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	<title>Apogeonline &#187; lavoro</title>
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	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
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		<title>iPad in giallo e nero</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 13:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucio Bragagnolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[aron cramer]]></category>
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		<category><![CDATA[New York Times]]></category>
		<category><![CDATA[ong]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[tim cook]]></category>

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		<description><![CDATA[Il New York Times attacca il tablet più famoso per contestare le condizioni di lavoro nelle fabbriche cinesi. Arrivano risposte non sempre concordi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha iniziato la polemica il <em>New York Times</em>, con un lungo articolo intitolato <a href="http://www.nytimes.com/2012/01/26/business/ieconomy-apples-ipad-and-the-human-costs-for-workers-in-china.html">In China, Human Costs Are Built Into an iPad</a>. Argomento: Apple è diventata una delle aziende di maggior successo al mondo ma gli operai delle fabbriche cinesi che sfornano smartphone e tablet a getto continuo spesso lavorano in condizioni disumane. A fianco dell&#8217;<em>incipit</em> dell&#8217;articolo, un&#8217;immagine relativa a un incidente dello scorso maggio che è costato la vita a quattro operai.<span id="more-8493"></span></p>
<p>Per quanto lo stesso articolo precisi da subito che le stesse problematiche si applichino ad aziende cinesi al lavoro per Hewlett-Packard, Ibm, Lenovo, Motorola, Nokia, Sony, Toshiba e altri, le sue sette pagine si riferiscono soprattutto ad Apple ed è comparso esattamente il giorno la pubblicazione dei (lusinghieri) risultati finanziari trimestrali dell&#8217;azienda, suscitando le ire dell&#8217;amministratore delegato di Apple Tim Cook che ha subito inviato una <a href="http://9to5mac.com/2012/01/26/tim-cook-responds-to-claims-of-factory-worker-mistreatment-we-care-about-every-worker-in-our-supply-chain/">lunga mail ai dipendenti</a> riaffermando una visione aziendale positiva del problema:</p>
<blockquote><p>We care about every worker in our worldwide supply chain. Any accident is deeply troubling, and any issue with working conditions is cause for concern. Any suggestion that we don’t care is patently false and offensive to us. As you know better than anyone, accusations like these are contrary to our values. It’s not who we are.</p></blockquote>
<p>Scontata la reazione di Cook a nome di Apple, che ospita sul proprio sito <a href="http://www.apple.com/supplierresponsibility/">una sezione apposita</a> sugli standard delle condizioni di produzione esterna e pubblica annualmente un rapporto a tema, non lo era probabilmente quella di Bsr, organizzazione impegnata in tutto il mondo per promuovere condizioni sostenibili di business e trattamento ragionevole dei lavoratori. Aron Cramer, President e amministratore delegato Bsr, ha contestato al Times in una <a href="https://www.bsr.org/en/our-insights/blog-view/letter-to-the-new-york-times-from-bsr">lettera aperta</a> la pubblicazione di informazioni non veritiere rispetto ai fatti menzionati, il tutto relativamente al coinvolgimento di Bsr ma a raggio abbastanza vasto da portare al sospetto che il quotidiano statunitense abbia forzato la narrazione dei fatti rispetto a quanto effettivamente accaduto.</p>
<p>Ovviamente la questione non è Apple, né iPad, né qualunque altra azienda o prodotto specifici, ma investe in modo ben più globale i nostri stili di vita e i conseguenti modelli di produzione. Sembra adeguato invitare al dialogo e alla riflessione sulla sostenibilità del lavoro attraverso le parole di Bsr:</p>
<blockquote><p>While the story focuses on Apple, the question of conditions in global supply chains is of immense importance to all companies, in all sectors. There is no doubt that, while more and more companies are committed to ensuring good working conditions in their supply chains, additional steps should be taken. The key to progress is a combination of renewed commitments by the private sector, better enforcement of laws by governments, collaboration between businesses and NGOs, and worker empowerment. Global companies who are active in this space know that long-term, sustainable change takes time and requires many players working together.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>I liberi professionisti e il lavoro (più o meno) digitale</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2008/12/05/i-liberi-professionisti-e-il-lavoro-piu-o-meno-digitale</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 15:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quinta di copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Acta]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Banfi]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[freelance]]></category>
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		<category><![CDATA[Pmi]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<category><![CDATA[videocurriculum]]></category>

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		<description><![CDATA[Quinta di Copertina settimanale. Venti minuti in podcast tra ritagli di carta e bit, in compagnia di un ospite. Oggi con noi Dario Banfi, giornalista ed esperto di tematiche del lavoro. Argomento della settimana rischi e opportunità del lavoro da liberi professionisti al tempo di Internet e delle tecnologie digitali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2008/12/qdc081205-banfi.mp3">Download audio file (qdc081205-banfi.mp3)</a></p>
<p>Sempre più al centro di attenzione e discussione trasversale sono le tematiche legate al lavoro indipendente, i rischi e opportunità del lavoro da liberi professionisti al tempo di Internet e delle tecnologie digitali. Le opportunità sono tante, così come le difficoltà legate alla difficoltà di quotarsi correttamente sul mercato, farsi pagare, condividere informazioni con i &#8220;colleghi&#8221; e trovare anche il modo di proporre collettivamente soluzioni ai problemi più comuni. In più, c&#8217;è il racconto in gran parte schizofrenico di parte della stampa tecnologica, che del lavoro ai tempi di internet ne parla spesso in termini di &#8220;distrazione&#8221; o &#8220;controllo&#8221;, oppure sottolineandone gli elementi più appariscenti e superficiali. Ne parliamo con <a href="http://www.dariobanfi.it/">Dario Banfi</a>, giornalista specializzato sui temi del lavoro e curatore anche di vari testi oltre che di un blog verticale sull&#8217;argomento, <a href="http://www.humanitech.it/">Humanitech.it</a>.<span id="more-192"></span></p>
<p>Articoli segnalati e risorse:</p>
<ul>
<li>Le Pmi aprono la strada alla rivoluzione del &#8220;Web 2.0&#8243; (Gianluca Sigiani, Affari &amp; Finanza, La Repubblica, 1 dicembre 2008)</li>
<li>Vizi e Virtù del videocurriculum, i candidati non amano giocarsi la faccia, ma il mezzo cresce (Mauro Cereda, Italia Oggi, 1 dicembre 2008); Le aziende in guerra con Facebook. Dipendenti distratti,m lo oscuriamo (Vittorio Zambardino, 18 novembre 2008)</li>
<li><a href="http://www.humanitech.it/?p=1427">Due pesi, due palle</a>, due casi di diverse modalità di pagamento, a confronto (Humanitech, 7 ottobre 2008)</li>
<li><a href="http://insertcoin.kurai.eu/641/knowledge-workers-united/">Knowledge workers united</a> (Inser Coin, 7 ottobre 2008; una discussione sui liberi professionisti e i problemi di IVA, pagamenti, varie ed eventuali)</li>
<li><a href="http://www.actainrete.it/index.asp">ACTA</a>, associazione dei consulenti del terziario avanzato</li>
<li><a href="http://www.humanitech.it/?p=1036">Farsi pagare da freelance</a> (Humanitech, 19 marzo 2008)</li>
<li><a href="http://www.humanitech.it/">Humanitech.it</a></li>
<li><a href="http://www.apogeonline.com/libri/88-503-2480-4/scheda">Liberi Professionisti Digitali</a></li>
</ul>
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