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	<title>Apogeonline &#187; New York</title>
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	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
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		<title>Simulazioni che non giovano a nessuno</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2012/03/22/simulazioni-che-non-giovano-a-nessuno</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 13:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Armando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[bloomberg]]></category>
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		<category><![CDATA[New York]]></category>
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		<category><![CDATA[spearphishing]]></category>
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		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Se anche una email possa veramente causare un blackout di una settimana sull'intera New York, è difficile dedurne logicamente la necessità di una legge in materia. A meno che…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo articoletto che ho pubblicato in questo spazio <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2012/02/03/se-cade-uno-scada">parlava di sistemi Scada</a>. Il tema è sempre attuale e recentemente è stato ulteriormente amplificato dalla simulazione di un attacco nei confronti della città di New York. Immagino che la scelta di New York sia stata assolutamente casuale e che Miami o Nashville siano state scartate per via del numero di lettere nel nome.  L&#8217;esercitazione è stata fortemente voluta dalla Casa Bianca, più che altro <a href="http://www.bloomberg.com/news/2012-03-08/mock-cyber-attack-on-new-york-used-by-obama-to-pitch-senate-bill.html">per sponsorizzare un disegno di legge sulla cybersecurity</a>.<span id="more-10056"></span></p>
<p>La senatrice Susan Collins, sponsor del disegno di legge insieme al Presidente Obama, ha dichiarato a Bloomberg che</p>
<blockquote><p>The mock attack on the city during a summer heat wave was very<br />
compelling. It illustrated the problem and why legislation is desperately needed.</p></blockquote>
<p>Per quanto io sia ragionevolmente convinto che il problema dell&#8217;esposizione dei sistemi delle infrastrutture critiche sia reale e rappresenti un rischio da considerare e gestire opportunamente non capisco quale sia il nesso con una legislazione ad hoc. Insomma: si effettua una simulazione in cui una semplice mail (forse <em>spearphishing</em> sarebbe più chic?) consente di bloccare l&#8217;erogazione dell&#8217;elettricità ad una megalopoli per una settimana e cosa se ne deduce? Che serve una legislazione <em>ad hoc</em>. Se proprio si volesse seguire questo tipo di ragionamento allora sarebbe il caso di bloccare l&#8217;invio della posta elettronica, o forse di internet <em>tout court</em>. Almeno avrebbe un senso!</p>
<p>Gli scenari da film catastrofista li lascio volentieri ad Hollywood. Non voglio neppure minimizzare l&#8217;utilizzo delle mail nel caso di un attacco mirato: solo lo scorso anno uno dei maggiori e più impressionanti attacchi rivelati – quello a Rsa – iniziò proprio in questo modo, con un file infetto allegato ad una mail inviata a pochi e selezionati destinatari.</p>
<p>Tutte la comunicazione in tema sembra improntata alla diffusione di incertezza, dubbio e paura; in breve Fud (Fear, Uncertainty, Doubt). Il tutto spingendo una legislazione che consente al governo degli USA di spiare le reti private.</p>
<p>Credo che su questi temi sia quanto mai opportuno riflettere con calma, rimettendo le cose nella giusta prospettiva: d&#8217;altronde il medioevo prossimo venturo era stato immaginato partendo dalle conseguenze di un blackout, che in inglese venne ribattezzato <em>the coming of dark ages</em>. Molto ma molto più inquietante, no?</p>
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		<title>Dopo le elezioni, verso la trasparenza</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/07/17/dopo-le-elezioni-verso-la-trasparenza</link>
