555 Bozza di proposta di un PROGRAMMA NAZIONALE DI RICERCA sul tema FREEWARE Angelo Raffaele Meo Centro Elaborazione Numerale dei Segnali del C.N.R. Politecnico di Torino 1. LO SCENARIO INTERNAZIONALE DELL'INFORMATICA 1.1 La posizione dell'Italia E' ben noto che il nostro Paese occupa una posizione di arretrata retroguardia sullo scenario internazionale delle tecnologie e dei prodotti dell'informazione. Tutti gli indicatori relativi al mercato, alla diffusione dei prodotti, alla produzione industriale nel settore collocano l'Italia sotto le medie europee, che sono a loro volta molto inferiori ai dati corrispondenti dei due paesi leader, Stati Uniti e Giappone. Nel 1996, ultimo anno per il quale disponga di dati consolidati, il mercato italiano dell'informatica valeva 23.050 miliardi di lire contro un mercato mondiale di 603 miliardi di dollari, nettamente al di sotto di quel 3.4% che rappresentava il contributo italiano al reddito mondiale. La spesa informatica italiana per cittadino era pari a 253 dollari, contro 909 di Stati Uniti, 741 del Giappone, 523 di Gran Bretagna, 512 della Germania e 489 della Francia. Anche rapportata al PIL, tale spesa (1,4%) appare nettamente inferiore non soltanto a quella dei due paesi leader (3,1% per gli USA, 1,8% del Giappone), ma anche a quelle dei tre piu` importanti paesi europei (2,8%, 1,9% e 2,0% di Gran Bretagna, Germania e Francia, rispettivamente). Su 100 addetti soltanto 26 lavoratori italiani dispongono di un personal computer, contro 68 americani e circa 40 per gli altri paesi europei. Di questi soltanto 17 usano la posta elettronica, contro 67 americani, 65 inglesi e 30 tedeschi. Il numero di personal computer collegati a un modem e' nel nostro paese soltanto pari al 4% contro l'87% degli Stati Uniti e il 20% della Germania. ...............omissis Fell'informazione sono molto preoccupanti, i corrispondenti dati pertinenti la produzione, come soggetti industriali, di quei prodotti e quelle tecnologie appaiono disastrosi. Consumiamo poca informatica e ne produciamo pochissima. Il caso della Olivetti, che non e` piu` un'azienda industriale in senso stretto, e quello della Telettra, che e` divenuta parte della francese Alcatel con una conseguente delimitazione del ruolo, sono emblematici della scelta del sistema industriale italiano, tutto concentrato sulle tecnologie e sui prodotti maturi. Il nostro Paese ha fatto proprio, o quanto meno ha accettato, un modello della divisione internazionale del lavoro che delega ad altri lo sviluppo delle tecnologie di punta, e delle tecnologie dell'informazione in particolare, e lascia a noi tecnologie e comparti tradizionali. E' una scelta economicamente sbagliata, perche' i comparti di punta sono caratterizzati da valori aggiunti e profitti piu` elevati, e strategicamente pericolosa, perche' le tecnologie sono sinergiche l'una con le altre, e non si puo` trascurarne una senza implicitamente danneggiare tutte le altre. 1.2 Il software italiano Nel 1996 il mercato italiano del software e dei servizi relativi ha raggiunto il valore di 12.590 miliardi di lire, che diventano 14.850 se si considera anche il fatturato "captive" di imprese informatiche verso le loro capogruppo. I valori e i tassi di crescita di questo mercato sono ancora una volta nettamente inferiori alle corrispondenti medie europee, a loro volta molto minori dei dati di Stati Uniti e Giappone. La spesa procapite italiana per software e servizi e` stata pari a 126 dollari contro 571 degli USA, 346 del Giappone, 301 della Francia, 276 della Gran Bretagna, 242 della Germania. Analoghe differenze si riscontrano nella spesa per occupato e nel rapporto fra la spesa e il P.I.L. Dei 12.590 miliardi di lire che rappresentavano il mercato italiano del 1996, 4600 miliardi erano rappresentati da prodotti software e altri 2068 miliardi corrispondevano ai fatturati per lo sviluppo e la manutenzione di programmi su commessa. La quota rimanente era rappresentata, in misura pressoche' uguale, dalle consulenze, i servizi di integrazione di sistemi, la fornitura di servizi di elaborazione dati, formazione e "outsourcing" a vari livelli. I dati riportati non mettono in chiara evidenza tutta la dimensione del ritardo del nostro Paese in questo settore. Ad esempio, non spiegano che soltanto il software prodotto su commessa nasce nel nostro Paese, che quasi tutto il software