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Prefazione

Una nuova dimensione

Dal modello industriale all’economia di rete

I media tradizionali dopo Internet

New Media e New Journalism

I nuovi protagonisti dell’informazione

La televisione dell’era di Internet

Appendice
Nuovi Media e Vecchio Continente:
le prospettive dell'editoria elettronica in Europa

Appendice

 

 

 

Nuovi Media e Vecchio Continente:
le prospettive dell’editoria elettronica in Europa

Nella seconda metà del 1996 la Andersen Consulting, in collaborazione con l’Institut pour l’étude de l’économie e de l’information e des nouveax media, ha condotto, per conto della Commissione europea, uno studio intitolato «Sviluppi strategici per l’industria editoriale europea di fronte all’anno 2000». La ricerca descrive le opinioni in materia di posizionamento strategico che permetteranno all’industria editoriale europea di rimanere competitiva rispetto alla concorrenza alla vigilia del XXI secolo e contiene un’analisi approfondita delle possibilità attualmente offerte dall’editoria online, sottolineando l’importanza del ruolo dei fornitori di contenuti.

Lo studio propone anche una serie di consigli strategici che, anche a distanza di tre anni, oltre a non essere ancora stati compresi da una parte consistente degli operatori del settore, restano di grande attualità.

 

Il ruolo delle autorità nazionali e della Commissione Europea
«La competitività dell’Europa nel campo dell’edizione elettronica richiede una politica più integrata nel settore dei media e delle telecomunicazioni».

Le autorità nazionali devono creare un quadro favorevole all’editoria elettronica tramite una regolamentazione adeguata. Devono favorire la realizzazione di un’infrastruttura e avviare dei programmi miranti a sviluppare il contenuto nei campi dell’educazione, della formazione professionale e del patrimonio culturale nazionale.

La Commissione Europea deve coordinare i cambiamenti necessari, emanando delle direttive. Allo stesso tempo, deve avviare una piattaforma comune per i grandi temi, compresi quelli della tutela dei diritti d’autore, dei sistemi di pagamento tramite la Rete, dello sfruttamento dei contenuti, eccetera. Questo dovrebbe colmare il fossato che separa il Vecchio Continente dagli Stati Uniti in materia d’innovazione e creare delle opportunità di lavoro non indifferenti. La Commissione Europea potrebbe, al tempo stesso, giocare un ruolo di animatore riunendo i soggetti industriali interessati da una iniziativa di questo tipo.

 

Previsioni relative alla crescita del settore
«La quota di mercato delle edizioni elettroniche, nel mercato editoriale da qui al 2000, si attesterà tra il 5 e il 15% e rappresenterà un valore tra 8,8 e 12,4 miliardi di Ecu (nel ’96 l’Euro non era stato ancora varato Ndr), in relazione al tipo di pubblicazione e in funzione dell’accoglienza riservata dagli utenti».

È difficile, quasi impossibile, formulare una previsione sulle esatte dimensioni del futuro mercato, a causa della grande variabilità dei progressi tecnici e degli atteggiamenti degli utenti. Una stima attendibile, quindi, prende in considerazione il meglio e il peggio degli scenari, per prevedere le dimensioni dei mercati per i differenti tipi di pubblicazioni elettroniche.

 

Conseguenze occupazionali
«In relazione alle quote di mercato conquistate, il settore dell’edizione elettronica diventerà nel futuro un importante creatore di posti di lavoro».

Si prevede che circa un milione di nuovi posti di lavoro legati al multimediale saranno creati nei quindici Paesi dell’Unione Europea nel corso dei prossimi dieci anni. La domanda, nei settori della produzione di contenuti e dello sviluppo delle risorse, dovrebbe registrare il tasso di crescita maggiore: più 95% fino all’anno 2005. I giornali regionali di medie dimensioni che offrono un servizio online cominciano già ad assumere da un minimo di tre a un massimo di 20 persone in più in relazione alla portata del servizio.

 

Il saper fare degli editori può giocare un ruolo fondamentale
«Il crescente sentimento di comunità online è frustrato dall’incapacità di trovare agevolmente contenuti adeguati».

L’esperienza degli editori nel creare un sentimento di comunità intorno a un centro comune d’interesse, nell’adattare il contenuto in modo da soddisfare e alimentare la domanda facendosi conoscere, darà all’industria editoriale un vantaggio sugli altri fornitori d’informazioni. Se queste competenze non saranno applicate al cyberspazio, i problemi di saturazione e di disinformazione aumenteranno, rallenteranno la crescita di Internet e limiteranno il suo ruolo nella futura Società dell’informazione.

 

Come gli editori devono orientare le loro attività verso i nuovi tipi di pubblico
«Gli editori dovranno trasformare totalmente la loro attività. Dovranno passare da attività di produzione a una di servizi alla clientela in risposta alle nuove attitudini di lettura che l’edizione elettronica crea».

