<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Apogeonline &#187; La Repubblica</title>
	<atom:link href="http://www.apogeonline.com/tag/la-repubblica/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.apogeonline.com</link>
	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Feb 2012 17:52:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.3</generator>
		<item>
		<title>Pagare i giornali, ma non uno per uno</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2010/03/12/pagare-i-giornali-ma-non-uno-per-uno</link>
		<comments>http://www.apogeonline.com/webzine/2010/03/12/pagare-i-giornali-ma-non-uno-per-uno#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 08:27:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[New York Times]]></category>
		<category><![CDATA[pay per content]]></category>
		<category><![CDATA[Sky]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.apogeonline.com/?p=2377</guid>
		<description><![CDATA[Le testate italiane sono sempre più orientati al pay per content. Ma se gli editori pensano di tornare a modelli pre internet e fare i soldi, rischiano di avere qualche sorpresa. C'è da imparare da Sky?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Me lo aspettavo, sapevo sarebbe arrivato ma è stata comunque una sorpresina sgradevole. Accedo dall&#8217;iPhone al Corriere della Sera versione mobile. Mi compare il temuto annuncio dalla grafica stile necrologio: «stai per entrare in un&#8217;area riservata». Se vuoi vedere il cammello, caccia la lira. <a href="http://www.businessonline.it/news/9927/News-a-pagamento-su-cellulari-Corriere-della-Sera-e-Repubblica-a-9-centesimi-di-euro-a-pagina.html" target="_blank">9 centesimi a pagina</a> che, con la fruizione che faccio io abitualmente del Corriere, significa mi conviene di gran lunga prendermi il mal di pancia di comprare la carta, che spendo la metà.<span id="more-2377"></span> Potrei passare a Repubblica sul mobile, non fosse che il contenuto di notizie &#8220;free&#8221; è stato seriamente depauperato. Quattro notizie in croce, poca roba. L&#8217;alternativa è l&#8217;applicazione &#8211; anch&#8217;essa paywallata, poco poco siamo sui 4 euro al mese, così come per il Corriere. Il mio amato New York Times tra un po&#8217; si farà pagare anch&#8217;esso e non sarà l&#8217;ultimo. Lo dicevo io, che <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2010/01/29/pay-per-content-e-se-si-mettessero-daccordo" target="_blank">stava arrivando</a>.</p>
<h5>Una questione di soldi, tanti soldi</h5>
<p>Certo, non mi fa piacere. L&#8217;animale economico che è in me rimpiange la perdita di contenuto gratuito. Ma quello che più di tutto mi disturba non è il dover pagare. Al di là delle inevitabili reazioni emotive ed ideologiche, sta di fatto che se la pubblicità non regge più il modello dei quotidiani online, i soldi con cui pagarsi il servizio è lecito che li facciano saltare fuori da qualche altra parte &#8211; e il modello del pay per content è sempre lì in agguato. Quello che però mi disturba è che questo sistema riporta molto indietro il mio orologio del confronto delle fonti. Mi inibisce la possibilità di sentire diverse campane, di accedere a più testate, di consumare abbondanti quantità di informazione. Questo modello, sorry, mi sa che non funzionerà.</p>
<p>Se l&#8217;abbonamento di Repubblica potrebbe essere anche conveniente, il Corriere mi sta dicendo che se voglio leggere anche loro devo raddoppiare la posta. Riportando l&#8217;orologio ai tempi pre Internet. Dunque se vorrò leggere più di una testata con un minimo di approfondimento dal mio iPhone, dovrei cacciare dei soldi francamente importanti. In alternativa legarmi a un solo carro e con tutta onestà oggi non so a quale giornale potrei mai dare l&#8217;esclusiva della mia informazione.</p>
<p>Capisco di più far pagare un abbonamento a <a href="http://robertoventurini.blogspot.com/2009/09/il-mondo-9000-euroanno-per-il-content.html" target="_blank">9000 euro l&#8217;anno</a> per una rivista che uno a 44 e rotti per un solo quotidiano. Da persona di business dico che il modello &#8220;ognuno per sé e Dio per tutti&#8221;, è corretto dal punto di vista della concorrenza. Dal punto di vista dell&#8217;uomo di marketing (e consumatore &#8220;heavy&#8221;) dico che rischia di dare una botta al mercato. E forse, lo sappiamo, è meglio avere una fetta un po&#8217; più piccola di un mercato grosso che una bella fettona di un mercato ridicolmente piccolo. Insomma, se nel mondo del content e di internet le idee non sono generalmente chiare, qui proprio le idee sono confuse. E senza una via di uscita, applicare piani tariffari che mirino alla &#8220;ne resterà uno solo&#8221; rischiano di rompere il giocattolo.</p>