		<comments>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/07/17/dopo-le-elezioni-verso-la-trasparenza#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 13:42:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quinta di copertina]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
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		<category><![CDATA[Pdf2009]]></category>
		<category><![CDATA[Personal Democracy Forum]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<category><![CDATA[TechPresident]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Venti minuti in podcast tra ritagli di carta e bit, in compagnia di un ospite. Oggi con Antonella Napolitano, consulente per i media sociali, di ritorno dal Personal Democracy Forum tenutosi a New York su politica online e trasparenza comunicativa - con l’annuncio che ci sarà un forum europeo, il 20 e 21 novembre a Barcellona]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/07/040_newqdc_17072009.mp3">Download audio file (040_newqdc_17072009.mp3)</a></p>
<p><a href="http://www.personaldemocracy.com/">Personal Democracy Forum</a> è la conferenza con la c maiuscola sulla politica online: proviene dalla lunga esperienza di lobbying washingtoniano dei due fondatori, Andrew Rasiej e Micah Sifry e si è nutrito negli ultimi anni della potenza di fuoco e di idee del magazine online <a href="http://www.techpresident.com/">Tech President</a>, che ha fatto la storia in diretta tracciando passo passo la campagna di Obama sul web, dalle primarie alla vittoria finale. Tutto nell&#8217;ottica di come la tecnologia sta cambiando la politica: il modo di farla e quello di pensarla.<span id="more-691"></span></p>
<p>A New York, il 29 e 30 giugno nello splendido Lincoln Center che ospita la due giorni di lavori, è stata <a href="http://svaroschi.blogspot.com">Antonella Napolitano</a>, blogger e consulente per i media sociali, da tempo attenta ai rapporti tra politica e comunicazione online: «<em>Questa edizione ha provato ad andare oltre la campagna di Obama, facendola diventare una sorta di punto di partenza per poi parlare d&#8217;altro – a partire dal primo incontro di confronto e discussione tra Joe Rospars (Obama &#8217;08) and Mark McKinnon (McCain &#8217;08). Tanto è vero che il titolo della edizione di quest&#8217;anno era &#8220;We.gov&#8221;, con un&#8217;attenzione particolare su come le nuove tecnologie stiano o possano migliare il modo di governare e la trasparenza organizzativa. Ma non è che non si parla di Obama: un po&#8217; la si dà per scontata, un po&#8217; sono comunque tutti alla ricerca della giusta equazione, della formula che ha reso vincente la campagna del presidente degli Stati Uniti anche online – perché conoscere tutti gli ingredienti non vuol dire saper cucinare. Peraltro c&#8217;è il problema &#8220;comunicativo&#8221; del partito repubblicano, che sta cercando di riorganizzarsi dalla batosta anche partendo dalla Rete e da un gruppo di consulenti che provano a cambiare il partito e il suo modo di comunicare in vista delle mid-term del prossimo anno e a partire proprio dall&#8217;esperienza della campagna di Obama</em>».</p>
<h5>Dalle elezioni al governo</h5>
<p>Una delle domande cui si è cercato di rispondere è cosa farne di tutti quegli strumenti di collaborazione e partecipazione attivi durante la campagna elettorale, come per esempio il social network interno di mybarackobama.com. «<em>Il punto è di nuovo come andare oltre. Oltre lo strumento in sé e oltre la campagna elettorale con il suo obiettivo a breve termine. Una volta creata la comunità e rodati i meccanismi di funzionamento, rimane il problema di come e se usare questi strumenti per alimentare un rapporto più o meno trasparente e propositivo tra governo e cittadini connessi. Alla fine, tra i tanti strumenti considerati, le due &#8220;killer application&#8221; più evidenziate sono state la posta elettronica, ancora insostituibile e molto efficace per motivare le persone a fare delle cose, e gli sms, scoperti tardi dagli americani ma che saranno probabilmente molto usati durante la presidenza Obama. Poi ci sono molti siti che vanno nella direzione di una massima trasparenza comunicativa degli atti di governo, dai dati grezzi alla sintesi &#8220;blog&#8221;, il governo si sta dotando</em>».</p>
