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	<title>Apogeonline &#187; Kazakistan</title>
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	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
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		<title>Open gov e trasparenza per uscire dalla crisi</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 07:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C'è chi tiene le informazioni ben strette e le cala dall'alto all'ultimo momento, come l'Italia. E chi, a cominciare dai paesi più scossi dalla gravità della situazione economica, hanno cominciato a ragionare in termini di rete e di collaborazione con i cittadini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso degli ultimi due anni, i governi di tutto il mondo si sono dovuti confrontare con una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_economica_del_2008-2010">crisi economica globale</a> che, secondo alcuni, è addirittura più grave e critica rispetto alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_depressione">Grande Depressione</a> del 1929. Naturalmente non tutti gli Stati hanno affrontato la crisi allo stesso modo, sia con riferimento alle misure adottate che nel metodo seguito per elaborare e comunicare tali piani. Alcuni Paesi, come l’Italia, hanno scelto di continuare a seguire un modello <em>top-down</em> con manovre economiche elaborate dal governo e pubblicate solo successivamente alla loro formale approvazione, peraltro in modo <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/06/01/non-e-mai-troppo-tardi/">obsoleto</a>. Al contrario, sempre più Stati hanno deciso di utilizzare le nuove tecnologie, intraprendendo strategie di <a href="../webzine/2010/08/23/open-government-non-perdiamo-altro-tempo">open government</a> come risposta alla crisi finanziaria globale. Il web ha offerto ai governi (che hanno saputo coglierla) l’opportunità di affrontare le sfide economiche e finanziarie in modo nuovo, sconvolgendo i tradizionali processi di <em>policy making</em> e i dibattiti che li circondano.<span id="more-4063"></span></p>
<h5>Ricostruire fiducia</h5>
<p>In un contesto di debolezza finanziaria uno dei maggiori problemi che i governi devono fronteggiare è come ricostruire la fiducia di cittadini e investitori nelle risposte fornite alla crisi (tagli alla spesa pubblica, nuova regolamentazione e stimolo al sistema economico). Sotto questo profilo già in passato numerosi studi (condotti negli Stati Uniti e in Canada) avevano dimostrato come l’uso delle tecnologie da parte dei Governi (<em>e-government</em>) accrescesse la fiducia dell’opinione pubblica nei confronti delle politiche governative. È anche per questo, quindi, che sempre più Paesi hanno deciso di utilizzare Internet (e, in particolare, gli strumenti del Web 2.0) per illustrare e spiegare le soluzioni approntate e coinvolgere i cittadini nel processo decisionale.</p>
<p>Molti governi hanno creato siti Web che permettono a tutti di consultare le misure adottate per affrontare la crisi e fornire uno stimolo all’economia, accrescendo così notevolmente la trasparenza di norma dedicata alle manovre economiche. È il caso del <a href="http://www.seco.admin.ch/stabilisierungsmassnahmen/">sito allestito dalla Svizzera</a>, che include una sezione contenente informazioni generali sulle misure di stabilizzazione adottate dal governo e che descrive le tre fasi del piano di stabilizzazione del Paese e i settori di intervento. Esperienze analoghe sono state intraprese da moltissimi Paesi (oltre 100) tra cui <a href="http://www.actionplan.gc.ca/eng/index.asp">Canada</a>, <a href="http://www.skatinimoplanas.lt/">Lituania</a>, <a href="http://www.mosf.go.kr/recover_eng/">Corea del Sud</a> e <a href="http://www.neda.gov.ph/erp/">Filippine</a> con siti che forniscono informazioni utili sul piani adottati per il rilancio delle economie, le misure fiscali e molte notizie relative alla crisi utili per le diverse categorie di imprese.</p>
<h5>I fondi sulla mappa</h5>
