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	<title>Apogeonline &#187; NNSquad</title>
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	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
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		<title>Neutralità della rete, la resa dei conti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 08:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Longo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Contro il fiorire di disegni di legge repressivi, l'opposizione propone un testo in difesa dei pilastri della internet e di stimolo alla diffusione della connettività in Italia. Due schieramenti opposti e spesso inconciliabili, sempre più vicini al confronto decisivo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È come poco prima dei calci di rigore, in una finale: la tensione dai palchi è al massimo e la contrapposizione tra opposti gruppi che rumoreggiano si fa nettissima. Siamo alla resa dei conti, infatti, su un tema che è balzato di colpo dalle private stanze degli addetti ai lavori ai fari della politica. Anche in Italia. Perché di <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/02/05/neutralita-della-rete-la-trasparenza-e-fai-da-te">neutralità della rete</a> non si è mai parlato così tanto, da noi, come in questo periodo. Nel giro di pochi giorni abbiamo avuto una <a href="http://unaleggeperlarete.wordpress.com/">proposta di legge</a> dal Partito Democratico, che è la prima in Italia (e forse anche nel mondo, a detta degli esperti) a parlare esplicitamente di difesa della neutralità della rete. Si contrappone esplicitamente alle <a href="http://www.apogeonline.com/filirossi/leggi-internet">tante proposte</a> che sono arrivate dal Popolo delle Libertà, a raffica nei giorni scorsi. E anche il loro rapido succedersi rivela la crescente attenzione della politica (nel bene o nel male) per internet, sebbene senza rinunciare alle solite incomprensioni e agli equivoci (come quello di definire internet luogo di anarchia, senza regole, dove scorazzano liberi pirati e pedofili, come <a href="http://www.key4biz.it/News/2009/03/27/Policy/luca_barbareschi_pedofilia_Domenico_Vulpiani_facebook_Gigi_Tagliaferri_Ernesto_Caffo.html?utm_source=infomail&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Dailyletter+n.1381+del+27+marzo+2009">ribadito nei giorni scorsi</a> ancora una volta da Barbareschi.<span id="more-531"></span></p>
<p>Forse hanno ragione <a href="come Massimo Mantellini http://www.mantellini.it/?p=6555">quei commentatori</a> che vedono, nella proposta del PD, il gioco facile di chi scrive belle parole nella certezza che mai si trasformeranno in legge. D’altro canto, però, è una proposta che arriva sull’onda di un fenomeno, e che è quindi figlia del proprio tempo: magari di per sé sarà poco efficace, sul piano pratico, ma risponde all’esigenza di creare una coalizione più netta intorno alla difesa dei principi della rete. E così che nei giorni scorsi è nato anche <a href="http://www.amointernet.it/about">Amointernet.it</a>, che «riassume le idee e le posizioni di un gruppo di persone, professionisti, appassionati, cittadini che ritengono che Internet e l’innovazione in generale facciano parte del futuro dell’Italia». Molti di questi principi sono in linea anche con le posizioni di <a href="http://nnsquad.it/">NNsquad Italia</a>, neo nata organizzazione che sta venendo sempre più allo scoperto e che nei prossimi mesi si presenterà ufficialmente al pubblico. Si sa che la gente sente il bisogno di alzare gli scudi solo quando sente scoccare dall’altra parte le frecce. Questo grande movimento di idee e di persone è quindi il risultato del fatto che si stanno consolidando due lobby politiche e di addetti ai lavori. Una a favore di nuove regole per internet, l’altra per la tutela e la riaffermazione delle attuali. Questa seconda fazione mira a mettere le regole nero su bianco, sancite nelle norme dello stato. Finora invece principi fondanti come la neutralità della rete sono stati tutelati soprattutto dalla consuetudine.</p>
<p>L’agitarsi di parole e di proposte in terra italiana fa da sostegno a qualcosa che però sarà probabilmente deciso in sede istituzionale europea. La neutralità della rete è del resto un tema troppo vasto, con ricadute sull’economia internet mondiale, per poter essere affidato a legislatori di un singolo Paese. Il 31 marzo Bruxelles voterà emendamenti che vorrebbero dare agli operatori la possibilità di intervenire sul traffico dei propri utenti con libertà e poteri mai esercitati finora. Anche in Europa si assiste al balletto di opposte fazioni: Google, Yahoo!, Skype e eBay <a href="http://punto-informatico.it/2585021/PI/News/non-lasciare-che-rete-diventi-tv.aspx">hanno scritto</a> a Bruxelles contro questi emendamenti, osteggiati anche da Scambio Etico, come <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=2">segnala</a> Anna Masera su La Stampa. Guido Scorza <a href="http://www.guidoscorza.it/?p=677">nota invece</a> che il parlamento europeo ha approvato una raccomandazione contro censure e minacce fatte dai governi contro la libertà di espressione in internet. A conferma che la partita si gioca soprattutto a livelli europei. Ciò non toglie che serva anche l’apporto dei gruppi d’opinione dei singoli Paesi per decidere le sorti della battaglia finale. Un po’ come fanno i supporter che seguono la propria squadra, sostenendola, nei derby giocati in stadi internazionali.</p>