<h5>Una bella tassa o Sky?</h5>
<p>Una possibile soluzione etico/ideologica potrebbe essere una bella legge di intervento pubblico a sostegno dell&#8217;editoria digitale. Diamo a tutte le testate un contributo annuale dallo stato e loro in cambio liberalizzano l&#8217;accesso al contenuto su Internet e mobile. Chiamiamola &#8220;diritto all&#8217;informazione digitale&#8221;. A parte il fatto che, di questi tempi e col deficit pubblico che abbiamo, sarebbe divertente capire da quale parte del bilancio statale potremmo far saltare fuori quei soldi. E comunque l&#8217;approccio assistenzialistico, l&#8217;ombra del carrozzone, il potenziale di ricatto (diamo i soldi sì, ma solo a quelle testate che&#8230;) non sarebbe per niente 2.0</p>
<p>Io mi sto veramente domandando se il modello giusto non ce l&#8217;abbia Sky. Onestamente: non avrei mai fatto un abbonamento a Nat Geo, uno a Fox, uno a MTV, uno a Discovery, pezzo per pezzo, euro per euro, costi che si sommano, complicazioni che crescono. Una bella flat fee mensile che combina più fornitori di content, invece, l&#8217;ho sottoscritta con piacere. E poi sono cavoli loro come si suddividono le revenue, io intanto navigo (pardon, guardo la tv) libero e sereno, galoppo per le verdi praterie del contenuto televisivo (in media per 20 minuti al giorno). Forse quella è la strada che si potrebbe prendere per il Pay per content. O si può chiedere di fare una scelta monodirezionale, monotestata a pagamento. In quel caso, mi dispiace, sarò ancora tanto 1.0 ma in modalità mobile c&#8217;è sempre il sano quotidiano sul tavolino del bar.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.apogeonline.com/webzine/2010/03/12/pagare-i-giornali-ma-non-uno-per-uno/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Viareggio, i cittadini e l&#8217;urgenza di comunicare</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/07/03/viareggio-i-cittadini-e-lurgenza-di-comunicare</link>
		<comments>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/07/03/viareggio-i-cittadini-e-lurgenza-di-comunicare#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 09:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quinta di copertina]]></category>
		<category><![CDATA[cellulare]]></category>
		<category><![CDATA[citizen journalism]]></category>
		<category><![CDATA[Copy left]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[ferrovia]]></category>
		<category><![CDATA[FriendFeed]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<category><![CDATA[Reuters]]></category>
		<category><![CDATA[shozu]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[stazione]]></category>
		<category><![CDATA[telefonia]]></category>
		<category><![CDATA[treno]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[Viareggio]]></category>
		<category><![CDATA[wireless]]></category>
		<category><![CDATA[you tube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.apogeonline.com/?p=677</guid>
		<description><![CDATA[Venti minuti in podcast tra ritagli di carta e bit, in compagnia di un ospite. Oggi con Alberto Macaluso, progettista web che la notte della tragedia ferroviaria di Viareggio ha curato un aggiornamento costante dei fatti sui social network. Con lui parliamo dei pregi e difetti del cosiddetto citizen journalism]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/07/038_newqdc_01072009.mp3">Download audio file (038_newqdc_01072009.mp3)</a></p>
<p>I nuovi media sono spesso come il medico presente in sala prima che arrivi l’ambulanza, che si trovano ad affrontare situazioni di emergenza senza volerlo e senza che sia previsto o atteso. In alcuni casi tragici e terribili – come l’esplosione che ha squassato vite umane e palazzi a Viareggio – i semplici cittadini, testimoni oculari dei fatti, sono anche quelli che possono raccontare prima di tutti gli altri quello che accade grazie a cellulari sempre connessi, fotocamere e videocamere digitali. Un racconto che si espande nel web sociale e che sempre più trova plurimi contatti e cortocircuiti con i media tradizionali – che da una parte temono quella che alcuni ancora considerano concorrenza illegittima dall&#8217;altra si nutrono di queste produzioni &#8220;dal basso&#8221;, contenuti