<h5>A Barcellona, il 20 e 21 novembre</h5>
<p>In parte di questo si parlerà anche nella edizione autunnale e europea annunciata a sorpresa dagli organizzatori, anche se molto verrà &#8220;riadattato&#8221; alle varie e sfaccettate realtà locali:  «<em><a href="http://www.personaldemocracy.eu/">Personal Democracy Europe</a> si terrà il 20 e il 21 novembre a Barcellona, lo organizzeranno, sotto la supervisione del convegno americano, tre ragazzi spagnoli, ma già vede la presenza di operatori del settore anche dalla Francia, dalla Norvegia, dall&#8217;Inghilterra, dall&#8217;Italia. E&#8217; una sfida, e una buona opportunità per confrontarsi e capire dove sta andando il settore della comunicazione politica online anche nel vecchio continente</em>».</p>
<p>Sull&#8217;argomento politica online abbiamo già pubblicato le interviste a <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/03/06/scaldiamo-la-politica-con-il-web">Giuseppe Civati</a>, <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/03/13/affinita-e-divergenze-tra-obama-e-noi">Paolo Guarino</a>, <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/03/20/il-web-per-sentire-lopinione-pubblica">Edoardo Colombo</a>, <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/03/27/il-canale-che-non-puoi-delegare">Lucia De Siervo</a>, <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/03/la-politica-aggregata-che-decide">Stefano Peppucci</a>, <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/10/facebook-la-politica-e-il-passaparola">Dino Amenduni</a>, <a href="http://blog.stefanoepifani.it">Stefano Epifani</a>, <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/06/05/i-video-di-zoro-dal-web-alla-tv-e-ritorno">Diego Bianchi</a> e <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/06/12/web-e-voto-dopinione-da-soli-non-bastano">Francesco Costa</a>. In aggiunta, sul modo in cui è stato usato o non usato il web durante la crisi post-elettorale in Iran (di cui si è parlato anche al Pdf), sono online le interviste a <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/06/18/liran-e-il-web-che-cambia-il-mondo">Giuseppe Tempestini</a> e <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/06/25/liran-twitter-e-i-mille-occhi-dei-nuovi-media">Luca Alagna</a>.</p>
<ul> <strong><br />
Articoli segnalati e risorse:</strong></p>
<li><a href="http://svaroschi.blogspot.com/">Svaroschi</a>, il blog di Antonella Napolitano; un <a href="http://svaroschi.blogspot.com/2009/07/personal-democracy-forum-un-resoconto-1.html">resoconto del convegno</a></li>
<li>Il sito di <a href="http://personaldemocracy.com/">Personal Democracy Forum</a>, e il magazine “allegato” <a href="http://www.techpresident.com/">Tech President</a></li>
<li>Il <a href="http://www.danah.org/papers/talks/PDF2009.html">talk</a> di danah boyd; quello di Michael Wesch e <a href="http://www.wired.com/epicenter/2009/06/anthropologist-wows-personal-democracy-forum-whatever/">l&#8217;antropologia di YouTube</a>; <a href="http://techpresident.com/blog-entry/video-look-gops-digital-future">quello</a> di Todd Herman, direttore New Media del Partito Repubblicano</li>
<li>Il <a href="http://www.pickensplan.com">Pickens Plan</a>, oggetto di studio e di riflessione al Lincoln Center; il panel di discussione su mybarackobama.com: <a href="http://www.bivingsreport.com/2009/beyond-mybarackobamacom-panel-discussion-at-personal-democracy-forum-09/">come si organizza una community che sostiene una causa?</a></li>
<li>La trasparenza amministrativa nell&#8217;amministrazione Obama: <a href="http://data.gov">data.gov</a>, <a href="http://usaspending.gov">usaspending.gov</a> (e relativo <a href="http://it.usaspending.gov/?q=content/blog">blog appena aperto</a>)</li>
<li>PDF Europe, la versione europea del Personal Democracy Forum che si terrà il 20 e 21 novembre a Barcellona: <a href="http://www.personaldemocracy.eu">personaldemocracy.eu</a></li>
</ul>
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