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	<title>Apogeonline &#187; PeaceReporter</title>
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	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
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		<title>Il sottosviluppo si combatte col cellulare</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 10:38:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Morresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I telefoni cellulari stanno contribuendo a migliorare le condizioni sociali ed economiche in molti paesi in via di sviluppo. Un settore promettente, che vede in prima fila l'Onu e le fondazioni umanitarie dei big della tecnologia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;introduzione su vasta scala di una tecnologia, aiutata dal tempo, porta inevitabilmente al cambiamento dello scenario sociale su cui opera. Abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni come i cellulari abbiano modificato le nostre abitudini: basti solo pensare a quante persone tornano indietro a riprenderlo se per caso lo dimenticano nell&#8217;uscire o a quanti si sentono &#8220;mancare qualcosa&#8221; se non lo hanno con loro. Strano a dirsi, ma anche nei paesi emergenti, dove il grado di penetrazione tecnologico sulla popolazione è generalmente molto basso, questi dispositivi stanno portando <a href="http://www.commissionforafrica.org/english/report/background/scott_et_al_background.pdf">innovazioni sostanziali</a> negli stili di vita. Lo racconta <a href="http://www.opera.com/smw">State of the Mobile Web</a>, il report mensile prodotto da Opera, la società norvegese produttrice dell&#8217;omonimo browser. In <a href="http://www.opera.com/press/releases/2009/02/25/">gennaio</a> i paesi con il maggior incremento della navigazione Internet in mobilità sono stati l&#8217;Armenia, seguita da Nigeria, Egitto, Filippine e Kazakistan.<span id="more-520"></span></p>
<p>Nei contesti dove l&#8217;impermeabilità informativa è molto alta a causa del territorio, della cultura o di altri fattori contingenti, sfruttando gli Sms possono per esempio essere diffuse informazioni in grado di fare la differenza tra la vita e la morte, laddove l&#8217;ignoranza su prassi e prevenzione è spesso la principale nemica della sopravvivenza. È quello che sta facendo l&#8217;Unicef in <a href="http://petercasier.newsvine.com/_news/2009/02/11/2423580-malawi-unicef-using-sms-to-fight-malnutrition">Malawi</a>, parte di un <a href="http://www.unfoundation.org/global-issues/technology/mhealth-report.html">più ampio impegno</a> delle Nazioni Unite. La popolazione può così conoscere i sintomi delle malattie più diffuse, le norme di comportamento da seguire e se e quando occorre portare immediatamente il malato all&#8217;ospedale più vicino. In questi scenari, analizzare fenomeni come la diffusione di un virus o delle condizioni di vita può essere estremamente difficile, a causa dell&#8217;impossibilità di raccogliere dati in territori vasti e dai difficili collegamenti. L&#8217;uso di appositi <a href="http://mobileactive.org/wiki/Mobile_Applications_for_Data_Collection">software per dispositivi mobili</a> possono facilitare il compito, semplificando la logistica e l&#8217;autonomia delle persone incaricate di raccogliere dati e somministrare questionari.</p>
<p>Andando oltre il campo medico, ma secondo modelli analoghi, l&#8217;Sms diventa spesso l&#8217;unico canale informativo diffuso e capillare per veicolare informazioni in tempo reale su calamità naturali o sull&#8217;andamento dei mercati delle derrate alimentari. Che è poi quello che si propone di fare, combinando reti sociali e social media, <a href="http://instedd.org/">InSTEDD</a>, un <a href="http://www.visionpost.it/dlife/google-twitter-e-facebook-per-gli-aiuti-umanitari.htm">peculiare progetto</a> finanziato dal fondo umanitario di Google.<br />
Per non parlare di servizi come <a href="http://www.babajob.com/">Babajob</a>, che cercano di mettere in comunicazione domanda e offerta nelle metropoli densamente popolate, dove non esistono uffici di collocamento e le possibilità di lavoro si basano prevalentemente sulla rete di conoscenze ed opportunità che il singolo riesce a costruire intorno a se. Oppure ancora <a href="http://txteagle.com/">txteagle</a>, una startup americana che cerca e retribuisce collaboratori per lo svolgimento di semplici compiti come la traduzione o la trascrizione di testi (diffusi sempre tramite Sms), iniziativa rivolta espressamente ai paesi emergenti.</p>
<p>La rete mobile è un prezioso, e spesso unico, alleato del cittadino-giornalista laddove la libertà di stampa e di espressione è sotto il giogo di governi autoritari, oltre che nelle vaste zone rurali dove è difficile avere una copertura informativa. Diverse orecchie indipendenti sono ormai pronte a recepire e rilanciare informazioni di prima mano provenienti dalle aree del mondo snobbate dall&#8217;informazione mainstream, come dimostrano progetti come <a href="http://misna.org/">Misna</a>, <a href="http://www.peacereporter.net/">PeaceReporter</a> e <a href="http://globalvoicesonline.org/">Global Voices</a>. Ma il campo <a href="http://blog.foreignpolicy.com/posts/2007/01/17/how_banking_on_a_mobile_phone_can_help_the_poor">forse più promettente</a>, a giudicare anche dal <a href="http://www.crunchgear.com/2009/02/17/bill-gates-wants-to-help-the-third-world-with-cellphone-banking/">recente interesse</a> di Bill Gates, è quello del mobile banking: per la prima volta molti lavoratori dei paesi emergenti hanno accesso a servizi finanziari e possono proteggere i loro risparmi o spedire denaro ai parenti lontani in modo più sicuro ed economico. Certo non è il periodo migliore per parlare di fiducia nel sistema bancario, ma in questo caso ci si aspetta una spinta multimiliardaria alla crescita delle economie del Sud Africa, dell&#8217;Asia e dell&#8217;America Latina.</p>
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