<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Apogeonline &#187; Maria Grazia Mattei</title>
	<atom:link href="http://www.apogeonline.com/tag/maria-grazia-mattei/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.apogeonline.com</link>
	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Feb 2012 13:59:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.3</generator>
		<item>
		<title>Lasseter e i capolavori Pixar in mostra a Milano</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2011/11/28/lasseter-e-i-capolavori-pixar-in-mostra-a-milano</link>
		<comments>http://www.apogeonline.com/webzine/2011/11/28/lasseter-e-i-capolavori-pixar-in-mostra-a-milano#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 07:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Boccia Artieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Fornasari]]></category>
		<category><![CDATA[John Lasseter]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Grazia Mattei]]></category>
		<category><![CDATA[Meet the Media Guru]]></category>
		<category><![CDATA[pixar]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney Animation Studios]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.apogeonline.com/?p=7494</guid>
		<description><![CDATA[Il passaggio milanese del guru dell'animazione digitale e un percorso straordinario tra i capolavori della casa di produzione statunitense]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pixar.com/">Pixar Animation Studios</a> rappresenta il modo in cui l’industria culturale ha coniugato il digitale e l’anima delle cose. Come ho sentito dire a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/John_Lasseter">John Lasseter</a>, che è direttore creativo della Pixar e della Walt Disney Animation Studios: la tecnologia è niente se non c&#8217;è un&#8217;anima nel digitale. Sarà per questo che l’incontro organizzato da Maria Grazia Mattei per <a href="http://www.meetthemediaguru.org/">Meet the Media Guru</a> ha visto letteralmente sommergere la sala del Teatro Dal Verme a Milano di una folla transgenerazionale con l’eccedenza dei giovani adulti il cui immaginario si è forgiato a colpi di modellizzazione 3D e rendering. Come ha twittato @SemharGS: «Stasera c&#8217;era il concerto di #LennyKravitz ma non ho resistito&#8230;ho preferito l&#8217;appassionante story telling di John Lassater».<span id="more-7494"></span></p>
<h5>Trending topic</h5>
<p>La sua presenza a MMG ha prodotto un racconto geolocalizzato e sparso su Twitter a cui è dedicato <a href="http://storify.com/mmguru/john-lasseter-al-teatro-del-verme-mmglasseter?awesm=sfy.co_OeS&amp;utm_campaign=&amp;utm_medium=sfy.co-twitter&amp;utm_source=t.co&amp;utm_content=storify-pingback">uno storify</a> che sintetizza umori e voci: un bel modo di mettere in narrazione eventi e rete, di mostrare i percorsi di relazione fra pubblico in sala e online, fra esperienza nei luoghi materiali e immateriali attorno a uno spettacolo organizzato. È a partire da questa narrazione che per la serata <a href="https://twitter.com/#!/search/%23MMGLasseter">#MMGLasseter</a> resterà trending topic non solo nella classifica italiana ma anche in quella globale. Potenza non solo della lingua inglese, ma dell’universalità delle immagini Pixar che hanno colonizzato il nostro immaginario animato negli ultimi vent’anni.</p>
<p>Sì perché probabilmente il nostro modo di vivere (con) le immagini digitali oggi dipende anche dalla lenta socializzazione lungo cui i prodotti Pixar ci hanno accompagnato come spettatori, videogiocatori, consumatori di gadget. La fascinazione affettiva per gli oggetti digitali passa anche da qui. Da oggetti digitali caricati di un’esaltazione della dimensione “tattile” ed emotiva. L’estetica morbida e rassicurante di mostri (Monsters&amp;Co.), giocattoli (la serie di Toy Story), macchine (Cars) o robot (Wall-e) associata a un racconto che armonizza il nostro rapporto con la diversità ha concretizzato il sex appeal dell’inorganico, raccontato da Walter Benjamin per descrivere la seduzione delle merci e riattualizzato da Mario Perniola per sancire l’incontro tra i corpi (qui materiali e immateriali) come pura esteriorità, in cui astrazione e passionalità si incontrano.</p>
<h5>Allestimento</h5>