di base - sistemi operativi, linguaggi e compilatori, strumenti e ambienti di sviluppo - e la grande maggioranza del software applicativo sono importati dall'estero, che le esportazioni di software e servizi collegati sono praticamente inesistenti. Piccolissimi paesi come la Finlandia o paesi del terzo mondo come l'India ci surclassano in questo settore. Forse, soltanto il comparto delle noci di cocco vede una bilancia commerciale cosi' sbilanciata sulle importazioni. Non e` strano, poiche' la cultura delle tecnologie dell'informazione e del software in particolare e` diffusa nel nostro Paese, soprattutto a livello del management che opera le scelte, come le piantagioni di noci di cocco. 1.3 Tecnologie soffici e terzo mondo Nella seconda meta` degli anni `70, in una serie di studi approfonditi sulla realta` mondiale, personaggi molto noti della cultura, della politica e dell'industria di quegli anni intravidero nell'avvento delle tecnologie dell'informazione un'opportunita` di progresso per i paesi in via di sviluppo. .............................................. Quei rapporti furono tutti caratterizzati da un grande ottimismo, ispirato dalla constatazione che le tecnologie dell'informazione hanno un contenuto intrinseco di materie prime ed energia praticamente trascurabile. Essendo il contenuto di quelle tecnologie puramente intellettuale ed essendo l'intelligenza umana distribuita nella stessa misura su tutti i popoli della terra (come osservava Cartesio), le stesse opportunita` di sviluppo tecnologico ed economico avrebbero dovuto aprirsi al paese ricco e a quello povero. A venti anni di distanza dal momento in cui uomini animati da acuta intelligenza e ideali forti, come Brandt, Mc Namara, Shiller, Mitsubishi, Schreiber, Peccei, sognavano un futuro migliore, basato sulle nuove tecnologie e sull'industria dell'informazione e costruito su una stretta collaborazione internazionale, non soltanto constatiamo che il divario tecnologico, industriale ed economico fra paesi ricchi e paesi poveri non e` diminuito per l'avvento delle tecnologie dell'informazione, e anzi e` cresciuto, ma rileviamo amaramente che le stesse tecnologie dell'informazione si sono diffuse quasi esclusivamente nei paesi del Nord. Il mercato dei calcolatori, degli apparati e delle reti di trasmissione dati, dei satelliti, delle stesse linee e apparecchi telefonici e` dominato dagli Stati Uniti, e` presente in misura inferiore ma significativa in Europa e nell'Est Asiatico, ed e` praticamente inesistente nei paesi in via di sviluppo. Il divario gia` molto alto nel consumo di tecnologie e di prodotti informatici diventa abissale dal punto di vista della produzione industriale: i paesi in via di sviluppo utilizzano poca informatica e poche reti, e producono pochissimi prodotti e tecnologie per i due settori dell'elaborazione e della trasmissione dei dati. Al limite, il mercato del software, che teoricamente avrebbe dovuto essere il piu` aperto ai contributi di tutti, registra praticamente un unico protagonista: gli Stati Uniti d'America. Il dominio dei paesi del Nord, e degli Stati Uniti in particolare, non si limita all'area delle tecnologie e dei prodotti dell'informazione, ma si estende ai contenuti culturali della stessa informazione, comprensivi di valori morali, norme giuridiche, regole politiche e tutto cio` che costituisce il modello dell'universo. ..................................... Cosi, contrariamente a quanto si aspettavano Brandt e gli altri studiosi che si rifacevano al suo rapporto, il monopolio dei paesi ricchi sulle tecnologie "soffici" e sui prodotti dell'industria "leggera", anzi "leggerissima", dall'informatica alle telecomunicazioni, dal software, che dell'informatica e delle telecomunicazioni costituisce l'anima economicamente piu` preziosa, sino al giornale, al libro, allo spettacolo, e` ben piu` accentuato del monopolio sulle tecnologie e sui prodotti "duri", quelli tradizionali, dall'edificio all'automobile. A nostro giudizio, le difficolta` che incontrano i sistemi industriali deboli nell'entrare nei comparti delle tecnologie soffici derivano essenzialmente dalla natura "non industriale" della cosiddetta "industria del software" e piu` in generale dell'industria dei prodotti "leggeri". ...........................segue una teoria delle ragioni economiche per cui sistemi economici ricchi diventano sempre piu' ricchi ecc.ecc....... .............................................. 