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	<title>Apogeonline &#187; ebook</title>
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	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
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		<title>Amazon apre le sue librerie (forse) / 2</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 08:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivan Rachieli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
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		<description><![CDATA[Altri indizi e considerazioni che spingono a ritenere prossima l'apertura di librerie tradizionali da parte del primo venditore globale di ebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2012/02/10/amazon-apre-le-sue-librerie-forse">Come scrivevo</a> alla vigilia dello scorso fine settimana, l’ipotesi che Amazon voglia aprire proprie librerie fisiche è niente più che indiziaria, con indizi però che appaiono importanti, dalle strategie di Amazon stessa alle azioni (e reazioni) della concorrenza.</p>
<p>Barnes &#038; Noble (B&#038;N) ha per esempio <a href="http://www.businessweek.com/ap/financialnews/D9SKN3BO0.htm">accusato Amazon</a> di agire unicamente nel proprio interesse e non in quello generale del mercato editoriale.<span id="more-9315"></span> Questa la dichiarazione a BusinessWeek di Jaime Carey, Chief Merchandising Officer di B&#038;N:</p>
<blockquote><p>
Their actions have undermined the industry as a whole and have prevented millions of customers from having access to content. It&#8217;s clear to us that Amazon has proven they would not be a good publishing partner to Barnes &#038; Noble as they continue to pull content off the market for their own self-interest.
</p></blockquote>
<p>Le catene di librerie canadesi Indigo e Books-a-Million <a href="http://www.thebookseller.com/news/indigo-and-books-million-join-boycott-of-Amazon-print-titles.html">hanno deciso di sostenere B&#038;N</a> e boicottare le edizioni cartacee di Amazon.</p>
<p>Negli Usa il mercato dei libri cartacei costituisce almeno l’80% del totale (dalle nostre parti siamo al 99%, giusto per non perdere la prospettiva), dunque deve essere considerato da Amazon un settore strategico, per almeno due ragioni.</p>
<p>Prima: Amazon continuerà a cercare di portare dalla propria gli autori di bestseller (e in generale tutti quelli considerati economicamente interessanti), ma per farlo ha attualmente bisogno di garantire ai suoi prodotti (cartacei) una distribuzione capillare oltre che elargire anticipi milionari e royalty altissime.</p>
<p>Seconda: Amazon non lascerà alcunché di intentato. La strategia è chiara: essere presenti ovunque, erodere terreno, alterare gli equilibri. Dopo aver contribuito alla chiusura di Borders e alla radicale trasformazione di B&#038;N, Amazon potrebbe aver deciso di chiudere il cerchio e aprire le sue librerie. Grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è eccellente.</p>
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		<title>Un socio di nome Amazon</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea C. Granata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
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		<description><![CDATA[Se domani Amazon svanisse, si troverebbero in difficoltà evidenti molte startup insospettabili. E non per la distribuzione degli ebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avere amici che lavorano nel mondo dell’editoria garantisce due cose: il privilegio di un piccolo sconto sull’acquisto dei libri e interminabili discussioni sui pregi e i difetti di Amazon.</p>
<p>Perlopiù la discussione verte su questioni che riguardano gli aspetti tecnologici. Solitamente l’accusa è <i>Mobi e <a href="http://www.amazon.com/gp/feature.html?docId=1000729511">KF8</a> oltre ad non essere formati standard come <a href="http://idpf.org/epub/30">ePub</a> e <a href="http://www.theinquirer.net/inquirer/news/1030411/pdf-approved-iso-32000">PDF</a>, sono tecnicamente inferiori.</i></p>
<p><span id="more-9291"></span></p>
<p>A corredo della circostanziata accusa seguono colorite considerazioni su ebook che in ePub erano scintillanti e dopo la conversione in Mobi sono diventati tristi come un piatto di pastina col dado.</p>
<p>Sebbene condivida le <a href="http://www.pigsgourdsandwikis.com/2012/01/kf8-is-nothing-more-than-epub-with-mobi.html">critiche a KF8</a>, per me Amazon rimane un&#8217;azienda fantastica e una delle più innovative degli ultimi anni, quantomeno per la fruibilità del suo sito di commercio elettronico, per il customer care e soprattutto per come ha saputo costruire la sua infrastruttura tecnologica.</p>
<p>Nei miei tentativi di argomentare a favore di Amazon, il baluardo davanti al quale quasi tutti si arrestano è <i>Senza Amazon Web Services non avresti <a href="http://aws.amazon.com/customerapps/1955?_encoding=UTF8&amp;queryArg=searchQuery&amp;x=0&amp;fromSearch=1&amp;y=0&amp;searchPath=customerapps&amp;searchQuery=dropbox">Dropbox</a> né <a href="http://www.foursquare.com/">Foursquare</a> né <a href="http://instagr.am/">Instagram</a> né <a href="http://www.hootsuite.com/">Hootsuite</a> né <a href="http://www.quora.com/">Quora</a> né <a href="http://www.reddit.com/">Reddit</a>.</i></p>
<p>Come Amazon interagisca con queste aziende è perfettamente sintetizzato da Colin Percival nel suo post <a href="http://www.daemonology.net/blog/2010-10-10-zero-equity-co-founders.html"><i>My zero-equity co-founders</i></a>:</p>
<blockquote><p>
The <a href="http://www.tarsnap.com/">Tarsnap</a> server code, on the other hand, relies on Amazon S3 for durable back-end storage; my estimate is that this would take me 25–50 thousand lines of code and at least two years to replicate, and – seeing as testing distributed systems is very difficult without distributed hardware – a non-trivial capital expenditure, too.