<p>La presentificazione di questo incontro lo abbiamo nella mostra <a href="http://www.mostrapixarmilano.it/">Pixar 25 anni di animazione</a> al Padiglione di Arte Contemporanea. Proveniente dal MoMa di New York, l&#8217;esposizione è curata dalla bravissima Elyse Klaidman (tanto per sottolineare come stiamo parlando di una forma d’arte contemporanea che ha strutturato le estetiche dello sguardo) e per l’Italia curata dalla stessa Maria Grazia Mattei, con un allestimento dell’architetto Fabio Fornasari (realizzatore già del <a href="http://www.museodelnovecento.org/">Museo del Novecento</a>) che sa valorizzare i contenuti richiamando la cornice dello sviluppo dell’arte della meraviglia intrecciata al percorso museale. Straordinarie ad esempio le <em>wunderkammer</em> sparse lungo il percorso, camera delle meraviglie contemporanee che mettono in mostra specie digitali diverse sotto forma di  sculture dei diversi personaggi dei film. E poi schizzi, <em>Story Reel</em> e gli stupefacenti <em>colorscript</em>, veri e propri <em>storyboard</em> della luce e dell&#8217;uso dei colori caldi e freddi nelle scene: in un pannello l’equazione di cui parla Lasseter  luce+colore=emozione del film <em>Gli Incredibili</em> spiega bene il lavoro progettuale che sta dietro a ogni particolare della scrittura di un’animazione. Poi ovviamente c’è tutto il resto:</p>
<blockquote><p>Un percorso costruito con oltre 500 opere, un viaggio attraverso la creatività e la cultura digitale come linguaggio innovativo applicato all’animazione e al cinema: dal primo lungometraggio dedicato a Luxo Jr. (1986) ai grandi capolavori come Monster&amp;Co. (2001), Toy Story (1, 2 e 3), Ratatouille (2007), Wall-e (2008), Up (2009) sino a Cars 2 (2011) e con un’anticipazione di Brave, in uscita nel 2012.</p></blockquote>
<h5>Panoramatici</h5>
<p>Ma forse l’affermazione della cultura digitale costruita dalla Pixar e la strutturazione del rapporto con le immagini che ha prodotto con noi, suo pubblico, lo ritroviamo perfettamente rappresentato nei due “dispositivi” della mostra: lo zootropio e l’Artscape. Il primo – controllato a distanza dall’America – riprende l’arte dello spettacolo visivo ottocentesco, un’epoca di socializzazione con le immagini in movimento, in cui attraverso un artificio ottico i personaggi plastici di Toy Story, lo <a title="Sceriffo Woody" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sceriffo_Woody">Sceriffo Woody</a> e Buzz Lightyear, il cane a molla Slinky e la cowgirl di pezza Jessie, prendono vita sotto il nostro sguardo. Ne esistono solo due al mondo: l’altro, cui questo si ispira, lo trovate nel Museo dello Studio Ghibli pensato da quello straordinario generatore di mondi animati che è Hayao Miyazaki. La risonanza tra le due realtà produttive è evidente.</p>
<p>L’Artscape si richiama ai dispositivi “panoramatici”, siamo sempre nelle descrizioni del contesto emergente dell’industria culturale e dell’immaginario che Walter Benjamin fa nello scritto <em>Parigi capitale del XIX secolo</em>: «C’erano panorami, diorami, cosmorami, diafanorami, navalorami, pleorami, fantascopie, fantasmaparastasi, <em>expériences fantasmagoriques</em>, viaggi pittoreschi in una stanza, georami; pittoreschi ottici, cinerami, fanorami, stereorami, ciclorami, <em>panorama dramatique</em>». Lo spettatore entra in una sala in cui un megaschermo lo immerge senza tecnologie aggiuntive in una simulazione animata 3D che propone un viaggio nel concept art dei film Pixar attraverso le tecniche tradizionali che stanno alla base del lavoro: il disegno, i colori a tempera, i pastelli, il carboncino… In pratica si fa un’esperienza delle immagini dal punto di vista di chi le crea, lasciandosi avvolgere da luci e colori, dalle animazioni di base, da quell’artigianato che permea la poesia che sta nelle cellule di un cartone animato. La mostra è quindi un potente contenitore simbolico capace di raccontare il rapporto che abbiamo costruito con le immagini digitali, basta guardare i comportamenti di adulti e bambini che la visitano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.apogeonline.com/webzine/2011/11/28/lasseter-e-i-capolavori-pixar-in-mostra-a-milano/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Meet the Media Heretics, lunedì sera a Milano</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2010/02/09/meet-the-media-heretics-lunedi-sera-a-milano</link>
		<comments>http://www.apogeonline.com/webzine/2010/02/09/meet-the-media-heretics-lunedi-sera-a-milano#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 09:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Apogeonline</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Eretici digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Pratellesi]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Grazia Mattei]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Russo]]></category>