1.4 L'avvento del freeware Nel 1990 uno studente ventenne dell'universita` di Helsinki, Linus Torvalds, che si diletta nello scrivere programmi per calcolatore trascurando lo studio, decide di comprarsi un computer nuovo. .....segue la storia di Linux....................... Oggi LINUX e` operante non soltanto sull'architettura del personal computer Intel, ma anche su altre piattaforme importanti, come McIntosh della Apple e Alpha della Digital. Si calcola che sia stato installato su circa due milioni di calcolatori, che sono soltanto l'uno per cento del parco macchine dominato da Microsoft, ma che rappresentano forse la popolazione piu` acculturata del mondo degli informatici. Quello di Linus Torvalds non e` che un esempio di un modello di attivita` collettiva che vede nel mondo migliaia di protagonisti, da raffinati ricercatori a dilettanti appassionati ma talvolta superficiali, da singoli professionisti a vere e proprie imprese, da privati e piccolissime organizzazioni a grandi istituzioni pubbliche e grandi associazioni di imprese e istituzioni. E' nato cosi il "freeware", software distribuito gratuitamente sulla rete, che chiunque, in qualunque parte del mondo, puo` acquisire in pochi minuti e fare proprio per eventuali correzioni, modifiche o adattamenti. Non sempre il software acquisito dalla rete puo` essere liberamente commercializzato. Talora il progetto puo` essere utilizzato gratuitamente soltanto per un limitato periodo di tempo, oppure puo` essere utilizzato ma non rivenduto. Comunque, i prodotti piu` interessanti dai punti di vista "scientifico-tecnico" e "industriale-commerciale" sono "freeware completo" nel senso che sono distribuiti in forma sorgente e quindi possono essere modificati, corretti e adattati a specifiche esigenze; possono essere utilizzati in altri prodotti senza alcun versamento di "royalties" a chi ha sviluppato il prodotto; possono essere distribuiti commercialmente, ossia "rivenduti", senza alcun limite; possono essere modificati e rivenduti senza alcun vincolo. Abbiamo contato oltre cinquecento siti di Internet, ciascuno dei quali mette a disposizione dei visitatori moduli software e relativa documentazione completamente "free" per coprire una specifica area applicativa. Sono globalmente molti milioni di istruzioni, per l'equivalente, secondo la valutazione di alcuni studiosi, di oltre cento miliardi di dollari che sono comunque virtuali poiche' i prelievi di software dai siti della rete non sono accompagnati da trasferimenti di valuta. Sul fuoco sacro della Rete si fonde l'intelligenza informatica mondiale riproducendo l'antico rito africano di quando ogni membro della tribu` portava al pentolone il proprio contributo libero per il pasto collettivo. 2. IL PROGETTO FREEWARE 2.1 Obiettivi Si e` accennato nel precedente paragrafo 1.3 al fatto che importanti organizzazioni scientifiche si sono attribuite ruoli di razionalizzazione del "freeware" e coordinamento delle attivita` di sviluppo relative. Questo lavoro ha avuto comunque una prevalente caratterizzazione scientifica e non ha mai avuto finalita` industriali. L'obiettivo centrale del progetto qui proposto e` invece rappresentato dalla sistematizzazione organica, a fini industriali, comprensiva del lavoro di certificazione e di ampliamento, ove necessario, del materiale disponibile. Il sogno e` fare dell' Italia la capitale mondiale del "freeware". Quattro aree di attivita`, concettualmente sequenziali ma praticamente interallacciate, caratterizzeranno il lavoro da svolgere. Nella prima area si produrra` un inventario dell'esistente, insieme a una prima grossolana valutazione e classificazione. Il risultato del lavoro sara` rappresentato da un sito pubblico, dotato delle fondamentali funzionalita` della sicurezza, e soprattutto della mutua autenticazione sito-visitatore con certificazione delle firme, contenente le informazioni di sintesi di ogni frammento significativo del freeware, insieme ai relativi puntatori in rete. L'informazione testuale sara` scritta in inglese, italiano, francese e tedesco. La seconda area di attivita` avra` come obiettivi centrali la valutazione e la certificazione dei singoli prodotti o linee di prodotti. La valutazione sara` effettuata dal duplice punto scientifico-tecnico e industriale-commerciale, con