<p>Altri governi si sono avvalsi di strumenti ancora più interattivi per fornire le informazioni: i cittadini tedeschi sono stati invitati a porre domande riguardanti le misure adottate, alle quali il personale del <a href="http://www.bundesfinanzministerium.de/nn_70414/DE/BMF__Startseite/node.html?__nnn=true">ministero delle Finanze</a> ha fornito risposte online. I siti di altri Paesi, utilizzando gli strumenti del Web 2.0, consentono di fornire informazioni relative ai fondi stanziati dalle rispettive amministrazioni per lo sviluppo di singole regioni e aree geografiche, in modo che cittadini e imprese possano agevolmente comprendere quali siano le somme stanziate per la propria zona e per quali scopi.</p>
<p>Il sito del <a href="http://www.bundesfinanzministerium.de/nn_70414/DE/BMF__Startseite/node.html?__nnn=true">governo del Kazakistan</a>, ad esempio, offre una mappa interattiva e con pochi clic l&#8217;utente è in grado di localizzare le aree in cui sono realizzati gli investimenti, con la descrizione dettagliata dei progetti (ad esempio l&#8217;ammontare delle risorse assegnate, il nome del contraente, come contattare il responsabile del progetto, il tempo per la realizzazione del progetto, numero di posti di lavoro creati dal progetto). Tutte queste informazioni sono veicolate attraverso una mappa interattiva che permette all&#8217;utente di identificare le regioni in cui i fondi sono stati stanziati come pure gli Enti responsabili dei progetti. Allo stesso modo, sul <a href="http://www.relance.gouv.fr/index.php">sito realizzato in Francia</a> l&#8217;utente può cliccare su una mappa e trovare informazioni circa la destinazione dei fondi per la zona selezionata e il totale dei costi dei singoli progetti che si svolgono nella Regione; analoghi meccanismi sono stati predisposti da <a href="http://www.brasil.gov.br/pac?set_language=en">Brasile</a>,<a href="http://www.recovery.gov/Transparency/Pages/mapcentral.aspx"> Stati Uniti</a>, <a href="http://app2.mof.gov.sg/budget_2010/default.aspx">Singapore</a> e <a href="http://www.economicstimulusplan.gov.au/pages/default.aspx">Australia</a>.</p>
<h5>Decisioni efficaci</h5>
<p>Ma la trasparenza è solo uno dei risultati che l’uso delle tecnologie può apportare ai Governi, anche regionali, nelle strategie con cui affrontano la crisi: un numero sempre crescente di siti governativi consente ai cittadini di assumere un ruolo più attivo grazie alle grandi opportunità di partecipazione offerte dagli strumenti del Web 2.0. Il <a href="http://www.bcjobsandeconomy.gov.bc.ca/">sito Web della provincia canadese British Columbia</a>, ad esempio, invita i cittadini a presentare i video con le loro opinioni sui diversi modi di affrontare la crisi economica e a fornire le loro indicazioni sulle priorità di bilancio. Un altro impiego interessante degli strumenti “2.0” si è verificato nel mese di giugno 2009, quando il Governatore della California ha invitato su Twitter i cittadini a fornire un <em>feedback </em>sulle politiche per affrontare il deficit di bilancio dello Stato. Nel mese di agosto dello stesso anno è stato progettato un sito web con lo scopo di aggregare tutte le risposte ricevute dai cittadini (sempre tramite Twitter), con un sistema che consente anche agli utenti di votare le idee altrui, nel tentativo di individuare le migliori proposte.</p>
<p>La pratica di far partecipare i cittadini alle decisioni in merito agli stanziamenti di bilancio e al controllo della spesa pubblica è sperimentata in un <a href="http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=en&amp;msa=0&amp;msid=114824835204007105691.00045675b996d14eb6c3a&amp;z=2">numero sempre crescente di amministrazioni</a> con risultati ampiamente positivi; a <a href="http://opdigital.pbh.gov.br/">Belo Horizonte</a> in Brasile e <a href="http://mobileactive.org/participation-made-easy-sms-participatory-budgeting-and-mobile-tech">La Plata</a> in Argentina il 10% della popolazione ha votato sulle proposte di bilancio online o via cellulare. Più in particolare, l’uso degli strumenti collaborativi in relazione alla gestione dei fondi di risposta alla crisi è stato sperimentato nel distretto di Heathcote, in Australia, dove sono i cittadini stati invitati a decidere la ripartizione dei fondi di stimolo da parte del governo dello Stato. Attraverso un sito web gli utenti hanno indicato priorità e progetti cui destinare i fondi disponibili. In un breve lasso di tempo sono stati raccolti oltre 20.000 voti, con gruppi attivamente impegnati sul territorio in campagne di propaganda sia online che offline. Il significativo coinvolgimento dei cittadini nei processi di bilancio è uno dei modi più efficaci per generare una consapevolezza della limitatezza delle risorse e consentire ai politici di individuare, in modo agevole, i reali bisogni (e le preferenze) dei cittadini.</p>