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		<title>Neutralità della rete, la trasparenza è fai da te</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 09:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Longo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diversi segnali fanno pensare che sia in crescita la consapevolezza dei non addetti ai lavori rispetto alla difesa della "stupidità" della rete e alla necessità di una gestione limpida del transito dei dati. Ma ancora la confusione è grande]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se incaselliamo nello stesso quadro tante notizie di questo inizio 2009, emerge un’idea: sarà questo l’anno in cui il tema della neutralità della rete uscirà dall’ambito ristretto dei super-addetti ai lavori, per entrare in quello più allargato degli appassionati di internet (e magari per il 2010-2011 si può sperare nella consapevolezza del grande pubblico). La <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/12/19/quale-neutralita-nell%E2%80%99internet-del-futuro">vicenda</a> che ha coinvolto di recente Google ed è rimbalzata su molti giornali, di recente, è stato solo un primo esempio. Da allora, c’è stato un crescendo: Tele2 è stato il primo operatore <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/p2p/tele2-limita/tele2-limita.html">multato</a> per filtri al peer to peer. Cox, il terzo provider Usa sente il dovere di <a href="http://punto-informatico.it/2536494/PI/News/cox-traffico-rete-si-puo-rallentare.aspx">dichiarare</a> che da febbraio comincerà a rallentare alcune applicazioni e che questo non viola la neutralità della rete. Sembra un mettere le mani avanti: in precedenza i provider americani avrebbero agito senza prima avvisare gli utenti &#8211; e Comcast così ha fatto (di recente ora forse <a href="http://punto-informatico.it/2529174/Telefonia/News/rubinetti-comcast-anche-sul-voip.aspx">anche con il VoIP</a>, dopo il peer to peer) e quindi è finita nel mirino di Fcc (l’Authority statunitensi delle telecomunicazioni).<span id="more-396"></span></p>
<p>Ma la fame di trasparenza monta da ogni dove e non si può certo affidare al buon cuore degli operatori o dalla solerzia delle norme. Ecco perché stanno crescendo, in numero e qualità, gli strumenti online per controllare se il proprio operatore manomette la connessione, facendo prioritizzazione di traffico, rallentando alcune applicazioni. È sorto così <a href="http://www.measurementlab.net/measurement-lab-tools">Measurement Lab</a>, con una bella collezione di test (dietro c’è, tra gli altri, Google). Ad oggi il test più interessante è Glasnost (“trasparenza”, appunto, in russo; ma è una parola che ha un passato politico, risale alla Perestrojka, ed è quindi doppiamente adatta al tema della neutralità della rete: ne evidenzia la natura prettamente politica, intrisa di poteri e interessi contrapposti). In futuro, annuncia Measurement Lab, arriveranno altri test per la neutralità: significa che è un laboratorio in corso d’opera e che intensificherà i propri sforzi in futuro.</p>
<p>Facendo un riassunto: la difesa della neutralità della rete adesso è affidata al fai da te degli utenti (e nemmeno di tutti: solo di quelli abbastanza esperti da conoscere il tema); negli Usa, può poggiare anche sull’occhio di Fcc. In Italia, al momento, lo spauracchio è al massimo una multa lieve dell’Antitrust, perché l&#8217;Autorità garante delle comunicazioni ancora non ha preso posizione. Troppo poco, per un tema che segnerà, con tutta probabilità, le future trame dell’internet mondiale. Le regole, del resto, sono ancora poco chiare e per ora gli operatori che filtravano il peer to peer sono stati colpiti dalle autorità solo perché l’hanno fatto senza avvisare gli utenti. Un difetto di trasparenza, insomma. Non è stata ancora pronunciata una posizione forte a favore o contro questa pratica: il dibattito è aperto, anche perché il concetto di neutralità della rete è pieno di sfumature.</p>
<p>Non ne esiste nemmeno, ancora, una definizione univoca: a che punto l’intervento di gestione dell’operatore sulla propria rete smette di essere normale pratica di quality of service (così la definiscono Cox e altri, anche Tele2 e Wind) e comincia a violare la neutralità della rete? Se con questo termine vogliamo indicare quei principi fondamentali che hanno permesso a internet, finora, di essere un posto aperto all’innovazione e all’ingresso, anche distruttivo, di nuovi entranti.</p>
<p>Per questo motivo, quello che manca adesso è soprattutto un’attività di divulgazione su questo tema, che impatta su tutti gli utenti internet (anche e soprattutto su chi ignora che cosa sia). Lo sta facendo <a href="http://www.nnsquad.org">NNSquad</a>, iniziativa lanciata negli Usa e che sta ora ampliando il proprio raggio. Si sta formando, infatti, una sua costola italiana: NNSquad Italia. È una premessa perché la politica e le norme prendano posizione. Per noi, è una questione che potrebbe rientrare nel nuovo piano di regolamentazione delle telecomunicazioni a cui ora sta lavorando l’Unione Europea.</p>
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