enfasi sulle implicazioni di progresso scientifico, sulla rilevanza applicativa, sulla dimensione del bacino d'utenza potenziale. In questa fase, si procedera` separatamente per linee applicative verticali, selezionate sulla base dei criteri indicati e delle risorse disponibili. Nel paragrafo successivo sono indicati alcuni esempi non esaustivi di aree applicative su cui si propone di concentrare l'attenzione. La terza area di lavoro, strettamente interconnessa con la seconda, sara` finalizzata alla produzione della documentazione e della manualistica dei singoli moduli software certificati. Tale documentazione dovra` riguardare sia gli aspetti delle funzionalita` e delle prestazioni offerte dai singoli prodotti, sia quelli dell'operativita` del codice sorgente. In altri termini, si dovra` consentire all'utente non professionale di utilizzare senza troppe difficolta` il programma applicativo, come ad esempio il sistema di videoscrittura, e si dovra` mettere il professionista software nelle condizioni di installare, correggere e modificare un sistema operativo o un ambiente di sviluppo. La documentazione tecnica potra` essere prodotta solo in lingua inglese; quella funzionale dovra` essere scritta almeno in italiano, inglese, francese e tedesco. Il risultato di questa terza area di attivita` sara` costituito da una serie di "compact disk", uno per ciascuna linea di prodotti significativa. La quarta area di attivita`, la piu` complessa e interessante dal punto di vista scientifico, sara` volta a completare le linee di prodotti disponibili con moduli nuovi, necessari per completare vere e proprie "suite" di sistemi operativi, strumenti e ambienti di sviluppo, sistemi per la gestione di basi di dati, ambienti di rete, programmi applicativi per l'ufficio o, al limite, per la gestione e il controllo di processi produttivi. Ovviamente, non si potra` coprire tutto l'universo delle aree applicative attualmente occupate dai molti programmi del mercato, ma si dovra` operare scelte precise, che tengano conto della rilevanza scientifica, della dimensione del bacino d'utenza, della fattibilita` economica. Cosi`, pare opportuno orientarsi prevalentemente al mondo del personal computer, in considerazione della sua dimensione, e alle aree applicative delle reti, dei "data base", dell'ufficio. Eccezionalmente i sottosistemi attuati per l'integrazione di "freeware" esistente e di moduli nuovi sviluppati nell'ambito del progetto potranno prevedere anche un ruolo per prodotti disponibili sul mercato purche' di basso costo per l'utenza e a condizione che i produttori coinvolti accettino l'integrazione del loro software nei nuovi strumenti. 2.2 Aree di attivita` Senza pretendere di essere completi e, soprattutto, senza voler anticipare scelte di carattere strategico che competeranno alla direzione del Programma , si indicano alcune aree di intervento che mi paiono particolarmente interessanti dal punto di vista delle finalita` indicate nel successivo capitolo 3. Sistemi operativi Ovviamente il mondo LINUX-UNIX sara` al centro del progetto...... ............................ Ambienti di programmazione ...................... ........................ Sistemi di videoscrittura e altri prodotti per l'ufficio .......................... .......................... Sistemi per la gestione di basi di dati .......................... ............................ Strumenti per la grafica e il design ........................... ............................. Programmi per la sintesi di suoni, voce o musica ........................... ............................ Videogiochi e altre applicazioni multimediali ............................. ............................... Strumenti per la gestione di reti Molto del software utile per la gestione di reti di calcolatori e per l'attuazione dei protocolli di comunicazione appartiene al mondo del "freeware". In particolare, forse la maggioranza del software di comunicazione per Internet - protocolli del mondo TCP-IP, strumenti di monitoraggio e gestione, moduli "proxy", software dei "communication server", "mail server" e "www server" come ............... ..................... Applicativi per Internet L'importanza del "freeware" di questo settore, associato al ben noto quadro del mercato ove alcuni concorrenti aspirano all'egemonia assoluta, hanno portato alla distribuzione gratuita anche di