<h5>Trasparenza+collaborazione</h5>
<p>L’attuazione di strategie di liberazione dei dati pubblici (che chiunque può verificare e utilizzare) e di open government<em> </em>non è importante, quindi, solo sotto il profilo etico di un’amministrazione più trasparente, ma è in condizione di assicurare ai governi (e alle loro collettività) benefici tangibili e concreti. Non è casuale che tre dei Paesi più colpiti dal <em>crac</em> finanziario (Stati Uniti, <a href="http://blog.okfn.org/2010/03/26/iceland-from-the-financial-crisis-to-open-data/">Islanda</a> e Grecia) abbiano intrapreso strategie di questo tipo proprio in concomitanza col momento di maggiore gravità della crisi. Secondo <a href="http://www.scribd.com/doc/36210006/California-Government-Transparency-Report-Online-Tools-for-Better-Government">alcuni studi</a>, il sito approntato dallo Stato della California (costato appena 21.000 dollari) avrebbe fatto risparmiare circa 20 milioni di dollari; in Canada, invece, grazie alle iniziative in materia di <em>open data</em> di Toronto, è stata scoperta una <a href="http://eaves.ca/2010/04/14/case-study-open-data-and-the-public-purse/">frode fiscale</a> per circa 3,2 miliardi di dollari.</p>
<p>Qualche tempo fa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linus_Torvalds">Linus Torwalds</a> ha affermato che «dato un numero sufficiente di occhi, tutti gli errori vengono a galla e qualcuno troverà le soluzioni adeguate». Quest’affermazione, nota come Legge di Linus, era riferita al software e serviva a spiegare uno dei motivi per cui i programmi open source dovevano essere preferiti a quelli proprietari. Alla luce delle esperienze che si stanno moltiplicando in tutto il mondo, <a href="http://www.cottica.net/wikicrazia/2-accedere-allintelligenza-collettiva/">è possibile affermare</a> che la legge di Linus funzioni anche per le amministrazioni: se le istituzioni liberano i propri dati ci sono più probabilità che gli errori (incapacità degli amministratori, frodi, corruzione) vengano scoperti e che qualcuno proponga ai politici soluzioni adatte per uscire dalla crisi e dare uno stimolo allo sviluppo.</p>
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		<title>Il sottosviluppo si combatte col cellulare</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 10:38:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Morresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I telefoni cellulari stanno contribuendo a migliorare le condizioni sociali ed economiche in molti paesi in via di sviluppo. Un settore promettente, che vede in prima fila l'Onu e le fondazioni umanitarie dei big della tecnologia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;introduzione su vasta scala di una tecnologia, aiutata dal tempo, porta inevitabilmente al cambiamento dello scenario sociale su cui opera. Abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni come i cellulari abbiano modificato le nostre abitudini: basti solo pensare a quante persone tornano indietro a riprenderlo se per caso lo dimenticano nell&#8217;uscire o a quanti si sentono &#8220;mancare qualcosa&#8221; se non lo hanno con loro. Strano a dirsi, ma anche nei paesi emergenti, dove il grado di penetrazione tecnologico sulla popolazione è generalmente molto basso, questi dispositivi stanno portando <a href="http://www.commissionforafrica.org/english/report/background/scott_et_al_background.pdf">innovazioni sostanziali</a> negli stili di vita. Lo racconta <a href="http://www.opera.com/smw">State of the Mobile Web</a>, il report mensile prodotto da Opera, la società norvegese produttrice dell&#8217;omonimo browser. In <a href="http://www.opera.com/press/releases/2009/02/25/">gennaio</a> i paesi con il maggior incremento della navigazione Internet in mobilità sono stati l&#8217;Armenia, seguita da Nigeria, Egitto, Filippine e Kazakistan.<span id="more-520"></span></p>