</p></blockquote>
<p>Amazon permette a molte aziende innovative di focalizzarsi sulla valorizzazione della loro idea minimizzando la complessità dell’infrastruttura, un valore importante fino a qualche anno fa impensabile a costi “popolari”.</p>
<p>Il design dei servizi <i>cloud</i> di Amazon come EC2 o S3 si è rivelato un tale successo che i più importanti progetti di software open source nati per costruire infrastrutture cloud pubbliche e private implementano esattamente le Api di Amazon Web Services, rendendole di fatto uno standard. Parleremo prossimamente di progetti open source  inerenti al Cloud, ma già da ora sappiate che ad esempio il progetto <a href="http://openstack.org/">OpenStack</a> iniziato da Nasa e Rackspace implementa le funzionalità dei principali servizi cloud di Amazon utilizzando la stessa identica API.</p>
<p>Per alcuni Amazon fa parte delle <i>evil company</i> mentre per altri sarebbe impossibile rinunciarvi. Certamente senza l&#8217;apporto di Amazon il cloud computing sarebbe molto più arretrato e forse avremmo molte meno startup tecnologiche con le quali giocare.</p>
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		<title>La fine dei Betamax</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 13:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucio Bragagnolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[commoditization]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[ebookbinder]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>
		<category><![CDATA[xelaton]]></category>

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		<description><![CDATA[Le discussioni sui formati e sulle piattaforme potrebbero risvegliarsi dentro una realtà più sbrigativa e scoprire che nessuno si cura di loro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Betamax, il formato di videoregistrazione Sony che perse la battaglia contro Vhs, inferiore tecnicamente ma ubiquo, oramai abusato come analogia con qualsiasi tecnologia si presenti superiore in quanto tale.</p>
<p>Ci ho pensato leggendo di un nuovo programma per Mac, <a href="http://www.xelaton.com/index.php?section=blog&#038;lang=en&#038;showPost=55">eBookBinder di Xelaton</a>, al momento in beta e prossimamente in vendita per un prezzo non superiore ai dieci dollari.<span id="more-9064"></span> Crea ebook in questo modo:</p>
<blockquote><p>1. Enter book details. Name of the book and its author, add an image for the book-cover, webpage of the publisher and other details can be entered. There is no need to fill all fields, at least you should enter a name for your book.</p></blockquote>
<blockquote><p>2. Add text-files as chapters to your book-project. Every single text-file you add to eBookBinder is treated as a single chapter. Give your chapters a name and order them per drag&#8217;n drop to your desired sequence of chapters.</p></blockquote>
<blockquote><p>3. Create your ebook. Just hit the &#8220;Bind Book&#8221;-Button and eBookBinder will compile the ebook for you. That&#8217;s all!</p></blockquote>
<p>Il mio interesse specifico per eBookBinder, per la sua facilità di utilizzo, per la qualità del suo output (in modalità ebook, una copia ePub e una copia Mobi), è pressoché nullo. </p>
<p>Penso invece a qualche Betamax umano, che parla di ebook come di club esoterici, piattaforme di fruizione in senso così ampio da ambire alla cosmologia, filosofie della lettura e dei lettori da fare impallidire gli Esistenzialisti.</p>
<p>Intanto il libro elettronico si avvicina alla <em>commoditization</em>, al diventare di uso comune. Ancora poco e chiunque si creerà gli ebook che vuole come vuole quando vuole, certamente di pessima qualità, ma a costo zero. Le chiacchiere sui modelli di business diverse dal rimboccarsi le maniche, fare bene il proprio mestiere, curare il livello della propria produzione e sperimentare con coraggio cose nuove, improvvisamente appariranno quasi come incunaboli. <em>Quasi</em>, perché non avranno più alcun valore.</p>
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		<title>Scrittore vs ebook</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 08:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucio Bragagnolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[jonatan franzen]]></category>
		<category><![CDATA[libro contro ebook]]></category>
		<category><![CDATA[libro vs. ebook]]></category>
		<category><![CDATA[testo permanente]]></category>

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		<description><![CDATA[La critica contro gli ebook in quanto sostituti non all'altezza della carta parte male nell'istante in cui presume che la carta vada per forza sostituita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Jonathan Franzen, scrittore americano autore di <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788858403518/Le_correzioni/Jonathan_Franzen.html"><em>Le correzioni</em></a> e <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788806191115/Liberta/Jonathan_Franzen.html"><em>Libertà</em></a>, acclamato come uno dei maggiori romanzieri viventi negli Usa ma definito di recente sulla nostra stampa “luddista a intermittenza”, <a href="http://www.telegraph.co.uk/culture/hay-festival/9047981/Jonathan-Franzen-e-books-are-damaging-society.html">ha lanciato un attacco contro il concetto di ebook</a> avanzando argomenti abbastanza triti nel complesso ma anche una affermazione più degna di analisi:</p>