		<category><![CDATA[Meet the Media Guru]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Zambardino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.apogeonline.com/?p=2097</guid>
		<description><![CDATA[Vittorio Zambardino, Massimo Russo e Marco Pratellesi saranno i protagonisti, insieme a Maria Grazia Mattei, di un incontro dedicato alla libertà della rete, degli individui, della conoscenza. Invia la tua domanda in video: le migliori saranno rivolte ai relatori dallo schermo della Mediateca Santa Teresa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il programma di incontri intorno alla cultura digitale di Meet the Media Guru riprende con i Focus, la linea di eventi creata per offrire spazio al dibattito sulla transizione al digitale in Italia e per mettere in scena il pensiero, i contributi, il dibattito di autori e personaggi legati al nostro Paese. Protagonisti del primo Focus del 2010, in programma  lunedì 15 febbraio, sono <a href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/">Vittorio Zambardino</a>, inviato di Repubblica per le culture digitali, <a href="http://massimorusso.blog.kataweb.it/cablogrammi">Massimo Russo</a>, direttore di Kataweb, e <a href="http://mediablog.corriere.it/">Marco Pratellesi</a>, direttore di Corriere.it. Modera Maria Grazia Mattei. L’incontro è dedicato al dibattito sulle tesi contenute nel progetto <em>Eretici digitali</em>, un <a href="http://www.ereticidigitali.it/2009/04/30/il-manifesto-di-eretici-digitali/">manifesto</a>, un <a href="http://www.ereticidigitali.it/">blog</a>, un <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850329076/scheda">libro</a>, un <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850310869/scheda">ebook</a>, aperti alla discussione, ai quali hanno dato vita Russo e Zambardino.<span id="more-2097"></span></p>
<p>Un approccio eretico è, secondo gli autori, necessario non solo per supportare la trasformazione dei media ma anche per affrontare i pericoli che corre la rete, per superare il disorientamento della politica e dell’opinione pubblica, per comprendere le ricadute del crescente potere degli intermediari, per affermare i nuovi diritti e doveri del cittadino digitale. Fenomeni sotto gli occhi di tutti ma che non necessariamente devono essere condannati a esiti negativi. Un’eresia duplice, dunque &#8211; dei chierici del giornalismo e dei cittadini della rete &#8211; che demolisca i tre dogmi che Zambardino e Russo mettono al centro degli sviluppi del racconto della rete oggi:</p>
<ul>
<li>i dogmi del potere, che tende a legittimare solo il racconto dei media che sia mimesi e consenso;</li>
<li>i dogmi della corporazione, che scambia il supporto – la carta – con la natura del giornalismo;</li>
<li>i dogmi dell’apologetica del digitale, che preconizza la nascita di una società virtuosa perché tecnologica e si affida alle “piattaforme”, raccontando di uno sviluppo senza conflitti e intrinsecamente “buono”.</li>
</ul>
<p>L&#8217;incontro si terrà alle 19 alla <a href="http://www.mediabrera.it/index/index.php">Mediateca Santa Teresa</a> (via della Moscova 28, Milano &#8211; <a href="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;q=via+della+Moscova+28,+Milano&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Via+della+Moscova,+28,+20121+Milano,+Lombardia&amp;gl=it&amp;ei=nCRxS7XQDoWjsQasmtCJCQ&amp;ved=0CAoQ8gEwAA&amp;z=16">mappa</a>), con ingresso libero fino a esaurimento dei posti. È consigliata la <a href="http://www.meetthemediaguru.org/index.php/prossimo-evento-guru-iscriviti/">prenotazione</a>. Sarà possibile seguire il dibattito in diretta web. Nello spirito del progetto, le eresie saranno dibattute grazie agli interventi del pubblico presente in sala e alle persone connesse in rete.</p>
<p>Vuoi porre fin d&#8217;ora una domanda agli autori sui temi dell&#8217;incontro? <strong>Registra un video della durata massima di 1 minuto e invialo a <a href="mailto:webzine@apogeonline.com">webzine@apogeonline.com</a> entro venerdì 12 febbraio. </strong>Le domande più interessanti saranno proiettate durante la serata e riceveranno la risposta dei relatori.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.apogeonline.com/webzine/2010/02/09/meet-the-media-heretics-lunedi-sera-a-milano/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

