Argomento: Scienze Umane e Sociali.
di Rosenthal, Edward C.
Sono passati i tempi in cui si poteva scegliere un'auto di qualsiasi colore purchè fosse nera (come diceva Henry Ford). Oggi invece è possibile, sul sito web di molte case automobilistiche, scegliere colore e allestimento, fino quasi a costruire la propria auto su misura. Quale che sia la cosa che vogliamo fare o acquistare, le possibilità di scelta sono, per noi che viviamo nel paesi più sviluppati, pressoché infinite.
Quella che a noi oggi, che viviamo nell'"Età della scelta" sembra la normalità, è una peculiarità del nostro tempo: gli esseri umani hanno sempre avuto limitazioni pesanti e per millenni assai scarse possibilità di scegliere. Ma la domanda che Rosenthal si pone è: stiamo davvero meglio per questo?
Ogni scelta comporta esclusioni: se si sceglie una cosa, non si può contemporaneamente farne o acquistarne un'altra. Così ogni scelta si traduce spesso, anziché in un piacere, in una serie di rimpianti ("Ah, se solo avessi fatto quell'altra cosa! Se avessi acquistato B invece di A…"). In questo modo sviluppiamo in noi opposizioni, contraddizioni e paradossi: forse, come dice un antico proverbio sufi, "libertà non è dover scegliere".
L'amplissima possibilità di scelta influenza, senza che noi ce ne rendiamo conto, tutta la nostra vita: i rapporti sociali, la cultura, l'economia, la politica... Rosenthal esplora queste influenze e ne analizza i risvolti, in tutti i campi del sapere: dai processi decisionali nelle aziende alle teorie scientifiche (la luce può scegliere di presentarsi come onda o come corpuscolo?), dalla linguistica (lo Strutturalismo di Saussure) alla filosofia (l'Esistenzialismo), l'arte e tutte le figure del Moderno e del "Postmoderno".
Edward C. Rosenthal è professore associato di Management Science e Operations Management alla Fox School of Business and Management della Temple University (Philadelphia, Pensilvanya).
Collana: ApogeoSaggi
Uscita: Ottobre 2006
Pagine: 384
ISBN: 9788850324774
Formato: 13,5 x 21
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Mario Ricciardi racconta e svela, a partire dalla sua esperienza come presidente e direttore del Museo del cinema di Torino, tutti i meccanismi per un museo di successo.
Il testo vuole anzitutto offrire un quadro teorico, coerente ma sufficientemente articolato, per la comunicazione verbale ed, entrando più nello specifico, offre anche una rilettura degli strumenti semiotici tipici della comunicazione verbale.
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