<blockquote><p>I think, for serious readers, a sense of permanence has always been part of the experience. Everything else in your life is fluid, but here is this text that doesn’t change.</p></blockquote>
<p><span id="more-8912"></span></p>
<p>Potrebbe essere più corretto osservare che in fondo le tecnologie digitali in generale hanno reso fluidi aspetti della vita che prima non lo erano. Si parla di <em>anytime, anywhere</em> in rapporto alla possibilità – non a tutti gradita – di lavorare senza vincoli di tempo e di spazio. Anche fuori da Internet si assiste all’affermazione progressiva dei media on demand, che scardinano riti in un certo senso permanenti come lo furono il telegiornale della sera o il fischio di inizio delle partite di calcio della domenica, tutte insieme e tutte alla stessa ora. Il testo potrebbe essere semplicemente il prossimo elemento della vita a fludificarsi.</p>
<p>Dove si chiude la permanenza, si apre la continuità. Un domani, non lontano, quel pesante volume sul comodino, pieno di testo permanente, verrà letto anche durante la pausa caffè, forse su un iPad o un Galaxy Samsung o un Kindle Fire, o chi per loro. Fermo restando che nessuna tecnologia possiede il magico dono di portare unicamente benefici, il giudizio sugli ebook riguarderà più la loro capacità di diffondere e incoraggiare la lettura che la fluidità del testo che li compone.</p>
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		<title>L’editoria tra complessità e oscurità</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Brivio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoria digitale]]></category>
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		<category><![CDATA[pirateria]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri si è tenuta a Milano If Book Then, conferenza di respiro internazionale sul futuro dell’editoria. Come è andata? Tanti gli spunti e le suggestioni. Ecco una sintesi e alcune riflessioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il secondo anno <a href="http://www.ifbookthen.com/">If Book Then</a> ha concentrato su Milano il dibattito sul futuro dell’editoria. Tentare una sintesi non è semplice. Ci proviamo partendo da una citazione su cui anche Giuseppe Granieri (<a href="https://twitter.com/#!/gg">@gg</a>), direttore dell’editore nativo digitale <a href="http://www.40kbooks.com/">40Kbooks</a>, è ritornato nel suo intervento di chiusura dell’evento:</p>
<blockquote><p>Complexity and obscurity are the true publishers enemies.</p></blockquote>
<p>Che nomi ha quindi questa <em>complessità</em>? E cosa significa <em>oscurità</em>?<span id="more-9004"></span></p>
<p>La complessità è quella dei formati per ebook: aperti come EPUB; proprietari come KF8 (di Amazon), IBA e IBOOKS (di Apple); consolidati come PDF; poveri ma fondamentali (per Amazon) come MOBI. Ma anche quella dei metadati – per farla semplice le strutture che veicolano le informazioni bibliografiche – quasi sempre diversi tra negozio e negozio. Oppure quella del DRM, la protezione anticopia, diversa tra Amazon, Apple e Adobe, nata per combattere una pirateria su cui si discute da tempo (ma veramente le copie pirata sono vendite perse?). E ancora quella dei prezzi, la cui logica di applicazione potrebbe essere diversa in digitale dove conta per prima cosa emergere, e allora il prezzo delle novità potrebbe essere basso, e poi crescere via via che un titolo diventa popolare, uscendo dall’oscurità.</p>
<p>Già perché in un mondo sovraccarico di contenuti, fatto di pagine web e senza vetrine e scaffali delle librerie, un mondo dove la pubblicazione è potenzialmente per tutti, forse non bisogna temere la pirateria, ma il non essere visti, conosciuti, considerati, “sfogliati”.</p>
<p>Ma l’oscurità non è solo questo. Oscurità è anche non esserci, aver deciso di non pubblicare in digitale, non “aver fatto l’ebook”. Allora cosa potrebbe succedere? Per esempio i lettori in cerca di pane per i loro ereader potrebbero scegliere un altro titolo, o peggio cercare una copia illegale, “piratata” da chi il libro lo ha comprato su carta ma possiede sufficiente know-how per produrne una versione digitale da condividere in Rete.</p>
<p>La parola d’ordine diventa allora esserci, e quindi farsi notare: per il prezzo e per l’assenza di DRM, prima che per il contenuto e la copertina.</p>
<p>Ma prima di esserci è necessario pensare in che forma e ritornare alla complessità. Se l’editoria digitale diventa (o diventerà) mainstream, non è possibile aspettarsi dai lettori tolleranza verso errori e imprecisioni tipografiche. La complessità qui riguarda la difficoltà di controllare il rendering dei contenuti in più formati, su vari device, su schermi diversi. <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2012/02/01/io-editore-tu-html5">Un lavoro non da poco</a> perché la tipografia degli ebook ha un’esperienza paragonabile ai primi anni della stampa a caratteri mobili, e le buone pratiche che si stanno definendo si scontrano con problemi strutturali interni ed esterni all’editore di non semplice controllo e individuazione.</p>