Si profilano nuove comunità fondate su centri d’interesse, nuovi bisogni e nuovi stili di vita. I lettori stessi si autodefiniscono già come gruppi di individui con interessi comuni, che possono interagire in linea. Gli editori di oggi considerano la loro attività come la formulazione e la diffusione di un determinato contenuto con modalità prestabilite. Nel futuro, gli editori elettronici dovranno concentrarsi sull’integrazione del contenuto e dei servizi, sull’adattamento del prodotto alle esigenze della clientela, sulla mediazione con i fornitori d’informazioni e i sistemi di transazione al dettaglio. I lettori saranno attratti dai prodotti elettronici che offriranno dei vantaggi in termini di tempo e di costo rispetto alle edizioni su carta, cioè quelli che sapranno fornire un’informazione migliore ad un costo minore. Nel caso dell’informazione per il tempo libero, gli utilizzatori si aspettano dei servizi facili da usare e molto economici.

 

L’importanza dell’interattività per gli inserzionisti pubblicitari
«Per conquistare delle percentuali di mercato pubblicitario ai danni della televisione, gli editori dovranno creare delle comunità virtuali con interessi comuni, che gli offriranno la possibilità di acquisire un tipo di contatto nuovo con gli utenti e che, di conseguenza, gli assicureranno dei rientri pubblicitari maggiori».

La televisione digitale offrirà molti più canali di oggi, ma non potrà fornire i livelli di valore aggiunto delle edizioni elettroniche agli utilizzatori finali, a causa delle economie di scala e della limitata interattività. In relazione alla capacità degli editori di accreditare il loro ruolo di creatori di comunità virtuali che possono rivestire un valore per gl’inserzionisti, lo studio prevede che si impossesseranno di porzioni crescenti del mercato della pubblicità elettronica a detrimento della televisione.

 

Le future fonti di guadagno dipendono dal tipo di pubblico
«I servizi a pagamento per utenti professionali o con centri d’interesse specialistici, saranno finanziati dagli abbonamenti, mentre i servizi per il tempo libero saranno finanziati dalla pubblicità persona­-lizzata e dalle provvigioni».

Lo studio rileva l’esistenza di un diffuso consenso intorno all’idea che i consumatori non dovranno pagare per i contenuti di base e in particolare per l’informazione generale, i forum locali o i piccoli annunci. La maggioranza dei servizi destinati al mercato di massa dovrà, dunque, essere finanziata dalla pubblicità.

Le provvigioni percepite sulle transazioni online dovranno diventare la seconda fonte di guadagno per importanza. Per il mercato di massa, gli abbonamenti non giocheranno che un ruolo minore. Nonostante ciò, i servizi a pagamento per gli utenti professionali o con interessi specialistici saranno offerti mediante la sottoscrizione di abbonamenti e dipenderanno, quindi, meno dalla pubblicità.

Gli inserzionisti pubblicitari da clienti diventeranno concorrenti

«L’edizione elettronica sfumerà il confine tra contenuto e pubblicità. Gli editori saranno scavalcati dagli inserzionisti che stabiliranno contatti diretti con i loro clienti».

Lo studio rileva una minaccia alla quale devono fare fronte gli editori online. Gli utenti delle pubblicazioni elettroniche considerano la pubblicità presente in rete informativa e attraente: accettabile come un qualsiasi altro contenuto. Per la prima volta gli editori, quindi, dovranno fronteggiare la concorrenza dei loro stessi clienti. Per superare il problema, dovranno concentrarsi sulle loro competenze tradizionali, servendo delle comunità d’interessi, creando dei contenuti di qualità e costruendosi una notorietà.

 

La nicchia tecnologica che gli editori devono sfruttare
«Gli editori elettronici beneficeranno di un vantaggio sui loro concorrenti in termini di fidelizzazione della clientela».

Lo sfruttamento precoce dei progressi tecnologici rappresenta un vantaggio strategico. Ad eccezione di qualche zona urbana, le infrastrutture a larga banda terrestre non saranno disponibili in grande scala prima del 2005 a causa dei grandi investimenti richiesti. Gli editori dovranno, quindi, utilizzare dei sistemi ibridi di diffusione e di comunicazione online - e tra questi Internet - per offrire un contenuto e dei servizi personalizzati.

I precursori beneficeranno non soltanto di costi di sfruttamento decrescenti, ma anche di un vantaggio sui loro concorrenti in termini di fidelizzazione della clientela e di acquisizione di esperienza necessaria per offrire servizi editoriali di qualità.

L’editoria elettronica diventerà, verosimilmente, un elemento strategico essenziale per la sopravvivenza economica nei prossimi 5, 8 anni. Secondo lo studio della Commissione Europea, chi non farà degli sforzi per posizionarsi in questo solco, perderà tutte le sue chance.

 



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