informativi amatoriali nella fattura ma vividi e emozionanti per punto di vista e forza testimoniale. Nelle scorse settimane abbiamo parlato anche di questo, prima con <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/06/18/liran-e-il-web-che-cambia-il-mondo">Giuseppe Tempestini</a> e <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/06/25/liran-twitter-e-i-mille-occhi-dei-nuovi-media">Luca Alagna</a>: entrambi intorno alla protesta in parte analogica e in parte digitale in Iran. Oggi parliamo della tragedia di Livorno e del racconto che ne è stato fatto sul web con <a href="http://rabenblog.eraben.com/">Alberto Macaluso</a>, giovane progettista web che abita a 300 metri dalla stazione e che quella notte e i giorni successivi ha raccontato e aggiornato su quello che vedeva e succedeva. <span id="more-677"></span>«<em>Io stavo in giardino a circa 300 metri dall&#8217;esplosione, stavo facendo una cena con gli amici, e guardavo il cielo: il cielo ha nettamente cambiato colore e subito dopo sono comparse in alto una serie di lingue di fuoco. In quel momento le ho pensate tutte: una caldaia, una bombola di gas del palazzo di fronte. Tutti correvano verso il mare, io sono andato dall&#8217;altra parte, cercando di capire se qualcuno aveva bisogno di aiuto: sono arrivato vicino alla ferrovia con macchina fotografica (sono un appassionato e la porto sempre con me) e cellulare e ho iniziato a scattare foto, non so nemmeno bene perché – ormai ero lì e mi è sembrato naturale aggiornare i miei contatti su quello che vedevo. E via via che mi chiamavano nella notte, io li rimandavo a twitter o friendfeed o facebook, era anche un modo per comunicare con loro, che erano molto preoccupati, in una volta sola</em>».</p>
<h5>Cellulare e citizen journalism</h5>
<p>I primi aggiornamenti (testo, foto e video) sono stati fatti via cellulare: «<em>Tranne le foto in alta risoluzione, tutto è stato fatto via cellulare (e non era nemmeno un cellulare di ultimissima generazione, peraltro con problemi alla batteria: ho passato parte del tempo a cercare un modo per caricare la batteria). Ho usato <a href="http://www.shozu.com/portal/index.do">Shozu</a> per aggiornare simultaneamente i vari social network. La qualità era scarsa, ma ho pensato che la qualità l&#8217;avrebbero avuta dai media tradizionali poche ore dopo, lì per lì ho pensato che fosse più utile aggiornare sulle notizie il più velocemente possibile, senza stare a pensare troppo alla qualità del prodotto</em>». Sul citizen journalism, Alberto dice: «<em>Chi fa il mestiere del giornalista è giusto che lo continui a fare. Noi non dobbiamo fare i giornalisti, noi siamo dei citizen appunto, dei cittadini qualunque, che se si trovano in un&#8217;occasione in cui possono fare informazione è giusto che la facciano. Poi ci sono sempre più punti di contatto tra i due mondi, anche se non sempre ci si comporta in maniera corretta: quella sera mi ha chiamato la Reuters dalla Germania, mi hanno chiesto le foto e mi hanno offerto le foto, io ho risposto loro che le foto erano in copy left e che non volevo dei soldi, volevo che quella informazione girasse e che quelle foto venissero viste. Al contrario ho notato che sia Repubblica.it che Corriere.it hanno pubblicato alcuni miei video senza mettere nemmeno un riferimento. Questo mi è molto dispiaciuto. Se vi è una filosofia dietro il citizen journalism, così come anche il copy left, è giusto che anche loro ne seguano le regole: usino questa risorsa, senza abusarne</em>».</p>
<p>Articoli segnalati e risorse:</p>
<ul>
<li>il <a href="http://rabenblog.eraben.com/">blog &#8220;ufficiale&#8221;</a> di Alberto Macaluso</a></li>
<li>Canali social: l&#8217;aggregazione su <a href="http://friendfeed.com/raben">Friendfeed</a>,<br />
 il suo canale twitter <a href="http://twitter.com/rabendeviaregia">@raben</a> e su <a href="http://rabendeviaregia.tumblr.com/">tumblr</a></li>
<li>Multimedia: il profilo di raben <a href="http://www.flickr.com/photos/39486454%40N00/">su flickr</a>, video su <a href="http://www.youtube.com/profile?user=rabendeviaregia">You Tube</a></li>
<p></Ul></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.apogeonline.com/webzine/2009/07/03/viareggio-i-cittadini-e-lurgenza-di-comunicare/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
<enclosure url="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/07/038_newqdc_01072009.mp3" length="8306302" type="audio/mpeg" />
		</item>
	</channel>
</rss>