<p>E in uno scenario così fluido sempre in termini di complessità è necessario ripensare il ruolo dell’editore. Un mercato nuovo tutto da comprendere e padroneggiare, dove “gli euro del fisico potrebbero diventare centesimi del digitale”, e dove nuovi attori si affacciano con aggressività, impone di allargare il campo, ridefinire e ottimizzare i workflow, ampliando i servizi intorno al contenuto ma anche le possibilità commerciali che, in un’economia di scala come quella possibile in Rete, diventano globali.</p>
<p>Oggi più che mai gli editori devono essere i primi a mostrare il valore aggiunto che portano, creando ecosistemi intorno a lettori e autori e ridefinendo di conseguenza il ROI, il ritorno dell&#8217;investimento.</p>
<p>Le parole di Granieri chiudono e rilanciano la sfida:</p>
<blockquote><p>L&#8217;editoria oggi &#8211; come non mai &#8211; è un settore ad alta innovazione.</p></blockquote>
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		<title>I diritti dell&#8217;ebook, quasi un salto nel vuoto</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 07:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kylee Doust</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[contratto editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[diritti d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[ebooksurf]]></category>
		<category><![CDATA[editoria generale]]></category>
		<category><![CDATA[Ginevra Villa]]></category>
		<category><![CDATA[Kylee Doust]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi si occupa di contratti editoriali, ma anche per chi medita il grande passo verso l'autopubblicazione, «è un momento di grande cautela ma che richiede anche coraggio». La prefazione a "Ebook nel contratto" di Ginevra Villa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo a un bivio nel mondo editoriale. Il libro, un oggetto che ha mantenuto la sua forma immutata per centinaia di anni, è sul precipizio di un grande cambiamento: il passaggio dal prodotto tangibile al prodotto virtuale. Per noi agenti letterari questo cambiamento porta nuovi quesiti ogni giorno. La stesura di un contratto editoriale, nel passato un territorio familiare, ora comporta un salto nel vuoto; appena ottieni una risposta hai subito pronta un&#8217;altra domanda. I contratti tra editore e autore di un anno fa sono diversi da quelli di oggi. Per cominciare come si definisce un ebook e come si differenzia dal diritto elettronico? Come viene calcolato il guadagno e che tipo di percentuale può chiedere un autore? La pubblicazione di un ebook mantiene vivo un libro anche se non esiste un&#8217;edizione cartacea? Come si protegge un libro elettronico dalla pirateria?<span id="more-7912"></span></p>
<p>Anche il panorama editoriale sta cambiando. Autori valutano l&#8217;ipotesi di mantenere il controllo del diritto sull&#8217;ebook per pubblicarlo direttamente su Amazon; nascono nuovi editori digitali che hanno poca esperienza editoriale &#8220;classica&#8221;; agenti letterari diventano anche loro editori.</p>
<p>È un momento di grande cautela ma che richiede anche coraggio. Aspettare per studiare meglio l&#8217;andamento del mercato degli ebook o buttarsi e sperare di trovare una nicchia sicura nel mondo digitale?</p>
<p>Se state pensando di buttarvi come editore digitale, come autore che si autopubblica oppure come libreria online questo libro vi aiuterà a entrare nel mondo in evoluzione dei diritti digitali e capire il loro significato in modo da poterli gestire con saggezza e cautela, coraggio e lungimiranza.</p>
<p>Kylee Doust<br />
<a href="http://kyleedoustagency.blogspot.com/">Kylee Doust Agency</a></p>
<p><br style="clear: both;" /><br />
<em>Pubblicato originariamente come prefazione a <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850314096/scheda">Ebook nel contratto</a> di Ginevra Villa. Scopri la collana di ebook Apogeo dedicati all&#8217;<a href="http://www.apogeonline.com/editoriadigitale">editoria digitale</a>.</em></p>
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		<title>Una casa editrice è abitata dai lettori</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 07:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Jugo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Stefano Jugo]]></category>

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		<description><![CDATA[«La gente risponde, si appassiona, a volte si arrabbia, ma comunque apprezza l’attenzione che le viene rivolta». Il "bot di @Einaudieditore" dice la sua a margine di "Editore nei social media" di Federica Dardi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono grato a Federica Dardi per almeno due motivi: intanto per avermi dato la possibilità di fare una citazione più lunga di 140 caratteri, un piacere raro per chi come me è abituato a comunicare attraverso Twitter; ma soprattutto le sono grato per aver scritto <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850314119/scheda">un libro</a> che illustra con semplicità alcuni importanti mutamenti in corso nel mercato editoriale. Come ricorda Federica, ormai «i cervi hanno i fucili», chiunque ne abbia voglia è in grado non solo di discutere direttamente con editori, autori e critici letterari di un libro mentre lo sta leggendo, ma può pubblicarne uno e provare a venderlo senza la mediazione dei soggetti che finora si pensavano necessari.<span id="more-7889"></span></p>