alcuni prodotti commerciali, come i ben noti "browser". Un sottocapitolo a parte e` costituito dalle macchine virtuali per Java, come .................... ........................... Software per la sicurezza Il problema della sicurezza informatica e' caratterizzato da molti aspetti, i piu` noti dei quali sono sicuramente la crittografia, la mutua autenticazione con la tecnica della chiave pubblica e della chiave privata e, strettamente legata all'autenticazione, la firma elettronica. Le ben note norme imposte dal Pentagono per ragioni di sicurezza militare, che vietano l'esportazione di programmi di crittografia con chiavi piu` lunghe di 40 bit e di programmi di autenticazione basati su chiavi piu` lunghe di 128 bit, hanno aperto uno spazio molto esteso ai programmatori europei e molto del loro lavoro e' "freeware". ......... ........................... ...............segue la descrizione di aspetti organizzativi......... .................................................. ................................................. 2.3 Durata e costo del progetto La struttura modulare del progetto consentira` di dimensionare gli obiettivi in funzione delle risorse disponibili. Una prima macrofase di attivita` , della durata di tre anni, consentira` di operare nelle aree indicate nel precedente paragrafo 2.2, con una spesa molto variabile in funzione del settore prescelto. Mediamente saranno necessari circa 10 miliardi per ciascuna area tematica, per un costo complessivo di circa 100 miliardi. La valutazione del costo di un'area tematica media deriva dalle seguenti stime: - inventario dell'esistente: 2 anni-uomo; - certificazione dell'esistente: 6 mesi-uomo per ciascun modulo acquisito, per un totale di 5 anni-uomo; - documentazione funzionale dell'esistente: 5 anni-uomo; - documentazione strutturale dell'esistente: 10 anni-uomo; - definizione degli obiettivi industriali del sottoprogetto, delle specifiche funzionali di ogni modulo e dei requisiti di concatenazione con gli altri moduli: 10 anni-uomo; - riprogettazione dei singoli moduli in un quadro di integrazione globale: 4 anni-uomo; - sviluppo di circa 40 moduli elementari, di lunghezza media pari a circa 10.000 istruzioni: 80 anni-uomo. 3. BENEFICI ECONOMICI ATTESI PER IL SISTEMA PAESE Un primo ordine di benefici economici derivera` dal miglioramento della bilancia commerciale attraverso una drastica riduzione delle importazioni di prodotti software. La particolare natura del progetto, che ha, come primo obiettivo nel tempo, la valutazione di prodotti gia` esistenti e non lo sviluppo di nuovi, consentira` di ottenere questo primo ordine di benefici economici gia` nell'arco di pochi mesi. Al termine del progetto questo beneficio potrebbe essere dell'ordine di mille miliardi di lire all'anno o piu`. Un secondo ordine di benefici economici derivera` dagli incrementi di produttivita` e dai miglioramenti della qualita` del software applicativo prodotto dalle aziende italiane. Infatti, la produzione del software applicativo sopra gli strati di un "freeware" certificato, ben noto, disponibile in forma sorgente e quindi flessibile e modificabile, appare piu` semplice e piu` idoneo al rispetto dei dettami di una corretta "software engineering" che non l'utilizzo di strumenti del mercato venduti soltanto in formato eseguibile, poco trasparenti, chiusi e rigidi. Questo ordine di benefici appare di difficile valutazione economica; tuttavia, si tenga presente che i miglioramenti incideranno su un complesso di attivita` valutabili intorno a duemila miliardi di lire all'anno. Un terzo ordine di benefici economici e` connesso ai servizi di consulenza sul freeware, che costituiscono un mercato nuovo, appena sbocciato ma destinato a una rapida crescita. Un successo scientifico del progetto potrebbe attribuire alle aziende e alle istituzioni pubbliche del nostro Paese la "leadership" mondiale di questo mercato, con ritorni culturali ed economici di dimensioni difficilmente valutabili oggi, ma certamente molto importanti. Colloco soltanto al quarto livello i benefici economici diretti che potrebbero derivare dalla vendita sul mercato internazionale dei programmi applicativi costruiti sul "freeware" di base. In effetti, nessun principio o norma giuridica vieterebbe di sviluppare software per il mercato utilizzando moduli "freeware", e cio` potrebbe anche avvenire nell'ambito