<p>Nei contesti dove l&#8217;impermeabilità informativa è molto alta a causa del territorio, della cultura o di altri fattori contingenti, sfruttando gli Sms possono per esempio essere diffuse informazioni in grado di fare la differenza tra la vita e la morte, laddove l&#8217;ignoranza su prassi e prevenzione è spesso la principale nemica della sopravvivenza. È quello che sta facendo l&#8217;Unicef in <a href="http://petercasier.newsvine.com/_news/2009/02/11/2423580-malawi-unicef-using-sms-to-fight-malnutrition">Malawi</a>, parte di un <a href="http://www.unfoundation.org/global-issues/technology/mhealth-report.html">più ampio impegno</a> delle Nazioni Unite. La popolazione può così conoscere i sintomi delle malattie più diffuse, le norme di comportamento da seguire e se e quando occorre portare immediatamente il malato all&#8217;ospedale più vicino. In questi scenari, analizzare fenomeni come la diffusione di un virus o delle condizioni di vita può essere estremamente difficile, a causa dell&#8217;impossibilità di raccogliere dati in territori vasti e dai difficili collegamenti. L&#8217;uso di appositi <a href="http://mobileactive.org/wiki/Mobile_Applications_for_Data_Collection">software per dispositivi mobili</a> possono facilitare il compito, semplificando la logistica e l&#8217;autonomia delle persone incaricate di raccogliere dati e somministrare questionari.</p>
<p>Andando oltre il campo medico, ma secondo modelli analoghi, l&#8217;Sms diventa spesso l&#8217;unico canale informativo diffuso e capillare per veicolare informazioni in tempo reale su calamità naturali o sull&#8217;andamento dei mercati delle derrate alimentari. Che è poi quello che si propone di fare, combinando reti sociali e social media, <a href="http://instedd.org/">InSTEDD</a>, un <a href="http://www.visionpost.it/dlife/google-twitter-e-facebook-per-gli-aiuti-umanitari.htm">peculiare progetto</a> finanziato dal fondo umanitario di Google.<br />
Per non parlare di servizi come <a href="http://www.babajob.com/">Babajob</a>, che cercano di mettere in comunicazione domanda e offerta nelle metropoli densamente popolate, dove non esistono uffici di collocamento e le possibilità di lavoro si basano prevalentemente sulla rete di conoscenze ed opportunità che il singolo riesce a costruire intorno a se. Oppure ancora <a href="http://txteagle.com/">txteagle</a>, una startup americana che cerca e retribuisce collaboratori per lo svolgimento di semplici compiti come la traduzione o la trascrizione di testi (diffusi sempre tramite Sms), iniziativa rivolta espressamente ai paesi emergenti.</p>
<p>La rete mobile è un prezioso, e spesso unico, alleato del cittadino-giornalista laddove la libertà di stampa e di espressione è sotto il giogo di governi autoritari, oltre che nelle vaste zone rurali dove è difficile avere una copertura informativa. Diverse orecchie indipendenti sono ormai pronte a recepire e rilanciare informazioni di prima mano provenienti dalle aree del mondo snobbate dall&#8217;informazione mainstream, come dimostrano progetti come <a href="http://misna.org/">Misna</a>, <a href="http://www.peacereporter.net/">PeaceReporter</a> e <a href="http://globalvoicesonline.org/">Global Voices</a>. Ma il campo <a href="http://blog.foreignpolicy.com/posts/2007/01/17/how_banking_on_a_mobile_phone_can_help_the_poor">forse più promettente</a>, a giudicare anche dal <a href="http://www.crunchgear.com/2009/02/17/bill-gates-wants-to-help-the-third-world-with-cellphone-banking/">recente interesse</a> di Bill Gates, è quello del mobile banking: per la prima volta molti lavoratori dei paesi emergenti hanno accesso a servizi finanziari e possono proteggere i loro risparmi o spedire denaro ai parenti lontani in modo più sicuro ed economico. Certo non è il periodo migliore per parlare di fiducia nel sistema bancario, ma in questo caso ci si aspetta una spinta multimiliardaria alla crescita delle economie del Sud Africa, dell&#8217;Asia e dell&#8217;America Latina.</p>
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