<p>Per fortuna il ruolo dell&#8217;editore, almeno stando a quanto affermano le pagine che seguono, rimane centrale: la mediazione culturale operata dalle case editrici continua e si rafforza in questo <em>brave new world</em> popolato da strane entità con nomi oscuri come social network, tag, metadati e social reading. Non è ancora arrivato il momento di gettare il mantello e spezzare la bacchetta come fece il Duca di Milano: è sufficiente provare ad ascoltare i lettori e a comunicare con loro grazie alle nuove opportunità a disposizione di chi fa cultura all&#8217;alba del nuovo millennio.</p>
<p>Io ci sto provando: mi occupo da anni di comunicazione online in Einaudi, ma da quando ho aperto il canale Twitter della casa editrice mi sono reso conto di quanto può essere proficua e stimolante l’interazione diretta con chi legge. Il mio Ariel (o forse il mio Calibano, non so) si chiama bot ed è una versione un po&#8217; sgangherata dei chatbot programmati per dialogare con gli esseri umani. Il bot ascolta i suggerimenti delle persone che lo seguono, gira informazioni e inonda le timeline di citazioni non richieste. A volte inventa o rilancia hashtag che fanno perdere tempo a un sacco di gente.</p>
<p>E la gente risponde, si appassiona, a volte si arrabbia, ma comunque apprezza l’attenzione che le viene rivolta.</p>
<p>Il risultato che si può raggiungere usando gli strumenti che Federica illustra nel <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850314119/scheda">libro</a> che state per leggere &#8211; e Twitter è solo uno di essi &#8211; è rendere palese che una casa editrice è abitata non solo da autori e libri, ma soprattutto da lettori.</p>
<p>Stefano Jugo AKA il bot<br />
<a href="https://twitter.com/#!/einaudieditore">@Einaudieditore</a></p>
<p><br style="clear: both;" /><br />
<em>Pubblicato originariamente come prefazione a <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850314119/scheda">Editore nei social media</a> di Federica Dardi. Scopri la collana di ebook Apogeo dedicati all&#8217;<a href="http://www.apogeonline.com/editoriadigitale">editoria digitale</a>.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Amiamo storie, prima che il loro supporto</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2012/01/11/amiamo-storie-prima-che-il-loro-supporto</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 07:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Granieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[ebooksurf]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Granieri]]></category>
		<category><![CDATA[Letizia Sechi]]></category>

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		<description><![CDATA[«Questo mondo che sta cambiando forma richiede un grande adattamento da parte di chi lavora nell’industria culturale, ma è anche un’avventura per i lettori che stanno entrando in un territorio di scoperta diverso e più ricco», scrive Granieri introducendo "Oltre la carta" di Letizia Sechi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se guardiamo all’idea di libro digitale, la cosa meno interessante potrebbe essere il fatto che il libro sta &#8220;diventando digitale&#8221;. Certo, tocca le nostre preferenze personali, la rassicurante certezza del volume di carta tra le mani. Tocca persino elementi sociali (mostrare la copertina di un libro che si legge in treno è una forma di comunicazione) e di architettura di interni: cosa arreda meglio dei libri di carta?<span id="more-7877"></span></p>
<p>Eppure la carta è un supporto, esattamente come i <em>bit</em> del digitale. Quello che noi realmente amiamo sono le storie o i pezzi di conoscenza che diventano nostri quando accediamo al pensiero di qualcuno in forma scritta. Se cambia il supporto &#8211; e se questa innovazione viene accettata da milioni di persone &#8211; significa che ci sono dei vantaggi. Nessuno di noi è mai stato obbligato a passare agli <code>.mp3</code> o a doversi informare online.</p>
<p>Il cambiamento di supporto, però, è solo l’innesco di processi molto più profondi. Il mondo del libro, quello che gli addetti ai lavori chiamano editoria (ma anche l’idea di libro nella mente del lettore), si disegna &#8220;intorno&#8221; alle proprietà funzionali del supporto. Per secoli il migliore che avevamo è stato la carta e ci abbiamo lavorato molto. La carta è complicata da stoccare, da distribuire, da far trovare ai lettori. In tutto questo tempo c’è stato un grande cammino verso la massima ottimizzazione possibile: abbiamo migliorato la distribuzione, abbiamo inventato le biblioteche (che, da un punto di vista sociale, sono dei punti di accesso a libri che altrimenti non sarebbero accessibili) eccetera.</p>
<p>Ora, la carta ha finito il suo ciclo di innovazione. E inizia quello del digitale.</p>
