro e al contempo di concentrarci sull&#8217;attività live: alimenta un pubblico consapevole, che consapevolmente viene ai nostri concerti e che spesso alla fine decide anche di comprare l&#8217;oggetto fisico – il cd che comunque continuiamo a produrre come biglietto da visita che rimane nel tempo».</p>
<p>Articoli segnalati e risorse:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.naufragati.com/">Naufragati</a>, i sito dei Mariposa, e il <a href="http://www.myspace.com/mariposamusicagruppo">MySpace</a>, <a href="http://www.trovarobato.com/2008/index.php">la famosa etichetta Trovarobato</a>, casa di produzione</li>
<li>Il <a href="http://mariposa.muxtape.com/">canale sperimentare dei Mariposa</a> sul nuovo Muxtape.com, riaperto a inviti dopo la chiusura; <a href="http://www.naufragati.com/index.php/2009/04/mariposa-prima-band-italiana-del-nuovo-muxtapecom/">Mariposa: prima band italiana del nuovo Muxtape.com</a>, e il <a href="http://www.flickr.com/people/mariposaband/">flickr ufficiale</a></li>
<li>Maps, programma crossmediale alla radio: <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/maps/">sito</a> e <a href="http://maps.rcdc.it/">blog</a></li>
</ul>
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