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	<title>Apogeonline &#187; Anna Masera</title>
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	<description>Notizie e libri tra tecnologia, musica, spiritualità e filosofia</description>
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		<title>Inscatolata la libertà</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 11:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Aliprandi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Open Source]]></category>
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		<description><![CDATA[La tutela della privacy e dei dati personali potrebbe essere affidata domani a un piccolo apparecchio azionato da software libero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ascoltai una sua conferenza nella piccola sala riunioni della sede centrale di Creative Commons a San Francisco era il marzo del 2011. <a href="http://moglen.law.columbia.edu/">Eben Moglen</a>, docente presso la facoltà giuridica della Columbia University di New York nonché principale consulente legale della Free Software Foundation, aveva già colto l&#8217;occasione per puntare il dito contro il cloud computing, i grandi social network e tutti quei servizi che, con l&#8217;esca seducente della gratuità e della comodità (e spesso anche quella più subdola del <em>ce l&#8217;hanno tutti; devo averlo anch&#8217;io!</em>), portano a rinunciare a buone fette della nostra privacy e del controllo sui nostri dati.<span id="more-10763"></span></p>
<p>Ora, rileggendo una <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&amp;ID_articolo=1334">recente intervista</a> concessa ad Anna Masera de <em>LaStampa.it</em>, ritorno a quella mattina della mia <em>internship</em> californiana e vedo che le questioni teoriche trattate l&#8217;anno scorso da Moglen si sono trasformate in un progetto ben più concreto di cui negli USA si discute già da alcuni mesi.</p>
<p>La trovata di questo “avvocato hacker” – provocatoria quanto innovativa – è chiamata Freedombox (scatola della libertà) e consiste in una specie di modem con connettività Wi-Fi ed Ethernet da collegare alla propria rete di casa; attualmente è ancora un prototipo ma dovrebbe entrare in produzione e in commercializzazione entro l&#8217;anno. Dal punto di vista software, FreedomBox è anche un sistema <em>Debian-based</em> che evita all&#8217;utente di fornire informazioni personali durante il collegamento a Internet.</p>
<div id="attachment_10764" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2012/05/sf_09-03-11_12.jpg"><img src="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2012/05/sf_09-03-11_12.jpg" alt="Eben Moglen" title="sf_09-03-11_12" width="400" height="527" class="size-full wp-image-10764" /></a><p class="wp-caption-text">Eben Moglen, &quot;avvocato hacker&quot; ed eroe prossimo venturo della libertà digitale.</p></div>
<p>Come spiega lo stesso Moglen, si tratta di tecnologia appositamente pensata per disintermediare tutte le comunicazioni, in modo da mettere in contatto solo gli utenti fra di loro.</p>
<p>E nell&#8217;intervista concessa alla Masera sottolinea:</p>
<blockquote><p>Qui negli USA se hai un cellulare e un fornitore di rete, sei certo che un qualsiasi funzionario delle forze dell&#8217;ordine in qualsiasi momento può ottenere di sapere la tua esatta località. Così: privacy addio per milioni di persone. Il grande affare della telefonia di oggi è che possiamo tutti essere spiati.</p></blockquote>
<p>Sì, perché quella di Internet come regno della totale disintermediazione e del contatto diretto tra singoli utenti è una bella favoletta ormai poco credibile (nonostante molti la raccontino tuttora).</p>
<p>È stata costituita anche una FreedomBox Foundation (con base a New York) con un <a href="http://freedomboxfoundation.org/">sito</a> per approfondire e dove offrire il proprio contributo sia in termini di sviluppo tecnologico sia in termini di divulgazione.</p>
<p><em>Il testo di questo articolo è sotto licenza <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/it/">Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 3.0 Italia</a>.</em></p>
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		<title>Neutralità della rete, la resa dei conti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 08:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Longo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culture digitali]]></category>