<p>Alcune proprietà del libro digitale sono dirompenti. Innanzitutto la distribuzione cessa di essere un problema: tutti i libri sono allo stesso clic di distanza da tutti i lettori. I costi di pubblicazione tendono a zero, quindi molti più autori possono confezionarsi il loro libro. I filtri, che prima determinavano cosa poteva essere pubblicato o meno, cambiano: non è più necessario selezionare il libro a monte, in base al numero di copie che può vendere. Eccetera, eccetera. Intorno a queste proprietà funzionali, passo dopo passo, si ridisegnerà tutto il sistema che regola il rapporto tra libri e lettori.</p>
<p>Ma tutte le nuove soluzioni portano con sé nuovi problemi. Questo mondo che sta cambiando forma &#8211; e siamo appena nella fase embrionale &#8211; richiede un grande adattamento da parte di chi lavora nell’industria culturale, ma è anche un’avventura per i lettori che stanno entrando in un territorio di scoperta diverso e più ricco. Una trasformazione profonda, si sa, costringe tutti a dover imparare qualcosa di nuovo.</p>
<p>&#8220;Sfogliando&#8221; <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850314102/scheda">queste pagine</a> entreremo piano piano, ma con molto metodo, in un universo che sta cambiando. Ricco di stimoli e di opportunità, spinto quotidianamente dall’innovazione (come sempre succede con il digitale) e aperto all’idea che qualsiasi cosa si modifichi intorno all’idea di libro è un qualcosa che si modifica intorno al beneficio per il lettore. Che è sempre più centrale nell’editoria del XXI secolo.</p>
<p><em>Giuseppe Granieri<br />
</em><a href="http://twitter.com/gg">@gg</a></p>
<p><br style="clear: both;" /><br />
<em>Pubblicato originariamente come prefazione a <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850314102/scheda">Oltre la carta</a> di Letizia Sechi. Scopri la collana di ebook Apogeo dedicati all&#8217;<a href="http://www.apogeonline.com/editoriadigitale">editoria digitale</a>.</em></p>
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		<title>I tre ingredienti che sono mancati fino a oggi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 07:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Roncaglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[ebooksurf]]></category>
		<category><![CDATA[editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[epub]]></category>
		<category><![CDATA[Gino Roncaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Ivan Rachieli]]></category>
		<category><![CDATA[Open eBook Publication Structure]]></category>

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		<description><![CDATA[Dispositivi di lettura comodi, un formato standard e un'ecosistema funzionante. Ecco perché oggi possiamo finalmente parlare di esplosione del fenomeno ebook, spiega Gino Roncaglia presentando "La pratica dell'epub" di Ivan Rachieli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di libri elettronici si parla ormai da molto tempo (molto, intendiamoci, relativamente ai tempi rapidissimi della rivoluzione digitale). A cavallo fra 1999 e 2000 – l’epoca della cosiddetta “falsa partenza” – sembrava fosse questione di mesi. Due o tre anni dopo, si è capito che non era così. Sfidare la carta? Un’idea balzana, hanno pensato (e scritto) in molti. Del resto, di <em>paperless office</em> si parlava da ancor prima, e al suo posto sono arrivate stampanti sempre più veloci, impegnate a fagocitare tonnellate di risme di carta e cartucce d’inchiostro. Ma l’idea dei libri elettronici non era un’idea balzana (così come non lo è quella del paperless office). Per poterci arrivare, però, mancavano ancora tre ingredienti.<span id="more-7853"></span></p>
<p>Il primo. Dei dispositivi di lettura comodi, portatili e con schermi di buona qualità.</p>
<p>Il secondo. Un formato standard ragionevolmente diffuso, che potesse essere utilizzato senza eccessive difficoltà, e che permettesse un&#8217;impaginazione liquida dei testi senza pregiudicarne troppo la buona “messa in pagina”.</p>
<p>Il terzo. La capacità di costruire attorno alla lettura in ambiente digitale un ecosistema funzionante: gestione facile degli acquisti, meccanismi di protezione non penalizzanti, programmi di lettura funzionali e capaci di permettere non solo la lettura del testo, ma anche la gestione di servizi attorno al testo (dalle annotazioni agli aggiornamenti, dalle recensioni alle discussioni e così via).</p>
<p>Sono tre problemi sui quali proprio negli ultimi anni del secolo scorso si era cominciato a lavorare: i primi e-book reader degni di questo nome compaiono nel 1998. Negli stessi anni Amazon introduceva nel proprio sito (nato nel 1995) i primi strumenti di filtraggio collaborativo, mattoni di un ecosistema della lettura che restava in apparenza ancorato alla carta, ma che si avviava a diventare autonomo. Nel 1999 arrivava la prima versione di Open eBook Publication Structure (OEBPS), il progenitore di ePub.</p>
<p>Nonostante l’entusiasmo, però, gli annunci e i prototipi non bastano: fra l’avvio del lavoro e i primi risultati in qualche misura soddisfacenti doveva passare quasi un decennio.</p>