delle iniziative promosse dal programma nazionale qui proposto. Ad esempio, un'azienda che nell'ambito del programma avesse sviluppato un foglio elettronico per LINUX potrebbe offrirlo al mercato internazionale anziche' esporlo gratuitamente nella vetrina di Internet. Tuttavia, non ritengo politicamente corretto che cio` avvenga. Scopo centrale del progetto deve essere l'estrazione e la raffinazione dei prodotti di quell'enorme miniera che ha il nome di "freeware", ed e` dovere del nostro Paese contribuire alla crescita di questo patrimonio collettivo rispettando la sua logica e la sua etica. Per queste ragioni, i benefici economici derivanti dalla vendita di prodotti software costruiti sul mondo del "freeware" potranno essere prodotti soltanto da aziende che non godano di finanziamenti pubblici per questa iniziativa, oppure da qualunque soggetto dopo la conclusione del progetto. Infine, saranno enormi, anche se difficilmente valutabili, i benefici indotti sul medio e lungo periodo dalla crescita culturale collettiva che il progetto determinera`. Nel settore delle tecnologie soffici e in particolare nel comparto del software, nessun fattore di successo e` piu` importante della cultura tecnico-scientifica, una cultura che deve essere vasta, profonda, estesa sul dominio professionale e sul territorio geografico, sinergica con gli altri capitoli del sapere tecnologico. In virtu` della sua prevalente componente di studio rispetto a quella dello sviluppo, un progetto dedicato al "freeware" appare ideale per accrescere quella cultura collettiva delle strutture pubbliche e private della ricerca che e` stata, ed e`, uno dei fattori di successo piu` importanti dei sistemi industriali dominanti. 4. FREEWARE ED ECONOMIA SOLIDALE Il successo del Progetto qui discusso potrebbe rappresentare una novita' molto importante dal punto di vista sociale e politico. La riflessione sociologica degli ultimi anni ha conferito molto risalto a un terzo settore dell'economia, dopo il mercato e lo stato (2). E' il settore del volontariato, che interessa oltre cinque milioni di italiani e comprende un ampio spettro di attivita', dal lavoro, soprattutto femminile, nell'ambito della famiglia, all'assistenza agli anziani e ai malati. ....... ....................... Sul piano delle concrete realizzazioni non e` mai esistito un modello puro, ma indubbiamente il modello di economia monetaria e di economia mista monetaria e non monetaria nelle diverse articolazioni che si concretizzano nella formula "piu` mercato o piu` stato" hanno guidato l'organizzazione sociale ed economica moderna e contemporanea., L'inadeguatezza di un modello improntato ad una pura logica di mercato e la crisi del "Welfare State" hanno riacceso l'interesse per forme di regolazione sociale in disuso come la reciprocita`, il principio di regolazione economica e sociale proprio di sistemi istituzionali precedenti la regolazione del mercato, finalizzate alla creazione di una attivita` economica radicata in una relazione sociale, caratterizzata da forme di cooperazione e di solidarieta`. E hanno messo in evidenza, come documenta un dibattito ormai ricchissimo l'importanza di un modello economico che integri principi economici, sociali e ridistributivi. La combinazione di queste tre principi costituisce il nucleo di una economia solidale riattualizzata da numerose pratiche sociali che si sono sviluppate in questi anni per rispondere ad una domanda sociale sempre piu` complessa e pressante soprattutto per quanto riguarda la richiesta di lavoro e di servizi sociali, esperienze che fondano la loro proposta di intervento concreto su un modello che concilia i valori di economia e solidarieta`. .............................. ................................... "Il "freeware" puo' essere collocato in questo nuovo quadro di un'economia solidale, indipendentemente dalle motivazioni o dalla vocazione di chi lo produce, innovatore intellettuale o mercante o francescano. Tuttavia, rispetto alle esperienze sopra citate, due novita' importanti lo caratterizzano: la sua collocazione in un contesto internazionale e il suo fondamento tecnologico. Sarebbe molto bello che l'Italia assumesse il ruolo di guida mondiale del "freeware". Oltre ai benefici scientifici ed economici sopra elencati, il nostro Paese trarrebbe anche utili di immagine non effimeri. ..........................