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		<description><![CDATA[Contro il fiorire di disegni di legge repressivi, l'opposizione propone un testo in difesa dei pilastri della internet e di stimolo alla diffusione della connettività in Italia. Due schieramenti opposti e spesso inconciliabili, sempre più vicini al confronto decisivo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È come poco prima dei calci di rigore, in una finale: la tensione dai palchi è al massimo e la contrapposizione tra opposti gruppi che rumoreggiano si fa nettissima. Siamo alla resa dei conti, infatti, su un tema che è balzato di colpo dalle private stanze degli addetti ai lavori ai fari della politica. Anche in Italia. Perché di <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/02/05/neutralita-della-rete-la-trasparenza-e-fai-da-te">neutralità della rete</a> non si è mai parlato così tanto, da noi, come in questo periodo. Nel giro di pochi giorni abbiamo avuto una <a href="http://unaleggeperlarete.wordpress.com/">proposta di legge</a> dal Partito Democratico, che è la prima in Italia (e forse anche nel mondo, a detta degli esperti) a parlare esplicitamente di difesa della neutralità della rete. Si contrappone esplicitamente alle <a href="http://www.apogeonline.com/filirossi/leggi-internet">tante proposte</a> che sono arrivate dal Popolo delle Libertà, a raffica nei giorni scorsi. E anche il loro rapido succedersi rivela la crescente attenzione della politica (nel bene o nel male) per internet, sebbene senza rinunciare alle solite incomprensioni e agli equivoci (come quello di definire internet luogo di anarchia, senza regole, dove scorazzano liberi pirati e pedofili, come <a href="http://www.key4biz.it/News/2009/03/27/Policy/luca_barbareschi_pedofilia_Domenico_Vulpiani_facebook_Gigi_Tagliaferri_Ernesto_Caffo.html?utm_source=infomail&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Dailyletter+n.1381+del+27+marzo+2009">ribadito nei giorni scorsi</a> ancora una volta da Barbareschi.<span id="more-531"></span></p>
<p>Forse hanno ragione <a href="come Massimo Mantellini http://www.mantellini.it/?p=6555">quei commentatori</a> che vedono, nella proposta del PD, il gioco facile di chi scrive belle parole nella certezza che mai si trasformeranno in legge. D’altro canto, però, è una proposta che arriva sull’onda di un fenomeno, e che è quindi figlia del proprio tempo: magari di per sé sarà poco efficace, sul piano pratico, ma risponde all’esigenza di creare una coalizione più netta intorno alla difesa dei principi della rete. E così che nei giorni scorsi è nato anche <a href="http://www.amointernet.it/about">Amointernet.it</a>, che «riassume le idee e le posizioni di un gruppo di persone, professionisti, appassionati, cittadini che ritengono che Internet e l’innovazione in generale facciano parte del futuro dell’Italia». Molti di questi principi sono in linea anche con le posizioni di <a href="http://nnsquad.it/">NNsquad Italia</a>, neo nata organizzazione che sta venendo sempre più allo scoperto e che nei prossimi mesi si presenterà ufficialmente al pubblico. Si sa che la gente sente il bisogno di alzare gli scudi solo quando sente scoccare dall’altra parte le frecce. Questo grande movimento di idee e di persone è quindi il risultato del fatto che si stanno consolidando due lobby politiche e di addetti ai lavori. Una a favore di nuove regole per internet, l’altra per la tutela e la riaffermazione delle attuali. Questa seconda fazione mira a mettere le regole nero su bianco, sancite nelle norme dello stato. Finora invece principi fondanti come la neutralità della rete sono stati tutelati soprattutto dalla consuetudine.</p>
<p>L’agitarsi di parole e di proposte in terra italiana fa da sostegno a qualcosa che però sarà probabilmente deciso in sede istituzionale europea. La neutralità della rete è del resto un tema troppo vasto, con ricadute sull’economia internet mondiale, per poter essere affidato a legislatori di un singolo Paese. Il 31 marzo Bruxelles voterà emendamenti che vorrebbero dare agli operatori la possibilità di intervenire sul traffico dei propri utenti con libertà e poteri mai esercitati finora. Anche in Europa si assiste al balletto di opposte fazioni: Google, Yahoo!, Skype e eBay <a href="http://punto-informatico.it/2585021/PI/News/non-lasciare-che-rete-diventi-tv.aspx">hanno scritto</a> a Bruxelles contro questi emendamenti, osteggiati anche da Scambio Etico, come <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=2">segnala</a> Anna Masera su La Stampa. Guido Scorza <a href="http://www.guidoscorza.it/?p=677">nota invece</a> che il parlamento europeo ha approvato una raccomandazione contro censure e minacce fatte dai governi contro la libertà di espressione in internet. A conferma che la partita si gioca soprattutto a livelli europei. Ciò non toglie che serva anche l’apporto dei gruppi d’opinione dei singoli Paesi per decidere le sorti della battaglia finale. Un po’ come fanno i supporter che seguono la propria squadra, sostenendola, nei derby giocati in stadi internazionali.</p>
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