<p>Dalla fine del millennio spostiamoci allora a gennaio 2007. È in quel mese che Time Magazine pubblica la celebre copertina a specchio: la “persona dell’anno” è l’utente attivo, che non si limita a consumare informazione ma la produce. In quel gennaio 2007 Facebook è già uscito da Harvard per aprirsi a milioni di utenti di tutto il mondo, il Web 2.0 e l’idea di <em>user generated content</em> sono già merce comune, Windows XP è già stato sostituito dalle prime versioni di Windows Vista (non un gran passo avanti…). Guardato da questo punto di vista, quel gennaio del 2007 non è troppo lontano.</p>
<p>C’è però un settore in cui il gennaio 2007 è lontanissimo: quello della lettura e dell’uso mobile dell’informazione. Niente iPhone (l’annuncio è del 9 gennaio, ma i primi esemplari escono a fine giugno), niente Kindle (arriverà a novembre), e ovviamente niente iPad (la cui prima versione è dell’aprile 2010). Da questo punto di vista, il 1 gennaio 2007 è passato remoto: fra allora e oggi, c’è stata una rivoluzione.</p>
<p>Certo, lo spazio per ulteriori innovazioni tecnologiche relative ai dispositivi di lettura è enorme: ma possiamo dire che sul primo punto abbiamo fatto passi avanti davvero notevoli. Il periodo 2007-2011 è stato insomma quello dell’esplosione del nuovo hardware.</p>
<p>E il software? Le funzionalità dei programmi di lettura, i servizi offerti, il linguaggio in cui scrivere gli e-book? Anche qui, i progressi ci sono. Ma sono solo la punta di un iceberg: se posso rischiare una previsione, nel campo della lettura in ambiente elettronico dopo i cinque anni dell’hardware ci aspettano (almeno) cinque anni di crescita esplosiva delle caratteristiche e delle funzionalità offerte dal software.</p>
<p>Il primo elemento di questo sviluppo è il linguaggio ePub. Il passaggio da ePub 2 a ePub 3 non è solo un raffinamento: è un passo avanti enorme, e sicuramente ancora provvisorio. Occorrerà integrare ePub con strumenti standard per la gestione condivisa delle annotazioni, per la gestione di feed RSS… non possiamo più permetterci di considerare il ‘pacchetto’ ePub come un oggetto chiuso, e già ePub 3 ne è almeno in parte consapevole.</p>
<p>L’e-book del futuro, insomma, non sarà un pacchetto chiuso di contenuti: sarà una <em>raccolta di servizi</em>. E in apertura del bel lavoro che avete sullo schermo, Ivan Rachieli lo sottolinea subito e con grande chiarezza: “non solo un ebook non è in nessun caso un <em>package</em>, ma (…) è senza ombra di dubbio un <em>information service</em>”.</p>
<p>Per avvicinarci a questa dimensione, che caratterizzerà l’ePub di domani, bisogna capire come funziona l’ePub di oggi. E questo libro aiuta a farlo: non nella forma di manuale tecnico ma nella forma di compendio ragionato e ragionevole, capace di identificare e spiegare i principi alla base degli e-book in formato ePub. Uno per tutti: accanto al principio tradizionale (e sempre valido) secondo cui <em>content is the king</em>, il meno scontato ma non meno importante <em>metadata is the king</em>. Perché l’e-book funzioni, insomma, contenuto e metadati devono regnare insieme.</p>
<p>Chi voglia lavorare professionalmente sul linguaggio ePub avrà probabilmente bisogno, dopo aver letto <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850314126/scheda">questo libro</a>, di ulteriori approfondimenti. Ma non avrà certo perso il suo tempo: potrà muoversi all’interno di un territorio esteso e complesso conservando il senso dell’orientamento.</p>
<p>Gino Roncaglia<em><br />
</em><a href="http://twitter.com/roncaglia">@roncaglia</a></p>
<p><br style="clear: both;" /><br />
<em>Pubblicato originariamente come prefazione a <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850314126/scheda">La pratica dell&#8217;epub</a> di Ivan Rachieli. Scopri la collana di ebook Apogeo dedicati all&#8217;<a href="http://www.apogeonline.com/editoriadigitale">editoria digitale</a>.</em></p>
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		<title>Tutte le sfide che hanno di fronte gli editori</title>
		<link>http://www.apogeonline.com/webzine/2012/01/09/tutte-le-sfide-che-hanno-di-fronte-gli-editori</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 07:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Biase</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[ebooksurf]]></category>
		<category><![CDATA[editori]]></category>
		<category><![CDATA[editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Luca De Biase]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Maistrello]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[La sfida è decisiva: è necessario «sincronizzarsi con la storia attuale allo scopo di scrivere la storia futura». La prefazione di Luca De Base a "Io editore tu Rete" di Sergio Maistrello]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli editori sono in fermento. Internet sta cambiando radicalmente gli scenari del loro business. La tecnologia digitale sta trasformando i linguaggi espressivi e le filiere produttive. Le condizioni a contorno, nell’epoca della conoscenza, stanno mutando e facendo di ogni azienda, organizzazione, gruppo sociale e singola persona, un soggetto potenzialmente in grado di produrre e distribuire contenuti di valore pubblico. In questo contesto, gli editori vedono contemporaneamente uno scenario di crisi e una situazione densa di nuove opportunità. E la variabile essenziale che li conduce a privilegiare il giudizio ottimistico o pessimistico è la loro capacità di costruirsi una competente visione della situazione. È probabilmente il primo motivo di interesse per questo libro. Il secondo motivo discende dal fatto che il destino degli editori è importante per l’evoluzione della capacità di generazione culturale delle società.<span id="more-7840"></span></p>
<p>La storia dell’editoria moderna parte probabilmente all’inizio del Settecento nel momento in cui la corporazione degli stampatori riesce a ottenere il privilegio per ciascun affiliato di poter essere l’unico a pubblicare il libro di un autore con il quale si è messo d’accordo per la gestione del suo copyright. Tecnologia e diritto sono fin dal principio alla radice del business editoriale. In particolare il controllo della tecnologia di accesso ai contenuti, consentiva agli editori di far valere senza particolari problemi anche il loro diritto allo sfruttamento delle opere. Ma le trasformazioni attuali sembrano aver sottratto agli editori il controllo delle tecnologie strategiche e, di conseguenza, la tenuta del sistema del copyright. La leadership dello sviluppo delle tecnologie per pubblicare e distribuire contenuti sta progressivamente ma inesorabilmente passando alle piattaforme online, ai motori di ricerca, ai servizi di vendita di libri e giornali in Rete, alle aziende che producono computer, tablet, cellulari, lettori dedicati alla lettura e così via. In qualunque business, l’impresa che non ha alcun controllo sulla tecnologia fondamentale per lo svolgimento del business rischia di essere marginalizzata.</p>
<p>L’impresa che non governa la sua tecnologia può superare con successo il rischio di perdere quote di mercato se conserva in qualche modo una relazione privilegiata con il suo pubblico o con i suoi fornitori. E indubbiamente i marchi e le testate aiutano gli editori a resistere nel cuore del pubblico, mentre possono conservare un’attrattiva nei confronti degli autori se riescono a convincerli di essere ancora il miglior interlocutore per generare reddito con il loro lavoro. Ma entrambe le difese sono superabili.</p>
<p>La struttura del mercato editoriale sta cambiando radicalmente. Un tempo la scarsità fondamentale era sotto il controllo dell’offerta: ciò che era scarso era lo spazio per la pubblicazione. Oggi, su Internet, quello spazio è illimitato, mentre la scarsità fondamentale è sotto il controllo della domanda: ciò che è scarso è, prima di tutto, il tempo e l’attenzione del pubblico. Sicché, nel mercato editoriale, la domanda controlla le fonti del valore mentre l’offerta deve conquistare il suo spazio centimetro per centimetro. Contemporaneamente, nella relazione con il pubblico, gli editori si trovano di fronte nuovi agguerriti competitori, spesso dotati di marchi importanti e meglio posizionati sul piano tecnologico: quelli dei motori di ricerca, quelli dei negozi online, quelli dei produttori di device. Inoltre, molti ex inserzionisti pubblicitari sono partiti alla conquista del tempo e dell’attenzione del pubblico direttamente su Internet senza la mediazione degli editori. E del resto, anche per gli autori stanno emergendo molte e interessanti opportunità per valorizzare le loro opere che a loro volta non passano per la mediazione degli editori.</p>
<p>Il primo capitolo di chiunque operi nel business editoriale diventa la dimostrazione dell’unicità del suo servizio a vantaggio del pubblico. Segue, subito dopo nella scala di priorità, la riconquista di una forma di controllo della tecnologia. E in terza posizione c’è la rigenerazione della sua relazione con gli autori. In tutti i casi si tratta di fare un salto di qualità culturale: le vecchie soluzioni e le inveterate abitudini semplicemente non funzionano più: il salto culturale deve condurre a comprendere non come controllare ma come servire il pubblico, a trasformarsi da passivi fruitori ad attivi innovatori della tecnologia, a passare da rentier del copyright a promotori e valorizzatori dell’accesso alle opere degli autori. Si tratta di salti culturali che, spesso, appaiono troppo alti per gli editori troppo tradizionali. E che quindi favoriscono in certi casi i nuovi entranti nel business.</p>
<p>Sta di fatto, che il pubblico cerca ancora le funzioni fondamentali che in passato erano svolte solo dagli editori, per scegliere a che cosa dedicare il tempo, per riconoscere autorevolezza e credibilità agli autori, per accedere in modo comodo e a un prezzo giusto alle opere. Le protezioni che favorivano gli editori nello sfruttamento di queste funzioni non ci sono più, ma le funzioni hanno ancora valore. E il riconoscimento di questa opportunità potrebbe rivelarsi la spinta decisiva per gli editori a rinnovarsi profondamente, per sincronizzarsi con la storia attuale allo scopo di scrivere la storia futura.</p>
<p><a href="http://blog.debiase.com">Luca De Biase</a><br />
<br style="clear: both;" /><br />
<em>Pubblicato originariamente come prefazione a <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850314157/scheda">Io editore tu Rete</a> di Sergio Maistrello. Scopri la collana di ebook Apogeo dedicati all&#8217;<a href="http://www.apogeonline.com/editoriadigitale">editoria digitale</a>.</em></p>
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